Il corvo (titolo orig. The Raven) è una poesia dello scrittore americano Edgar Allan Poe, apparsa il 29 gennaio 1845 sul giornale New York Evening Mirror. Venne pubblicata nella raccolta eponima Il corvo e altre poesie lo stesso anno.
Il poema è spesso notato per la sua musicalità, il linguaggio stilizzato e l'atmosfera soprannaturale. Narra la cupa vicenda di un amante ancora sconvolto per la perdita della donna amata che, mentre medita su un grande volume, riceve a mezzanotte la visita, segnalata «con grande strepitio d'ali», di un misterioso corvo che pronuncia ripetutamente una singola parola: "nevermore", ossia mai più. L'amante è spesso identificato come uno studente, e l'amore perduto si chiamava Lenore. Seduto su un busto di Pallade, il corvo sembra inimicarsi ulteriormente il protagonista con la sua monotona ripetizione dell'avverbio negativo: il dolore dell'amante tocca l'apice verso le ultime strofe. Il poema si avvale di riferimenti popolari, mitologici, religiosi e classici.
Poe affermò di aver composto la poesia in modo logico e metodico, con l'obiettivo di creare un'opera che potesse trovare riscontro sia nel pubblico critico che in quello popolare, come spiegò nel suo saggio successivo del 1846, "The Philosophy of Composition". La poesia fu ispirata in parte dalla presenza un corvo parlante nel romanzo del 1841 Barnaby Rudge, di Charles Dickens. Poe basò il ritmo e il metro complessi sulla poesia di Elizabeth Barrett "Lady Geraldine's Courtship" e fece uso di rime interne e allitterazioni in tutto il testo.
La sua pubblicazione rese Poe popolare durante la sua vita, sebbene non gli portò molto successo finanziario. La poesia fu presto ristampata, parodiata e illustrata. L'opinione critica è divisa sullo status letterario della poesia, ma rimane comunque una delle poesie più famose mai scritte.
Contenuto
In una "tetra notte" di dicembre, l'anonimo narratore è intento a meditare "volumi di obliata sapienza" per lenire il dolore per la sua defunta amata Lenore. Udendo un suono simile a un bussare, dapprima apre la porta della stanza, non trovando nessuno; capendo poi che il suono proviene dalla finestra, la spalanca e nella stanza entra volando un corvo, che va ad appollaiarsi sul busto di Pallade posto sopra la porta. Il narratore, incuriosito dal contegno del corvo, gli chiede come si chiami, al che l'uccello risponde "Mai più" ("Nevermore" nell'originale inglese). L'uomo è sorpreso dal fatto che il volatile possa parlare e pensa che lo abbandonerà, come altri hanno fatto in passato. Il corvo pare rispondere ai suoi pensieri pronunciando ancora "Mai più": il narratore ritiene allora che l'uccello abbia appreso l'espressione dal suo padrone e che questa sia l'unica parola che conosca.
Deciso a indagare ulteriormente, il narratore avvicina la sua sedia al corvo: riflette in silenzio per un momento, e alla sua mente torna la perduta Lenore. Gli sembra quindi di avvertire accanto a sé la presenza soprannaturale degli angeli e si chiede se Dio gli stia inviando un segno che dimenticherà la donna; il corvo replica ancora con la stessa frase negativa. Il narratore è contrariato, ma nondimeno chiede ugualmente all'uccello se riuscirà a ricongiungersi a Lenore in cielo. Dopo l'ennesimo "Mai più", il narratore si adira e ordina al corvo di tornare nella "plutonia riva della notte", ma il volatile non si muove. Si apprende allora che il corvo "è ancora seduto" sul busto di Pallade; esso proietta un'ombra sul pavimento della stanza e il narratore lamenta che da quest'ombra la sua anima non si solleverà "mai più".
Analisi Poe compose il poema come una pura narrazione, priva di intenti allegorici o didattici.. Il tema principale è quello di una devozione imperitura.Cornelius, Kay. "Biography of Edgar Allan Poe" in Bloom's BioCritiques: Edgar Allan Poe, Harold Bloom, ed. Philadelphia: Chelsea House Publishers, 2002. p. 21 Il narratore vive un conflitto tra due opposti desideri: dimenticare e ricordare.Kopley & Hayes, 194 Benché egli concluda che il corvo sia in grado di pronunciare una sola parola, "Nevermore", egli continua a porgli domande sapendo che otterrà sempre la stessa risposta negativa, acuendo ulteriormente il suo lutto.. L'autore volutamente non chiarisce se il corvo sappia cosa stia dicendo e se intenda davvero causare una reazione nel narratore.Hirsch, 195–196 Questi, dapprima debole e stanco, sperimenta quindi rimpianto e dolore, poi rabbia, infine disperazione fino alla pazzia.. Secondo Christopher F. S. Maligec, il poema può essere letto come un paraclausithyron, forma poetica greca e latina in cui un amante escluso leva il suo lamento fuori dalla porta dell'amata.
Allusioni
Il narratore è un erudito:Sova, 208 Poe lo affermò esplicitamente nel suo saggio La filosofia della composizione, mentre nel poema ciò è suggerito dal suo sfogliare volumi dimenticatiPoe, 773 e dalla presenza del busto di Pallade Atena, dea greca della saggezza.Meyers, 163 Per quanto riguarda i libri consultati dal narratore, è possibile che la "sapienza" in essi contenuti riguardi l'occultismo o la magia nera. Ciò è adombrato anche dall'ambientazione a dicembre, mese associato alle forze dell'oscurità, nonché dal corvo stesso:Granger, 53–54 il narratore ritiene che l'uccello provenga dalla "plutonia riva della notte", cioè sia un messaggero dall'aldilà.
Poe prescelse un corvo come simbolo al centro dell'azione in quanto desiderava una creatura non razionale, ma in grado di "parlare". Un corvo, a suo avviso, era "altrettanto in grado di parlare" al pari di un pappagallo, e inoltre si accordava al tono del poema:Hirsch, 195 il volatile, scrisse Poe, doveva simboleggiare un "ricordo luttuoso e imperituro" (mournful and never-ending remembrance). Poe fu ispirato anche da Grip, un corvo parlante presente in Barnaby Rudge di Charles Dickens:Meyers, 162 nel romanzo Grip ha un ruolo soprattutto comico, e in una scena sembra produrre un suono simile a un bussare alla porta. Poe aveva scritto una recensione di Barnaby Rudge per il Graham's Magazine, in cui affermava che Grip avrebbe dovuto giocare un ruolo più simbolico e profetico. Il parallelo non sfuggì ai contemporanei, tra cui James Russell Lowell che su A Fable for Critics scrisse un distico irridente Poe.Cornelius, Kay. "Biography of Edgar Allan Poe" in Bloom's BioCritiques: Edgar Allan Poe, Harold Bloom, ed. Philadelphia: Chelsea House Publishers, 2002. p. 20 Alla Free Library of Philadelphia è in mostra un corvo impagliato, ritenuto quello posseduto da Dickens e che contribuì a ispirare Poe.
Poe potrebbe aver attinto anche a riferimenti ai corvi presenti nella mitologia e nel folklore. Nella mitologia norrena, Huginn e Muninn erano i due corvi del dio Odino, simboleggianti pensiero e memoria.Adams, 53 Nella tradizione ebraica, durante il diluvio universale Noè inviò in ricognizione dall'arca un corvo bianco: questi apprende che le acque si stanno ritirando, ma non tornò immediatamente a riferirlo; quindi fu punito diventando nero e costretto a nutrirsi per sempre di carogne. Poe potrebbe aver desunto da questi racconti il ruolo del corvo come messaggero.
Poe nomina il balsamo di Gilead, menzionato nel biblico , dove è una resina proveniente dalla regione di Gilead e usata a scopi medici. Nel si dice che, durante una siccità a Gilead, il profeta Elia fu nutrito dai corvi.
Struttura poetica
Il poema è composto da 18 strofe di 6 versi ciascuna. Il metro adottato è un ottametro trocaico: otto piedi trocaici in cui si alternano una sillaba accentata e una non accentata.Kopley & Hayes, 192 Si veda ad esempio il primo verso ( ´ indica sillaba accentata e ˘ non accentata): +Struttura sillabica Accento ´ ˘ ´ ˘ ´ ˘ ´ ˘ ´ ˘ ´ ˘ ´ ˘ ´ ˘Sillaba Once up- on a mid- night drea- ry, while I pon- dered weak and wea- ry
Poe comunque affermò che il poema era una combinazione di ottametro acatalettico, ettametro catalettico e tetrametro catalettico. Lo schema di rime è ABCBBB, ossia AA,B,CC,CB,B,B considerando la rime al mezzo. I versi indicati con "B" in questi schemi rimano con "nevermore" e sono catalettici, dando particolare enfasi all'ultima sillaba. Il poema presenta anche fitte allitterazioni.Kopley & Hayes, 192–193 Nel XX secolo, il poeta statunitense Daniel Hoffman affermò che la struttura e il metro erano formulari fino a risultare artificiosi, ma la qualità "ipnotica" del testo prevaleva su questo aspetto..
Poe riprese la struttura del poema dalle complicate rime e ritmi di Lady Geraldine's Courtship, componimento di Elizabeth Barrett. Poe aveva recensito l'opera sul numero del Broadway Journal del gennaio 1845,Thomas & Jackson, 485 elogiandoloMeyers, 160 e al contempo, cosa non infrequente in Poe, criticando presunte ripetitività e mancanza di originalità di alcune sue poesie.Peeples, 142 Per quanto comunque riguarda Lady Geraldine's Courtship, egli scrisse di non aver mai letto una poesia che combinasse tanta fiera passione con la più delicata immaginazione.
Storia editoriale
Poe presentò il poema dapprima a George Rex Graham, suo amico con cui aveva collaborato in passato, direttore del Graham's Magazine di Filadelfia. Graham rifiutò il poema (che forse gli era stato offerto in una versione non definitiva), ma donò a Poe 15 dollari. (pari al valore di 518 $ nel 2025). L'autore allora vendette il poema alla American Review, che lo pagò 9 $Ostrom, 5 (pari a 311 $ nel 2025) e lo stampò nel suo numero di febbraio 1845, accreditato sotto lo pseudonimo di "Quarles" (riferimento al poeta inglese del '600 Francis Quarles).. La prima pubblicazione col nome di Poe si ebbe sull'Evening Mirror del 29 gennaio 1845, preceduto da una presentazione del direttore, Nathaniel Parker Willis.. A seguito di questa edizione il poema comparve in vari periodici statunitensi: New York Tribune del 4 febbraio 1845, Broadway Journal (vol. 1, 8 febbraio 1845), Southern Literary Messenger (vol. 11, marzo 1845), Literary Emporium (vol. 2, dicembre 1845), Saturday Courier del 25 luglio 1846 e Richmond Examiner del 25 settembre 1849.
L'immediato successo dell'opera spinse Wiley and Putnam a pubblicare una raccolta dei racconti di Poe, intitolata semplicemente Tales: si trattava del primo libro che egli pubblicava dopo cinque anni.Meyers, 177 Nel successivo novembre la stessa casa editrice pubblicò anche una raccolta delle sue poesie, The Raven and Other Poems: fu la prima pubblicazione in volume de Il corvo, accompagnato ad una dedica a Elizabeth Barrett.Peeples, 136 Il volumetto contava 100 pagine ed era in vendita a 31 centesimi di dollaro;. oltre a Il corvo, includeva altri 17 componimenti,Sova, 209 nella prefazione definiti da Poe "inezie", alterati senza il suo consenso durante la loro precedente pubblicazione su quotidiani e riviste.Thomas & Jackson, 591
Illustrazioni Le successive pubblicazioni de Il corvo furono spesso accompagnate da illustrazioni di noti artisti. In particolare, il poema apparve in un'antologia britannica dedicata a Poe con le illustrazioni di John Tenniel (The Poetical Works of Edgar Allan Poe: With Original Memoir, Sampson Low, Londra 1858). Nel 1875 uscì un'edizione francese, con testo bilingue (originale inglese e traduzione francese del poeta simbolista Stéphane Mallarmé) accompagnata da litografie di Édouard Manet. Un'edizione del 1884 presso Harper & Brothers era accompagnata da sontuose xilografie di Gustave Doré.Scholnick, Robert J. "In Defense of Beauty: Stedman and the Recognition of Poe in America, 1880–1910", collected in Poe and His Times: The Artist and His Milieu, edited by Benjamin Franklin Fisher IV. Baltimore: The Edgar Allan Poe Society, 1990. p. 262. Anche vari artisti del XX secolo e odierni hanno prodotto illustrazioni o altre opere visive ispirate a Il corvo: tra questi Edmund Dulac, István Orosz e Ryan Price.
Composizione