Biografia
Nacque a Cinisi da Vincenzo Vitale e Calogera Maltese. Il padre partecipò alla guerra civile spagnola, riportando l'amputazione della mano destra. La mutilazione non gli impedì di coltivare il suo amore per la musica e per la poesia e di trasmetterlo al figlio. Impiegato presso l'Ospedale Psichiatrico di Palermo, malgrado il suo basso livello d'istruzione scolastica, scrisse un centinaio di composizioni e due libri. La madre era figlia di un facoltoso proprietario terriero di Cinisi, i cui terreni furono poi espropriati e destinati alla costruzione della terza pista dell'aeroporto di Punta Raisi.
Salvo Vitale iniziò gli studi elementari a Terrasini, per poi frequentare il triennio di scuola media presso il Seminario Arcivescovile di Monreale e completare gli studi superiori al Liceo Classico di Partinico. Fu, a partire dagli anni '60, uno dei protagonisti della vita culturale del suo paese, Terrasini, partecipando alle attività del locale Centro di Lettura, dove fondò un giornalino locale denominato "L'occhio olimpico". Dal 1964 al 1968 fu corrispondente locale del giornale "L'Ora" di Palermo, uno dei primi quotidiani a parlare di mafia, col quale collaboravano anche i giornalisti Cosimo Cristina, Mauro De Mauro e Giovanni Spampinato.
Nel 1964 sposò, in nozze civili, Silvana Faletra e dal matrimonio nacquero tre figli. Due anni dopo, nel 1966, creò con alcuni amici il complesso musicale "The Kriminals", dove suonava la chitarra solista e partecipò alla creazione di una Sezione Giovanile Socialista a Terrasini ma se ne distaccò presto, interessandosi alle tematiche della sinistra extra-parlamentare assieme al gruppo di Peppino Impastato. Iscritto alla facoltà di filosofia di Palermo, partecipò, assieme a Peppino, alle lotte studentesche e all'occupazione della facoltà di Lettere nel 1968, ed essendo direttamente coinvolto, fu, sempre con Impastato, uno degli organizzatori delle lotte dei contadini di Punta Raisi, contro la costruzione della terza pista. Nel frattempo si era iscritto al primo corso di chitarra classica aperto presso il Conservatorio di Palermo e lo frequentò per tre anni.
Nel 1969 si laureò in Filosofia con una tesi sulla fenomenologia di Husserl, relazionata dal filosofo Santino Caramella. Insegnò per quattro anni in Sardegna, alla Scuola Media di Tertenia e al Liceo Scientifico di Macomer (Nu). Trasferito in Sicilia nel 1974, insegnò per quattro anni presso il Liceo Scientifico di Lercara Friddi e completò, dal 1978 al 2003, la carriera di docente di storia e filosofia presso il Liceo Scientifico "Felicia e Peppino Impastato" di Partinico.
Sin dalla sua fondazione, nel 1977, fu conduttore di Radio Aut, dove con Peppino Impastato e gli altri collaboratori, denunciava i delitti e le attività illecite dei mafiosi di Cinisi e Terrasini, a partire dal capomafia Gaetano Badalamenti che, all'interno del programma "Onda pazza", chiamavano ironicamente "Tano seduto". La radio venne impiantata a Terrasini, a pochissimi chilometri da Cinisi, sia per avere una migliore diffusione sia perché, come spiegò l'insegnante, Peppino aveva la sensazione di non sentirsi più sicuro a Cinisi. Dalla morte di Impastato, avvenuta per mano di Cosa nostra il 9 maggio 1978, Vitale si è sempre battuto per preservarne la memoria. All'amico dedicò numerosi libri e poesie. Inoltre, molti dei suoi scritti, conservano ancora lo stile utilizzato alla conduzione della radio.
Nel 1996 sposò Dina Provenzano e visse a Partinico fino ai suoi ultimi giorni di vita. Ha collaborato con le testate giornalistiche Antimafia Duemila, "I Siciliani giovani" e con altri giornali, riviste e blog. Si è occupato di ricerche storiche, antropologiche e sociologiche, di educazione alla legalità ed educazione antimafia nelle scuole. Ha curato, per 10 anni, il sito www.peppinoimpastato.com, il suo personale sito www.ilcompagno.it ed è stato redattore capo dell'emittente televisiva Telejato, dove ha seguito in particolare le vicende dei beni sequestrati e confiscati alla mafia. Fondamentale il suo contributo all'inchiesta giornalistica di Telejato "la mafia dell'antimafia" che, grazie all'enorme risonanza mediatica, ha portato ad un'indagine, ad un processo e infine alla condanna in carcere dell'ex giudice Silvana Saguto e della maggior parte dei membri del suo "cerchio magico", come lo definì proprio Vitale.
È stato fondatore e presidente dell'Associazione Culturale Peppino Impastato di Cinisi.
Celebre il suo monologo a Radio Aut la notte della morte di Peppino Impastato, recitato anche nel film I cento passi dall'attore Claudio Gioè, nel ruolo di Salvo Vitale: "Stamattina Peppino avrebbe dovuto tenere il comizio conclusivo della sua campagna elettorale. Non ci sarà nessun comizio e non ci saranno più altre trasmissioni. Peppino non c’è più [...]".
È apparso nella docuserie Netflix Vendetta, guerra nell'antimafia, distribuita il 24 settembre 2021, che vede protagonisti il giornalista Pino Maniaci e l'ex giudice Silvana Saguto.
Opere Libri
Scritti inseriti in altre pubblicazioni
Altri scritti, articoli, saggi e poesie sono presenti sul sito personale www.ilcompagno.it, sul sito di Teleiato e sul sito Antimafia Duemila
Onorificenze Cittadinanza onoraria Comune di Volpiano (TO), 27 settembre 2015
Cinema I cento passi, film del 2000 diretto da Marco Tullio GiordanaAl film ha collaborato come aiuto regista Pierfrancesco Diliberto in seguito divenuto noto come Pif; dedicato alla vita e all'omicidio di Peppino Impastato, dove Salvo Vitale è interpretato dall'attore Claudio Gioè. La sceneggiatura del film è ispirata al libro Nel cuore dei coralli, una biografia di Peppino Impastato e delle vicende legate alla sua figura, scritto da Vitale.
Note
Voci correlate Peppino Impastato Radio Aut I cento passi Telejato
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