La Sagra dell'uva di Marino è una festa tradizionale, che ricorre ogni prima domenica di ottobre a Marino, cittadina in provincia di Roma.

Fu istituita nel 1925 per iniziativa del poeta Leone Ciprelli e da allora è stata puntualmente organizzata ogni anno. L'Opera Nazionale Dopolavoro concesse all'evento il titolo di Sagra, di cui potevano fregiarsi solo pochi altri simili eventi in Italia.. Le sue radici tuttavia affondano in accadimenti storici precedenti: in coincidenza con la festa profana si tiene infatti la festa della Madonna del Rosario, celebrata per commemorare la vittoria della Lega Santa contro l'Impero ottomano nella battaglia di Lepanto del 7 ottobre 1571.

Giunta alla centesima edizione nel 2024, la Sagra dell'Uva di Marino è stata definita "l'ultima delle ottobrate romane".Ugo Onorati, Sagra dell'uva di Marino: 100 anni 1925-2024, ovvero l'ultima delle ottobrate romane, Marino 2024.

Storia Origini della festa religiosa

Domenica 7 ottobre 1571, nelle acque del golfo di Corinto, in Grecia, di fronte alla cittadina fortificata di Lepanto, le forze navali congiunte di alcune nazioni cattoliche riunite nella Lega Santa sconfissero nella battaglia di Lepanto le forze navali ottomane comandate dal kapudan pascià Müezzinzade Alì Pascià. Al comando della flotta cattolica era stato posto don Giovanni d'Austria, mentre il contingente pontificio era guidato dal principe romano Marcantonio II Colonna, nominato ammiraglio da papa Pio V. Il condottiero vittorioso arrivò a Messina il 1° novembre, e da lì via Napoli si recò a Roma per conferire con il papa. Considerato che i romani intendevano accoglierlo in trionfo, gli fu consigliato di ritirarsi nel suo feudo di Marino, dove si trovava la sua famiglia. Marcantonio Colonna arrivò a Marino tra il 18 ed il 20 novembre; il 4 dicembre partì da Marino per entrare trionfalmente a Roma attraverso porta San Sebastiano.

La spedizione era stata posta sotto la protezione della Madonna del Rosario raffigurata nello Stendardo di Lepanto, ora conservato nella Cattedrale di Gaeta. Pertanto papa Pio V proclamò la Madonna del Rosario santa protettrice dello Stato Pontificio, ed ordinò che in tutte le località sottoposte al suo dominio temporale si festeggiasse, la prima domenica di ottobre di ogni anno, la solennità della Madonna del Rosario. A Marino già si venerava un'immagine della Madonna del Rosario, detta Madonna del Popolo, risalente alla prima metà del XV secolo e traslata nel 1662 dalla chiesa di Santa Lucia alla basilica di San Barnaba. In corrispondenza di questa festività religiosa venne fissata la data mobile della Sagra dell'uva. Nonostante papa Pio X abbia fissato la ricorrenza liturgica della Madonna del Rosario al 7 ottobre, che non è necessariamente una domenica, si tratta di una "celebrazione esteriore", ed è possibile, secondo il diritto canonico, differirne i festeggiamenti alla prima domenica di ottobre.

Origini della festa profana. Le "feste castromenie" (1904)

La vitivinicoltura dei Castelli Romani, e di Marino in particolare, visse alla fine dell'Ottocento un periodo di crisi. Sul piano macroeconomico, i viticoltori locali subirono gli effetti della depressione economica di fine secolo, aggravati dalle politiche protezionistche adottate dal Governo italiano (guerra doganale con la Francia, 1888-1898). La produzione viticola inoltre fu sconvolta dalla comparsa della filossera, oltre che dalle calamità tradizionali: l'oidio, la peronospora, la grandine. Nel 1899 e nel 1904 si verificarono grandinate nel periodo dell'invaiatura dell'uva, con effetti devastanti sull'economia locale. Le conseguenze della grandinata del 1904 furono documentate in un cortometraggio muto di Filoteo Alberini ("Il disastro di Marino nei suoi dettagli"). La crescente facilità di comunicazioni tra Roma e Marino (nel 1889 era stata aperta la ferrovia Roma-Albano, e nel 1906 sarebbero entrate in servizio le tranvie dei Castelli Romani) portò in quegli anni un gran numero di villeggianti a Marino e negli altri centri dei Castelli Romani. In questo contesto, nacque l'intuizione di organizzare una festa per celebrare Marino ed il suo vino: le "feste castromenie", dal nome di Castrimoenium, municipium romano che si riteneva localizzato nel sito della odierna Marino.

Il comitato esecutivo per le "feste castromenie" fu presieduto dallo scultore Giulio Monteverde, villeggiante a Castel Gandolfo, e composto tra gli altri dallo scultore Lorenzo Cozza, dal pittore Cesare Antonelli, da Ernesto Prosperi, da Pietro Gentili, arazziere dei Sacri palazzi, dal "giornalista caricaturista" Romeo Marchetti, oltre che dal sindaco di Marino, Lodovico Capri, e da Giuseppe Desideri, assessore comunale a Roma e vicepresidente del comitato organizzatore. I festeggiamenti si svolsero tra l'11 settembre e il 10 ottobre 1904; per tutto il mese di settembre, Marino fu meta di visitatori grazie agli eventi organizzati. L'11 settembre fu organizzata una fiaccolata nel Bosco Ferentano, con "passeggiata nipponica" e concerto di un settetto mandolinistico nel bosco; la fiaccolata fu ripetuta il 25 settembre. Domenica 25 settembre a Palazzo Colonna si tenne un "grande concerto", diretto da Pietro Mascagni, con la partecipazione tra gli altri del tenore Francesco Marconi, alla presenza del principe Prospero Colonna, sindaco di Roma. Il 25 settembre sfilò un corteo mascherato, al quale presero parte gli stessi artisti organizzatori della festa. Il corteo venne ripreso da Filoteo Albertini in un cortometraggio muto intitolato "Le feste castromenie a Marino", uno dei primi esempi di cinematografia dal vero. Furono organizzate l'illuminazione delle vie principali e delle fontane, tombole di beneficenza in favore dell'Asilo infantile, della Congregazione di Carità e dell'Ospedale, una "lanciata di bombe" il 25 settembre e fuochi artificiali in piazza del Plebiscito il 29 settembre, due conferenze a Palazzo Colonna, una su Vittoria Colonna (25 settembre) e l'altra sulla battaglia di Lepanto (6 ottobre).

Gli anni Venti

Il Comitato dei Festeggiamenti incaricato dell'organizzazione della prima Sagra era presieduto da Luigi Capri Cruciani, il quale offrì anche buona parte del vino distribuito dalle fontane alle ore 19 di domenica 4 ottobre 1925. Fra gli eventi della prima edizione, una corsa di cavalli organizzata lungo via Castrimeniense, un monumentale sistema di illuminazione a luci colorate e l'elezione del Grande Magistrato dell'Uva, che aveva l'incarico di scegliere il miglior grappolo. Alle ore 18 sfilarono i carri allegorici a tema..

Durante la seconda edizione, domenica 3 ottobre 1926, fu eletta per la prima volta la reginetta della vendemmia, in piazza San Barnaba, secondo modalità non dissimili da un moderno concorso di bellezza; alla sfilata dei carri allegorici partecipò l'attore Bruto Castellani. Si tenne inoltre il I Concorso Poetico Musicale, con la giuria presieduta dal poeta romanesco Trilussa. L'edizione del 1926 cadde in contemporanea con i festeggiamenti del VII centenario della morte di San Francesco d'Assisi che si tenevano nella vicina Albano Laziale: né le autorità di Albano né quelle di Marino acconsentirono a spostare le rispettive manifestazioni.

La terza edizione, domenica 2 ottobre 1927, fu accompagnata da un tempo sfavorevole: tuttavia il presidente del Comitato dei Festeggiamenti, Barnaba Ingami, comunicò alla stampa che "le fontane di Marino pur sott'acqua gettan vino". Visto che il sindaco di Londra, sir Rowland Blades, era in visita a Roma, i marinesi lo invitarono a vedere la Sagra, dichiarandosi disposti a replicare il "miracolo delle fontane" il martedì successivo. Tuttavia sir Rowland non si recò a Marino.

In occasione della quarta edizione, domenica 7 ottobre 1928, l'abate parroco monsignor Guglielmo Grassi decise di portare nella processione religiosa per la prima volta anche lo scudo turco conservato nella Basilica di San Barnaba, bottino della battaglia di Lepanto.. Alla stessa edizione della Sagra risale un dissidio tra il podestà Ugo Gatti e l'abate parroco: il podestà pretendeva che si ripetesse una seconda volta la scena della supplica alla Madonna di Pompei per farla riprendere alla troupe ritardataria dell'Istituto Luce: monsignor Grassi rifiutò.

Nella quinta edizione si tenne per la prima volta il corteo storico in costume, su iniziativa di Leone Ciprelli. Sul giornale La Tribuna, un articolo anonimo polemizzava per la prima volta sui danni che potevano verificarsi alla seicentesca fontana dei Quattro Mori, annualmente soffocata da installazioni in cartongesso..

Lo studioso Ugo OnoratiSi veda tra gli altri Ugo Onorati, Leone Ciprelli, Strenna dei Romanisti, 2003. ha dimostrato che in questi anni, grossomodo tra il 1926 ed il 1936, la Sagra marinese fu il secondo cuore della canzone romanesca dopo la grande manifestazione di San Giovanni. Grazie alla promozione di Leone Ciprelli i concorsi poetico-musicali organizzati a Marino nei giorni della Sagra attirarono l'attenzione dei più grandi esponenti della poesia e della canzone dialettale, da Trilussa e Petrolini a Romolo Balzani e Giuseppe Micheli..

Gli anni Trenta

Il 28 settembre 1930, per ordine del governo fascista centrale, in tutti i comuni d'Italia si celebrò una Festa dell'Uva. A Marino, questa ricorrenza fu solo l'anteprima della tradizionale Sagra che si tenne domenica 5 ottobre. Per l'occasione, venne aperta nei locali al piano terra di Palazzo Colonna la prima Bottega del Vino in Italia..

Per la Sagra del 1931 Il Piccolo calcolò un'affluenza di quasi 50.000 persone.. In occasione invece della Sagra del 1932 venne nuovamente portato in processione lo scudo turco conservato nella Basilica di San Barnaba.. In occasione della nona edizione della Sagra, domenica 1º ottobre 1933, le Ferrovie dello Stato e le Tranvie dei Castelli Romani concessero l'applicazione della tariffa popolare ridotta per le tratte tra Roma e Marino.

Domenica 6 ottobre 1934, per l'undicesima edizione della Sagra, l'EIAR, ente radiofonico di Stato, dichiarava di aver installato alcuni microfoni a Marino per la trasmissione delle varie fasi della festa.. Nel 1936, a causa della guerra d'Etiopia, i festeggiamenti della Sagra si svolsero sotto tono e furono ignorati dalla stampa nazionale. In compenso, le Sagre degli anni successivi divennero una specie di vetrina per l'autarchia imposta dal regime fascista. Nel 1940, per la sedicesima edizione della Sagra, l'ultima celebrata in grande stile sotto il regime fascista, vennero versati quasi 2000 litri di vino dalle fontane.

La Sagra del 1938 venne funestata dal crollo, "per cattiva costruzione", del palco eretto sulla piazza del Duomo, che provocò feriti e danni, ed impedì la premiazione del vincitore del primo premio per la miglior canzone, Lorenzo Stecchetti, con la canzone "Ar fontanone"..

Gli anni Quaranta

Negli anni difficili della guerra i festeggiamenti per la Sagra furono estremamente limitati a causa della seconda guerra mondiale. Marino fu colpita più volte dai bombardamenti aerei e dai cannoneggiamenti, a partire dal devastante bombardamento del 2 febbraio 1944. Palazzo Colonna e la fontana dei Quattro Mori furono completamente distrutti dalle bombe, e la basilica di San Barnaba fu gravemente danneggiata. Oltre duecento civili persero la vita nei bombardamenti angloamericani.

La prima Sagra del secondo dopoguerra, la ventunesima edizione, si tenne domenica 7 ottobre 1945, ancora una volta sotto la supervisione di Leone Ciprelli, tra le macerie della guerra. Molti marinesi volevano far cessare questa tradizione, vista come una rimanenza del cessato regime fascista, ma il Ciprelli riuscì a convincere tutti della bontà della Sagra, che apparteneva a nessun altro se non ai marinesi..