Biografia Nacque a Firenze attorno al 1720, città nella quale si formò artisticamente e dove effettuò la castrazione.

Esordì nel 1731 a Firenze, in due drammi comici e nel 1735 si esibì a Verona, nei melodrammi Il Tamerlano e L'Adelaide di Antonio Vivaldi.

L'anno seguente cantò al Teatro dei Fiorentini di Napoli, nell'opera I due baroni di G. Selitti, dopo di che per qualche anno ricevette offerte per ruoli minori.

A Milano si esibì dal 1748 fino al 1769, mettendosi in evidenza soprattutto nell'opera seria di Giuseppe Ponzo Arianna e Teseo.

Tra il 1749 e nel 1755 la sua fama era già all'apice ed effettuò tournée in Spagna e in Portogallo, invece nel biennio 1764-1765 cantò in Inghilterra a Londra, nell'opera seria Adriano in Siria di Johann Christian Bach; durante la sua permanenza londinese incontrò il giovanissimo Wolfgang Amadeus Mozart e gli diede qualche lezione di canto.

Nel 1760 andò a Vienna, dove si esibì nelle opere di Johann Adolf Hasse, Christoph Willibald Gluck e Tommaso Traetta.

Per dare l'addio al palcoscenico, si esibì il 17 ottobre 1771 nella prima assoluta della festa teatrale Ascanio in Alba di Mozart.

Morì a Firenze nel 1782.

Manzuoli si distinse più per le sue doti vocali, che lo fecero considerare l'erede di Farinelli e di Caffarelli, che per quelle espressive;inoltre il suo stile risultò molto personale e virtuoso, dato che Mozart, il 7 gennaio 1770, affermò dalla città di Verona che P. Potenza, «canta un po' manzolish» (Mozart, Briefe, I, p. 301), oltre a comporre le arie dell'Ascanio caratterizzate da pienezza di elaborazioni e fioriture.

Vocalmente Manzuoli possedeva un registro sopranile che si estendeva per due ottave abbondanti e che in avanzata carriera si abbassò a quello contraltile.

Tra i suoi allievi si può menzionare Angelo Monanni, in arte Manzoletto.

Note

Bibliografia

Voci correlate Musica classica Musica lirica Storia della musica

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