Nella città di Vicenza attorno al nucleo centrale del centro storico - esistente già in epoca romana e racchiuso dalla prima cinta di mura durante l'Alto Medioevo - durante il Basso Medioevo nacquero alcuni borghi urbani, che furono racchiusi nel XIV secolo dalle mura scaligere, poi nel XV dalle mura e fortificazioni veneziane; al di fuori di queste, durante l'età moderna, si formarono altri borghi che restarono suburbani.
A partire dalla prima metà del XX secolo, ma soprattutto nel corso della seconda, la città assunse la sua configurazione attuale, dovuta alla forte espansione della popolazione, al notevole aumento della viabilità e del traffico, all'espansione delle strutture produttive e del settore terziario, quindi alla costruzione di abitazioni e di edifici di ogni genere.
Il territorio comunale è diviso ufficialmente in sette circoscrizioni amministrative nelle quali sono compresi, a loro volta, borghi urbani e suburbani, quartieri, zone urbanistiche e frazioni.
I quartieri sono le zone abitate che si individuano per particolari caratteristiche geografiche e topografiche, funzionali e storiche. La maggior parte dei quartieri di Vicenza si sono sviluppati nel corso del XX secolo fuori dalle mura storiche e lungo le strade principali in uscita dalla città; altri sono stati costruiti sulla base di piani urbanistici, soprattutto negli anni settanta del Novecento.
I loro nomi talora hanno origini storiche (come ad esempio Santa Croce e San Bortolo, nati al di fuori delle rispettive porte delle mura) oppure derivano dal progetto urbanistico (come Laghetto o Villaggio del Sole), talora dalla parrocchia principale (come Sant'Andrea o San Pio X), altre volte sono denominazioni di uso corrente (come il quartiere dei Ferrovieri). Non sempre ne sono ben definiti i confini, nel caso di quartieri contigui.
Le frazioni sono paesi, esistenti prima del Novecento e sviluppatisi lungo le strade in uscita dalla città nel raggio di 5–6 km, che sono stati a pieno titolo inclusi nell'ambito urbano; attualmente anche le frazioni sono definite quartieri e assieme a questi, dal punto di vista amministrativo, fanno parte delle circoscrizioni.
Quartieri e frazioni
A sud del centro storico Monte Berico
Il quartiere è delimitato a nord dalla stazione della ferrovia Venezia-Milano costeggiata da viale Fusinato e da viale del Risorgimento Nazionale, a est dalla pista ciclabile della Riviera Berica, a sud dai Colli Berici, a ovest dalla strada di Gogna.
Nel corso della prima metà del Novecento - sul terreno a gradoni prima coltivato a vigneto come in un grande anfiteatro aperto sulla città - tutto il versante settentrionale del monte, compreso tra il percorso delle Scalette e quello dei Portici e delimitato in alto da viale Massimo d'Azeglio, fu occupato da un nuovo quartiere costituito da ville signorili con ampi giardini e da case di civile abitazione, costruite con stili anche molto diversi tra di loro.
Il quartiere è attraversato da due strade in salita, viale Dante e via Petrarca, alle quali il nome venne dato con deliberazioni comunali del 1911.. A est si sale per le Scalette, a ovest per viale X giugno, così denominato in memoria della battaglia del 1848; più ad ovest ancora alcune traversali di viale Fusinato.
Luoghi interessanti sono il Santuario della Madonna di Monte Berico, punto centrale del Monte e grande meta di pellegrinaggi e di passeggiate dei vicentini, le Scalette e i Portici, il Piazzale della Vittoria, Villa Guiccioli, ora sede del Museo del Risorgimento e della Resistenza con un ampio parco e un sentiero che scende nella Valletta del Silenzio.
Alla fine di via San Bastiano, che scorre parallela e al di sopra della Riviera Berica, si trova la settecentesca Villa Valmarana "Ai Nani"; molte altre sono le ville sul Monte, in genere non visitabili. Diversi anche gli istituti religiosi: oltre al convento dei Servi di Maria annesso al santuario, anche il monastero delle Carmelitane di Santa Teresa del Bambin Gesù e due grandi complessi delle Dorotee.
A sud lungo la Riviera Berica, tra i Colli Berici e il Bacchiglione
A sud del centro storico, della Circoscrizione 2 fanno parte - oltre al quartiere di Monte Berico - le frazioni che si sviluppano lungo l'ex strada statale 247 Riviera, ora strada provinciale Riviera Berica (SP 247); la strada inizia da Porta Monte, ai piedi delle Scalette di Monte Berico, costeggia il lato orientale dei Colli Berici, incrocia la tangenziale Sud di Vicenza e l'A4 Torino-Trieste, continua fino alla frazione di Debba, ove il Comune di Vicenza confina con quello di Longare. La provinciale continua, prima costeggiando ancora i Berici e poi entrando nella pianura aperta, fino a Noventa Vicentina.
Quartieri e frazioni Borgo Berga (suburbano) Campedello Santa Croce Bigolina Longara Debba
Storicamente questa zona ha avuto importanza soprattutto per il transito di persone e merci.
Fin dall'epoca romana fu percorsa dalla strada che dalla città di Este portava a Vicenza; nel corso dell'Alto Medioevo fu costellata di ospizi per viaggiatori e pellegrini, durante il Basso Medioevo la zona era chiamata "coltura Berica" o "coltura de Campedelo" come campagna in funzione della città; all'epoca della Serenissima fu caratterizzata dalla via di trasporto fluviale del Bacchiglione, nel Novecento dalla tranvia che collegava la città con il Basso Vicentino, ora sostituita dalla pista ciclabile della Riviera Berica.
Borgo Berga (suburbano)
Il quartiere è delimitato a est dal fiume Bacchiglione, a ovest da viale Margherita e dalla pista ciclabile della Riviera Berica fino al "Canton del Galo".
Del Borgo suburbano sino alla fine dell'Ottocento facevano parte solo le poche case che vanno da Porta Monte alla chiesa di Santa Caterina in Porto; nel corso degli ultimi 140 anni la configurazione di tutto il territorio è stata completamente stravolta.
Tra il 1870 e il 1880, per ridurre il pericolo delle esondazioni in città, il corso del Bacchiglione fu fatto scorrere in un canale artificiale e la confluenza con il Retrone fu spostata all'inizio della Riviera Berica, di fronte alla chiesa di Santa Caterina in Porto. Nel 1876 furono costruiti un ponte e un tratto del viale Margherita che unì porta Monte a Borgo Padova..
Nell'area compresa tra viale Margherita e il fiume Bacchiglione, denominata "Mezzalira ex CosMa", a partire dal 2009 fu iniziata la costruzione di grandi edifici in cui ha sede il polo universitario di Vicenza delle Università degli Studi di Verona e di Padova e .
Nella vasta area compresa tra il Bacchiglione ed il Retrone prima della loro confluenza, in precedenza occupata dal "Cotonificio Rossi", nel 2010 è stata ultimata la costruzione, iniziata nell'estate del 2006, del nuovo Palazzo di Giustizia di Vicenza.
Nel 2012 è stato aperto l'anello viario del Tribunale, concepito per alleggerire il carico di traffico nella zona di Borgo Berga, e costruiti nuovi parcheggi a servizio della zona. Contestualmente al tribunale sono stati realizzati e si stanno realizzando nuovi edifici direzionali, commerciali e residenziali.
Campedello
La frazione di Campedello è delimitata a nord da via della Rotonda che partendo dall'"Hosteria al Galo" entra nella Valletta del Silenzio, a est da un tratto del Bacchiglione che la separa dalla frazione di Casale, a sud dal tratto dell'autostrada A4 che la divide dalla frazione di Longara, a ovest dai Colli Berici. La presenza, nella parte più settentrionale, della Villa Almerico Capra detta la Rotonda ha impedito una contiguità di sviluppo dell'abitato con la parte suburbana del vicino Borgo Berga, aiutandolo peraltro a mantenere un'identitàAndrea Kozlovic e Giovanni Negri in Campedello, origini e vita di una parrocchia, Quinto Vicentino, 1993, p. 87.
La Valletta del Silenzio è un'area protetta di grande interesse per il patrimonio naturalistico, caratterizzata dalla presenza di canali, siepi e filari di alberi, colture agricole tipiche della pianura veneta. Un ripido "sentiero natura" porta dalla Valletta al parco di Villa Guiccioli.
Nel dopoguerra la frazione ha avuto un notevole incremento edilizio, e quindi della popolazione residente; in particolare venne costruito in via Bertolo il "Villaggio Giuliano" dove, alla fine del 1955, vennero ad abitare alcune centinaia di esuli giuliani e dalmati che da un decennio erano ospitati in città nel palazzo Cordellina.
L'edificio più importante è, naturalmente, Villa Almerico Capra detta La Rotonda, ammirabile dalla Riviera Berica poco prima di Campedello. Fatta costruire da Paolo Almerico, che la commissionò ad Andrea Palladio nel 1566-1567, è uno dei più celebri edifici dell'epoca moderna, la villa più famosa del Palladio e, probabilmente, di tutte le ville venete. Fa parte dal 1994 dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.
Oltre ad essa e all'Oasi naturalistica della Valletta del Silenzio, interessanti sono anche la chiesa parrocchiale del Sacro Cuore di Gesù, le ville Pagello Boschetti ora Rodighiero, Todaro De Villata Boschetti ora Dolcetta, e Trissino Arsego ora Dal Lago, detta del Plebescito.
Santa Croce Bigolina, Tormeno e Longara
Le tre frazioni, ormai collegate tra loro dall'intensa urbanizzazione della seconda metà del Novecento, sono posizionate in un'area delimitata a nord dal tratto dell'autostrada A4, a est dal Bacchiglione, a sud dalla frazione di Debba e dalla valle di Fimon, a ovest dai Colli Berici.
A Santa Croce Bigolina la strada della Riviera Berica si biforca e il tratto a destra - la strada del Tormeno - porta all'omonima frazione, divisa tra i comuni di Vicenza e di Arcugnano, per poi proseguire verso il lago di Fimon. Il nome "Tormeno" sulla base di antichi manoscritti sembra indicare il "termine", cioè il confine tra il territorio di Vicenza e quello di Arcugnano..
Santa Croce Bigolina è la frazione con il maggior numero di abitazioni popolari, buona parte delle quali costruite negli anni sessanta e settanta come villaggio PEEP.
Nel XIII secolo a Longara si erano insediati i Cavalieri templari che qui edificarono un oratorio - dedicato a San Giovanni Battista - detto "alla Commenda", da cui il nome della strada secondaria che risale il colle fino a Villa Margherita sulla dorsale dei Berici.
Vicino alla chiesa parrocchiale, di origine medievale, si stacca dalla Riviera un'altra strada che sale a San Rocco di Villabalzana. Di fronte a questo bivio la villa di campagna della famiglia Squarzi, uno dei primi esempi di architettura scamozziana, ampliata nel Settecento da Carlo Borella; nel Novecento l'edificio fu adibito ad asilo nido e scuola per l'infanzia.
Luoghi interessanti sono la chiesa parrocchiale di Longara dedicata ai Santi Filippo e Giacomo, la villa Squarzi Fogazzaro, con l'annesso oratorio affacciato sulla Riviera Berica, e la villa Povegliani Capra.
Debba
La parte storicamente più importante del territorio di Debba (l'opificio, le case operaie, la chiesa parrocchiale) appartiene al Comune di Vicenza; sulla curva della strada provinciale, subito dopo la chiesa parrocchiale, l'abitato continua con quello di Bugano, amministrato dal Comune di Longare.
A ovest il territorio della frazione Debba è delimitato dal tratto dei Colli Berici, a est dal Bacchiglione che lo separa da San Pietro Intrigogna, a nord da Longara, queste ultime due località anch'esse frazioni del Comune di Vicenza.
Stretto tra colline e fiume, il paese non ha avuto grandi possibilità di sviluppo edilizio, situazione aggravata dall'essere un po' paese "di frontiera" tra due comuni e quindi parzialmente trascurato dal punto di vista amministrativoRosanna Caoduro Lodi e Francesco Pulin in ..
La frazione è nota anche per i "ponti di Debba" che attraversano il Bacchiglione e che collegano l'omonima strada statale con San Pietro Intrigogna e con lo svincolo di autostrada e tangenziale di Vicenza Est.