Nizza Monferrato (IPA: , Nissa Monfrà o Nissa dla Paja in piemontese) è un comune italiano di abitanti della provincia di Asti, in Piemonte.

Posta tra le città di Alba, Asti e Alessandria, è un importante centro agricolo e commerciale che si trova nel cuore del Monferrato, uno dei luoghi italiani di produzione vinicola più noti al mondo, soprattutto per quel che riguarda i vini rossi e gli spumanti. Patrimonio dell'umanità UNESCO per i suoi beni paesaggistici e per il vino Barbera, dopo il capoluogo è insieme a Canelli il centro più importante della provincia e della Valle Belbo.Dal sito Nizza Monferrato

Geografia fisica Territorio

Nizza Monferrato si trova nel territorio dell'alto Monferrato, a sud della provincia, non molto lontana dal confine con quella di Alessandria, distante circa 30 km a sud-est del capoluogo astigiano; è prevalentemente pianeggiante e si estende su una superficie di poco più di 30 km², a un'altezza media di 138 m s.l.m. Sorge nella Valle Belbo, in una zona ricca di vigneti, i quali alimentano un'importante produzione vinicola. Viene attraversata dal torrente Belbo e dal suo tributario Nizza. La zona attorno alla città è denominata il Nicese.

Classificazione sismica: zona 4 (sismicità irrilevante), Ordinanza PCM n. 3274 del 20/03/2003, aggiornato al 16/01/2006.

Clima

Nizza Monferrato è caratterizzata da un clima tipicamente padano, con inverni freddi e nebbiosi ed estati calde e afose. Le piogge solitamente non sono molto abbondanti, infatti stanno sotto la media nazionale e cadono prevalentemente in autunno e in primavera; tuttavia la città è stata svariate volte alluvionata per via delle improvvise piene dei torrenti Belbo e Nizza.

Classificazione climatica: E (i gradi giorno della città sono 2.524, e il limite massimo consentito per l'accensione dei riscaldamenti è di 14 ore giornaliere, dal 15 ottobre al 15 aprile), Decreto D.P.R. n. 412 del 26 agosto 1993.

In base alla media trentennale di riferimento 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +0,7 °C; quella del mese più caldo, luglio, è di +23,7 °C.

Origini del nome Dal XVI secolo Nizza viene citata come Nicea Palearum o della Paglia, per via dei tetti delle case che anticamente venivano costruiti con paglia intrecciata ed erbe, presenti nei terreni paludosi del luogo d'origine, alla confluenza dei torrenti Nizza e Belbo. Oggi è ancora chiamata popolarmente in piemontese Nissa dla Paja. In alcune abitazioni antiche, infatti, si possono tuttora trovare controsoffitti fatti in quel modo.Il toponimo "Nizza" potrebbe derivare da un'antica proprietaria del luogo chiamata Nice o Nicia in onore della dea greca Nike, anche se l'origine del nome è ancora incerta.

Storia Prime fonti storiche e fondazione Le prime fonti storiche di Nizza Monferrato risalgono a un atto pubblico del 1021, in cui viene definita villa curte Nicia. Tuttavia viene comunemente considerato come data di fondazione l'anno 1225: la città sarebbe sorta grazie all'unione degli abitanti di sette castelli distrutti dagli Alessandrini nella contesa con gli Astesi. Una narrazione più fantasiosa racconta della ribellione dei terrazzani contro i signori del luogo, che esigevano lo "Ius primae noctis" (diritto della prima notte) sulle fanciulle locali.Sorse attorno all'antica abbazia di San Giovanni in Lanero.

Dal Medioevo all'Età Moderna: i continui assedi Il territorio di Nizza nel 1227 viene spartito tra le due città in lotta di Asti e Alessandria e si crea una "villanova" tra il torrente Nizza e il Belbo. Nel 1230 la città è sotto la protezione di Alessandria e rimane comune fino al 1264, anno in cui diventa dominio del marchese Guglielmo VII di Monferrato, al quale si ribellerà unitamente ad Alessandria e Asti nel 1290.Nella sua storia la città venne costantemente assediata e occupata, a partire dal 1268, da parte delle truppe di Carlo I d'Angiò, alle quali resistette per quaranta giorni. Con alterne fortune, fino al XV secolo, passò di mano in mano più volte: sotto il controllo del marchese Manfredo di Saluzzo prima, di Carlo II re di Napoli poi (nel 1306) e infine del marchese Teodoro Paleologo. Successivamente, nel 1391, fu devastata dalle milizie del conte d'Armagnac.

Nel 1495 vi soggiornò il re di Francia Carlo VIII, nel convento di San Francesco, e si narra che offrì un'ingente somma di denaro necessaria per la costruzione del campanile in cambio di un dipinto rappresentante l'Assunta.

Nel XVI secolo la città acquista una tale fama da venire citata dal pontefice Clemente VII in un suo breve scritto e definita oppidum. Proprio da quel secolo Nizza viene citata come Nicea Palearum, nome che la tradizione riferisce alla consuetudine di coprire le case con steli erbacei essiccati.

Nizza e il suo territorio, ricco di prodotti pregiati quali cereali, lino, canapa, zafferano e non ultime le uve pregiate, passò ai Gonzaga desiderosi di impossessarsi delle sue risorse. La coltivazione del gelso, l'allevamento del baco da seta e la filatura dei bozzoli completavano un ottimo panorama economico.

Dopo un periodo molto fiorente, dai primi anni del seicento venne travolta da innumerevoli e gravi problemi. Nel 1613 la città, governata dal cardinale Ferdinando Gonzaga, alleato con gli Spagnoli, si libera con strenua resistenza dalle truppe di Carlo Emanuele I, duca di Savoia e, come voto di ringraziamento, viene istituita una processione nel giorno di San Carlo Borromeo, oggi patrono della città. Lo storico Alberto Migliardi riporta il famoso episodio del miracolo della lampada:

La città viene successivamente contesa tra il già citato Carlo Emanuele, questa volta alleato con gli Spagnoli e il duca di Nevers Carlo I, successore dei Gonzaga nella signoria del Monferrato: dopo l'assedio del 1625, a quello del 1628 da parte del duca sabaudo la città capitola e viene successivamente riconquistata dai francesi nel 1629. Nel 1630 venne messa in ginocchio da carestie e pestilenze, mentre l'anno dopo, firmata la pace di Cherasco, Nizza viene assegnata a Carlo I duca di Mantova. A partire dal 1637 vivrà un periodo di continue lotte per la sua conquista da parte di Spagnoli e Francesi, che la sottoporranno a numerosi saccheggi e alla distruzione della propria fortezza, di cui ancora oggi rimangono visibili alcuni resti. Nel 1647 la città venne rasa al suolo e le sue mura abbattute dagli aragonesi.nel periodo della Guerra di successione spagnola, Nizza si trovò a subire gli attacchi degli eserciti sabaudi e Francesi, allo scopo di contendersi il Monferrato. Nizza riuscì a tenersi protetta dalle buone fortificazioni costruite dal duca di Mantova, e loro duca del Monferrato Ferdinando Carlo Gonzaga, dove chiese alla città di dare il proprio contributo finanziario alla Guerra contro i Piemontesi, contributo che con fatica la cittadinanza di Nizza riuscì a donare. Così nel luglio del 1704 il duca Ferdinando Carlo Gonzaga per ricompansare il generoso gesto di Nizza, decise di conferire a Nizza il titolo di Città.

Il territorio del Monferrato venne coinvolto nella guerra tra Austria e Francia, e i nicesi poterono ritenersi liberi dalle occupazioni straniere solo grazie al definitivo passaggio della città nelle mani dei Savoia nel 1708 (con una breve interruzione solo durante l'occupazione Napoleonica), che si trovarono a gestire Nizza da poco riconosciuta città ducale (con decreto del 1703). La situazione economica resa precaria dai continui conflitti iniziò a migliorare solo verso la fine del Settecento, con il rifiorire dell'industria della seta; nel suo territorio si insediarono nove filande che diedero lavoro e benessere alla comunità.

Con lettere patenti datate 3 giugno 1785 re Vittorio Amedeo III concesse la città di Nizza in appannaggio al figlio Maurizio Giuseppe, duca di Monferrato, investendolo del titolo di principe di Nizza.Il vento rivoluzionario giunto nel 1789 dalla Francia non attecchì nella città, dove al grido di "Viva il re, viva i Savoia" i controrivoluzionari cacciarono via a randellate gli insorti dei paesi vicini.

Dal XIX secolo ai giorni nostri Dopo che, con il Congresso di Vienna, la monarchia sabauda venne ripristinata, la città poté riprendere il suo sviluppo, anche grazie alla nomina a sindaco del cavaliere Pio Corsi di Bosnasco. Il cavaliere modificò strutturalmente la città, fece illuminare le vie pubbliche con lampade a olio, fece ripristinare la rete stradale urbana, fece realizzare il primo sistema fognario e incentivò il commercio. Grazie alla sua attenta amministrazione Pio Corsi riuscì a riportare la città al benessere di un tempo.

Il XIX fu un secolo ricco di personaggi di grande spessore; per citarne alcuni, Vittorio Buccelli e Bartolomeo Bona, che a livello nazionale ricoprirono importanti incarichi politici, Gian Felice Gino, pioniere dell'aviazione e Francesco Cirio, il "re" delle conserve che, geniale industriale del settore alimentare, fece conoscere Nizza e i suoi prodotti a tutto il mondo grazie all'azienda che porta tuttora il suo nome e che ancora oggi è leader del settore.

Nizza fu capitale della Repubblica partigiana dell'Alto Monferrato nel 1944.

Nell'autunno del 1968 la città venne interamente sommersa da una grossa piena del torrente Belbo e del suo tributario Nizza, cosa che miracolosamente non avvenne per l'alluvione del Tanaro del novembre 1994, quando ci furono solo alcuni danni alle strade adiacenti e allagamenti a scantinati.

Nel 2014 Nizza è entrata a fare parte del patrimonio mondiale dell'umanità dell'UNESCO, essendo compresa nel paesaggio vitivinicolo del Piemonte: Langhe, Roero e Monferrato.

Simboli

Secondo la tradizione, il simbolo di un leone che difende la croce riportato nello stemma comunale, venne adottato dopo il 1613, quando i nicesi fecero voto al patrono san Carlo Borromeo affinché li aiutasse nella difesa della loro città attaccata dalle armate nemiche dei Savoia. Il gonfalone è un drappo di rosso porpora.

Onorificenze

Nizza Monferrato è tra le città decorate al valor militare per la guerra di liberazione, insignita della medaglia d'argento al valor militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per l'attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondialela motivazione è visionabile sul sito Istituto del Nastro Azzurro:

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Chiese Chiesa di San Giovanni in Lanero

L'attuale Chiesa di San Giovanni Battista detta in Lanero e considerata il duomo di Nizza Monferrato, fu costruita nel 1772 su progetto dell'architetto Nicolis di Robilant e si affaccia sulla piccola piazza intitolata a Vittorio Emanuele II. L'edificio sacro ha acquisito il nome dall'antica chiesa di San Giovanni, poi demolita tra il 1826 e il 1827, che sorgeva sull'attuale piazza del Municipio, acquisendo da essa pure quasi tutti i suoi arredi, gli altari e le suppellettili.

Si presenta strutturata in tre spaziose navate, ben illuminate da frequenti aperture laterali, e pressoché priva dei bracci del transetto. Le quattro campate, sostenute da imponenti pilastri rivestiti in marmi policromi, conducono a una spaziosa area presbiteriale nella quale la luce è assicurata dalle finestre di una bassa cupola a tamburo ottagonale. Notevole è l'abside semicircolare, che si addentra fra le costruzioni circostanti.

La facciata richiama l'immagine di un tempio greco-romano, con il suo campanile romanico che oggi è l'unico elemento rimasto della vecchia chiesa.

Chiesa di San Siro

La chiesa di San Siro nacque nel 1311 per volere di un presunto nobile locale, un certo Antonio Pelletta, il quale pose come condizione che l'arciprete fosse sempre un sacerdote di Nizza. Nei secoli passati, vide innumerevoli e aspre traversie circa il diritto di patronato e controllo, in cui vennero coinvolti molte famiglie nobili della zona, il Municipio e la Curia Vescovile, fino alla convocazione in giudizio davanti alla Sacra Rota e ai più alti ranghi ecclesiastici.