Il diritto amministrativo militare in Italia è quella branca del diritto amministrativo militare che si occupa dell'organizzazione di taluni aspetti delle forze armate italiane.
Caratteri generali La materia ha per scopo la formazione e la guida degli operatori militari e degli appartenenti a carriere giudiziarie (della magistratura ordinaria, amministrativa e militare) e forensi, presentando in modo organico tutte le norme che regolano i procedimenti amministrativi tipici e negoziali delle Forze Armate, sia nei loro profili gestionali che in quelli giustiziali e di responsabilità e deve tenere conto anche di tutti gli interventi normativi quali le problematiche dell'ambiente, dell'amministrazione digitale, del nuovo Codice della navigazione, del nuovo regolamento sugli uffici di diretta collaborazione del Ministero della Difesa nonché del nuovo regolamento per l'amministrazione e la contabilità degli organismi della difesa. È una branca del diritto pubblico che abbraccia tutte le previsioni normative e i relativi aspetti costituzionale afferenti all'organizzazione delle Forze armate, dei Corpi militari dello Stato e dell'Amministrazione della Difesa, all'Ordinamento giudiziario militare e disciplinare delle Forze armate e alle implicazioni giuridiche insite nelle scienze militari in genere. In particolare modo esso attiene alla disciplina costituzionale della guerra, alla difesa della Patria, ai diritti costituzionali dei militari e le loro limitazioni, al Diritto penale militare, alla Giustizia militare, all'organizzazione di vertice dell'ordinamento militare e alla funzione di indirizzo politico-militare.Ampl. cfr. AA.VV. , Elementi di diritto militare - aspetti costituzionali, Roma, 1999 e Bassetta, F., Lineamenti di diritto militare, Roma, 2002.
Il diritto disciplinare è il complesso delle norme, degli usi e consuetudini comprese nella tradizione militare che disciplina l'ordineInteso come complesso di disposizioni e normative improntate a regolare lo svolgimento delle operazioni inerenti alla preparazione e l'attuazione dei compiti istituzionali della compagine militare. e l'insieme dei principi trascendenti, idonei a garantire l'assoluta e completa dedizioneSul punto cfr. Gentili, A., Prolegomeni sull'etica nell'Arma dei Carabinieri - dall'opzione fondamentale alla vita di relazione pubblica e privata, Laurus, 1^, Roma, 1994. verso la società, alla cui protezione è finalizzata la stessa organizzazione militare.Così Boursier-Niutta, E., Esposito, A., Elementi di diritto disciplinare militare, Laurus, Roma, 1995, p. 18.
In questa ottica, il diritto amministrativo militare è a sua volta una branca del diritto militare che analizza sotto un aspetto dottrinario gli aspetti più strettamente inerenti alla vita dell'organizzazione militare. Così, per Cristina Poli l'Amministrazione della Difesa comprende quella branca del diritto pubblico che è destinata a predisporre tutti i mezzi e gli strumenti finalizzati alla sicurezza della Nazione. La difesa nazionale, ossia la difesa dalle aggressioni che possano mettere in pericolo la pace e la sicurezza di tutti, acquisendo valore e rango costituzionale per effetto del principio sancito dall'art. 52 della Costituzione: "La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino".
E poiché la difesa della Patria si realizza anche attraverso lo strumento militareComunque la difesa esterna dello Stato non comprende solo l'attività militare, ma anche l'azione diplomatica rappresentata dallo svolgimento delle relazioni internazionali, i trattati internazionali nonché le alleanze militari e politiche. è la stessa Costituzione a porre limiti alla operatività del dovere di difendere la Patria laddove nella parte prima dell'art. 11 precisa che "L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà dei popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali".Ampl. cfr. la vastissima elencazione sistematica bibliografica negli Orientamenti bibliografici generali sul diritto amministrativo militare in AA.VV., Elementi di diritto amministrativo militare su Quaderni della Rassegna dell'Arma dei Carabinieri, Roma, n. 3/2001, p. 311 ss.
L'amministrazione della difesa in Italia Oggetto primario dello studio del diritto amministrativo militare sono le Forze armate e cioè l'organizzazione di uomini e mezzi (lo "strumento militare") destinata, in via primaria, ad assicurare con le armi la difesa esterna dello Stato e, in via subordinata, a tutelare l'ordine pubblico interno. Tale organizzazione ha carattere permanente e quindi costituisce un'istituzione nel quadro dell'ordinamento dello Stato.
L'organizzazione delle forze armate
Caratteristica precipua delle forze armateVale in tutti gli ordinamenti statuali. è la struttura rigidamente gerarchica. In Italia il loro organo supremo è il Presidente della Repubblica (Art. 87/9 Cost.), mentre le funzioni politico-amministrative sono affidate al Ministro della Difesa.
La funzione politica e la funzione amministrativa Gli organi delle forze armate hanno alternativamente o una funzione politica, o una funzione amministrativa.
Per Schwarzenberg, politica è la funzione del Presidente della Repubblica, nella qualità di comandante supremo delle Forze armate e di rappresentante dell'unità nazionale,Ex art. 87, I Cost. e questa è a lui conferita nell'interesse supremo ed indivisibile della conservazione dello Stato, anche a garanzia della neutralità politica (cosiddetta apoliticità) delle forze armate.
Amministrative sono invece le funzioni di tutti gli altri organi e anche parte delle funzioni esercitate dallo stesso Presidente della Repubblica in quanto coincidano con quelle che egli ha anche in altri settori dell'organizzazione pubblica amministrativa. Esse sono infatti assolte in considerazione di singoli fini dello Stato (le finalità di difesa) con quei caratteri di concretezza, di spontaneità e discrezionalità che sono propri della funzione amministrativa.
Le attribuzioni giuridico-amministrative e le attribuzioni tecniche Tra le attribuzioni degli organi suddetti occorre distinguere quelle propriamente giuridico-amministrative da quelle di carattere tecnico.
Le prime sono imputabili all'amministrazione della difesaL'Area Tecnico Amministrativa è organizzata in 10 direzioni generali:
Direzione Generale per il Personale Militare (sigla telegrafica PERSOMIL); Direzione Generale per il Personale Civile (PERSOCIV); Direzione Generale delle pensioni militari, del collocamento al lavoro dei volontari congedati e della leva (PREVIMIL); Direzione Generale degli Armamenti Terrestri (TERRARM); Direzione Generale degli Armamenti Navali (NAVARM); Direzione Generale degli Armamenti Aeronautici (ARMAEREO); Direzione Generale delle Telecomunicazioni dell'Informatica e delle Tecnologie Avanzate (TELEDIFE); Direzione Generale di Commissariato e di Servizi Generali (COMMISERVIZI); Direzione Generale dei Lavori e del Demanio (GENIODIFE); Direzione Generale della Sanità Militare (DIFESAN);
L'area dipende direttamente dal segretario generale e direttore nazionale degli armamenti, che a sua volta dipende per i soli aspetti tecnico-operativi dal capo di Stato Maggiore della Difesa.La struttura operativo-militare del Ministero è così organizzata:
Stato Maggiore della Difesa (SMD); Comando Operativo di vertice Interforze (COI); Centro Alti Studi per la Difesa (CASD); Comando interforze per le Operazioni delle Forze Speciali (COFS) ; Enti militari interforze, ovvero la Scuola Telecomunicazioni delle Forze Armate, la Scuola Interforze per la Difesa NBC (cioè Nucleare Biologica Chimica) e la Scuola di Aerocooperazione. Lo Stato Maggiore della Difesa dipende direttamente dal Ministro, con al vertice il capo di Stato Maggiore della Difesa, il quale ha alle sue dipendenze i capi di Stato maggiore di Forza armata e, limitatamente alle attribuzioni tecnico-operative, il Segretario Generale della Difesa. Il capo di Stato Maggiore è responsabile della pianificazione, della predisposizione e dell'impiego delle Forze Armate nel loro complesso, e per tali attività dispone di uno Stato Maggiore e si avvale di un Comando Operativo di Vertice Interforze (COI) (così nella sezione "Area tecnico-operativa" della voce Ministero della Difesa). e quindi gli organi che le compongono come elementi centrali e periferici, del Ministero della Difesa, e fanno parte di un ordinamento gerarchico al cui vertice come di regola è posto il Ministro.
Fra le attribuzioni tecniche si distinguono quelle che per la loro stretta connessione con l'attività giuridico-amministrativa sono esercitate dall'amministrazione ministeriale, con la consulenza o sulle proposte degli Stati Maggiori e quelle che si denominano operative, attinenti cioè all'impiego delle forze armate in operazioni militari, che sono esercitate dagli Stati Maggiori e, sotto la loro direzione, dagli elementi territoriali o operativi che ne dipendono.
Dal punto di vista giuridico, anche nell'attività operativa si verifica l'emanazione di atti amministrativi (ad esempio, tali sono gli ordini impartiti dai superiori gerarchici), sebbene nella massima parte dei casi si tratta di atti meramente interni.
Ma l'attività delle forze armate può assumere spesso rilevanza giuridica, ad esempio per l'affermazione di responsabilità civili, penali o amministrative; ed essa può anche dar luogo a responsabilità dell'amministrazione verso terzi, che è imputata all'amministrazione della Difesa.Così Schwarzenberg, C. , Cenni di diritto amministrativo militare, op. cit., p. 24 ss.
Il fondamento costituzionale
L'ultimo comma dell'art. 52 della Costituzione recita:
La norma di certo non prevede l'introduzione nell'ordinamento delle Forze armate di principi organizzativi che si considerano propri della democrazia, quali il decentramento delle funzioni o l'elettività degli uffici, ma si limita a sancirne un principio generale.
Secondo Schwarzenberg, nelle Forze armate l'esperienza storica dimostrerebbe che l'ordinamento gerarchico accentrato al vertice è il solo sistema funzionale.Così Schwarzenberg, op. cit., p. 25
Giuristi come Vittorio Bachelet e Landi hanno fatto notare che democrazia non può essere intesa come sgretolamento dell'autorità: mentre sarebbe per loro e per Schwarzenberg evidente che la radice della democrazia consista nel rispetto dell'autorità legale e nell'esatto adempimento dei doveri propri di ciascuno.Schwarzenberg, C., op. cit., p. 25
, una cosa è certa e cioè che alcuni dei principi che vanno considerati essenziali per la democrazia debbano essere applicati anche nell'organizzazione dell'apparato militare. Tra essi si possono ricordare: la possibilità di accesso alle carriere militari per tutti i cittadini che abbiano i requisiti voluti dalla legge, senza discriminazione di censo o altro; una disciplina del reclutamento obbligatorio (ora sospesa) ispirata al principio secondo il quale il dovere della difesa della Patria costituisce un dovere sacro di ogni cittadino, per cui le eventuali esclusioni dall'obbligo del servizio militare (quando previsto) possono riferirsi solo a particolari situazioni familiari o fisiche, ecc. dell'arruolando, e non ad altre situazioni legate a opinioni politiche professate o ad appartenenza a determinate località o regioni.Un'eccezione a questi principi democratici è costituita dallo Stato di Israele che, per asserite ragioni di sicurezza dello Stato stesso, non consente ai suoi cittadini di razza araba, a prescindere dal fatto che siano musulmani o cristiani, di prestare servizio militare nelle Forze di difesa israeliane.
La posizione della dottrina