Fu autore di dipinti con soggetti storici e di ritratti.
Biografia Charles era nato a Nancy, in Lorena. Nel 1640, si era impiegato presso lo studio di Simon Vouet, a Parigi. Qui lavorò con François Tortebat e Michel Dorigny; nel 1647 si sposò, sempre a Parigi. Quando Vouet morì nel 1649, il suo studio non continuò più la sua attività.. Dauphin arrivò a Torino intorno al 1652, e qui lavorò per il Principe di Carignano: lavorò dunque a diverse chiese del luogo. Nella chiesa di San Carlo si trova una pala d'altare frutto della sua opera, descritto da Lanzi come una composizione.
Morì nel 1677 a Torino.
Note
Bibliografia A. Cifani, F. Monetti, La pala dell’altare dell’Accademia di san Luca, capolavoro di Carle Dauphin, in: Arte e Artisti nel Piemonte del ‘600. Nuove scoperte e nuovi orientamenti, Torino 1990, pp. 22-28; A. Cifani, F. Monetti, Picturae miraculum: un capolavoro ritrovato. Contributi per Carle Dauphin, altri inediti e nuovi documenti, in “Arte Cristiana”, Gennaio-Febbraio 1998, n. 784, volume LXXXXVI, pp. 61-66 ; Scheda “Charles Dauphin, a cura di Arabella Cifani, in: Galleria Giamblanco dipinti antichi. Pittura italiana dal seicento al settecento venti anni di attività, Torino 2013, pp.18-22,ivi bibliografia ulteriore. Balthasar de Monconys, Journal des voyages, Lyon 1666, p. 497; Michel de Marolles, Le livre des peintres..., , Paris 1872, pp. 45, 116; André Félibien, Noms des peintres les plus célèbres..., Paris 1679, p. 56; André Félibien, Entretiens [VII-VIII,1685], Paris 1690, II, p. 188; Agostino Calmet, Bibliothèque lorraine, Nancy 1751, col. 724; Joseph-François Coster, Eloge de Charles III dit le Grand..., Francfort 1764, p. 64; Francesco Saverio Bartoli, Notizie delle Pitture... d'Italia, I, Venezia 1776, pp. 6 ss., 20, 25, 28, 35, 44, 53; Pietro Zani, Enciclopedia metodica critico-ragionata delle belle arti, I, 7, Parma 1821, pp. 255 s.; Prosper Morey, Les artistes lorrains à l'étranger, Nancy 1883, pp. 12 s.; Albert Jacquot, Essai de répertoire des artistes lorrains, in Réunion des Sociétés dès beaux-arts des départements, XXIII (1899), p. 430; Natalis Rondot, Les Thourneysen, Lyon 1899, p. 15 ("Beauffis"), pp. 53-56, 68-75 e Passim; Boris Lossky, in L'art francais et l'Europe aux XVIIe et XVIIIe siècles (catal.), Paris 1958, pp. 23 s.; Jacques Thuillier, La Peinture francaise, I, Genève 1963, p. 200; Andreina Griseri, Pittura, in Mostra del barocco piemontese (catal.), Torino 1963, II, pp. 29 s., 63 ss.; Davide Giovanni Cravero, Trecento anni di vita dei palazzo civico di Torino, Torino 1964, pp. 46 s., 51 s.; Andreina Griseri, Le metamorfosi del barocco, Torino 1967, pp. 171 s. e passim; Michela di Macco, in Palazzo Lascaris, Venezia 1979, pp. 34-39; J. Luna, in M. A. Houasse (catal.), Madrid 1981, p. 47-51; I rami incisi dell'Archivio di corte, Torino 1981-1982, pp. 9-27, 177 ss., 329, 403, 408 s., e passim; J. Thuimier, Michela di Macco, Claude Gellée et les Peintres lorrains en Italie au XVIIe siècle (catal.), Rome-Nancy 1982, p. 375-99 (con biografia e bibliografia); Robert Fohr, Pour Charles Dauphin, in Mélanges de l'Ecole francaise de Rome, XCIV (1982), 2, pp. 979-994; Ulrich Thieme, Felix Becker, Künstlerlexikon, VIII, p. 438.
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