Cittanova è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Reggio Calabria in Calabria.
Posto alle pendici dell'Aspromonte e prospiciente la Piana di Gioia Tauro, è caratterizzato dalla presenza di numerose chiese e palazzi ottocenteschi e da un parco pubblico che si estende per 2,65 ettari.
Geografia fisica Territorio La cittadina si trova ai piedi dell'Aspromonte, su terreni quaternari alluvionali, costituiti da sabbie e ghiaie incoerenti che coprono gli ampi terrazzi digradanti verso il Golfo di Gioia. Cittanova domina la piana di Gioia Tauro dalla terrazza più alta, quella confinante col massiccio delle Serre, quasi a contatto tra le due formazioni litologiche: alluvionale e cristallina.
Questa conformazione geologica favorisce la propagazione dei sismi, in quanto l'incoerenza della coltre alluvionale viene aumentata durante i terremoti dalla formazione cristallina contigua e sottostante. Il territorio di Cittanova è attraversato dall'omonima faglia che fa parte del sistema di faglie Serre-Aspromonte, lunga 30 chilometri e tuttora attiva.
L'altitudine riferita al municipio è di , nel territorio comunale l'altitudine minima arriva a mentre quella massima tocca i . La superficie è di 61,98 km² (il 65% circa in territorio pianeggiante coltivato a ulivi e il 35% in territorio montuoso boschivo e di pascoli naturali).
Il 21% del territorio di Cittanova ( su ) fa parte del Parco nazionale dell'Aspromonte.
I corsi d'acqua principali sono le fiumare Serra e Vacale.
Vette principali: Altopiano della Melìa (m. 1.000), Zomaro (m. 920) e Monte Cùculo (m. 725).
Zòmaro
Località montana a 7 chilometri da Cittanova, Zomaro è situato sull'Altopiano della Melìa, all'interno del Parco nazionale dell'Aspromonte.
La flora che lo caratterizza è composta soprattutto da faggi, lecci, abeti e ginestre. È altresì presente la Woodwardia radicans, un'antica felce gigante sopravvissuta al Cenozoico.
La fauna presenta numerosi cinghiali oltre a scoiattoli, tassi, volpi, gufi e nibbi.
L'altopiano è inoltre ricco di acque sorgive.
Clima Il clima è mediterraneo. La piana di Gioia, aperta sul mare ma riparata dai venti, aumenta l'umidità di Cittanova, rendendone i terreni particolarmente fertili.
Classificazione climatica: zona D, 1423 GG
Storia Per convenzione storica, la nascita di questa cittadina è collocata al 12 agosto 1618Arte e storia, Tipografia Domenicana, 1916. Google Libri. Riportato il 12 marzo 2017., data d'emanazione del bando di edificazione del "Nuovo Casale di Cortoladi", ad opera del primo principe di Gerace, Girolamo Grimaldi.
Il "Nuovo Casale di Cortoladi", in seguito denominato col più semplice "Casalnuovo", nelle intenzioni del feudatario doveva raccogliere le popolazioni dei villaggi dei suoi latifondi, precedentemente presenti nei dintorni ma spopolati dai terremoti e dalle epidemie avvenuti nel 1616 e sarebbe servito anche a controllare agevolmente l'importante via che univa il Tirreno allo Ionio tramite il Passo del Mercante. Per questi motivi, venne scelto come luogo di edificazione un punto nei pressi di Cortoladi, villaggio distrutto completamente dalle scosse telluriche del 1616 e che sorgeva vicino a Radicena.
Affinché potesse edificare il nuovo casale, il Grimaldi aveva però bisogno dell'assenso del sovrano Filippo III di Spagna, ottenuto proprio in conseguenza dei sismi; l'edificazione di Casalnuovo cominciò subito dopo e il principe vi fondò il suo palazzo di residenza, facendolo quindi diventare punto di riferimento per i suoi feudi ed accrescendone fin dagli inizi l'importanza. Il casale, per questo motivo e grazie anche alle notevoli immunità stabilite nel bando, si sviluppò abbastanza velocemente ed ancor più dopo il terremoto del 27-28 marzo 1638. Furono costruite case molto basse (per paura di eventuali sismi futuri) e numerose chiese e conventi. La popolazione continuò ad aumentare: nel 1669 contava già 128 nuclei familiari, arrivando a 638 nel 1732. All'inizio del 1783 Casalnuovo contava abitanti.
Il 5 febbraio 1783 un sisma di incredibile potenza, denominato il Flagello, distrusse completamente il paese causando 2.017 vittime (tra cui la feudataria Maria Teresa Grimaldi).
Casalnuovo venne comunque ricostruito sullo stesso sito e ricominciò ad espandersi, tanto che nel 1807 i francesi disposero che divenisse capoluogo di governo con giurisdizione su Radicena, Jatrinoli, Vatoni, Gioia e San Martino.
Il 1º gennaio 1842 il Circondario di Casalnuovo fu diviso in due circondari distinti: l'uno formato da Casalnuovo, l'altro composto dal comune di Radicena, dal comune di Iatrinoli e dai villaggi di San Martino e Terranova.
Il 1º aprile 1852 con decreto № 129 di Ferdinando II di BorboneCollezione delle leggi e decreti emanati nelle provincie continentali dell'Italia meridionale. Google Libri. Riportato il 21 marzo 2012., su istanza del decurionato, il consiglio comunale dell'epoca, assunse il nome di Cittanuova, in seguito semplificato in Cittanova.
Negli anni immediatamente precedenti lo scoppio della seconda guerra mondiale, Cittanova coi suoi 16.000 abitanti era il terzo comune della provincia. La sua economia non si basava esclusivamente sull'olivicoltura ma anche sull'artigianato di pregio che, prima del conflitto, aveva buone prospettive di crescita.
Simboli
Lo stemma, approvato con Decreto reale del 24 aprile 1924 e registrato alla Corte dei conti il 17 maggio 1924, Reg. 1 Fin., Foglio 180, ha la seguente descrizione:
Il pino presente nello stemma richiama un albero trisecolare realmente esistito e coevo della città, distrutto da un fulmine nel 1960. L'albero si trovava nei pressi della chiesa dei Santi Cosma e Damiano.
La descrizione del gonfalone è la seguente:
Onorificenze
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose
Chiesa Matrice La chiesa matrice di Cittanova, dedicata a San Girolamo, fu costruita pochi anni dopo il sisma del 1783. L'opera venne portata avanti da Maria Antonia Grimaldi Serra, figlia della principessa di Gerace Maria Teresa Grimaldi, morta a causa del terremoto, le cui spoglie - traslate dal diroccato convento dei padri alcantarini nel 1793 - riposano nella Cappella dell'Immacolata, all'interno della chiesa stessa.
La chiesa ha un'architettura ottocentesca, dalle forme pseudo-barocche. In origine era a navata unica, in seguito vennero aggiunte due navate laterali e rifatto l'interno in stile neoclassico.
Opere di rilievo: Crocifisso ligneo del 1600; Pietà lignea del 1866 opera di Francesco Biangardi; Statua dell'Immacolata del 1800; Statua lignea settecentesca di San Girolamo opera di Domenico De Lorenzo; Statua lignea settecentesca del Cristo Risorto opera di Domenico De Lorenzo; Varette (29 statue lignee, periodo: 1821-1893) opera di Francesco e Vincenzo Biangardi; Statua della Vergine opera di Michele Guerrisi.
Santuario di Maria Santissima del Rosario
Edificato nel 1823, sul luogo dove sorgeva una chiesa distrutta dal Flagello. Ad una navata, in stile barocco, l'interno ospita affreschi, stucchi, angeli e statue di gesso. La chiesa è sottoposta a tutela monumentale (legge 906.1939). Nel 1999 è stata elevata a santuario.
Opere di rilievo: Statua lignea della Madonna del Rosario, attribuita da alcuni studiosi a Domenico De Lorenzo mentre altri la attribuiscono allo scultore Fortunato Morano; Trinità che incorona la Vergine: statue lignee realizzate a Napoli nel 1830.
Chiesa di San Rocco A navata unica e tra le più grandi della provincia di Reggio Calabria, la chiesa venne costruita sul sito dove sorgeva precedentemente il Convento degli Alcanterini edificato nel 1728. Il terremoto del 1783 distrusse completamente il complesso monastico, si salvarono solo le statue di San Rocco e San Pasquale, un calice di argento cesellato ed una colonna di pietra sormontata da una croce in ferro. La ricostruzione fu intrapresa a partire dal 1835, su progetto dell'architetto Vincenzo Tarsitani, e la chiesa di San Rocco venne completata nei primi anni del XX secolo grazie all'impegno del sacerdote Giacomo Petropaolo.
Opere di rilievo: Statua lignea di San Rocco del XVIII secolo; Statua lignea di San Pasquale del XVIII secolo; Organo a canne del 1919 costruito dalla ditta Bussetti di Torino.
Chiesa della Sacra Famiglia Costruita al posto di un frantoio nel 1887. La chiesa è a tre navate, e custodisce diverse statue lignee e dipinti.
Opere di rilievo: Dipinto dell'Addolorata del 1500. Due Dipinti della Madonna col Bambino del 1500.
Chiesa dei SS. Cosma e Damiano Edificata a metà 1800 dal notaio Tommaso Marvasi sui resti di una cappelletta distrutta dal terremoto, e restaurata dai suoi discendenti in epoche successive, la chiesa dedicata ai SS. Cosma e Damiano ospita statue lignee di scuola napoletana e tele del XVI-XVII secolo.
Opere di rilievo: Dipinto della Madonna delle Grazie del 1600, già presente nell'antica cappella; Statue in legno di S. Alfonso Maria De Liguori, Sant'Eligio e Santi Cosma e Damiano.
Chiesa di San Giuseppe Anche questo edificio fu edificato su una chiesetta preesistente distrutta dal terremoto del 1783. Nel 1865, in seguito ad una sottoscrizione tra gli artigiani ed i falegnami del paese, fu eretta una cappella dedicata a San Giuseppe; nel 1948 venne aggiunto l'altare in marmo.
Opere di rilievo: Trittico in legno, circa 1850, opera del Biangardi; Statua lignea di San Francesco di Paola.
Chiesa della Madonna della Catena La più antica del paese, gli storici ritengono che sul sito vi fosse precedentemente una chiesa bizantina intitolata a Santa Maria del Campo. La struttura originaria fu costruita ad opera degli abitanti di San Giorgio Morgeto col nome di Santa Maria di Campoforano e dedicata all'Assunta. In seguito all'epidemia di colera che colpì la Piana a metà Ottocento, la vecchia chiesa fu ricostruita ed ampliata, a cura dell'arciprete Domenico Luzio, come ringraziamento a Maria nel 1854, e dedicata alla Madonna della Catena. Tuttavia l'antico nome non venne dimenticato, così come la venerazione per l'Assunta, celebrata tutt'oggi con processioni e preghiere.
Opere di rilievo: Statua lignea dell'Assunta.
Chiesa del Calvario Edificata nel 1912, all'interno ospita due statue in cartone romano che vengono utilizzate nell'allestimento del "simburcu" (sepolcro), durante i riti di Pasqua.
Opere: Statua dell'Addolorata ai piedi della Croce in cartone romano; Statua di Gesù Morto in cartone romano.
Chiesa di S. Maria delle Grazie Riedificata nel 1746 sui resti della chiesa omonima risalente al XVII secolo, questo piccolo luogo di culto si trova in contrada Malizia, fuori dal centro abitato.
Opere: Pala d'altare in olio su lamiera della Madonna delle Grazie, opera del pittore messinese Bonaccorsi (1901).
Chiesetta del Crocifisso Restaurata nel 1974, questa caratteristica chiesetta, interamente rivestita in pietra, è sita in via San Pasquale. All'interno è posto un monumentale Crocifisso bronzeo già venerato nel Convento di San Pasquale (o degli Alcanterini) del 1728.
Architetture civili Villa Comunale
La Villa Comunale "Carlo Ruggiero" di Cittanova è un "Monumento Nazionale d'interesse storico–naturalistico" riconosciuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Orto botanico di circa 2,5 ettari, ospita molte specie vegetali rare o del tutto uniche in Italia. Grazie alle particolari condizioni del terreno, oltre alle tipiche piante della vegetazione mediterranea, sono presenti numerose piante esotiche (Sequoie della California, Cedri del Libano, Alberi dei Tulipani, ecc.).
Fu costruita a proprie spese da Carlo Ruggiero e donata al Comune con delibera del 29 marzo 1880, durante il suo mandato di sindaco (1880-1885). Il progetto fu dell'ingegnere svizzero Enrico Fehr, già progettista della villa Mazzini di Messina.
Nel 2008, all'interno della villa comunale, è stato istituito un Giardino dei Giusti.
Palazzi