La legge 13 settembre 1982, n. 646 (detta anche legge Rognoni-La Torre dai proponenti) è una legge della Repubblica Italiana che contiene misure di contrasto e di prevenzione nei confronti della mafia.
Storia Il testo normativo traeva origine dalla proposta di legge n. 1581 presentata alla Camera dei deputati il 31 marzo 1980, che aveva come primo firmatario Pio La TorreCamera dei deputati, Testo della proposta di legge n. 1581 presentata da La Torre ed altri, alla quale si aggiunse il disegno di legge presentato il 20 novembre 1981 dal Governo Spadolini I nelle persone del ministro dell'Interno Virginio Rognoni, di quello delle Finanze Rino Formica e di quello di Grazia e Giustizia Clelio DaridaCamera dei deputati, Testo del disegno di legge n. 2982 presentato dai ministri Rognoni, Formica e Darida. Alla formulazione tecnica della proposta di legge collaborarono anche i magistrati italiani, all'epoca in servizio presso la procura della Repubblica di Palermo, Giovanni Falcone e Paolo BorsellinoGIUSEPPE PIGNATONE, LA VITTORIA STORICA DI FALCONE NELLE SUE INTUIZIONI DECISIVE, STAMPA, 8 dicembre 2020, pag. 1..
I processi decisionali che portarono all’adozione delle leggi n. 646 (cosiddetta Rognoni-La Torre) e n. 726 (istitutiva dell’Alto commissario per la lotta contro la mafia), entrambe approvate nel 1982, vennero accelerati dagli omicidi del deputato Pio La Torre e del generale Carlo Alberto dalla Chiesa, entrambi avvenuti a Palermo nello stesso anno.A. La Spina, Mafia, legalità debole e sviluppo del Mezzogiorno, Bologna, Il Mulino, 2005, p. 58.Enzo Ciconte (a cura di), La Legge Rognoni-La Torre tra storia e attualità, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2022, ISBN 978-88-498-7284-2.
Contenuti L'associazione di tipo mafioso
L’art. 1 della norma, introdusse nel codice penale italiano l'art. 416 bis, che delinea la fattispecie del reato dell'associazione di tipo mafioso, descrivendone le condizioni ricorrenti:
Nei confronti del condannato è inoltre sempre obbligatoria la confisca penale delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato e delle cose che ne sono il prezzo, il prodotto, il profitto o che ne costituiscono l'impiego. Decadono inoltre di diritto le licenze di polizia, di commercio, di commissionario astatore presso i mercati annonari all'ingrosso, le concessioni di acque pubbliche e i diritti ad esse inerenti nonché le iscrizioni agli albi di appaltatori di opere o di forniture pubbliche di cui il condannato fosse titolare.
Il sequestro dei beni Il tribunale competente, anche d'ufficio, può ordinare con decreto motivato sia il sequestro preventivo che conservativo dei beni appartenuto al soggetto nei confronti del quale sia stato iniziato il procedimento di prevenzione perché accusato di appartenere all'associazione di stampo mafioso. I beni di cui dispone, direttamente o indirettamente, sulla base di indizi come il divario ingiustificabile tra il tenore di vita e l'entità dei redditi apparenti o dichiarati, possono essere sequestrati se si ha motivo di ritenere siano il frutto di attività illecite o ne costituiscano il reimpiego.
Alcune intuizioni del progetto iniziale La Torre furono sviluppate solo nella normativa successiva, come quella introdotta con legge 7 marzo 1996, n. 109 che introdusse il riutilizzo a fini sociali dei beni confiscati, con un duplice obiettivo: impedire il loro recupero da parte delle organizzazioni criminali e restituirli alla collettività per rendere concreto, effettivo ed evidente il ripristino della legalità.Giovanni Maria Flick, Mafia e imprese vent'anni dopo Capaci, via D'Amelio, Mani pulite. Dai progressi nella lotta al crimine organizzato, ai passi indietro nel contrasto alla criminalità economica e alla corruzione, Riv. soc., fasc.2-3, 2013, pag. 505..
Note
Bibliografia Enzo Ciconte (a cura di), La Legge Rognoni-La Torre tra storia e attualità, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2022, ISBN 978-88-498-7284-2. Antonio La Spina, Mafia, legalità debole e sviluppo del Mezzogiorno, Bologna, Il Mulino, 2005, ISBN 978-88-15-10561-5.
Voci correlate Associazione di tipo mafioso Codice penale italiano Mafia in Italia Pio La Torre Virginio Rognoni
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