Scorrano (Scurrànu in dialetto salentino) è un comune italiano di abitanti della provincia di Lecce nella regione storica del Salento, in Puglia.
Geografia fisica
Territorio Il comune di Scorrano, che si estende per 34,86 km² nella parte centro-meridionale della penisola salentina, presenta una morfologia omogenea compresa tra gli 81 e i 116 metri sul livello del mare. Il centro abitato sorge su un modesto rilievo mediamente a 95 con il picco massimo di 116 nell’area centro-orientale dell’abitato. Dista 18 km dal mare Adriatico e 26 km dal mare Ionio. Il territorio presenta un sottosuolo costituito da un banco di calcarenite; pietra leccese nella parte nord e carparo in quella sud. La conformazione calcarea del territorio è testimoniata dalla presenza di cavità carsiche, dette vore in gergo. Nel dialetto locale la vora è chiamata “avisu”. Alcune di esse sono particolarmente caratteristiche da essere spesso visitate, quali la Vora della Castagna ad ovest e la Vora del Genio Civile a sud del centro abitato. Il territorio sud-occidentale del Comune ricade nel Parco dei Paduli, un'area rurale caratterizzata da un paesaggio dominato prevalentemente da estesi e maestosi uliveti, nella quale sopravvivono tra le più importanti tracce dell’antico bosco Belvedere, esistente già in epoca romana. È il caso di alcuni boschi a circa 2 chilometri dal centro cittadino in direzione sud-ovest, i quali mantengono tuttora i fasti di quella che fu una vasta area boschiva nel cuore del Salento, con la presenza di numerosi esemplari di querce secolari che si stagliano nella tipica fitta vegetazione da sottobosco. Tra i principali boschi si annoverano: Bosco della Pecorara (sito di importanza comunitaria nonché il più vasto residuo dell’antica area boschiva Belvedere); Bosco Gianpaolo; Bosco Fanò; Bosco Lucagiovanni; Bosco Signora. All’ingresso nord del centro abitato vi è Bosco Don Achille. Non è dunque un caso che nello stemma araldico del Comune appaiano in primo piano 3 grandi querce sorvolate da un’aquila, a testimonianza delle numerose aree boschive che circondavano e circondano il centro abitato, nonché della discendenza romana, epoca in cui fu fondato il primo vero nucleo abitativo organizzato come un castrum.
Confina a nord con il comune di Maglie, a est con i comuni di Muro Leccese e Sanarica, a sud con i comuni di Botrugno e Supersano, a ovest con il comune di Cutrofiano.
Classificazione sismica: zona 4 (sismicità molto bassa), Ordinanza PCM n. 3274 del 20/03/2003
Clima Dal punto di vista meteorologico Scorrano rientra nel territorio del basso Salento che presenta un clima prettamente mediterraneo, con inverni miti ed estati caldo-umide. In base alle medie di riferimento, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno ai +7,7 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, si aggira sui +38,9 °C. Le precipitazioni medie annue, che si aggirano intorno ai 676 mm, presentano un minimo in primavera-estate ed un picco in autunno-inverno.Facendo riferimento alla ventosità, i comuni del basso Salento risentono debolmente delle correnti occidentali grazie alla protezione determinata dalle serre salentine che creano un sistema a scudo. Al contrario le correnti autunnali e invernali da Sud-Est, favoriscono in parte l'incremento delle precipitazioni, in questo periodo, rispetto al resto della penisola.
Classificazione climatica di Scorrano: Zona climatica: C Gradi giorno: 1230
Origini del nome Secondo la tradizione orale, l'origine del nome si deve al console romano Marco Emilio Scauro che fondò Scorrano dopo la conquista romana del Salento. Tale affermazione sembra tuttavia improbabile se si pensa che questo territorio è stato occupato dai romani un secolo prima della sua nascita. È ipotizzabile invece che l'area in cui sorse Scorrano fosse stata assegnata ad un tale Scurra, (veterano romano), e che da esso abbia tratto il nome; si tratterebbe in questo caso di un prediale (praedium Scurranum) molto diffuso nei toponimi salentini(G. Rholfs, Dizionario dei dialetti salentini, Galatina, Congedo, 1984, vol 11, pag. 637).
Storia
Storia pre-romana Il territorio intorno a Scorrano fu abitato sin dall'antichità, come testimoniano due menhir presenti nelle immediate campagne circostanti. Le più antiche testimonianze della presenza umana sul territorio di Scorrano risalgono all'epoca preistorica quando la penisola salentina fu attraversata da popoli cacciatori e raccoglitori prima e da comunità stanziali di agricoltori dopo. Si tratta di punte di frecce, ossidiane, bulini ed altri manufatti erratici, realizzati in selce ed in calcare rinvenuti sulla serra e sulle sue propaggini, che appartengono alle diverse facies delle culture presenti nell'area salentina e che sono state documentate dai materiali depositati nel Museo Paleontologico di Maglie. A Scorrano la civiltà messapica ha lasciato tracce significative in località Lucagiovanni (due epigrafi di presumibile rilevanza votiva, un frammento di trabeazione di tempio con triglifi e metope lisce) recentemente recuperate dal luogo di rinvenimento e conservate per essere studiate dall'Università del Salento. Il sito sul quale si è sviluppato il centro abitato, non presenta testimonianze archeologiche particolarmente antiche, ciò potrebbe essere ricondotto a fattori di ordine diverso: insediativi (abitazioni sparse nel territorio), cronologici (la parte più significativa dell'agglomerato abitativo potrebbe essere stata inclusa all'interno della cinta muraria soltanto in epoca medievale) e naturali (un elemento peculiare del territorio scorranese, che lo ha caratterizzato fino alla metà dell'Ottocento, è stato la presenza del Bosco di Belvedere, un'estesa zona verde costituita da querce e macchia mediterranea che si estendeva nella zona centrale del basso Salento, da Tricase a Scorrano, per poi prendere, più a nord, la denominazione di Foresta di Cutrofiano. Questo bosco, che compare simbolicamente anche negli stemmi civici di alcuni paesi che lo perimetravano (Miggiano, Nociglia, Ruffano, Scorrano, Specchia, Supersano), ha rappresentato una risorsa economica molto rilevante per gli Scorranesi. Al feudo di Scorrano, infatti, apparteneva la porzione più estesa del bosco che si espandeva fino alle pendici della serra condizionandone in qualche misura, per l'evo più antico, il popolamento. La permanenza e l'integrità del bosco e l'espansione del popolamento, di volta in volta, sono stati fenomeni contrastanti che hanno condizionato le dinamiche di evoluzione della superficie territoriale e di sviluppo dell'insediamento antropico.
Storia romana e bizantina Tradizionalmente si fa risalire la nascita del primo nucleo abitativo all'epoca romana durante la fase repubblicana quando il senato distribuisce ai veterani le terre conquistate dalle legioni. È ipotizzabile che, durante questa fase storica, l'agglomerato insediativo sia sorto come villa rustica, appartenente, probabilmente, ad un tale Scurra — praedium Scurranum — cognome, peraltro, non raro nell'Italia meridionale. Dominata dai romani fino alla caduta dell'Impero romano d'Occidente, l'area fu poi occupata dai bizantini. Con la dominazione di questi ultimi il centro si estese e raggiunse una maggiore rilevanza che gli consentì di diventare un comune fiscale (Korìon) controllando i più piccoli agglomerati abitativi vicini. Sono stati ritrovati manufatti risalenti a questo periodo, in particolare, degli invasi tombali in pietra leccese risalenti al VI secolo d.C. La presenza di questi manufatti in un territorio molto esteso farebbe pensare ad un sistema insediativo aperto, forse costituito da nuclei abitativi collegati e sparsi lungo il fianco occidentale della collina che troverebbe conferma nella presenza di sepolture similari rinvenute, fuori dalla cinta urbana, stavolta unite con strutture per la conservazione di derrate alimentari piuttosto complesse e scavate nella roccia. Il nucleo, urbanisticamente più consistente, potrebbe essersi maggiormente sviluppato in prossimità della confluenza dei percorsi viari più frequentati mantenendo l'originario nome romano.
XI secolo - XVIII secolo