Volterra è un comune italiano di abitanti della provincia di Pisa in Toscana.

Situata su un'altura a circa 530 metri s.l.m., tra le valli dei fiumi Cecina ed Era, la città domina un vasto territorio collinare caratterizzato da fenomeni geologici peculiari, quali le balze e i calanchi.

Di antichissima origine (documentata da prima del VIII secolo a.C), è stata una delle principali città-stato dell'Etruria e fra i più importanti centri dell'entroterra toscano, sede vescovile della Diocesi di Volterra fin dall'alto Medioevo, avente giurisdizione su un'ampia parte delle Colline toscane comprendente comuni delle province di Pisa, Siena, Firenze e Livorno. Ha dato i natali a san Lino Papa, immediato successore di san Pietro, 2º vescovo di Roma. Nel corso dei secoli la città esercitò un rilevante ruolo politico, religioso ed economico, dapprima come libero comune e successivamente sotto il dominio della Repubblica di Firenze e del Granducato di Toscana, mantenendo un'importante funzione amministrativa e culturale. Conserva un patrimonio archeologico, artistico e monumentale che testimonia la continuità dell'insediamento dall'età antica attraversando il periodo romano, medievale e rinascimentale-moderno.

L'economia cittadina è tradizionalmente legata alla lavorazione dell'alabastro, attività documentata sin dall'epoca etrusca che ha reso Volterra un centro di eccellenza di fama internazionale. Accanto all'artigianato artistico, rivestono un ruolo significativo il turismo culturale, favorito dal patrimonio storico e paesaggistico, l'agricoltura, con produzioni cerealicole, vitivinicole e olivicole, e, nel più ampio territorio della Val di Cecina, lo sfruttamento delle risorse geotermiche appartenenti al comprensorio di Larderello, una delle aree più importanti al mondo per la produzione di energia geotermoelettrica.

Geografia fisica Territorio Il territorio di Volterra si estende nella parte meridionale della provincia di Pisa, nel cuore della Maremma Pisana e lungo il corso del fiume Cecina. Si trova a in posizione dominante la Val di Cecina. Il suo territorio supera il comune di Pisa e Pomarance, per ordine di superficie. Confina a nord-est con la città metropolitana di Firenze e ad est e sud-est con la provincia di Siena. Non molto distante, in direzione ovest, si trova la provincia di Livorno.

Classificazione sismica: zona 3 (sismicità bassa), Ordinanza PCM 3274 del 20/03/2003.

Parte del territorio comunale fu l'epicentro del terremoto del 2 agosto 1853, che raggiunse la magnitudo 4,63 della scala Richter ed il 5º-6º grado della scala Mercalli.Stucchi et al. (2007). DBMI04, il database delle osservazioni macrosismiche dei terremoti italiani utilizzate per la compilazione del catalogo parametrico CPTI04. Quaderni di Geofisica, INGV.

Clima

Data la collocazione interna e collinare, Volterra riceve saltuariamente precipitazioni nevose di una certa consistenza. Eccezionale la nevicata di quasi avvenuta tra il 9 e il 10 marzo 2010.

Classificazione climatica: zona E, Diffusività atmosferica: alta, Ibimet CNR 2002

Storia La storia di Volterra abbraccia circa tre millenni: fu una delle principali città-stato dell'Etruria, poi municipio e colonia romana, e nel medioevo sede di un'importante signoria vescovile con giurisdizione su un'ampia parte delle Colline toscane.

Dalle origini alla caduta dell'Impero romano

La frequentazione del sito risale all'eneolitico avanzato, documentata da materiali del deposito dell'acropoli e, nel comprensorio, dalla sepoltura collettiva di Montebradoni e dai complessi di Guardistallo e Pomarance: fin da questa fase il colle si configura come luogo di controllo su un territorio ricco di risorse minerarie.. Nella fase evoluta del Bronzo finale il colle passa da abitato arroccato ad aggregato protourbano, con nuclei sparsi sul pianoro sotto l'acropoli, e si attiva la necropoli delle Ripaie; nel IX secolo a.C. l'abitato villanoviano si concentra sul Piano di Castello e alle Ripaie, e nell'VIII secolo l'occupazione si estende per nuclei all'intero acrocoro, circa 116 ettari, con le aree sepolcrali della Guerruccia, di Torricella, Santa Chiara e Badia.; ; . Allo scorcio dell'VIII secolo a.C. una corona di insediamenti sorti attorno al centro, fra i quindici e i venticinque chilometri di distanza, è stata interpretata come una "colonizzazione interna" condotta da gruppi di rango guerriero, con cui il centro villanoviano assunse la funzione di luogo centrale su un vasto territorio.; .

La città etrusca, Velathri (), annoverata dalla tradizione fra le città della dodecapoli etrusca, divenne uno dei centri maggiori dell'Etruria settentrionale; il nome è leggibile sulle monete della zecca cittadina conservate al Museo Guarnacci.Si vedano ad esempio le monete con numero d'inventario MG 4761, MG 4762 e MG 4763, con legenda velathri, abitualmente ricondotte al III secolo a.C.: Fabrizio Burchianti, Museo Etrusco Guarnacci, Pisa, Pacini, 2013, scheda 79. In latino la città assunse il nome di Volaterrae, da cui derivano il greco Οὐολατέρραι e l'attuale nome italiano.Strabone, Geografia, V, 2, 6. Un primo circuito murario di età arcaica difendeva la parte alta della città; la grande cerchia, tradizionalmente datata al IV secolo a.C., si sviluppava per oltre sette chilometri e racchiudeva, insieme all'abitato, aree a orti e bosco e numerose sorgenti.; . Lo sviluppo del centro poggiò fin dalle origini, oltre che sull'agricoltura, sullo sfruttamento delle saline e delle miniere metallifere della valle del Cecina e della media valle dell'Elsa: una città insieme agricola e mineraria.; .

Nel 298 a.C. un esercito etrusco fu sconfitto dai Romani presso Volterra, in uno scontro attribuito a Lucio Cornelio Scipione Barbato; l'episodio non sembra aver avuto ripercussioni sulla vita cittadina, ma da quel momento la città cominciò a gravitare nell'orbita romana.; . Il passo è Liv. X, 12, 4. Il III secolo a.C. fu anzi, per Volterra come per Chiusi e Perugia, una fase di prosperità e di incremento demografico, mentre l'Etruria costiera meridionale dava segni di decadenza.. Nel 205 a.C. la città contribuì all'allestimento della flotta di Scipione fornendo frumento e interamenta navium, le ossature lignee per le navi, indizio di un interesse marittimo che si appoggiava agli scali di un porto-canale alla foce del Cecina e di Vada.; . Il passo è Liv. XXVIII, 45, 15. A questo contributo bellico è stata collegata la condizione di civitas foederata, di cui Volterra sembra aver goduto almeno dalla fine del III secolo a.C.. Nella prima metà del II secolo a.C. la fondazione delle colonie di Lucca e Luni protesse il territorio dalle incursioni liguri, mentre emergevano le famiglie destinate al senato romano, prima fra tutte quella dei Ceicna-Caecina; per la sua posizione settentrionale Volterra fu la città etrusca che più gradualmente subì l'impatto della romanizzazione..

Con la lex Iulia del 90 a.C. i Volterrani ottennero la cittadinanza romana; subito dopo, però, la città si schierò con Mario nella guerra civile e subì un durissimo assedio, condotto personalmente da Silla e protrattosi dall'82 all'80 a.C.; ; per la durata dell'assedio anche Strabone, Geografia, V, 2, 6. Il dittatore punì la città con una diminuzione dei diritti civili e con la dichiarazione del territorio ad ager publicus, ma nessuno dei due provvedimenti ebbe effetti duraturi: il primo non fu di fatto applicato e le terre confiscate furono verosimilmente distribuite solo in piccola parte.; . sintetizza l'esito osservando che la città "riesce a non perdere la cittadinanza romana", pur essendo il suo territorio dichiarato ager publicus. A favore dei Volterrani si adoperò Cicerone, che da console, nel 63 a.C., si oppose all'alienazione delle terre confiscate contrastando la legge agraria di Servilio Rullo; neppure il tentativo di Cesare di insediarvi veterani nel 45 a.C. ebbe conseguenze drammatiche.; .

Dopo la guerra sociale Volterra divenne municipio, ascritta alla tribù Sabatina, e in età triumvirale o al più tardi augustea acquisì lo statuto di colonia.; ; . Fra la tarda età augustea e la prima età tiberiana due consolari della gens Caecina, volterrani di origine ma ormai romani d'elezione, edificarono a proprie spese il complesso teatrale di Vallebuona: un segno dell'evergetismo delle grandi famiglie emigrate a Roma, le cui clientele attutirono per la città il colpo dei provvedimenti sillani, cesariani e augustei.; . Nel I secolo d.C. nacquero a Volterra il poeta Aulo Persio Flacco (34 d.C.) e, secondo la tradizione, san Lino, che le fonti ecclesiastiche indicano come successore di Pietro.

Le fonti scritte sulla città tardoantica restituiscono un quadro di sostanziale continuità: Volterra mantenne lo statuto di colonia, ospitò un vescovo almeno dalla seconda metà del V secolo e per lo storico Agazia era ancora una polis alla metà del VI; è l'archeologia a documentare la crisi, con una fase di vitalità edilizia fra III e IV secolo, quando furono costruiti o restaurati gli impianti termali di San Felice e Vallebuona, seguita fra V e VI secolo dal crollo delle infrastrutture pubbliche e dalla trasformazione in abitato altomedievale..

Dall'età cristiana al Rinascimento

Nel V secolo divenne sede di una diocesi il cui vastissimo territorio ricalcava quello della Lucumonia e del municipio romano; nello stesso secolo venne fondato il tempio di Santa Maria, il primo duomo della città. Si segnala tra i primi vescovi volterrani, Giusto (†5 giugno 556), poi divenuto il patrono di Volterra, a cui la tradizione attribuisce il miracolo di aver salvato la città dall'assedio di Totila nel VI secolo.

Nei secoli seguenti la città venne governata dai Longobardi e dai Franchi fino ad arrivare al IX - X secolo quando iniziò il potere temporale dei vescovi. Il potere vescovile fu favorito dagli imperatori che concessero loro il governo della città e i vescovi lo estesero alle vicine città di San Gimignano e Colle di Val d'Elsa. Il potere vescovile toccò il suo culmine all'epoca di Galgano Pannocchieschi, vescovo e governatore di Volterra per conto di Federico Barbarossa. Il suo governo dispotico fu anche la causa dell'inizio della rivolta contro quel potere. Lo stesso Galgano venne massacrato dal popolo inferocito sulla soglia del duomo nel 1170. I capi della rivolta anti-vescovile furono i locali signori feudali e gli esponenti della nascente borghesia comunale.

Nel 1208 venne iniziata la costruzione del Palazzo dei Priori, il simbolo e la sede del potere comunale. La costruzione fu veloce e di pari passo calava l'influenza dei vescovi sulla città che praticamente persero il loro potere alla morte del vescovo Pagano Pannocchieschi nel 1239. Il XIII secolo vide la costruzione di numerose case-torri, delle vere e proprie fortezze private per la difesa delle famiglie nobili, impegnate in frequenti e violente lotte di potere. Nello stesso secolo vennero costruite anche le mura medievali, tuttora esistenti. A cavallo tra il XIII e il XIV secolo anche a Volterra divamparono le lotte tra guelfi e ghibellini; qui le due fazioni erano rispettivamente guidate dalle famiglie Belforti e Allegretti.