La mano nel gilet è una postura del soggetto ripresa nei ritratti tra XVIII e XIX secolo, che consisteva nel rappresentare una persona con una mano posta all'interno del gilet o della giacca, tra il torace e il ventre. Questo gesto, regolarmente associato alla figura di Napoleone Bonaparte, ha dato adito a diverse spiegazioni, dalle più plausibili alle più fantasiose. La prima e più famosa delle spiegazioni di questo gesto, ben esposta dallo storico Thierry Lentz, racconta che Napoleone fosse solito portarsi la mano al ventre a causa di una serie di dolori di stomaco, probabilmente dovuti al tumore che si ritiene la sua causa di morte.Thierry Lentz, Jacques Macé, La Mort de Napoléon, p. 51

La postura è presente nei ritratti di diverse personalità e per essa si sono ritrovate due cause possibili:

- il gesto si ritrova nei ritratti ufficiali, già prima di Napoleone, in quanto risalente all'età classica: il retore greco Eschine riteneva che parlare con una mano fuori dal chitone fosse segno di cattiva educazione, e infatti vi sono statue che lo ritraggono con la mano infilata in esso;

- nel Settecento era reputato sconveniente il lasciar cadere le braccia pendenti lungo il corpo, ma i pantaloni non avevano tasche e pertanto gli uomini portavano la mano sotto la giacca; questo costume fu raccomandato anche dallo scrittore ed ecclesiastico Jean-Baptiste de La Salle nel suo Les règles de la bienséance et de la civilité chrétienne del 1702. Lo stesso gesto è citato nel manuale di galateo di François Nivelon come segno di "modestia". La storica dell'arte Arline Meyer ha precisato che il gesto si diffuse nel periodo della Restaurazione in contrasto alla gestualità esuberante del periodo precedente.

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