Il carme XCV è il novantacinquesimo carme del Liber catulliano. Il carme 95 appartiene alla terza parte del Liber, gli Epigrammata. Nel carme Catullo loda l'opera dell'amico Gaio Elvio Cinna, avendo finalmente pubblicato "Dopo nove inverni e nove estati"O. Bellavita, M. Gori, L. Lehnus, Thesaurus latinitatis, vol.1, G. Principato, Milano, 2011, pag. 237 l'epillio dedicato alla storia di Mirra (Zmyrna in latino). Contenuto Catullo esalta il testo dell'amico, anche egli facente parte dei poetae novi, contrapponendolo ai poeti Quinto Ortensio Ortalo, Volusio (già criticato nel carme 36Gaio Valerio Catullo, I canti, BUR Rizzoli classici greci e latini, Milano, 2016, note a cura di Alfonso Traina, pag. 161) e Antimaco di Colofone, i quali, scrivendo troppi versi in poco tempo, non scrivono opere raffinate come quelle della scuola neoterica. Una delle opere criticate sono gli Annali di Volusio, che Catullo si augura vengano buttati in mare, a "vestire" gli sgombri o fare da cartoccio per cucinarli (il fuoco in cui vanno le tunicae improvvisate, cioè l'opera così degradata, potrebbe riallacciarsi al Carme XXXVI). Solo l'opera di Cinna sarà letta anche nei secoli a venire. Testo Il testo è in distici elegiaci.Sono presenti lacune provenienti dalla tradizione manoscritta.

Note

Bibliografia M. Lechantin De Gubernatis, Catullo, Carmina selecta, Loescher Editore, Torino 1972. Luca Canali, Catullo, Poesie, Giunti, Firenze 2007. ISBN 978-88-09-033-65-8

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