Fu uno dei diadochi di Alessandro Magno, satrapo e poi re di Tracia, dell'Asia minore e della Macedonia.

Partecipò alla spedizione in Asia al seguito di Alessandro Magno, del quale era guardia del corpoArriano, Anabasi di Alessandro VI 28,4.. Alla morte del re (323 a.C.), dalla spartizione dell'impero macedone ottenne la satrapia di TraciaDiodoro, Bibliotheca historica XVIII 3,2.. Nel 315 a.C. si alleò con Seleuco, Tolomeo e Cassandro contro Antigono in una guerra che durò fino al 311 a.C.Diodoro, Bibliotheca historica XIX 57-69. Sull'esempio degli altri diadochi, nel 306 a.C. si proclamò re, facendo di Lisimachia la sua capitaleDiodoro, Bibliotheca historica XX 29,1..

Rinnovata l'alleanza con Seleuco, vinse Antigono a Ipso nel 301 a.C., annettendo l'Asia minore ai suoi territoriPlutarco, Vita di Demetrio, 28-29.. Nel 288 a.C., dopo aver sconfitto Demetrio con l'aiuto di Pirro, divenne re di Macedonia, giungendo all'apice della sua potenza. Nel 284 a.C. fece uccidere il figlio AgatocleGiustino, Epitome delle Storie Filippiche XVII., con l'accusa di congiura nei suoi confronti e, nella guerra contro Seleuco che ne seguì, morì nella battaglia di Corupedio del 281 a.C.Strabone, Geografia XIII.

Biografia

Origini Di Lisimaco (, da λύσις "soluzione" e μάχη "battaglia", letteralmente "solutore di battaglie") non sono noti con certezza né la città né l'anno di nascita: secondo ArrianoArriano, Anabasi di Alessandro VI 28.Arriano, Anabasi di Alessandro VII 18., era nativo di Pella, la capitale della Macedonia, mentre secondo EusebioEusebio, Chronicon I, 234., era originario di Crannone in Tessaglia. A sostegno della prima ipotesi c'è un passo di PlutarcoPlutarco, Vita di Demetrio, 44. dove lo storico di Cheronea sostiene che Lisimaco era "della stessa stirpe" () di Demetrio, e quindi macedone. Non conosciamo il nome della madre ma da Arriano e da Eusebio sappiamo quello del padre, Agatocle, che era di origini tessale se si tratta della stessa persona che TeopompoTeopompo, Philippikà, . identifica come uno stretto collaboratore di Filippo II.

L'anno di nascita fu il 361 a.C. secondo lo Pseudo-LucianoPseudo-Luciano, Macrobii 11., il 355 a.C. secondo Giustino e infine il 351 a.C. secondo AppianoAppiano, Syriakà 64.. Alcuni storici moderni prediligono il 361 a.C.., altri una data compresa che il 361 a.C. e il 355. a.C.., mentre la data del 351 a.C. sembra quella più improbabile, visto che tra 332 a.C. e il 326 a.C. Lisimaco è già guardia del corpo di Alessandro, il che sarebbe stato difficile a un'età inferiore ai 30 anni..

Lisimaco aveva un fratello maggiore, Alcimaco, che secondo Arriano fu inviato da Alessandro in missione in Ionia nel 334 a.C.Arriano, Anabasi di Alessandro I 18, 1-2., e due fratelli minori: Filippo, che da Curzio Rufo sappiamo che morì in combattimento nel 329 a.C. durante la spedizione macedone in AsiaCurzio Rufo, Storie di Alessandro Magno VIII, 2. e Autodico, che fu guardia del corpo di Filippo Arrideo secondo la tradizione tramandataci da ArrianoArriano, in ..

Guardia del corpo di Alessandro Magno Somatofilachia Le prime notizie che abbiamo di Lisimaco ci sono tramandate da Arriano e riguardano la sua partecipazione alla spedizione di Alessandro Magno in Asia, come somatophylax, ovvero guardia del corpo del re. I somatophylakes erano sette soldati scelti e fedelissimi, che avevano il compito di vigilare sull'incolumità del sovrano macedone, vivendo a stretto contatto con lui. Quando uno di essi decadeva dalla carica, per morte o per revoca, il re provvedeva immediatamente e personalmente alla sua sostituzioneArriano, Anabasi di Alessandro III 5,5.Arriano, Anabasi di Alessandro III 27,5..

Assieme ad Aristonoo e Pitone, Lisimaco era uno dei tre veterani del gruppo, già guardie del corpo di Alessandro probabilmente fin dalla sua ascesa al trono (336 a.C.). Alcuni storici ipotizzano che i tre avessero già questo incarico col predecessore di Alessandro, il padre Filippo II, dato che tutta la storiografia alessandrina antica, a differenza della altre guardie del corpo, ne tace le date di nomina..

Arriano ci riporta che, al momento della morte del sovrano (323 a.C.), gli altri quattro somatophylakes, oltre a Lisimaco, Aristonoo e Pitone, erano Leonnato, Perdicca, Tolomeo e Peucesta. Quest'ultimo era stato eccezionalmente aggiunto al gruppo come ottavo membro nel 325 a.C., per aver salvato la vita ad Alessandro, ferito durante l'assedio della città dei Malli in India. L'anno successivo (324 a.C.), con la morte di Efestione, il gruppo era tornato a essere composto, come da tradizione, da sette membriArriano, Anabasi di Alessandro VII 14,3..

Spedizione di Alessandro Magno in Asia Della partecipazione di Lisimaco come somatophylax alla spedizione di Alessandro in Asia (334-323 a.C.) sappiamo ben poco, se non i seguenti aneddoti: Nel 332 a.C., in Siria, Lisimaco venne ferito da un leoneCurzio Rufo, Storie di Alessandro Magno VIII 1,13. (si veda la sezione successiva). Secondo la tradizione riportataci da Curzio RufoCurzio Rufo, Storie di Alessandro Magno VIII 1,46-47., nel 328 a.C., a Samarcanda, Lisimaco e il suo collega Leonnato strapparono la lancia di mano ad Alessandro, che stava per uccidere l'amico Clito il Nero. L'atto si dimostrò inutile dato che poco dopo il sovrano macedone riuscì nel suo intento. Nel 326 a.C., Lisimaco venne ferito durante la presa della città di Sagala; nell'occasione, è l'unico macedone a essere citato nominalmente da ArrianoArriano, Anabasi di Alessandro V 24,5.. Lo stesso ArrianoArriano Anabasi di Alessandro VII 5,6. ci riporta che nel 324 a.C., Alessandro a Susa premiò con una corona le sue guardie del corpo, tra cui Lisimaco, per meriti militari. Per il resto, la militanza di Lisimaco durante la spedizione in Asia fu abbastanza oscura., anche se la continuità del suo servizio in un ruolo così delicato e la successiva nomina a satrapo di Tracia dopo la morte di Alessandro ne dimostrano le indubbie doti di fedeltà e competenza.

La continuità del suo servizio vicino ad Alessandro è anche testimoniata da Plutarco, che ci racconta la battuta che Lisimaco, molto tempo dopo, fece rivolto al filosofo Onesicrito, che gli stava leggendo un passo, ambientato durante la spedizione in Asia, dove raccontava il favoloso incontro tra il sovrano macedone e la regina delle Amazzoni. Dopo aver ascoltato l'episodio, evidentemente leggendario, Lisimaco esclamò:

L'episodio del leone

L'episodio del leone è uno degli aneddoti più citati sul futuro diadocoGiustino, Epitome delle Storie Filippiche XV 3,7.Seneca, De ira 17,2.Pausania, Periegesi della Grecia I 9,5.: l'episodio originale ci è narrato da Curzio Rufo, che racconta come Lisimaco, durante una battuta di caccia in Siria nel 332 a.C., uccise un leone che stava assalendo Alessandro, ma ne rimase gravemente ferito. Questa data è il terminus ante quem della somatofilachia di Lisimaco, dato che proteggere il sovrano durante le battute di caccia era proprio una delle funzioni delle guardie del corpo..

Nelle fonti successive il racconto originale si è tuttavia arricchito di elementi estranei, come il fatto che l'esposizione di Lisimaco al leone sarebbe stata volutamente ordinata dal sovrano macedone. In ogni caso, Lisimaco, ancora in età avanzata, era solito mostrare ai suoi ospiti le cicatrici delle ferite riportate nella lotta contro la belvaPlutarco, Vita di Demetrio, 27,3.. Ci sono inoltre pervenute diverse monete, coniate da Lisimaco in ricordo dell'evento, con il disegno di un leone sul rovescio.

Satrapo di Tracia Spartizione dell'impero di Alessandro

Alla morte di Alessandro, avvenuta a Babilonia nel 323 a.C., in mancanza di un erede designato vi fu una spaccatura nell'esercito tra la cavalleria (sostenuta dai somatophylakes, tra cui Lisimaco), che voleva aspettare la nascita del futuro figlio di Alessandro e Rossane, e la fanteria, che indicava invece in Arrideo, il fratello di Alessandro, il successore del sovranoArriano, in .. Sappiamo da DiodoroDiodoro,Bibliotheca historica XVIII 2,4. e da ArrianoArriano, in . che la questione fu poco dopo risolta nominando re il fratello di Alessandro, che da allora si chiamò Filippo Arrideo, al quale sarebbe stato però associato al trono il figlio di Rossane, nel caso fosse nato maschio.

Dato che Filippo Arrideo era un disabile mentale e il futuro Alessandro IV doveva ancora nascere, la reggenza dell'impero fu affidata al somatophylax Perdicca, che confermò Antipatro come stratego d'Europa (Macedonia e Grecia), a dispetto della decisione di Alessandro che l'aveva invece sostituito con Cratero (al quale fu invece affidato il controllo delle finanze dell'impero), e divise il resto dell'impero fra i principali generali, tra cui Antigono, e i somatophylakes, tra cui Lisimaco, al quale fu assegnata la satrapia di TraciaArriano, in ., territorio situato tra i domini di Antipatro a occidente e le satrapie di Leonnato e Antigono a oriente.

Gli ufficiali di Alessandro tra i quali Perdicca suddivise l'impero furono chiamati "diadochi" (, in italiano "successori").

Guerra contro gli Odrisi

Appena arrivato in Tracia, Lisimaco dovette affrontare la minaccia degli Odrisi, una tribù scesa dal nord e rientrata in possesso dei territori, corrispondenti all'odierna Bulgaria, precedentemente conquistati da Alessandro. Gli Odrisi avevano approfittato della morte di Zopirone, il generale macedone di stanza in quella satrapia, che si era avventurato in una disastrosa spedizione contro gli Sciti. Questi eventi ci vengono brevemente tramandati da Curzio RufoCurzio Rufo, Storie di Alessandro Magno X 44. e da GiustinoGiustino, Epitome delle Storie Filippiche XII 2,16..

Lisimaco, in inferiorità numerica, affrontò l'esercito di Seute III, re degli Odrisi, in una battaglia, che, secondo le fonti, si risolse senza né vinti né vincitori: Diodoro si limita a sottolineare che, in seguito a essa, Lisimaco si preparò a sferrare una nuova offensivaDiodoro, Bibliotheca historica XVIII 14. ma non torna più sull'argomento. Possiamo solo supporre che questo secondo conflitto, di cui ignoriamo la data, si risolse con la vittoria finale del satrapo di Tracia., perché leggiamo, sempre nell'opera di DiodoroDiodoro, Bibliotheca historica XIX 73,8., che negli anni successivi Seute si trova esule presso Antigono, mentre Lisimaco è impegnato a consolidare i confini orientali della sua satrapia.

Spartizione di Triparadiso

Nel 321 a.C., dopo la morte di Perdicca e di Leonnato, i diadochi si riunirono a Triparadiso, in Libano, dove riorganizzarono le province rimaste sguarnite, nominando nuovi governatori (tra i quali Seleuco, che ottenne la satrapia di Babilonia) e diedero ad Antipatro la carica di reggente dell'impero, che prima era stata di Perdicca. Lisimaco fu confermato satrapo di TraciaDiodoro, Bibliotheca historica XVIII 39,5-7. e, secondo StraboneStrabone, Geografia XII 4,7., nell'ambito delle alleanze tra diadochi, Antipatro gli diede in moglie sua figlia Nicea, già promessa in sposa al defunto reggente.

Del quinquennio successivo, che vide la morte di Antipatro e la sanguinosa guerra tra il figlio Cassandro e il nuovo stratego d'Europa Poliperconte (guerra in cui trovarono la morte anche Filippo Arrideo e Olimpiade, la madre di Alessandro), le fonti antiche non dicono quasi nulla riguardo al satrapo di Tracia, probabilmente ancora impegnato nella guerra contro gli Odrisi..

L'unico accenno che abbiamo da DiodoroDiodoro, Bibliotheca historica XVIII 72,9. è il fatto che, nel 318 a.C. Clito il Bianco, alleato di Poliperconte, una volta sbarcato nel Chersoneso tracico dopo la battaglia navale del Bosforo, venne ucciso dai soldati di Lisimaco, che quindi possiamo supporre schierato dalla parte del genero Cassandro.

Prima alleanza dei diadochi contro Antigono