Biografia L'infanzia e la giovinezza a Reichenau Di origine probabilmente sveva, all'età di cinque anni venne affidato con il fratello Wadilcoz all'abbazia di Reichenau, uno dei più importanti monasteri benedettini dell'epoca carolingia. Sotto la guida dell'abate Waldo, entrambi i fratelli completarono la propria formazione monastica: Wadilcoz venne inviato, grazie all'influente raccomandazione dell'abate, presso Alcuino, che probabilmente seguì anche a Tours, divenuto uno dei suoi pupilliSi hanno poche notizie riguardo a Waldicoz: viene citato come studente di Alcuino in C. J. B. Gaskoin, Alcuin: his life and his work, New York, 1966, p. 194 e in J. M. Clark, The Abbey of St. Gall as a centre of literature and art, Cambridge, 1926, p. 60, mentre il rapporto di parentela con Heito è confermato in R. Chelard, La civilisation française dans le developpement de l'Allemagne, Parigi, 1900, p. 231 e dalla voce redatta da Ulrich Sieben in Neue Deutsche Biographie vol. 8, Berlino, 1969, pp. 59-60.; Heito rimase invece presso Reichenau come direttore della scuola monastica, contribuendo in particolare allo sviluppo della biblioteca.

La carriera diplomatica ed ecclesiastica Sulle successive fasi della carriera ecclesiastica di Heito, c'è concordanza nelle fonti nell'attribuire all'anno 806 la sua nomina ad abate di Reichenau, subentrando a Waldo divenuto abate dell'abbazia imperiale di Saint-Denis a Parigi, mentre per quanto riguarda la designazione alla cattedra vescovile della diocesi di Basilea le date possibili sono comprese tra l'802 e l'806La discordanza nell'attribuire la corretta data a tale evento sembra derivare dal fatto che la rinuncia da parte di Waldo alla cattedra di Basilea risalga con relativa certezza all'802, ma sembra poco coerente con l'uso del tempo che la designazione a vescovo preceda quella di abate, non databile a prima dell'806. cfr. R. J. Rebmann, Haito, Bischof von Basel, Abt von Reichenau, in https://altbasel.ch/fussnoten/haito.html.; anche in questa carica fu il successore di Waldo, che ottenne la diocesi di Pavia. È in questo periodo che Heito iniziò anche a ricoprire un ruolo di sempre maggiore rilievo all’interno della corte carolingia, è infatti citato sia come diplomatico al servizio di Carlo Magno sia come firmatario del suo testamento.

Questo passo tratto dai Gesta Karoli Magni di Nokter I di San Gallo attesta la grande vicinanza tra l'imperatore e il vescovo di Basilea e fa riferimento alla missione diplomatica che Heito compì per ordine di Carlo Magno a Costantinopoli nell'811 presso l’imperatore bizantino Niceforo I. A causa della grande instabilità dell'impero bizantino in quel periodoNel solo 811 si succedono tre imperatori: Niceforo I muore infatti in battaglia poco dopo l'arrivo dell'ambasciata guidata da Heito, gli succede il figlio Stauracio che però nel giro di pochi mesi abdica in favore del cognato che diviene imperatore con il nome di Michele I. e della scomparsa del resoconto stilato da Heito, risulta difficile stabilire con certezza se l'ambasciata abbia avuto successo.

Alla fine della propria opera sulla vita di Carlo Magno, Eginardo pone la trascrizione del documento contenente il testamento dell'imperatore, nel quale sono annotati tutti i presenti al momento dell'ufficializzazione che cofirmarono il testo. Tra questi, all’interno dell'elenco dei vescovi, è nominato anche Heito di Reichenau, a ulteriore testimonianza del prestigioso ruolo che ricopriva all'interno della corte carolingia.

Nonostante gli impegni cortigiani, Heito non trascurò i propri doveri di vescovo e abate. Promulgò i venticinque articoli dei Capitula ecclasiastica, una raccolta di norme molto dettagliate (ad esempio, viene imposto il celibato (IX) o viene vietata la compravendita di cariche religiose (XII), ma viene anche vietata la frequentazione di taverne (X) o che una donna si avvicini all'altare, neanche per lavare i paramenti sacri (XVI)Heito di Reichenau, Capitula ecclesiastica, ed. P. Brommer, Hannover, 1984, pp. 210-219 (MGH Capit. episc., 1).) destinate al clero della diocesi di Basilea. Per la somiglianza con i canoni emanati dal concilio dell'813, è probabile che Heito abbia composto i Capitula poco dopo tale dataA. Boretius, Capitularia regum Francorum, Hannover, 1881, p. 362 (MGH Capit., 1). Nel corso del suo mandato vescovile, ordinò la costruzione della prima cattedrale di Basilea, probabilmente intitolata a Santa Maria, di cui oggi non rimane che parte delle mura di fondazione al di sotto dell'attuale edificioRiguardo alla datazione e alla dedica della cattedrale: C. Wilsdorf, L'évêque Haito reconstructeur de la cathédrale de Bâle (premier quart du IXe siècle). Deux textes retrouvés, «Bulletin Monumental» 133/2 (1975), pp. 175-181; al link https://baslermuenster.ch/bauwerk/baugeschichte/das-karolingische-haito-muenster-9-jh sono disponibili pianta e ricostruzioni digitali della prima cattedrale di Basilea.. Il 16 agosto 816 consacrò la chiesa abbaziale dei Santi Maria e MarcoLa chiesa, che nel corso dei secoli successivi è stata più volte ampliata e arricchita, è dal 2000 patrimonio dell'UNESCO. a Reichenau, la cui realizzazione, in luogo dell'originario santuario in legno, aveva probabilmente ordinato al ritorno da Costantinopoli. Sempre all'anno 816 risale la sua partecipazione al primo della serie di sinodi tenuti ad Aquisgrana riguardo alla regolazione della vita monastica all'interno del regno franco. Tra i documenti prodotti nel corso dell'evento, sono presenti gli Statuta Murbacensia, la più lunga tra le registrazioni delle decisioni preliminari del sinodo, la cui paternità, sebbene non del tutto certa, è attribuita a HeitoC. Wilsdorf, Le manuscrit et l'auteur des statuts dits de Murbach, «Revue d'Alsace» 100 (1961), pp. 102-110. Un'altra possibile ipotesi attributiva, avanzata in R. Bauerreiss, Das frühmittelalterliche Bistum Neuburg im Staffelsee, «Studien und Mitteilungen zur Geschichte des Benediktinerordens» 60 (1946), pp. 375-438, è Sintperto, abate di Murbach e vescovo di Augusta.. È possibile che questa non sia stata l'unica partecipazione di Heito a un sinodo: potrebbe infatti aver preso parte anche al concilio di Aquisgrana dell'809, riguardante la disputa teologica sull'aggiunta dell'espressione Filioque all'interno del CredoIl contenuto di entrambi i sinodi (809 e 816) è riportato in E. H. Landon, A manual of councils of the Holy Catholic Church, Edimburgo, 1909, p. 14.. Gli atti del sinodo sono perduti, tuttavia, secondo lo studioso Harald Willjung, è possibile identificare Heito dietro l'autore anonimo di uno dei rapporti teologici stilati in quel contesto (Testimonia de processioni Spirictu Sancti)H. Willjung, Das Conzil von Aachen 809, Hannover, 1998, pp. 213-223 (MGH, Conc. 2, Suppl. 2).

Gli ultimi anni e la morte Intorno ai sessant'anni, nell'823, rinuncia contemporaneamente sia alla carica di abate sia a quella di vescovo e continua a vivere nell'abbazia di Reichenau come monaco semplice. Per giustificare la decisione di ritirarsi dagli impegni politici ed ecclesiastici, è stata avanzata l'ipotesi che potesse essere gravemente malatoW. Wattenbach, Hatto von Basel, in Allgemeine Deutsche Biographie 11, 1880, p. 677 unter Heito [Online-Version]; URL: https://www.deutsche-biographie.de/sfz28136.html#adbcontent.. Nell'825 viene stilato il libro delle confraternite di Reichenau, contenente l’elenco i membri delle comunità religiose che erano unite in una confraternita con il monastero, con l'obbligo di ricordarli nella preghiera quotidiana: il primo della lista è l'abate Erlebaldo, discepolo e successore di Heito, subito sotto di lui è segnato Heito, ricordato con il titolo di vescovoIl libro delle confraternite è conservato nel manoscritto Zürich, Zentralbibliothek, Ms. Rh. hist. 27, dal foglio 15r, la citazione di Heito è al f. 15v. Il manoscritto è liberamente accessibile al link https://www.e-codices.unifr.ch/it/list/one/zbz/Ms-Rh-hist0027. Una trascrizione della lista è invece disponibile all'interno di G. Althoff, Der Sachsenherzog Widukind als Mönch auf der Reichenau. ein Beitrag zur Kritik des Widukind-Mythos, in Frühmittelalterliche Studien 17, Jahrbuch des Instituts für Frühmittelalterforschung der Universität Münster, Berlino e New York, 1983, pp. 277-279.. Morì il 17 marzo 836.

Opere Oltre alle già citate opere normative pertinenti alla sua funzione di vescovo, i Capitula ecclesiastica e i due testi, la cui attribuzione è incerta, prodotti nel contesto di sinodi ecclesiastici, e il resoconto del viaggio relativo alla missione diplomatica a Costantinopoli dell'811 di cui purtroppo si conserva solo il titolo Odoporicus, interessano la figura di Heito anche le seguenti opere:

Versus ad Basalam scribendus et versus ad Basalam in ciborio Si tratta di due componimenti metrici che celebrano Heito come costruttore di un edificio religioso il primo e come donatore di un ciborio il secondo. L'attribuzione diretta ad Heito, riportata nei repertori CALMAR. Angelini, in: Compendium Auctorum Latinorum Medii Aevi (500-1500), 5, Firenze, 2015-2017, pp. 302-303. e “Geschichtsquellen des deutschen Mittelalters”, è piuttosto dubbia e, secondo alcuni studiosi, è più probabile siano stati scritti con la committenza del vescovo di Basilea da un monaco di ReichenauÈ stata avanzata l'ipotesi che possa trattarsi di Valafrido Strabone, senza però averne prove tangibili. Wilsdorf nell'articolo già citato (C. Wilsdorf, L'évêque Haito reconstructeur de la cathédrale de Bâle (premier quart du IXe siècle). Deux textes retrouvés, «Bulletin Monumental» 133/2 (1975), pp. 175-181) afferma con convinzione che Heito si sia affidato al talento di uno dei monaci di Reichenau. Tutte le informazioni in seguito riportate a riguardo dei due componimenti fanno riferimento a tale articolo, all'interno del quale è anche presente una nuova pubblicazione di entrambi, oltre a una traduzione in francese.. I due testi, tramandati esclusivamente dalla loro citazione all'interno del De viris illustribus monasterii Augiae Majori di Jean Egon, priore di Reichenau nel XVII secolo, sono stati a lungo interpretati in riferimento all'edificazione della chiesa abbaziale dei Santi Maria e Marco di Reichenau, correggendo Basalam (denominazione in latino di Basilea in uso nell’epoca carolingia) in basilicamÈ così pubblicato il testo nelle edizioni F. J. Mone, Quellensammlung zur badischen Landesgeschichte, 3, Karlsruhe, 1863, p. 133 e E. Dümmler (MGH Poetae, 2), 1884, pp. 425-426.. Infatti, la scopertaLa scoperta è avvenuta nel corso della campagna archeologica condotta presso la cattedrale di Basilea da M. Hans Rudolf Sennhauser nel corso del 1966 e tra 1973 e 1974. delle fondamenta di una cattedrale datata all'inizio del IX secolo al di sotto dell'attuale cattedrale di Basilea risale solamente agli anni '70 del '900; precedentemente la mancanza del titolo di vescovo ad accompagnamento del nome di Heito (in entrambi i componimenti è definito semplicemente sacerdos) e la non esistenza di prove concrete dell’edificazione di una cattedrale a Basilea in questo periodo suggerivano la correzione. Tuttavia, alla luce della scoperta archeologica è possibile dare fiducia alla versione riportata da Jean Egon e interpretare i due testi in riferimento alla cattedrale di Basilea.