In alcune scuole buddiste il termine bardo (dal tibetano བར་ དོ་: bar do letteralmente «tra due» dunque «stato intermedio, intervallo tra due condizioni diverse») o antarabhva (sanscrito) indica uno stato intermedio, di transizione o liminale tra la morte e la rinascita, presente nella dottrina del buddismo Mahāyāna e Vajrayāna.
È un concetto nato poco dopo la morte del Buddha, con diversi gruppi buddisti delle origini che accettavano l'esistenza di un tale stato intermedio, mentre altre scuole lo respingevano. Nel buddismo tibetano, il bardo è il tema centrale del Bardo Thodol, il Libro tibetano dei morti, in cui viene descritto dettagliatamente nelle sue fasi.
Descrizione secondo il buddismo tibetano Il lama Ole Nydahl descrive così le varie fasi dello stato intermedio: Il non illuminato desidera quindi reincarnarsi fortemente, e lo ottiene.
Dopo circa sei settimane avviene la rinascita. Il bodhisattva, cioè l'illuminato che rinuncia al Nirvana per beneficio degli esseri senzienti, può scegliere invece, sempre dopo questo tempo, ma restando in stato di consapevolezza dopo aver riconosciuto la "chiara luce", di effettuare volontariamente la sua prossima rinascita e le sue esatte condizioni, di solito come un tulku lama un maestro o un praticante, reincarnato volontariamente.
Note
Categoria:Concetti buddisti