È stato artista di vaudeville, burlesque, musical, cabaret, attore cinematografico e televisivo, comico, giocoliere e mimo.
Presentazione Vincenzo Rocco Sava, in arte Jimmy Savo, nasce a New York il 31 luglio 1892Cullen, Frank, Florence Hackman, and Donald McNeilly. Vaudeville, Old & New: An Encyclopedia of Variety Performers in America. New York: Routledge, 2007. Pg. 993 da Giuseppe Maria Sava, di 23 anni, di professione ciabattino, e Carmela Baione, di anni 21, filatrice, casalinga e anche proprietaria di qualche ettaro di terreno. Entrambi i genitori sono nativi di Stigliano, in provincia di Matera, ed emigrati in America nel 1888. Dal 1910 al 1960 si afferma in quasi tutti generi di spettacolo in voga a quel tempo: teatrale, cinematografico, musicale e televisivo nei quali si esibisce, amato dal pubblico e dalla critica come mimo, clown, attore drammatico e comico, giocoliere, cantante e ballerino. Muore in Italia, a Guardea, in provincia di Terni il 3 settembre del 1960.
“Ho conosciuti pochi uomini durante la mia vita, la cui arte dovrebbe essere ricordata per sempre. Jimmy Savo è stato davvero un grande contributo al mondo dello spettacolo e uno dei clown più importanti al mondo. Con il suo volto da folletto poteva fare più di ciò che molti comici avrebbero potuto fare con mille parole. Una volta visto, il grande Savo non poteva mai più essere dimenticato. Anche se piccolo di statura, è alto dieci piedi nella mia memoria “.Eddie Cantor, “An Album of Jimmy Savo” in appendice a “I bow to the Stones”)
Biografia L’infanzia e gli inizi Il libro autobiografico “I Bow to the Stones” racconta l’infanzia di Jimmy Savo, a partire dalla prima emigrazione di Giuseppe Sava, suo padre, un giovane calzolaio stiglianese, appena ventenne, che si fermò sul suolo americano per soli 5 giorni, mentre nella terza, nel 1895, riparte da Stigliano con una nuova moglie e i due figli: Lucia di 5 anni e, appunto, Jimmy di 3, avuti dalla prima moglie, Carmela Baione, anche lei stiglianese, morta a New York l’anno prima. È un racconto che si sviluppa attorno ad un tema ricorrente, la strada. È infatti in strada che Jimmy diventa adulto quando, piccolo ed esile, impara a correre davanti ai cavalli delle carrozze, lì dove, nel Bronx, i ragazzi, irlandesi e tedeschi, delle bande che gli danno la caccia, è in strada che si svolgono i riti religiosi, le processioni, come quella del Carmine o di Santa Maria la Beata, a cui partecipano tantissimi stiglianesi, provenienti da tutti i distretti della città e anche dalle città vicine, che ricordano così il paese natio; è lì che incontra Nelly, il cane, per metà pastore scozzese e per metà sanbernardo, che lo aiuterà a trionfare nella prima esibizione teatrale, in una delle tante “serate del dilettante”, e che gli schiuderà la porta per i grandi palcoscenici, fino a quelli di Broadway e ai set di Hollywood; è in strada che si esibiscono personaggi fantastici, artisti che svolgono magie uniche, che lui aspira ad imitare, ed è lì che alterna all’attività di strillone il canto, il ballo o si propone come mimo, giocoliere o equilibrista, per poi passare, con il berretto in mano, a raccogliere i primi frutti delle sue esibizioni.
La famiglia Jimmy Savo sposa il 1º luglio 1918 in Newark (New Jersey) l’attrice Frances "Franza" Victoria Browder, con cui aveva recitato e reciterà, sia pure per un breve periodo, nei teatri di vaudeville e di burlesque. Da questa unione nasce Jimmy Vincent Savo junior (scomparso nel 2002). Ottenuto il divorzio nel 1935, sposa, in seconde nozze, Lina Farina, un giornalista italo-americana nata a Roma. Da questa unione non nascono figli.
La produzione artistica Vaudeville e burlesque
George Freedley, curatore della Collezione Teatrale della New York Public Library, che la sua prima apparizione professionale si ebbe, a NY, al Victoria Theatre di Hammerstein nel 1912 quindi all’età di 20 anni. Antony Slide, nella sua Enciclopedia del Vaudeville ((1994): "The Encyclopedia of Vaudeville"), ci dice che Jimmy entra, proprio nel 1912, a far parte del circuito Orpheum, specializzato in vaudeville con teatri in diverse città americane, da costa a costa.
Gli spettacoli di vaudeville erano popolati da musicisti, cantanti e ballerini, attori comici, mimi ed imitatori, maschi e femmine, addestratori di animali e uomini forzuti, maghi e prestigiatori, acrobati e giocolieri. Jimmy, oltre alla clownerie, aveva la capacità di percepire gli umori di chi assisteva ai suoi spettacoli e di modificare l’idea iniziale alla base della sua esibizione. Insomma se il gioco di prestigio funziona male ripiega sulla pantomima del prestigiatore imbranato e finisce, così, con l’ottenere un successo anche più caloroso. Il passaggio dal vaudeville al burlesque è così giustificato da Jimmy:
"… Ma costava molto viaggiare con un cavallo e uno struzzo (di cartapesta n.d.r.). Dovevo far fare delle gabbie per loro e pagare per l’eccesso di bagaglio sul treno. Decisi che il vaudeville era troppo costoso. Qualcuno mi suggerì di entrare in una compagnia dì burlesque perché sarei stato parte dello spettacolo e loro avrebbero pagato tutte le mie spese di viaggio. Perciò feci un contratto con un direttore di burlesque...".Jimmy Savo, “I bow to the Stones”, Cap 16
Il burlesque, con la marcata presenza femminile, introduce elementi trasgressivi, sia pur in modo prima ingenuo e scollacciato, poi sempre più orientato verso lo spogliarello e il cabaret. Jimmy giustifica l’abbandono del vaudeville ed il passaggio al burlesque, con motivazioni essenzialmente economiche e, come, racconta in “I bow to the Stones”, perché può finalmente abbandonare quei pantaloni corti che, per contratto, era stato costretto a portare! Ma è evidente che indossati i pantaloni lunghi e cioè, anche formalmente e ufficialmente, passato nella età delle pressanti pulsioni naturali, il correre dietro a 16 o 20 belle ragazze, tutte nude, non si limitasse alle quinte del palcoscenico, ma finisse, di rincorsa, anche nei camerini.
Ecco, infatti, la testimonianza del “direttore”:
“Ho un’idea”, lui disse; “questa sarà una cannonata finché non escogitiamo un numero comico per te. Ascolta. Ti organizzo un numero equestre, come al circo. Ci metto sedici belle ragazze in abito da cavallerizza sul palcoscenico dietro di te e tu fai il tuo numero da giocoliere, quello che fai di solito. Ma finiamo in un modo straordinario. Tu tieni in equilibrio una delle ragazze seduta sul tuo cavallo di cartapesta e le altre ragazze si spogliano, sai, velocemente. Poi prima che uno se ne renda conto, tutto avviene all’istante. La ragazza e il cavallo vengono giù, le altre corrono all’impazzata fra le quinte”.
Il Musical L'esordio a Broadway avviene con Vogue nel 1924, dove recita assieme a Fred Allen, con lui nel vaudeville, e molti altri attori famosi, tra i quali la moglie: è nei cartelloni di Broadway per 900 serate in 20 anni, con una decina di spettacoli. Sebbene manchino pellicole, nastri o altri supporti che possano documentare queste esibizioni, non mancano, tuttavia, i documenti cartacei, gli archivi delle case cinematografiche e televisive, le riviste specialistiche, le fanzine, o pubblicazioni, come Variety, Esquire, Playbill o Vanity fair, in cui vengono, di volta in volta, annunciati, recensiti e criticati i suoi spettacoli e da cui sono tratte molte di queste informazioni.
In sintesi è giusto ricordare come il suo maggiore successo teatrale sia stato The Boys from Syracuse, una commedia musicale con musica di Richard Rodgers e testi delle canzoni di Lorenz Hart, libero adattamento della "Commedia degli Errori", opera giovanile di William Shakespeare. La coppia Rodgers ed Hart trionfa sui palcoscenici di Broadway per 25 anni, anche grazie a composizioni famose, conosciute in tutto il mondo, come Blue Moon, My Funny Valentine o The Lady Is a Tramp. La regia è di George Abbott, le coreografie sono di George Balanchine, uno dei fondatori della tecnica del balletto classico negli Stati Uniti. Affiatatissima la coppia Savo&Hart, nel ruolo dei gemelli Dromios avendo già lavorato insieme agli esordi. La commedia debuttò all'Alvin Theatre per il Broadway theatre, il 23 novembre 1938 e chiuse i battenti il 10 giugno 1939 per un totale di 235 repliche. Il secondo lavoro teatrale, degno di nota, è Mum's the Word, in scena il 5 dicembre del 1940 al minuscolo Belmont Theatre, allora sulla 48ª strada Ovest, in quello che, in genere, si chiama un "one man pantomime show" perché prodotto, scritto e interpretato, unicamente, da Jimmy, con "incidentalmente, musiche di Ludwig van Beethoven, Frédéric Chopin, Modest Mussorgsky e Christoph Willibald Gluck, ma tutte manomesse da Jimmy Savo". Nel 1942 Isidore Herk e i fratelli Shubert co-produssero uno spettacolo di Broadway chiamato Wine, Women and Song, con Jimmy Savo e Margie Hart. Lo spettacolo fu pubblicizzato come una combinazione di vaudeville, burlesque e revival di Broadway e andò in scena per sette settimane. La rivista includeva uno striptease, che scioccò alcuni del pubblico. Wine, Women and Song fu chiuso per ordine del tribunale nel dicembre del 1942. Il 18 gennaio 1948 ha luogo il prima ANTA Album (American National Theatre and Academy), presentato per la rappresentazione di un gala singolo allo Ziegfeld Theatre. Accanto a tanti attori famosi c'era anche Jimmy Savo con i suoi abbondanti pantaloni nel famoso numero, River Stay ‘Way From My Door.
Nel prospetto tutti i musical di Jimmy Savo per cui esiste documentazione +TitoloTeatroGenereDate inizio-finenumero replicheDirezione artistica ruolo di JimmyWhat’s UpNational TheatreCommedia musicale11 Nov 1943-
4 Gen 194463George BalanchineRawa of TangliniaWine, Women and SongAmbassador TheatreCommedia musicale28 Sett 1942-
3 Dic 1942150Murray FriedmanAttoreMum’s the WordBelmont TheatreOne man show5 Dic 1940-
14 Dic 194012Hiram ShermanProduttore, cantante e mimoThe Boys from SyracuseAlvin TheatreCommedia musicale23 Nov 1938 –
10 Giu 1939235George AbbottDromio of SyracuseParadeGuild TheatreCommedia satirica20 Mag 1935 –
22 Giu 193540Jerome MorossCantante e attoreEarl Carroll’s Vanities New Amsterdam TheatreRivista musicale1 Lug 1930 –
3 Gen !931215Earl Carroll e
P.restly MorrisonAttoreMurray Anderson’s AlmanacErlanger’s TheatreRivista musicale14 Ago 1929 –
12 Ott 192969John Murray AndersonCantante e attoreVogues of 1924Shubert TheatreRivista musicale27 Mar 1924 -
12 Lug 1924 Frank Smithson e altriAttore
Il cinema I cortometraggi e il muto La produzione cinematografica svolta in alternanza al musical e al cabaret ha un percorso ugualmente interessante e prestigioso dal momento che sebbene mai annoverato e citato, inizia il suo impegno cinematografico con gli stessi registi, Eddie Cline, Al Herman, Slim Summerville che diressero Charlie Chaplin, Buster Keaton, 'Fatty' Arbuckle, Harry Langdon, Ben Turpin ed Harold Lloyd, tutti reduci dal vaudeville, e tutti ingaggiati dalla casa cinematografica Keystone del cineasta Mack Sennett, l’inventore del genere slapstyck (schiaffo e bastone).
Successivamente ha una grande consacrazione quando viene chiamato, come co-protagonista in uno dei lungometraggi che ci sono pervenuti, “Carry on sergeant”, film muto, commissionato dal governo canadese al regista, il capitano Bruce Bairnsfather, scrittore e caricaturista, per celebrare l’eroica partecipazione di quel paese alla prima guerra mondiale sul fronte europeo, ed uscito sugli schermi nel 1928.
I lungometraggi e il sonoro Maggiori aspettative furono per Once in a Blue Moon (1934), scritto, prodotto e diretto da Ben Hecht e Charles MacArthur, che lo vedono protagonista assoluto nel ruolo di “Gabbo the Great”, un artista circense nella Russia che si prepara alla rivoluzionaria bolscevica del 1917. La critica, spietata col regista, riconosce a Jimmy le sue capacità istrioniche, l’efficacia del personaggio, l’intensa espressività del volto, con cui esprime le più profonde sfumature dell’animo umano.