La teoria integrale è il tentativo di Ken Wilber di collocare un'ampia varietà di teorie e pensatori in un unico quadro.Esbjörn-Hargens, S. (2010). Introduction. In Esbjörn-Hargens (ed.) Integral Theory in Action: Applied, Theoretical, and Constructive Perspectives on the AQAL Model. Albany, NY: State University of New York Press Viene rappresentato come una "teoria di tutto" ("Totalità vivente di materia, corpo, mente, anima e spirito"),Macdonald, Copthorne. "(Review of) A Theory of Everything: An Integral Vision for Business, Politics, Science, and Spirituality by Ken Wilber," Integralis: Journal of Integral Consciousness, Culture, and Science, Vol. 1. Retrieved via WisdomPage.com on Jan. 7, 2010. che cerca di "raggruppare un certo numero preesistente di paradigmi in una rete integrata di approcci che si arricchiscono a vicenda". Pur attraendo l'attenzione di determinate subculture, le idee di Wilber sono state generalmente ignorate in ambito accademico.Forman, Mark D. and Esbjörn-Hargens, Sean. "The Academic Emergence of Integral Theory," Integral World. Retrieved via IntegralWorld.net on Jan. 7, 2010.Visser, Frank. "Assessing Integral Theory: Opportunities and Impediments," Integral World. Retrieved via IntegralWorld.net on Jan. 7, 2010

Origini e background Origini La "teoria integrale" di Ken Wilber risale agli anni settanta, con la pubblicazione di The Spectrum of Consciousness, un tentativo di integrare le tradizioni religiose orientali con la teoria degli stadi strutturali, una modellizzazione in sede psicologica che descrive lo sviluppo umano come un processo che si dispiega attraverso determinati stadi.Zimmerman, Michael E. (2005). "Ken Wilber (1949 -)" , The Encyclopedia of Religion and Nature, p. 1743. London: ContinuumTeoria di Piaget sullo sviluppo cognitivo (v. Marian de Souza (ed.), International Handbook of Education for Spirituality, Care and Wellbeing, Springer 2009, p. 427. ), Stadi dello sviluppo morale di Kohlberg, Stadi dello sviluppo psicologico di Erikson, Stadi dello sviluppo dell’Ego di Jane Loevinger.

Le idee di Wilber sono diventate sempre più inclusive nel corso degli anni, incorporando ontologia, epistemologia e metodologia.Esbjörn-Hargens, Sean (2006). "Editor’s Inaugural Welcome," AQAL: Journal of Integral Theory and Practice, p. v. Retrieved Jan. 7, 2010. Rielaborando le teorie di Aurobindo, di Gebser, nonché riferendosi agli scritti di molti altri autori, Wilber ha creato un modello teorico da lui denominato AQAL, "Tutti i quadranti, tutti i livelli".

Background

Sri Aurobindo L'aggettivo integrale è stato utilizzato in un contesto spirituale da Sri Aurobindo (1872-1950) a partire dal 1914 per descrivere i propri insegnamenti spirituali, ai quali si riferiva come Yoga Purna (Skt: "Yoga Pieno, Completo"). Il termine comparve in The Synthesis of Yoga [La sintesi dello yoga], un libro inizialmente pubblicato a puntate sulla rivista Arya, e da allora aggiornato più volte.The Synthesis of Yoga, see Biographical Notes to the 3rd Pondicherry edition

L'opera di Sri Aurobindo è stato descritta come Vedanta Integrale e Psicologia IntegraleRam Shankar Misra, The integral Advaitism of Sri Aurobindo, Banaras: Banaras Hindu University, 1957Haridas Chaudhuri, Frederic Spiegelberg, The integral philosophy of Sri Aurobindo: a commemorative symposium, Allen & Unwin, 1960 (termine coniato da Indra Sen), con l'inclusione di tutta la psicoterapia da esso derivata.Brant Cortright, Integral Psychology: Yoga, Growth, and Opening the Heart, SUNY, 2007 , pp.5-6 I suoi scritti influenzarono altri studiosi che usavano il termine "integrale" in contesti più filosofici o psicologici.

Negli insegnamenti di Sri Aurobindo, lo yoga integrale si riferisce al processo di unione di tutte le parti del Sé con il Divino e alla metamorfosi di tutti gli elementi discordanti in uno stato armonico di coscienza ed esistenza divina.

Come descritto da Sri Aurobindo e dal suo alter ego The Mother [La Madre] (1878-1973), questo insegnamento spirituale implica una trasformazione divina integrale di tutto l'essere, piuttosto che la liberazione di singole facoltà quali l'intelletto o le emozioni o il corpo. Secondo Sri Aurobindo,

Le idee di Aurobindo sono state ulteriormente approfondite negli anni quaranta e cinquanta da Indra Sen (1903–1994), psicologo e seguace di Sri Aurobindo e de La Madre. Fu egli il primo a coniare il termine "Psicologia integrale" per descrivere le osservazioni psicologiche che aveva trovato negli scritti di Sri Aurobindo (che egli contrapponeva a quelli della Psicologia Occidentale) e a sviluppare i temi della “Cultura Integrale” e dell'"Uomo Integrale".

Tali Idee furono ulteriormente sviluppate da Haridas Chaudhuri (1913–1975), un filosofo e accademico bengalese che nel 1968 fondò il California Institute of Integral Studies [Istituto Californiano di Studi Integrali].

Jean Gebser Il termine integrale venne anche utilizzato in maniera autonoma nel 1939 da un fenomenologo e studioso multidisciplinare svizzero, Jean Gebser (1905–1973), per descrivere le sue intuizioni sugli stadi evolutivi della coscienza umana. Gebser fu l’autore del testo The Ever-Present Origin [L’origine onnipresente], che descrive la storia umana come una serie di mutazioni della coscienza. Gebser scoprì solo in seguito le similitudini tra le sue idee e quelle di Sri Aurobindo e di Teilhard de Chardin. Nel suo libro 'L’origine onnipresente', Gebser fa una distinzione tra cinque livelli di coscienza: arcaica, magica, mitica, mentale e integrale. Scrisse in seguito che non era a conoscenza del fatto che Sri Aurobindo avesse utilizzato prima di lui il termine “integrale”, che in una certa misura coincide con la sua propria utilizzazione.

Georg Feuerstein L’indologo tedesco Georg Feuerstein scrisse per la prima volta di Integralismo in Wholeness or Transcendence? Ancient Lessons for the Emerging Global Civilization [Interezza o trascendenza? Antiche lezioni per una nuova civiltà globale] (1992). Feuerstein usò questo termine riferendosi a un particolare atteggiamento verso la spiritualità che riteneva essere presente nelle tradizioni tantriche indiane. Feuerstein delineò tre principali tipologie di approcci alla vita nella spiritualità indiana: nivritti-marga (“via del ritorno” o "via della cessazione"), pravritti-marga (la “via dell’uscita” o "via dell’attività") e purna-marga (la via dell’integrità). La via del ritorno è il percorso tradizionale della rinuncia e dell’ascetismo praticato dai sannyasin allo scopo di staccarsi dal mondo materiale, mentre la via dell’attività è la ricerca del benessere. Feuerstein collega il percorso integrale alla filosofia indiana del non-dualismo e alla tradizione tantrica. Secondo Feuerstein il percorso integrale

Una visione del mondo integrale porta anche a una valutazione positiva del corpo, della sessualità, e all’antiascetismo. Perfino le esperienze negative del dolore e del disgusto sono viste come integrali per la nostra vita e il nostro mondo e non vengono pertanto respinte dall’approccio integrale, ma sapientemente utilizzate.

Collaborazione con Don Beck Dopo aver scritto SES, Ken Wilber incominciò a collaborare con Don Beck, le cui “Dinamiche a spirale” mostrano forti correlazioni con il modello di Wilber.

In “Dinamiche a spirale”, Don Beck e Chris Cowan usano il termine integrale per indicare uno stadio di sviluppo sequenzialmente successivo a quello pluralistico. La caratteristica essenziale di questo stadio è che continua a mantenere i tratti multicomprensivi della mentalità pluralistica ma li estende anche a ciò che trascende la mentalità pluralistica in sé e per sé. Così facendo accoglie le idee di sviluppo e di gerarchia che la mentalità pluralistica fatica ad accettare. Tra le teorie di Beck e Cowan vi sono quelle del "primo ordine" e "secondo ordine", relative alle principali fasi di sviluppo dell’esistenza umana.

Teoria integrale

Upper-Left (UL) "Io" Interiore Individuale Intenzionale p.es. Sigmund FreudUpper-Right (UR) "Esso" Esteriore Individuale Comportamentale p.es. B.F. SkinnerLower-Left (LL) "Noi" Interiore Collettivo Culturale p.es. Hans-Georg GadamerLower-Right (LR) "Loro" Esteriore Collettivo Sociale p.es. Karl Marx L’AQAL (All Quadrants All Levels-Tutti i quadranti, tutti i livelli) di Wilber (pronuncia "ah-qwul") è il framework di base della Teoria Integrale. Nello schema AQAL tutta la conoscenza e l’esperienza dell'uomo può essere sintetizzata in una griglia a quattro quadranti, lungo le assi di "interiore-esteriore" e "individuale-collettivo". Secondo Wilber, si tratta di uno degli approcci più esaustivi alla realtà, una metateoria che cerca di spiegare come le discipline accademiche e ogni forma di conoscenza ed esperienza possano integrarsi in maniera coerente.Rentschler, Matt. "AQAL Glossary," "AQAL: Journal of Integral Theory and Practice," Fall 2006, Vol. 1, No. 3. Retrieved on Dec. 28, 2017. L’AQAL si basa su quattro concetti fondamentali e su una categoria “Altro”: quattro quadranti, vari livelli e linee di sviluppo, vari stati di coscienza e “tipi”, nozioni che non rientrano nelle quattro categorizzazioni. I "Livelli" sono gli stadi di sviluppo, dal prepersonale al personale fino al transpersonale. Le "Linee" sono le linee di sviluppo, vari domini evolutivi che possono procedere in maniera disomogenea lungo vari stadi.Questa interpretazione si pone in contrasto con la struttura della teoria degli stadi, che prevede un ordine complessivo in cui gli stadi si susseguono, invece di varianti che spaziano in molteplici ambiti. Gli "Stati" sono gli stati di coscienza; secondo Wilber gli individui possono arrivare all’esperienza finale di uno stadio di sviluppo superiore.Anche questo è fortemente in contrasto con la struttura della teoria degli stadi, ma in linea con l’idealismo filosofico di Wilber, che vede il mondo fenomenico come la concretizzazione o il confluire di una realtà trascendentale di ordine “superiore”, che può trovare il suo “compimento” nell’esperienza religiosa. I "Tipi" appartengono alla categoria “Altro”, relativa a quei fenomeni che non rientrano negli altri quattro concetti."Integral Psychology" In: Weiner, Irving B. & Craighead, W. Edward (ed.), The Corsini encyclopedia of psychology, Vol. 2, 4. ed., Wiley 2010, pp. 830 ff. Per Wilber una sintesi completa del “Kosmos” non può prescindere da nessuna di queste cinque categorie e solo questo tipo di sintesi può a buon diritto essere definita “integrale”. Nel saggio "Excerpt C: The Ways We Are in This Together [Estratto C: i modi in cui stiamo insieme in (tutto) questo]”, Wilber descrive l’AQAL come "una proposta di architettura del Kosmos".