Biografia

Angelo Bianchetti nacque a Milano nel 1911.

Studiò architettura al Politecnico di Milano, laureandosi nel 1934, dopo di che effettuò viaggi di perfezionamento in Germania, dove lavorò a Berlino negli studi di Ludwig Mies van der Rohe e incontrò Walter Gropius e Marcel Breuer.

Incominciò la sua attività in un momento basilare della polemica fra tradizionalisti e i razionalisti e si avvicinò a questi ultimi, mettendosi in evidenza alla Triennale di Milano del 1936.

In Italia collaborò con Giuseppe Pagano nel 1938, e con Cesare Pea progettò gli allestimenti di mostre e i padiglioni pubblicitari per le fiere. Un tema molto in auge nel ventennio fascista per promuovere un'immagine moderna e cosmopolita delle aziende italiane in Italia e nel mondo nelle grandi esposizioni internazionali.

Angelo Bianchetti negli anni precedenti alla seconda guerra mondiale collaborò con la rivista Casabella-Costruzioni, diretta da Giuseppe Pagano, assieme ad altri giovani architetti promettenti, quali Erberto Carboni, Marcello Nizzoli, Bruno Munari.

Tra le opere realizzate si ricorda il padiglione di Bianchetti e Pea alla Fiera di Milano nel 1938, quello per la Mostra del tessile nazionale a Roma nel 1939, quello alla Fiera di Milano del 1939, formato da un esile telaio a tre ordini coperto da leggeri voltini, nello stile tipico del razionalismo italiano.

Interessante si dimostrò lo scritto di Angelo Bianchetti e Cesare Pea del 1941, riguardante l'architettura pubblicitaria, che gettò le basi per le architetture pubblicitarie del paesaggio autostradale italiano del secondo dopoguerra:

Subito dopo la fine delle ostilità Bianchetti progettò una delle sue opere più significative, il Palazzo delle Nazioni alla Fiera di Milano (1946), nel quale la limpidezza degli elementi architettonici e il movimento delle scale manifestarono una totale accettazione delle teorie razionaliste.

La collaborazione con Pea si interruppe nel 1952, subito dopo il restauro del Palazzo Grassi a Venezia, con la costruzione di un teatro all'aperto.

Dopo lo stabilimento Durban's, nel 1963 realizzò la nuova sede dell'Istituto Autonomo per le Case Popolari di Milano, in cui espresse vari stili e anche qualche elemento anti-razionalista.

Nel 1958 costruì l'Autogrill "a piramide spaziale" di Villoresi Ovest; successivamente si impegnò dal 1959 al 1978 alla costruzione dei celebri Autogrill Pavesi a ponte sulle autostrade, undici a ponte, oltre a settanta aree di ristoro laterali in tutta Italia.

Note

Bibliografia

Voci correlate Storia dell'architettura Architettura italiana Stazione di servizio Giovi ovest

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Categoria:Studenti del Politecnico di Milano