Quella dei Filonardi è una famiglia nobile romana con il titolo di marchese, originaria di Bauco (poi Boville Ernica) diocesi di Veroli e presente a Roma intorno al 1440 con Bartolomeo.

Storia

Nel 1746 la famiglia Filonardi rientrò nell'elenco delle 60 famiglie patrizie coscritte romane inserite nel libro d'oro del Campidoglio, in virtù della Bolla (Urbem Romam) emanata da Papa Benedetto XIV, come Patrizi coscritti romani, conservata tra le nobili famiglie di Roma. Quindi patrizi coscritti romani, patrizi di Veroli, di Ferentino, di Frosinone e Anagni.

Alcuni storici sostengono che questa antica famiglia originaria di Bauco discenda da Bartolomeo Filonardi, ufficiale dell'esercito imperiale sceso in Italia dalla Germania, verso il 1347, al seguito dell'imperatore Carlo IV.

Bartolomeo Filonardi, stabilitosi a Bauco, sposò una giovane della famiglia de' Nobili feudataria del paese, da cui nacque: Vellio, nato a Bauco nel 1350, sposò nel 1379 Lucrezia, da cui nacque Bartolomeo, nato a Bauco nel 1380, sposò nel 1410 Porzia, da cui nacque Vellio, nato a Bauco nel 1435, sposò nel 1460 Rita della Sgurgola da cui nacquero Domenico, Giacomo ed Ennio, che diventerà cardinale.

Domenico, nativo di Bauco e abitante ad Isola Liri, sposò Francesca Casalvieri e nel 1543 si trasferì a Ferentino come documentato da un rogito notarile del 1543 del notaio Albertini Mario di Ferentino: "si sono costituiti spontaneamente alla mia presenza Domenico Filonardi di Isola abitante in Ferentino con sua moglie Francesca Casalvieri", da cui nacque Giovanni.

Giacomo, altro fratello del cardinale Ennio I, restò ad abitare a Bauco, sposò la principessa Anna Lucilla Colonna da cui nacquero: Marco Tullio, Antonio, vescovo di Veroli, e Saturno.

Per merito di Ennio I, incominciò l'ascesa sociale della Casata. Fu auditore di Rota Datario di Papa Paolo III e cardinale. Questi pose casa a Roma, circa l'anno 1530, nel Rione di Sant' Eustacchio, dove esisteva il palazzo Filonardi in via dei Barbieri, già via dei Filonardi. Nel 1536 fece costruire a Bauco (attuale Boville Ernica) un interessante castello di famiglia, il quale lo dedicò al pontefice Paolo III, su disegno del Vignola, i lavori terminarono nel 1542, come recita l'epigrafe dell'artistico portale di entrata: ENNIVS PHILONARD. CARD. VERVLAN. DOMV. NATALI IN SOLO AEDIFICATA PAVLO III PONT. MAX BENEFACTORI AD VOLVPTARIOS SECCESSAS DEDIC M.D.XXXXII. cioè: «Ennio Filonardi cardinale verolano dedicò a Paolo III pont. mass. suo benefattore la casa edificata in suolo natale per delizioso soggiorno 1542».

Si deve al cardinale Ennio Filonardi, la ricostruzione della Guardia Svizzera, annientata durante il Sacco di Roma (1527), nel 1542 riuscì a condurre un contingente di 150 svizzeri a Bologna come guardia di palazzo, e nel marzo 1548 la nuova Guardia Svizzera prese servizio a Roma.

Dopo la sua brillante carriera curiale al servizio di ben otto papi, diede allo Stato della Chiesa un gran numero di prelati e funzionari; infatti la famiglia Filonardi si pregia di aver dato alla Santa Romana Chiesa tre cardinali, tre arcivescovi e otto vescovi.

La figura preminente del casato fu Ennio I, cardinale col titolo di sant'Angelo (1536-1549); Filippo I, cardinale col titolo di santa Maria del Popolo (1614-1622); Vincenzo Petra-Filonardi, cardinale e gran Penitenziere (Vincenzo Petra, nipote di Settimia Filonardi duchessa di Vastogirardi rientrò nei beni fidecommessi della famiglia Filonardi, quindi considerato il terzo cardinale della famiglia); Paolo Emilio arcivescovo di Amalfi e nunzio nel Regno di Napoli (1616-1624); Mario, arcivescovo di Avignone e nunzio in Polonia (1624-1644); Filippo II, arcivescovo di Ferrara (1826-1834); Cinzio, vescovo di Terracina (1533-1534); Antonio, vescovo di Veroli (1538-1560); Ennio II, di Narni, vescovo di Montefeltro (1549-1565) nipote del cardinale Ennio, per via femminile.

Il cardinale Ennio I, rinunciò, nel 1549, alla sede di Montefeltro in favore di questo suo nipote). Flaminio, vescovo di Aquino (1579-1608); Ennio III, vescovo di Ferentino (1612-1644); Alessandro, vescovo di Aquino (1615-1645); Pier Francesco, vescovo di Anagni (1646-1662); Marcello, vescovo di Aquino (1655-1690).

La famiglia dei marchesi Filonardi si divide in tre rami, regolati da un fidecommesso interno, voluto dal cardinale Ennio, il quale imponeva alla famiglia che qualora si estinguesse un ramo gli sarebbe succeduto l'altro e così di seguito.

I tre rami della famiglia hanno come capostipiti Domenico, Marco Tullio e Saturno.

Ramo di Domenico

Domenico, figlio di Vellio, fratello di Giacomo e del cardinale Ennio, nacque a Bauco, si trasferì ad Isola Liri dove sposò Francesca Casalvieri. Nel 1545 risultava abitante in Ferentino, come si evince da un rogito notarile, assieme a sua moglie Francesca Casalvieri, da cui nacque Giovanni. Giovanni, figlio di Domenico e Francesca Casalvieri, nato a Bauco e residente in Ferentino, sp. Angela da cui nacquero Filippo e Cinzio, vescovo di Terracina (1533-1534), pro-legato di Perugia, procuratore di fra Ottaviano di Montenero (Perugia) commendatario della commenda Militensi di San Giacomo in Ferentino (1531); Cinzio fu ucciso a Perugia nel 1534, durante un attentato ordito da Rodolfo Baglioni. Filippo, figlio di Giovanni e Angela, sposò Francesca de' Crescenzi da cui nacque Paolo Emilio. Paolo Emilio, figlio di Filippo e Francesca de' Crescenzi, nacque a Bauco nel 1515, era pronipote del cardinale Ennio I. Paolo Emilio divenne un personaggio di rilievo; a soli 20 anni fu scrittore apostolico della biblioteca Vaticana e funzionario della segreteria dei Brevi Apostolici. L'ufficio di scrittore apostolico comportava la conoscenza almeno del diritto canonico si deve presumere che Paolo Emilio Filonardi, data la sua giovane età, doveva aver finito gli studi universitari da poco tempo. Paolo Emilio lo troviamo anche nell'elenco dei Tesorieri Generale di Marittima e Campagna, sede questa posta a Ferentino, quindi per motivo di interessi Paolo Emilio, pose casa anche a Ferentino, facendo costruire nel 1550 il palazzo Filonardi, in parrocchia di San Valentino, sito all'incrocio di via Consolare e via Roma e confinante con il palazzo Tibaldeschi. Il palazzo Filonardi, durante la seconda guerra mondiale, fu bombardato e in gran parte distrutto, ricostruito dagli attuali proprietari (Scala-De Simone). Paolo Emilio fu anche segretario particolare del cardinale Gian Pietro Carafa, futuro Papa Paolo IV. Con Paolo Emilio, la presenza dei Filonardi di Bauco a Ferentino è massiccia, ciò si rileva dai molti rogiti notarili stipulati dal 1529 al 1600. Il 27 ottobre 1577, Paolo Emilio, acquista i diritti della cappella intitolata a San Michele Arcangelo posta nella chiesa di San Valentino, così dal rogito: "Il magnifico Paolo Filonardi, avendo acquistato i diritti della cappella di S. Michele Arcangelo dai signori Conti, riceve dal vescovo Aurelio Tibaldeschi la conferma di Tale diritto. Il signor don Flaminio Filonardi a nome del padre accetta tale cappellania e nel medesimo tempo dona ad essa una terra lavorativa, posta nel territorio di Ferentino, nella contrata detta Labrofico, della capacità di tre quarte". Paolo Emilio sposò Antonina Ferro di Bauco (sorella di Pietro Ferro, canonico della cattedrale di Ferentino), dall'unione nacquero Scipione, Cinzia, e Flaminio, vescovo di Aquino (1579-1608). Questi nacque a Bauco il 13 dicembre 1541, divenne in giovane età storico e scrittore della Biblioteca Vaticana. Altri figli di Paolo Emilio e Antonina Ferro furono: Germanico, Porzia, e Marcello, nato a Bauco nel 1550, assessore e Procuratore fiscale della S. Congregazione del Sant' Uffizio. Tra il 1594 e il 1600 condannò Tommaso Campanella e Giordano Bruno. Secondo alcuni storici Marcello fu vero amico del Papa Paolo V, e da Canonico di San Pietro in Roma, dal 1604, riuscì a far ottenere a tutti i suoi nipoti dignità ecclesiastiche e onori civili. Al momento di morire (1614), chiamò a sé i suoi nipoti ricordò loro tutti i beni ricevuti dalla famiglia Borghese e lasciò tre moniti "timorem Dei, pacem cum omnibus et inter ipsos cordiam". Scipione, figlio di Paolo Emilio e Antonina Ferro, sposò Brigida Ambrosi nobildonna di Anagni da cui nacquero: Cinzio, Filippo I, cardinale col titolo di santa Maria del Popolo (1614-1622); Mario, assessore al sant'Uffizio, arcivescovo di Avignone, nunzio in Polonia (1624-1644); Cesare, canonico di san Pietro; Paolo Emilio, assessore al sant'Uffizio, arcivescovo di Amalfi, nunzio nel Regno di Napoli (1616-1624); Alessandro, vescovo di Aquino (1615-1645); Francesca, sposò il conte Giulio Bussi di Viterbo (zio del cardinale Giovanni Battista Bussi); Flaminia sposata con il conte De Gasperis di Veroli. Cinzio, figlio di Scipione e Brigida Ambrosi, sposò Dorotea Santori di Caserta (nipote del cardinale Giulio Antonio Santori) da cui nacquero: Antonia, andata in sposa al barone de' Laurentis di Sessa; Giovan Pietro, che sposò Anna d'Anguillara; Flaminio; Scipione e Marcello, vescovo di Aquino (1655-1689). Giovan Pietro, figlio di Cinzio, sposò la contessa Anna d'Anguillara, da cui nacquero Filippo, Cinzio, che sposò Olimpia Alberici, e Paolo Emilio. Cinzio, figlio di Giovan Pietro e Anna d'Anguillara, sposò Olimpia Alberici, da cui nacquero; Scipione, che sposò Costanza Gottifredi, Teresa, monaca, Mario, Canonico di San Giovanni, e Anna Maria, monaca, Cinzio morì nel Scipione, figlio di Cinzio e Olimpia Alberici, nacque a Roma nel 1723 e ivi morì nel 1786. Divenne Governatore delle Armi di Marittima e Campagna e nel 1752 figura nell'elenco dei Sindaci di Roma. Rientrò anche nell'elenco dei Nobili coscritti romani, elenco limitato solo a sessanta famiglie Romane. Sposò la nobildonna romana Costanza Gottifredi da cui nacque Filippo arcivescovo di Atene e Elemosiniere di Sua Santità Papa Leone XII (1823- 1826), arcivescovo di Ferrara e assistente al Soglio Pontificio (1826-1834). Con la morte del marchese Filippo Filonardi arcivescovo di Ferrara, avvenuta nel 1834, si estinse il ramo di Domenico.

Ramo di Saturno Saturno, figlio di Giacomo e Anna Colonna, nacque a Bauco e sposò Lucrezia Palmisani, da cui nacquero Silvio, che sposò Cinzia Filonardi (figlia di Paolo Emilio e Antonina Ferro del ramo di Domenico); Vellio e Filippo. Silvio, figlio di Saturno, sposò Cinzia Filonardi (figlia di Paolo Emilio, del ramo di Domenico, e Antonina Ferro), da cui nacquero: Ennio, vescovo di Ferentino (1612-1644); Germanico, Ottavio, e Costanza sposata con il barone Aliprandi. Germanico, figlio di Silvio e Cinzia, sposò la nobildonna romana Lucrezia Cenci da cui nacquero Giacomo; Pier Francesco vescovo di Anagni (1634-1662); G. Battista; Settimia e Faustina. Giacomo sposò la principessa Anna Lucilla (figlia di Marco Colonna); G. Battista rimase scapolo; Settimia, sposò il duca Vincenzo Petra da cui nacque Carlo, padre del cardinale Vincenzo Petra, gran penitenziere morto nel 1747 e considerato il terzo cardinale della famigli Filonardi, e Faustina che vesti l'abito monastico. Giacomo, figlio di Germanico e Lucrezia Cenci, sposò la principessa Anna Lucilla Colonna, da cui nacquero Mario e Settimia. Mario, figlio di Giacomo e della principessa Anna Lucilla Colonna (figlia di Marco), sposò Felice Colonna; questi non ebbero prole, quindi con la morte di Mario avvenuta nel 1670 cessò il ramo di Saturno. Il ramo di Marco Tullio, andò a sostituire il ramo di Saturno estintosi nel 1677 (fidecommesso famiglia Filonardi). Fin dai tempi del cardinale Ennio si stabilì in Veroli, nel palazzo di famiglia, Marco Tullio Filonardi suo nipote che per testamento del porporato ereditò ogni cosa per essersi estinto il ramo detto di Saturno Filonardi di Bauco.

Ramo di Marco Tullio