Biografia
La carriera all'Archivio di Stato di Milano
Figlio naturale di Giuseppe e di Felicita Carloni, passò l'infanzia a Imola e ottenne il diploma di liceo classico a Faenza.. Ottenuta la laurea in lettere all'Università di Bologna tra il 1904 e il 1906, in quest'ultimo anno vinse un concorso per entrare nell'amministrazione archivistica, venendo destinato all'Archivio di Stato di Milano (29 agosto) e . Dotato di una buona conoscenza delle lingue straniere (parlava francese e tedesco.), nel corso degli anni trascorsi all'ASMi (1906-1942) scalò la gerarchia archivistica, coltivando nel frattempo l'amore per la paleografia, la genealogia e la storia, ottenendo poi la libera docenza in paleografia, diplomatica e archivistica nel 1922 all'Università degli Studi di Pavia. Tra i principali collaboratori di Fumi e Vittani nella conduzione della Scuola di archivistica, paleografia e diplomatica di Milano durante il periodo in cui nell'Istituto milanese furono introdotti i principi della scienza archivistica moderna, Manaresi fu prima assistente di Vittani e, dopo la nomina di quest'ultimo a direttore dell'ASMi, ne divenne il direttore tra il 1922 e il 1938, durante i quali instaurò un clima severo e rigoroso verso i suoi discepoli affinché assorbissero appieno i contenuti delle scienze impartite quale base del «culto per la "verità", come egli chiamava il documento rettamente interpretato».. Nel 1924 fu nominato socio corrispondente della Deputazione di Storia Patria della Lombardia e, nello stesso anno, socio corrispondente della Deputazione di Storia patria per la Toscana..
L'insegnamento all'Università Statale di Milano Nel 1938, dopo aver sperato fino all'ultimo di essere nominato direttore dell'Archivio in seguito alla morte di Vittani grazie ad appoggi presso il fascio locale, decise di abbandonare il servizio presso l'amministrazione archivistica venendo nominato docente di paleografia e diplomatica all'Università Statale di Milano (29 ottobre 1942) grazie all'appoggio sempre del partito fascista e dello storico Federico Chabod. Mantenuta la carica di docente universitario anche dopo la Liberazione (grazie al suo avvicinamento al Partito Comunista Italiano), Manaresi andò in pensione nel 1951 riporta come anno il 1953, morendo poi otto anni dopo a Varese.
Il contributo scientifico Esperto archivista (insieme a Fumi e Vittani patrocinò l'introduzione della scienza archivistica moderna nata col Manuale degli archivisti olandesi), paleografo, diplomatista, genealogista e araldista, Cesare Manaresi concentrò i suoi studi sulla valorizzazione del patrimonio dell'Archivio di Stato di Milano affinché i suoi documenti fossero utili per la ricostruzione delle vicende lombarde.
Onorificenze
Il Comune di Milano ha dedicato a Cesare Manaresi una via situata nel quartiere di Baggio
Opere Le opere di Manaresi che, tra saggi, pubblicazioni e contributi vari raggiungono l'ottantina, sono state qui riportate grazie al ricordo di Alfredo Bosisio, alle opere ricordate nella voce enciclopedica a cura di Gemma Guerrini Ferri e al Sistema Bibliotecario Nazionale (SBN). Si danno, di seguito, notizia delle opere più importanti del Manaresi:
Archivistica
Diplomatica
In 4 voll.
Usciti nei seguenti anni:
, portato a termine nella revisione da Caterina Santoro. , portato a termine nella revisione da Caterina Santoro
Paleografia
, in due volumi
Genealogia e araldica
Note
Bibliografia
Voci correlate Archivio di Stato di Milano Archivistica Diplomatica Paleografia Università degli Studi di Milano
Altri progetti
Collegamenti esterni
Categoria:Commendatori dell'Ordine della Corona d'Italia Categoria:Professori dell'Università degli Studi di Milano Categoria:Studenti dell'Università degli Studi di Pavia Categoria:Studenti dell'Università di Bologna