Biografia Alexander Goehr nacque a Berlino il 10 agosto 1932, figlio del direttore d'orchestra e compositore Walter Goehr, allievo di Arnold Schönberg. A vent'anni emerse come una figura centrale nella Scuola di Manchester dei compositori britannici del dopoguerra. Nel biennio 1955-1956 entrò a far parte del masterclass di Olivier Messiaen a Parigi. Sebbene nei primi anni Sessanta Goehr fosse considerato un leader dell'avanguardia, il suo atteggiamento obliquo nei confronti del modernismo e di qualsiasi movimento o scuola, divenne presto evidente. In una sequenza di lavori tra cui il Piano Trio (1966), l'opera Arden Must Die (1966), il brano teatrale Triptych (1968-1970), il pezzo orchestrale Metamorphosis/Dance (1974) e il Quartetto d'archi n. 3 (1975-1976), si rivelò la voce personale di Goehr, derivante da un uso altamente individuale del metodo seriale e da una fusione di elementi tratti dalla sua doppia eredità di Schönberg e Messiaen. Fin dal momento del luminoso Salmo IV ambientato nel 1976, Goehr sentì l'urgenza di ritornare a modi di composizione più tradizionali, usando materiali familiari come oggetti di speculazione musicale, in contrasto con le priorità tecnologiche della ricerca musicale dell'epoca.
Vita e opere Gioventù e studi Pochi mesi dopo la sua nascita, la sua famiglia si trasferì in Gran Bretagna. Alexander nacque in un contesto familiare già estremamente votato alla musica: sua madre Laelia fu infatti una pianista di formazione classica e suo padre fu allievo di Schönberg nonché direttore pionieristico della musica di Schönberg, Messiaen (diresse la première britannica della Sinfonia Turangalîla nel 1953) e Monteverdi. Crebbe quindi in una famiglia permanentemente popolata da compositori, tra cui Mátyás Seiber e Michael Tippett.
Sebbene queste premesse indicassero fin troppo chiaramente il futuro di Goehr come compositore, i suoi sforzi in tal senso non furono molto incoraggiati da suo padre. Inizialmente propenso a studiare i classici all'Università di Oxford, andò invece a studiare composizione al Royal Manchester College of Music, con Richard Hall.
Nelle sue lezioni di composizione Goehr diventò amico dei giovani compositori Peter Maxwell Davies e Harrison Birtwistle e del pianista John Ogdon, con i quali fondò il New Music Manchester Group. Un evento fondamentale nello sviluppo di Goehr fu ascoltare la première britannica della Sinfonia Turangalîla di Messiaen, diretta da suo padre. L'interesse per la musica non occidentale (ad esempio i raga indiani) esaltato dall'incontro con la musica di Messiaen, insieme con l'interesse per i modi medievali condivisi con Peter Maxwell Davies e Harrison Birtwistle, influenzarono in gran parte le prime immaginazioni musicali di Goehr. Proprio in questo periodo scrisse le sue prime composizioni riconosciute: Songs for Babel (1951) e Sonata per pianoforte, op. 2, dedicata alla memoria di Prokofiev, morto quello stesso anno.
Nel 1955 Goehr lasciò Manchester per andare a Parigi e studiare con Messiaen e rimase a Parigi fino all'ottobre del 1956. La scena musicale di Parigi avrebbe lasciato una grande impressione su Goehr, che divenne buon amico di Pierre Boulez e fu coinvolto nel movimento serialista d'avanguardia di quegli anni. Goehr sperimentò la tecnica di Boulez del bloc sonore, in particolare nel suo primo quartetto d'archi del 1956-1957. Boulez divenne una sorta di mentore per Goehr alla fine degli anni Cinquanta, programmando le sue nuove composizioni nei suoi concerti al Théâtre Marigny di Parigi.
Tale sodalizio tuttavia non durò a lungo, in quanto alla fine la sensibilità di Goehr lo portò a separarsi dal serialismo di Boulez. Verso la metà degli anni Cinquanta, Goehr percepì infatti come il serialismo si stesse conformando in un culto della purezza stilistica, modellandosi sulle opere dodecafoniche di Anton Webern, proibendo e disprezzando ogni riferimento a qualsiasi altra musica e svilendo la scelta spontanea, sostituita con le leggi combinatorie del serialismo:
Ritorno nel Regno Unito, 1956-1976 Al suo ritorno in Gran Bretagna, Goehr conobbe una svolta come compositore con l'esecuzione della sua cantata The Deluge nel 1957 sotto la direzione di suo padre. Si trattò di un'opera grande e ambiziosa ispirata agli scritti di Ėjzenštejn, una delle molte fonti di ispirazione extra-musicali di Goehr. In tale opera, Goehr mostrò come il mondo del suono fosse stato fatto derivare dalle cantate dodecafoniche di Webern, ma palesò anche il modo in cui utilizzò la maestosa tensione armonica e la piena sonorità delle cantate Ėjzenštejn di Prokof'ev imponendole implicitamente. La cantata fu il genere maggiormente esplorato da Goehr nel corso della sua carriera.
In effetti dopo il successo di The Deluge, a Goehr fu commissionata una nuova cantata, Sutter's Gold per coro, baritono e orchestra. Tuttavia il nuovo lavoro si rivelò altamente impopolare, in particolare per i cantanti, che trovarono incredibilmente difficile da eseguire. In effetti la difficoltà dell'esecuzione fu uno dei motivi per cui Sutter's Gold fu respinto dalla critica per la sua esibizione al festival di Leeds nel 1961. Questa débacle, tuttavia, ebbe un impatto costruttivo su Goehr: piuttosto che respingere le critiche come il semplice risultato dell'incompetenza da parte della critica e degli attori, affrontò sinceramente le domande sulla posizione del compositore di avanguardia e sulla sua musica:
Nonostante ciò Goehr continuò a comporre opere corali. Incoraggiato dalla sua amicizia con il direttore di coro John Alldis, all'epoca fortemente impegnato nella nuova musica, Goehr compose i suoi Two Choruses nel 1962, utilizzando per la prima volta la combinazione di modalità e serialismo, divenuta in seguito la sua principale risorsa tecnica per i successivi 14 anni. La sua ricerca di un modello di serialismo che potesse consentire la libertà espressiva lo portò alla sua famosa Little Symphony, op. 15 (1963). Quest'opera fu un monumento a suo padre, grande direttore d'orchestra/compositore, inaspettatamente morto a 57 anni, basata su una sequenza di accordi modellata sottilmente (ma non citandolo) sul movimento "Catacombe" dai Quadri di un'esposizione di Mussorgsky (Goehr senior fece una stretta analisi armonica di questo insolito movimento).Alexander Goehr, "Finding the Key", in Finding the Key: Selected Writings of Alexander Goehr (London: Faber and Faber, 1998), 291–292.
Questo approccio flessibile al serialismo, un'integrazione dello sfondo armonico con il bloc sonore e la modalità, divenne molto rappresentativo del tipo di scrittura che Goehr sviluppò come alternativa alle restrizioni del serialismo totale. Non a caso Boulez, che in precedenza facilitò spesso le esecuzioni della musica di Goehr, prese a rifiutarsi di programmare Little Symphony: già prima del 1963, Goehr si discostò fortemente dallo stile dei suoi giorni parigini.
Gli anni Sessanta videro Goehr fondare la Wardour Castle Summer School con Peter Maxwell Davies e Harrison Birtwistle nel 1964 e, soprattutto, l'inizio del coinvolgimento di Goehr con l'opera e il teatro musicale. Nel 1966 scrisse la sua prima opera, Arden Must Die (Arden Muss Sterben), un'ambientazione completamente brechtiana di un dramma morale giacobino con risonanze politiche e sociali scomodamente contemporanee. Con la suggestiva cornice di Goehr di un testo composto da Erich Fried in rime baciate, egli sfruttò al massimo l'idea di semplici idee musicali continuamente distorte in un effetto sinistro e sarcastico.
Nel 1967 fondò il Music Theater Ensemble e nel 1971 completò un ciclo in tre parti per il teatro musicale - Tryptich - composto da tre opere: Naboth's Vineyard (1968) e Shadowplay (1970) furono entrambe esplicitamente scritte per il Music Theater Ensemble mentre la successiva Sonata su Gerusalemme (1971) fu commissionata da Testimonium, Gerusalemme ed eseguita dall'Israel Chamber Orchestra e Gary Bertini.
La fine degli anni Sessanta vide anche l'inizio di una serie di prestigiosi appuntamenti accademici per Goehr. Nel 1968–1969 fu compositore residente al New England Conservatory, Boston e insegnò all'Università Yale come professore associato di musica. Goehr tornò in Gran Bretagna come professore ospite all'Università di Southampton (1970-1971). Nel 1971 fu nominato West Riding Professor of Music all'Università di Leeds. Goehr lasciò Leeds nel 1976 quando fu nominato professore di musica all'Università di Cambridge dove insegnò fino al suo pensionamento nel 1999. A Cambridge divenne membro della Trinity Hall.
1976–1996 L'anno della nomina di Goehr a Cambridge coincise con una svolta nella sua produzione. Nel 1976 Goehr scrisse un'ambientazione "in bianco" del Salmo IV. La sonorità modale semplice e brillante di questo pezzo segnò un finale distacco dal serialismo del dopoguerra e un impegno per un mondo dei suoni più trasparente. Goehr trovò un modo per controllare il ritmo armonico fondendo il suo idioma armonico modale con la pratica a lungo abbandonata del basso figurato, ottenendo così una fusione altamente idiosincratica di passato e presente.
La produzione dei successivi vent'anni testimoniò il desiderio di Goehr di usare questo nuovo linguaggio per approfondire idee e generi già divenuti elementi costanti del suo lavoro, come l'esplorazione della forma sinfonica: Goehr tornò alla forma sinfonica nella sua Sinfonia (1979) e Symphony with Chaconne (1987). Tuttavia la produzione di questi anni fu disseminata soprattutto di un gran numero di spartiti vocali ambiziosi.
Una caratteristica comune di molte delle composizioni vocali di questi anni fu la scelta dei soggetti in funzione di allegorie per la riflessione su temi sociopolitici. In The Death of Moses (1992) usò il rabbioso rifiuto di Mosè di morire come un'allegoria per il destino delle vittime dell'Olocausto; mentre nella cantata Babylon the Great is Fallen (1979) e nell'opera Behold the Sun (1985), considerabile un abbozzo di studio di Babylon the Great, esplorò i temi della rivoluzione violenta attraverso i testi della rivolta anabattista di Münster del 1543. Vi fu spazio però anche per opere non politiche come Sing, Ariel, strutturata in modo da richiamare il canto stilizzato degli uccelli di Messiaen e basata su un caleidoscopio di poesia inglese e l'opera Arianna (1995), scritta su un libretto di Rinuccini per l'L'Arianna, un'opera perduta di Monteverdi, un'esplorazione tipicamente peculiare del mondo sonoro del Rinascimento italiano. In effetti il coinvolgimento di Goehr con la musica di Monteverdi iniziò già con la cantata The Death of Moses, che descrisse come "Monteverdi ascoltato attraverso Varèse".Alexander Goehr, Programme note for The Death of Moses, BBC Proms 1992, Sunday 2 August 1992, p. 8. Arianna fu anche il pezzo dove Goehr mostrò apertamente l'intenzione di trasformare la sua reinvenzione del passato in un processo musicale per l'ascolto e l'identificazione del pubblico:
Nella primavera del 1999 l'Università di Siena, su proposta della Facoltà di lettere e filosofia di Arezzo, conferì a Goehr una laurea honoris causa in lettere moderne per la composizione dell'Arianna di Rinuccini.
1996–2014