Lassedio di Baler () fu un episodio della guerra ispano-americana e della rivoluzione filippina nel quale un distaccamento di soldati spagnoli si asserragliò nella chiesa del villaggio di Baler per undici mesi.
Antefatti Nel 1897 il villaggio di Baler contava circa duemila abitanti. Situato nella parte orientale dell'isola di Luzon, si arrivava al villaggio, partendo dalla capitale Manila, attraverso una densa boscaglia, o alternativamente via mare. A quell'epoca Baler era un ottimo approdo per il contrabbando di armi e, dopo lo scoppio della Rivoluzione filippina, dal settembre 1897 l'esercito spagnolo iniziò a presidiare il villaggio, con l'intento di fermare i rifornimenti di armi ai rivoluzionari di Emilio Aguinaldo. La guarnigione era composta da una cinquantina di cazadores sotto il comando di Josè Mota. Dopo l'attacco alle truppe spagnole avvenuto nella notte il 4 ottobre del 1897 dalle forze rivoluzionarie comandate da Teodorico Luna Novicio, persero la vita Mota e altri sei soldati. Inoltre i rivoluzionari riuscirono a imprigionare alcuni sopravvissuti e ad impossessarsi di trenta fucili MauserWestfall, M., 2012, The Devil's Causeway, Guilford: Lyons Press, pp. 11-13. Venuti a conoscenza dell'attacco, le autorità spagnole inviarono un nuovo contingente con a capo Jesús Roldán Maizonada, che arrivò via mare il 16 ottobre.
Nel dicembre dello stesso anno venne firmato il Patto di Biak-na-Bato tra il generale Primo de Rivera e Emilio Aguinaldo, che doveva porre fine alla rivolta nell'arcipelago filippino.
Il 23 gennaio arrivarono, via terra, una colonna di quattrocento soldati spagnoli sotto il comando di Juan Génova Iturbe, che aveva il compito di eliminare le ultime sacche di resistenza. Interrotta l'insurrezione, le autorità di Manila decisero di rimpiazzare gli uomini di Génova e di Roldán con un distaccamento di cinquanta cazadores.
Il 12 febbraio 1898 arrivarono a Baler, con una nave a vapore, il nuovo distaccamento con nuovi ufficiali, ossia il capitano Enrique de Las Morenas y Fossi, che aveva le funzioni di capo politico-militare per il distretto di El Principe, il tenente Juan Alonso Zayas, il tenente Alonso y Saturnino Martín Cerezo e il tenente medico Rogélio Vigil de Quiñones.Westfall, M., 2012, The Devil's Causeway, Guilford: Lyons Press, p. 16
Guarnigione spagnola di Baler Nel giugno 1898 la guarnigione spagnola era formata da 57 uomini in totale, di cui un capitano, due tenenti, quattro caporali, un trombettiere, quarantacinque soldati, un tenente medico e tre operatori sanitari.
Grado militare Nominativo Capitano Enrique de Las Morenas y Fossi Tenente Juan Alonso Zayas Tenente Saturnino Martín Cerezo Tenente Medico Rogelio Vigil de Quiñones Caporale Jesús García Quijano Caporale José Olivares Conejero Caporale José Chaves Martín Caporale Vicente González Toca Caporale indigeno Alfonso Sus Fojas Trombettiere Santos González Roncal Soldato Julián Galvete Inturmendi Soldato Juan Chamizo Lucas Soldato Félix García Torres Soldato Felipe Herrero López Soldato José Hernández Arocha Soldato Luis Fernández Dato Soldato José Lafarga Abad Soldato Antonio Menache Sánchez Soldato Antonio Bauza Fullana Soldato Vicente Pedrosa Carballeda Soldato Manuel Menor Ortega Soldato Baldomero Larrode Paracuello Soldato Francisco Rovira Mompó Soldato Domingo Castro Camarena Soldato Felipe Castillo Castillo Soldato Eustaquio Gopar Hernández Soldato Emilio Fabregat Fabregat Soldato Emilio Sánchez Martínez Soldato Francisco Real Yuste Soldato José Sanz Meramendi Soldato Juan Fuentes Damián Soldato José Pineda Turín Soldato José Jiménez Berro Soldato Miguel Pérez Leal Soldato José Alcaide Bayona Soldato Marcos Mateo Conesa Soldato José Martínez Santos Soldato Loreto Gallego García Soldato Jaime Caldentey Nadal Soldato Pedro Izquierdo Arnaíz Soldato Miguel Mendéz Expósito Soldato Marcos José Petanas Soldato Manuel Navarro León Soldato Pedro Vila Gargante Soldato Ramón Donat Pastor Soldato Pedro Planas Basangañas Soldato Marcelo Adrián Obregón Soldato Rafael Alonso Medero Soldato Ramón Mir Brils Soldato Ramón Boades Tormo Soldato Gregorio Catalán Valero Soldato Timoteo López Laríos Soldato Salvador Santamaría Aparicio Soldato Ramón Ripollés Cardona Soldato Ramón Lozano Lozano Sanitario indigeno Tomás Paladio Paredes Sanitario Bernardino Sánchez Cainzos
Assedio Dopo lo scoppio della guerra ispano-americana, avvenuta nell'aprile del 1898, gli ufficiali e le truppe del distaccamento di Baler temevano una nuova insurrezione dei rivoluzionari filippini. Nel mese di giugno le comunicazioni tra Baler e la capitale Manila vennero interrotte. Il 26 giugno le truppe spagnole notarono strani movimenti di persone e gran parte del villaggio era abbandonato, così decisero di trincerarsi nella chiesa di Baler. La chiesa non fu scelta a caso come luogo difensivo, dato che era l'edificio più solido del villaggio e garantiva un rifugio sicuro. Insieme alle truppe spagnole si trincerarono in chiesa il parroco di Baler, Candido Gomez Carreño e altri due frati francescani. Nella notte del 30 giugno ottocento filippini, sotto il comando di Teodorico Luna, arrivarono a Baler e circondarono la chiesa.Martín Cerezo, Saturnino (2002). Juan Batista González, ed. La pérdida de Filipinas. Dastin, pp. 56-57
I primi giorni di assedio gli insorti filippini inviarono diversi messaggi con i quali intimavano le truppe spagnole ad arrendersi, tuttavia quest'ultimi non risposero. L'8 luglio il comandante Cirilo Gómez Ortiz propose una tregua momentanea agli spagnoli, che in questo caso accettarono.Martín Cerezo, Saturnino (2002). Juan Batista González, ed. La pérdida de Filipinas. Dastin, p. 63Leguineche, Manuel (1998). Yo te diré... La verdadera historia de los últimos de Filipinas (1898-1998). Madrid: Santillana, pp. 276-277
Il 18 luglio venne gravemente ferito uno degli assediati, il caporale Julián Galvete Iturmendi, che trovò la morte una decina di giorni dopo. Lo stesso giorno gli spagnoli ricevettero una missiva cordiale firmata da Leoncio Gómez Platero, parroco di Carranglán, con la quale si chiedeva agli spagnoli di arrendersi al capitano Calixto Villacorta. Il giorno dopo Villacorta inviò una nuova missiva, questa volta minacciosa, dopodiché i filippini iniziarono a sparare inutilmente contro la chiesa. I giorni successivi gli assedianti continuarono a mandare messaggi, fino al quando, il 31 luglio, Villacorta inviò un nuovo ultimatum. Dopo non aver ricevuto risposta, il 1º agosto i filippini iniziarono a bombardare con dei cannoni Remington, danneggiando parte dell'edificio.Martín Cerezo, Saturnino (2002). Juan Batista González, ed. La pérdida de Filipinas. Dastin, p. 66
Il 3 agosto, approfittando del turno di guardia, Jaime Caldentey, un soldato spagnolo originario di Maiorca, riuscì a disertare. Il disertore fornì utili informazioni agli assedianti, così venne organizzato un attacco il 7 agosto, che venne respinto. Il disertore venne raggiunto da una pallottola mentre stava caricando una palla di cannone.
I giorni che seguirono al ferimento del soldato spagnolo Pedro Planas Basagañas, avvenuto il 15 agosto, gli insorti continuarono a mandare messaggi affinché gli assediati si arrendessero. IL 20 agosto Villacorta volle inviare un nuovo messaggio agli spagnoli intimandoli di redimersi, poiché Manila era ormai sotto attacco, tuttavia questo nuovo ultimatum venne respinto.
A fine agosto filtravano le prime notizie che Manila si arrendeva alle forze statunitensi e che l'esercito spagnolo era in rotta, però a Baler gli assediati non davano conto a ciò credendo che fosse una tattica dei filippini e, ormai a corto di provviste, alcuni di loro iniziarono a morire: il 25 agosto periva di beriberi il parroco Gomez Carreño e, tra fine di settembre e ottobre, di dissenteria il soldato Francisco Rovira Mompó, di beriberi il caporale José Chaves Martín e il soldato Ramón Donat Pastor.Leguineche, Manuel (1998). Yo te diré... La verdadera historia de los últimos de Filipinas (1898-1998). Madrid: Santillana, pp. 287-291. Il 18 ottobre morì il tenente Juan Alonso Zayas, cosicché il comando del distaccamento passò al tenente Martín Cerezo. A fine ottobre, ormai stremati, morirono tre soldati, José Lafarga, Miguel Pérez, Román López Lozano, e altri quattro nella prima metà di novembre, Juan Fuentes Damián, Baldomero Larrode Paracuellos, Manuel Navarro León e Pedro Izquierdo Arnáiz. Il 22 novembre morì anche il capitano Las Morenas.Westfall, M., 2012, The Devil's Causeway, Guilford: Lyons Press, p. 22-23Martín Cerezo, Saturnino (2002). Juan Batista González, ed. La pérdida de Filipinas. Dastin, pp. 75-82
Nelle ultime settimane dell'anno, i filippini riuscirono a costruire una trincea attorno all'assedio per poter installare i cannoni e bombardare l'edificio. L'8 dicembre morì un altro soldato spagnolo di beriberi, Rafael Alonso Mederos. Il 14 dicembre gli spagnoli riuscirono a fare una sortita contro i filippini, in modo da prelevare la frutta e verdura che crescevano nell'orto antistante alla chiesa. Questa operazione contribuì non solo al miglioramento delle condizioni di salute degli spagnoli, ma anche a sollevare il morale. Dopo quest'attacco gli spagnoli costruirono anche un pozzo di acqua grigia con il quale anche le condizioni igieniche migliorarono. Inoltre parte del tetto della chiesa venne riparato con materiali di fortuna prelevati dopo l'incursione.Martín Cerezo, Saturnino (2002). Juan Batista González, ed. La pérdida de Filipinas. Dastin, pp. 84-92Leguineche, Manuel (1998). Yo te diré... La verdadera historia de los últimos de Filipinas (1898-1998). Madrid: Santillana, pp. 294-296
Agli inizi di gennaio, i filippini lasciarono, sotto la porta della chiesa, alcuni giornali che riportavano le notizie più recenti. I giornali lasciati dai filippini non convincevano tuttavia il tenente Cerezo che credeva che fossero stati falsificati a regola d'arte.Martín Cerezo, Saturnino (2002). Juan Batista González, ed. La pérdida de Filipinas. Dastin, pp. 102-103
Il 13 febbraio 1899 morì un altro soldato spagnolo: si trattava di José Sáus Meramendi. Il 14 febbraio arrivò a Baler il capitano spagnolo Miguel Olmedo Calvo, il quale tentò di convincere gli assediati che la guerra era finita e che dovevano deporre le armi. Il tenente Cerezo non volle dare credito, poiché pensava che Calvo fosse un disertore.Leguineche, Manuel (1998). Yo te diré... La verdadera historia de los últimos de Filipinas (1898-1998). Madrid: Santillana, pp. 300-304Martín Cerezo, Saturnino (2002). Juan Batista González, ed. La pérdida de Filipinas. Dastin, pp. 104-106
Il 28 febbraio Loreto Gallego García informò il tenente Cerezo che un altro soldato, Antonio Menache Sánchez, gli aveva confessato di avere l'intenzione di disertare. Quest'ultimo aveva avuto un comportamento anomalo la notte precedente. Quindi Cerezo condannò in modo sommario Menache, il quale inizialmente negò ma poi confessò tutto e aggiunse che altri due spagnoli, il soldato José Alcaide Bayona e il caporale Vicente González Toca, pensavano di disertare. Dopo aver fatto incatenare i tre, Cerezo diventò molto sospettoso e non si fidava più di nessuno.Leguineche, Manuel (1998). Yo te diré... La verdadera historia de los últimos de Filipinas (1898-1998). Madrid: Santillana, p. 305Martín Cerezo, Saturnino (2002). Juan Batista González, ed. La pérdida de Filipinas. Dastin, p. 108
Ormai con le razioni alimentari limitate, la fame si faceva sentire per la truppa di Cerezo, tuttavia, tra la fine di febbraio e gli inizi di marzo, gli spagnoli riuscirono ad abbattere un paio di carabao che sostavano nelle vicinanze della chiesa, così poterono alimentarsi della cacciagione presa. Alla fine di marzo il tenente Cerezo ordinò ai suoi uomini di fare un'azione offensiva, nella quale due filippini perirono e uno venne gravemente ferito.Leguineche, Manuel (1998). Yo te diré... La verdadera historia de los últimos de Filipinas (1898-1998). Madrid: Santillana, pp. 306-307