Can vei la lauzeta mover è una canso in lingua occitana antica composta da Bernart de Ventadorn, trovatore provenzale del XII secolo.
Nella Bibliographie der Troubadours è repertoriata con l'incipit alternativo Quan vei l'alauzeta mover (BdT n. 70/43).
Contenuto L'immagine dell'allodoletta («lauzeta») in volo crea un'immediata moltiplicazione ascensionale dei livelli semantici, proponendo al lettore la consueta leggerezza del canone linguistico, un insolito episodio d'ambientazione primaverile e, non ultimo, una prova d'elevazione contemplativa.
Il medesimo espediente ha ampia diffusione nelle letterature romanze. Nella Commedia, in due emblematiche terzine del XX canto del Paradiso, Dante scorge i tratti dell'«allodetta» nell'Aquila in quanto emanazione formale di Dio nei gradi di «imago», «'mprenta», ed «etterno piacere».
La tornada si apre con l'appellativo «Tristans», nel chiaro intento evocativo del celebre personaggio di Tristano. Secondo alcuni studiosi, si tratterebbe di un senhal per il conte trovatore Raimbaut d'Aurenga.
Struttura È composta da 7 coblas unissonans, ciascuna di 8 versi ottosillabi, e da una tornada di 4 versi. Lo schema metrico è pertanto ABABCDCD.
Fonti I testimoni manoscritti che restituiscono il materiale musicale sono i canzonieri W (BnF fr. 844, cd. Manuscrit du Roi), G (Ambrosiano 71 sup.) ed R (BnF fr. 22543, cd. Chansonnier d'Urfé), ai quali si aggiunge il contrafactum nel canzoniere X (BnF fr. 20050, cd. Chansonnier Saint Germain) che riporta la melodia ventadoriana su lirica Plaine d'ire et de desconfort.
In tutti i casi si registrano varianti morfologiche - «aloete» (W), «laudeta» (G), «lauzeta» (R) - tipiche del quadro linguistico volgare duecentesco.
Testo
Note
Categoria:Poesia medievale Categoria:Letteratura medievale francese Categoria:Lingua occitana Categoria:Opere letterarie del XII secolo