Biografia Aristea di Afrodisia in Caria (Asia Minore) ha messo la sua firma, assieme con Papia, sul basamento di Due Centauri in marmo bigio-nero (uno vecchio e barbuto, l'altro giovane e privo di barba), trovati a Tivoli, nella Villa Adriana, e ora conservati ai Musei Capitolini.

I caratteri paleografici dell'iscrizione hanno rivelato l'appartenenza ai tempi dell'imperatore Adriano (117-138), che potrebbe essere stato il committente.

Sono rielaborazioni di opere più antiche, di età ellenistica di scuola rodia, come dimostra la somiglianza tra la testa del vecchio barbuto e quella del Laocoonte.

Gli originali erano probabilmente in bronzo, dato il tipo di incisione nella trattazione dei capelli e del vello, invece le rielaborazioni dei Musei Capitolini si caratterizzano per una stilizzazione virtuosa e minuziosa, che produce nel marmo gli effetti d'un raffinato lavoro di cesello.

Gli esemplari capitolini, non sono completi: difatti il Centauro vecchio evidenzia sul dorso un foro, presa di un'altra figura, probabilmente quella di un piccolo Cupido, un amorino, che stava in groppa ad entrambi i centauri e creava un notevole contrasto poetico: il vecchio Centauro tormentato da Amore, che il giovane reca invece lietamente.

Esistono altre due copie per quanto riguarda il Centauro vecchio con l'amorino: una conservata al Museo del Louvre e una ai Musei Vaticani.

Invece vi è una copia al Palazzo Doria-Pamphili per quanto riguarda il Centauro giovane.

Ad Aristea e a Papia, si attribuisce, per affinità stilistiche, anche una statua di Satiro in marmo rosso, non firmata, dei Musei Capitolini, proveniente dalla Villa Adriana.

Note

Bibliografia

Voci correlate Scultura greca Scultura greca arcaica Scultura greca classica