I Culture Club sono un gruppo musicale synth pop Inglesi formatosi in Covent Garden (Londra) nel 1981.

La formazione storica del gruppo è composta da Boy George (voce), Roy Hay (chitarre e tastiere), Michael Emile 'Mikey' Craig (basso) e Jon Moss (batteria e percussioni). Soprattutto nel periodo iniziale, sia in studio che dal vivo, si aggiungeva Helen Terry (voce femminile), quinto membro la cui appartenenza ufficiale al gruppo è stata spesso discussa, con opinioni discordanti. Si sciolsero una prima volta nel 1986, per dare spazio alla carriera solista del cantante Boy George. Per celebrare i venti anni di carriera si riunirono nel periodo 1998-2002. Nel periodo della riunione il quinto membro aggiunto è rappresentato invece da John Themis (chitarre), uno dei collaboratori più assidui di Boy George come solista.

Hanno pubblicato singoli di grande successo come Do You Really Want to Hurt Me (1982), Time (Clock of the Heart) (1982), I'll Tumble 4 Ya (1982), Church of the Poison Mind (1983), Karma Chameleon (1983), Victims (1983), Miss Me Blind (1984), It's a Miracle (1984), The War Song (1984), Mistake No. 3 (1984), Move Away (1986).

Fautori del genere synthpop, effettuarono numerose incursioni nel reggae ed ebbero una spiccata propensione per il sottogenere della ballad. Sono considerati uno dei più rappresentativi e influenti gruppi degli anni ottanta. Nella loro carriera hanno venduto in tutto più di 50 milioni di dischi. Inoltre i Culture Club, sono considerati come uno dei gruppi più sottovalutati della storia. Nonostante la loro breve carriera, (contando anche la riunione) hanno avuto molto successo, anche se il loro valore non è stato molto riconosciuto dalle persone o dal mondo della musica in generale. Nel 2007 stavano per essere introdotti nella Rock and Roll Hall of Fame, ma per i soliti problemi di droga del cantante George l'introduzione è stata annullata, e rimandata in futuro.

Famosi negli anni ottanta, in particolare per le due Numero 1 internazionali che nella classifica delle 100 migliori canzoni Pop britanniche degli anni ottanta sulla rivista Absolute 80's MTV risultano Do You Really Want to Hurt Me (al 1º posto) e Karma Chameleon (al 2º posto). Il loro migliore album Colour by Numbers è stato citato nella lista dei 100 migliori album degli anni 80 (al 96º posto). Un altro loro album con un discreto successo è stato Waking Up with the House on Fire, è stato citato dalla rivista "NME", nella classifica dei 100 migliori album New Romantic della storia (al 20º posto). Nel 1984 i Culture Club vinsero il Brit Award, come miglior gruppo britannico e il Grammy Awars come i migliori nuovi artisti. Nel 1983, vinsero il premio come miglior canzone dell'anno, ovvero Karma Chameleon. Nel 1985 il cantante del gruppo Boy George ottenne un Grammy per essere stato "Artista dell'anno 1984". Dieci dei loro singoli hanno raggiunto la Top 40 negli Stati Uniti, dove si sono associati con la Second British Invasion dei gruppi New Wave britannici. I Culture Club furono il primo gruppo, dopo i leggendari Beatles, ad avere 4 singoli in classifica tutti tratti dall'album di debutto. Ovvero White Boy, Do You Really Want to Hurt Me, I'll Tumble For Ya e Time (Clock of the Heart). Sono riconosciuti come uno dei migliori gruppi New Romantic, per l'appunto risultano 3° nella classifica dei 100 migliori band/artisti New Romantic. Vengono riportati 27° nella classifica delle migliori rock band elettroniche, e 16° come migliori artisti Pop band.

Questa è una delle citazioni più famose del leader Boy George riguardo al gruppo: "Non è stato il mio make-up, la nostra personalità, le nostre canzoni o gli Awards che abbiamo vinto. Bensì le nostre imperfezioni ci hanno reso popolari e quello che siamo ora."

Storia

Gli inizi (1981) Prima della formazione dei Culture Club, George aveva cantato per breve tempo con il gruppo britannico dei Bow Wow Wow, con lo pseudonimo di Lieutenant Lush ('Tenente Lussurioso'), diventando piuttosto popolare sotto questo nome. Questo aveva causato malumori con l'intero gruppo, soprattutto con la cantante principale, Annabella Lwin.

Dopo questa esperienza, conclusasi con il suo licenziamento ad opera del manager della band, Malcolm McLaren, che rivelerà poi che L'inserimento di George non aveva altro scopo che quello di scuotere la Lwin. L'anglo-irlandese George O'Dowd, ribattezzatosi Boy George, decise di avviare un suo proprio gruppo. Il nome definitivo, Culture Club, suggerito dalle diverse origini dei quattro membri storici, rimpiazzò, su suggerimento di Moss, l'iniziale Sex Gang Children, poi ceduto a un'altra formazione. Il bassista giamaicano Mickey Craig si era unito a George, colpito dalla sua immagine stravagante dopo averlo visto sulla copertina di una rivista di moda. Insieme arruolarono poi il batterista e percussionista anglo-ebreo Jon Moss e infine il chitarrista e tastierista anglo-sassone Roy Hay (quest'ultimo, in sostituzione del primo chitarrista, Suede, che ancora compare nelle primissime foto pubblicitarie del gruppo).

La band incise alcuni demo, finanziati dalla casa discografica EMI, che però non ne rimase molto soddisfatta e non propose alcun ingaggio. A mettere sotto contratto la band in Gran Bretagna fu poco dopo un'etichetta della EMI, la Virgin, la quale, all'epoca assente dal mercato statunitense, li affidò a un'altra etichetta, la Epic, attiva negli Stati Uniti.

Il primo album (1982-1983) Dal primo album dei Culture Club, Kissing to Be Clever del 1982, fu estratto il primo singolo, White Boy. Intelligente brano pop, basato su un ritmo altamente percussivo, dai richiami tribali, il 45 giri non riuscì comunque a raggiungere le posizioni più alte delle classifiche, fermandosi al Numero 110 in Gran Bretagna. George rimase tuttavia contento del fatto che "5000 persone avevano comprato la mia canzone senza neanche conoscermi". Anche il singolo successivo, I'm Afraid of Me, dal sound caraibico e un testo definito, nel migliore dei casi, al limite della paranoia, non riuscì a decollare, raggiungendo appena il Numero 100 nel Regno Unito e fallendo anche sulle emittenti radiofoniche.

A questo punto, i Culture Club avevano già costruito una solida base di fans e sui muri di Londra comparivano sempre più spesso graffiti che inneggiavano al gruppo (tra i più celebri, la scritta che recita «Culture Club rule OK», che significa qualcosa come 'I Culture Club hanno le carte in regola'); tutto ciò di cui avevano bisogno era il disco giusto. Il terzo singolo, Do You Really Want to Hurt Me, brano con influenze reggae, scalò tutte le classifiche della BBC verso la fine del 1982 e diventò, sùbito dopo l'uscita sul mercato, un enorme successo internazionale, raggiungendo la prima posizione in una dozzina di paesi, tra cui il Regno Unito, e il Numero 2 negli Stati Uniti.

Il singolo seguente, Time (Clock of the Heart) (realizzato appositamente e assente dall'edizione britannica del long playing), caratterizzato dalla voce calda di George, inserita su un groove R&B, rappresentò una vera e propria svolta soul, fortemente voluta e ispirata da Roy Hay, e divenne un grande successo negli USA (Numero 2) e nel Regno Unito (Numero 3), mentre I'll Tumble 4 Ya, di nuovo da Kissing to Be Clever, raggiunse, in una versione più lunga e remixata, la Top Ten in America, senza però uscire in Gran Bretagna. Grazie a quest'ultimo singolo statunitense, i Culture Club furono il primo gruppo, dopo i leggendari Beatles, ad avere 4 singoli in classifica tutti tratti dall'album di debutto (come accennato, l'edizione USA di Kissing to Be Clever conteneva anche "Time (Clock of the Heart)", recentemente aggiunta anche nella ristampa internazionale del 33 giri, rimasterizzato in CD, nel 2003).

L'album d'esordio vendette 2 milioni di copie al momento della pubblicazione. Unico nel suo modo eccentrico di vestirsi e per il look androgino (anche se, secondo molti, sia il look che lo stile di Boy George sarebbero stati presi da Pete Burns dei Dead or Alive, che avrebbe preceduto Boy George di alcuni anni, ma i due non hanno mai smesso di discutere in proposito, con Pete Burns che affermerebbe che non sarebbe importante chi ha indossato cosa per primo, ma chi è stato visto per primo indossare cosa), Boy George divenne una celebrità di livello mondiale e uno dei preferiti dell'allora nascente network musicale MTV.

Il secondo e il terzo album (1983-1984) Anche il loro secondo album, Colour by Numbers del 1983, ebbe un ottimo esito commerciale. Il primo singolo, Church of the Poison Mind, che anticipava il 33 giri di diversi mesi e vedeva la partecipazione vocale a tutto campo di Helen Terry (presente anche nel relativo videoclip, la Terry era anche la corista di "Do You Really Want to Hurt Me"), raggiunse il Numero 2 nel Regno Unito e la Top Ten negli Stati Uniti. Il secondo singolo, Karma Chameleon, regalò al gruppo la sua seconda Numero Uno nel Regno Unito e la prima negli Stati Uniti, ottenendo un successo internazionale di proporzioni gigantesche e diventando uno dei brani più celebri del decennio. L'album continuò a fornire altri singoli di successo, quali Miss Me Blind (Numero 5 negli Stati Uniti), It's a Miracle (Numero 13 negli USA e Numero 4 nel Regno Unito) e la ballata Victims (Numero 3 nel Regno Unito, nonostante i pochissimi passaggi radio), da molti considerata il capolavoro assoluto del gruppo.

L'album vendette oltre 4 milioni di copie negli USA all'epoca della pubblicazione, per un totale mondiale di copie, ma all'interno del gruppo ebbero inizio i primi guai. All'insaputa del pubblico, e addirittura di Craig e Hay, gli altri due membri dei Culture Club, George aveva intrapreso una relazione sentimentale con il batterista Jon Moss. Il rapporto, che dura più di quattro anni, era spesso turbolento e la pressione per tenerlo nascosto al pubblico e al resto della band inizia a far sentire il suo peso. In questo periodo, George aveva incominciato a fare uso di droghe (anni dopo, negherà l'esistenza di legami tra questo fatto e la sua relazione con Moss che stava terminando) e il gruppo iniziò a perdere il posto che si era guadagnato in campo musicale.

L'album successivo, Waking Up with the House on Fire del 1984, si rivelò una mezza delusione, ottenendo soltanto il disco d'oro. Incapace di raggiungere il livello di successo conquistato dai due album precedenti, l'LP produsse un solo singolo di grande successo, The War Song (Numero 2 nel Regno Unito), e un moderato successo con il terzo singolo, Mistake No. 3. Accompagnato da un video coloratissimo , quest'ultimo brano è una delle ballate più intense dei Culture Club ed è considerato dal collega George Michael come il pezzo migliore di un disco generalmente stroncato dalla critica. Dopo il flop del secondo singolo, The Medal Song, in Gran Bretagna, fu cancellata l'uscita del terzo 45 giri. Pubblicato invece negli USA, in Giappone, in alcuni paesi europei e in altre parti del mondo, Mistake No. 3 andò un po' meglio del precedente, ma nel corso dei due anni successivi il gruppo uscì gradualmente dall'attenzione del pubblico e dei media.

Il quarto album e il primo scioglimento (1984-1986)