Tra le sue opere, 145 circa in totale, la più conosciuta è la Messa di Requiem composta nel 1803 per i funerali del Re d'Etruria Ludovico di Borbone.
Biografia Filippo Maria Gherardeschi nasce in una famiglia di musicisti e organisti. Iniziati i primi studi di musica con Bosamelli, maestro di cappella del Duomo di Pistoia, andò nel 1756, all'età di sedici anni, a studiare contrappunto a Bologna con Padre Giovanni Battista Martini. Nel 1761, terminati i suoi studi fu nominato, grazie alla stima ottenuta, membro dell'Accademia Filarmonica di Bologna, un onore all'epoca molto prestigioso e ambito. Successivamente divenne organista della Cattedrale di Livorno, poi nel 1763, all'età di venticinque anni, fu nominato maestro di cappella a Volterra, compito che abbandonò lo stesso anno per diventare organista del Duomo di Pisa. Sempre nello stesso anno, ebbe successo come compositore teatrale con il dramma giocoso L'amore artigiano, opera lirica in 3 atti su libretto di Carlo Goldoni che venne rappresentato al Teatro del Giglio di Lucca.. Negli anni successivi, nonostante l'impegno come organista del Duomo di Pisa, Filippo Maria Gherardeschi si dedicò con assiduità al lavoro di composizione di opere liriche: e furono rappresentate le sue opere: Il curioso indiscreto, (1764), I visionari, (1765) al Teatro dei Costanti di Pisa e L'astuzia felice''', (1767) al Teatro San Moisè di Venezia. Nel 1769, in occasione di un soggiorno del Granduca Leopoldo I di Toscana fu rappresentata, al Teatro dei Costanti di Pisa, la commedia I gobbiIn diverse fonti si trova questa opera lirica sotto il nome: I due gobbi. LEnciclopedia Treccani spiega che questo è il titolo che l'opera ebbe nelle riprese dello spettacolo.Il Granduca di Toscana era solito far riprendere lo spettacolo per i suoi soggiorni invernali a Pisa.. Grazie al successo di questo spettacolo e alla sua fama di compositore, venne nominato maestro di cappella della Chiesa di Santo Stefano dei Cavalieri di PisaLe fonti, concordi nell'indicare il 1769 come data della rappresentazione, sono invece in contrasto riguardo all'anno della nomina di maestro di cappella della Chiesa di Santo Stefano: 1766 per lEnciclopedia Treccani, 1769 per la Cyclopedia of Music and Musician, 1785 per lHistorical Dictionary of Music of the Classical Period, mentre il libro Filippo Maria Gherardeschi (1738-1808): musicista "abile e di genio" nel Granducato di Toscana segna 1765.. Nello stesso anno, sempre al Teatro dei Costanti di Pisa, fu rappresentata La notte critica. Nel 1770Le fonti sono contrastanti riguardo alla data: LEnciclopedia Treccani e il libro I maestri di musica italiani del secolo XIX: notizie biografiche affermano che Filippo Maria Gherardeschi abbia avuto questa nomina prima di diventare maestro di cappella nella Chiesa di Santo Stefano dei Cavalieri di Pisa, senza però citare la data, invece lHistorical Dictionary of Music of the Classical Period e il libro Filippo Maria Gherardeschi (1738-1808): musicista "abile e di genio" nel Granducato di Toscana affermano che abbia avuto questa nomina nel 1770. Quest'ultimo libro cita anche la fonte da cui trae la notizia e sembra, dunque, essere questa la data più attendibile divenne maestro di cappella del Duomo di Pistoia, però solo per un periodo limitato di un anno, in quanto abbandonò il posto a favore del fratello Domenico. Nel 1771, ritornato a Pisa, riprese il ruolo di organista del Duomo. Nel 1776 fu rappresentata al Teatro dei Costanti di Pisa La contessina, poi replicata nel 1779 al Teatro dei Risvegliati di Pistoia. L'opera fu scritta in collaborazione con Florian Leopold Gassmann su libretto di Marco Coltellini. Nel 1777 Filippo Maria Gherardeschi ebbe un figlio, Alessandro, che divenne successivamente un importante architetto toscano. Considerato come il migliore pianista italiano del periodo, nel 1782 pubblica a Firenze Sei Sonate per clavicembalo o fortepiano dedicate a Maria Teresa d'Austria. Nel 1783, oramai famoso, venne nominato maestro di concerti della corte del Granduca di Toscana e insegnante di pianoforte dei figli del Granduca. Lavorò, dunque per il Granduca Leopoldo I e dal 1790, data della nomina imperiale di quest'ultimo, fu a servizio del Granduca Ferdinando IIINel 1794, nella Gazzetta Toscana, Filippo Maria Gherardeschi compare solo con il titolo di Maestro di cappella della Chiesa di Santo Stefano dei Cavalieri a Pisa, invece di maestro dei concerti della corte del Granduca: . Nel 1801 ricoprì la stessa nomina di maestro di concerti al servizio del re d'Etruria Ludovico di Borbone, per il quale, nel 1803, data del decesso, compose una Messa di Requiem. Ritiratosi a Pisa non si hanno più notizie precise sulla sua attività. Morì all'età di settant'anni circa, il 30 settembre 1808 a Pisa.
Stile musicale Nelle opere di Filippo Maria Gherardeschi si nota un'influenza dovuta ad un approfondito studio della musica sacra rinascimentale effettuato alla scuola di Padre Giovanni Battista MartiniIn una lettera inviata a Padre Martini da Volterra, Filippo Maria Gherardeschi mostra avere una certa familiarità con questo stile musicale e si dichiara continuatore della tradizione musicale palestriniana. Questa influenza si manifesta in una produzione per molti aspetti legata alla polifonia rinascimentale, ma che, tuttavia, non è scevra delle aperture verso le tecniche ed espressive dello stile galante. Riguardo ai lavori strumentali, fu molto apprezzato per le sue opere liriche, delle quali oggi ci sono pervenuti soltanto i libretti e qualche aria, per il Concerto grosso e le Sonate per clavicembalo, tre delle quali sono inserite nella raccolta "Tre sonate per cembalo o forte-piano" edita presso l'editore fiorentino Ranieri del VivoQuesta è la sua unica opera edita: delle altre, oggi, ci sono pervenute solo manoscritti.. Riguardo alle attività in ambito didattico, scrisse "Lezioni di contrappunto, cioè nota contro nota, contrappunti semplici e doppi, fughe, antifone pel canto fermo e canoni dalle due sino alle otto voci"L'opera è stata iniziata l'8 novembre 1756 come attesta una scritta all'interno. e diede un importante impulso all'evoluzione dello stile a tastiera con il trattato "Elementi per il cembalo".
Fonti Il Centro Documentazione Musicale della Toscana ha individuato il maggior numero delle sue opere nell'Archivio musicale dell'Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano di Pisa, che possiede 48 suoi autografi.Stefano Barandoni, Paola Raffaelli, L'archivio musicale della chiesa conventuale dei Cavalieri di Santo Stefano di Pisa. Storia e catalogo, Lucca, LIM, 1994, documenti 82-144, 194. Una quarantina di manoscritti, quasi la metà autografi, è conservata anche a Bologna, al Museo internazionale e biblioteca della musica e all'Accademia filarmonica. Si segnalano copie manoscritte di sue opere anche a:Stefano Barandoni, Filippo Maria Gherardeschi (1738-1808). Musicista «abile e di genio» nel Granducato di Toscana, Pisa, ETS, 2001, p. 143. Il volume contiene il catalogo delle opere di Gherardeschi. Pistoia (Archivio Capitolare) Genova (Conservatorio Paganini) Firenze (Conservatorio Luigi Cherubini e Biblioteca Nazionale Centrale) Macerata (Biblioteca Mozzi-Borgetti) Assisi (Biblioteca del Santo Convento di San Francesco) Parma (nel Fondo Sanvitale della Biblioteca Palatina) Pisa (Archivio Storico Musicale dell'Opera della Primaziale Pisana) Lucca (Istituto Boccherini) Cesena (Abbazia di Santa Maria del Monte) Napoli (Conservatorio di San Pietro a Majella) Brescia (Biblioteca Michele Ciracì di Ceglie Messapica) Faenza (Biblioteca Manfrediana) Roma (Biblioteca privata e Archivio Doria Pamphili) All'estero si segnalano copie manoscritte delle sue opere a Berlino (Musikabteilung del Preußischer Kulturbesitz nella Staatsbibliothek zu Berlin), Ginevra (Conservatoire de Musique), Linz (Domchorarchiv), Neuchâtel (Bibliothèque publique et universitaire) e Stoccolma (Musik- och teaterbiblioteket); tre copie sono in America, a Louisville (Fondo Ricasoli della University of Kentucky), a New Haven in Connecticut (Music Library della Yale University) e alla Library of Congress di Washington.
Opere Musica sacra Tra le svariate composizioni sacre di Filippo Maria Gherardeschi abbiamo:
Confitebor a 4 voci Dixit a 4 voci con strumenti Domini ad adiuvandum a 4 voci Gloria in excelsis a 4 voci con strumenti Laudate Dominum a 4 voci concertato con violini Laudate pueri a 4 voci con strumenti Nunc dimittis a 4 voci Pange lingua Sanctus Deus a 4 voci con violini Sette salmi o mottetti a 4 voci con strumenti Te Deum Cinque assoluzioni Inni Tre responsori Messa a 4 voci con orchestra Messa a 4 voci con vari strumenti obbligati Missa pro defunctis con organo Messa da Requiem Opere liriche Filippo Maria Gherardeschi compose 7 opere liriche: L'amore artigiano (libretto di Carlo Goldoni, 1763, Lucca) Il curioso indiscreto (libretto di Giuseppe Petrosellini, 1764, Pisa) I visionari (libretto di Giovanni Bertati, 1765, Pisa) La contessina (libretto di Marco Coltellini, scritto in collaborazione con Florian Leopold Gassmann, 1767, Venezia) L'astuzia felice (dramma giocoso, libretto di Carlo Goldoni, 1767, Venezia) I due gobbi (1769, Pisa) La notte critica (dramma giocoso, libretto di Carlo Goldoni, 1769, Pisa)
Lavori strumentali 3 sonate per clavicembalo o fortepiano 3 sonate per clavicembalo o fortepiano Sonata per clavicembalo in fa maggiore Concerto in fa minore 3 sonate per clavicembalo o fortepiano Trattati Elementi per sonare il cembalo Lezioni di contrappunto, cioè nota contro nota, contrappunti semplici e doppi, fughe, antifone pel canto fermo e canoni dalle due sino alle otto voci''
Note
Bibliografia
Voci correlate Alessandro Gherardesca (figlio di Filippo Maria Gherardeschi) Giuseppe Gherardeschi (nipote di Filippo Maria Gherardeschi) Giovanni Battista Martini (maestro di musica di Filippo Maria Gherardeschi)
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Collegamenti esterni
Categoria:Compositori classici