Le relazioni bilaterali tra lo Stato di Israele e la Repubblica di Turchia trattano dei rapporti politico-economici tra le due nazioni prese in esame; esse sono state ufficialmente formalizzate a partire dal marzo del 1949Abadi, pg. 6, quando proprio la Turchia fu il primo paese a maggioranza musulmano a riconoscere la legittimità dell'esistenza della nuova entità geopolitica. Entrambi hanno dato molto presto un'alta priorità alla cooperazione militare, strategica e diplomatica, pur condividendo le serie preoccupazioni riguardo alle ripetute instabilità regionali in Medio Oriente.

Secondo un rapporto stilato da The New York Times datato 1999 il partenariato strategico esistente tra i due paesi aveva il potenziale necessario per alterare in una maniera decisiva l'intera politica mediorientale: il commercio ed il turismo reciproco allora si trovavano in una fase di crescita sostenuta, con la Heyl Ha'Avir che praticava manovre entro lo spazio aereo turco, mentre i tecnici israeliani operavano la modernizzazione degli aerei a reazione da combattimento del vicino. Esistevano inoltre anche piani per avviare una cooperazione nel campo dell'alta tecnologia e per la condivisione delle risorse idriche.

Questo stato di cose ha subito un rallentamento nel corso del mandato di Recep Tayyip Erdoğan, sebbene questi avesse già compiuto una visita ufficiale nel 2005 nella sua qualità di Primo ministro della Turchia ed almeno inizialmente avesse mantenuto normali relazioni d'affari; la sua retorica - percepita come anti-israeliana - e gli sforzi compiuti per guidare un ruolo specifico nel conflitto israelo-palestinese hanno simboleggiato uno spostamento intenzionale degli interessi turchi nella regione contesa ed il riallineamento dalla posizione improntata al laicismo ad una più filo-islamismo. Il deterioramento si è verificato in particolare subito dopo l'Operazione Piombo fuso del 2008-09 e l'Incidente della Freedom Flotilla del 2010; nel marzo del 2013 Israele ha porto le proprie scuse, aprendo così la strada verso la ri-normalizzazione relazionale.

Tuttavia nonostante la mediazione degli Stati Uniti d'America, non sono stai compiuti significativi progressi in tal senso fino a tutto il 2013. Con l'esplosione dello scandalo conclusivo, il presunto coinvolgimento turco nell'esposizione degli agenti speciali israeliani presenti in Iran nell'ottobre di quello stesso anno, i rapporti bilaterali hanno toccato un ulteriore minimo storico.

Solamente a partire dal dicembre del 2015 si è iniziato a negoziare il ripristino delle relazioni diplomatiche organizzando un meeting tenuto segreto a seguito dell'Abbattimento del Su-24 russo del 2015 e dell'immediatamente successiva crisi con la Russia e il conseguente crescente isolamento turcoTurkey and Israel are in talks to restore diplomatic ties LA Times, 23 December 2013.Turkey Conditions Normalized Ties With Israel on 'Unrestricted Access' to Gaza Haaretz, 26 December 2015..

I due paesi hanno infine raggiunto un accordo il 27 giugno del 2016 per riavviare il processo di normalizzazione dei legami geopolitici e strategici tra le rispettive leadership. Nel dicembre del 2017 il divenuto presidente della Turchia Erdoğan ha minacciato d'interrompere ancora una volta i legami reciproci se la presidenza di Donald Trump avesse riconosciuto Gerusalemme come unica e sola capitale d'Israele; essa non ha comunque avuto alcun seguito effettivo di natura negativa.

Diplomazia Contatti iniziali

Sebbene avesse votato contro il Piano di partizione della Palestina promosso dall'Organizzazione delle Nazioni Unite la Turchia riconobbe lo Stato di Israele già nel 1949; la prima missione diplomatica inviatagli fu una legazione la quale venne ufficialmente inaugurata il 7 gennaio del 1950 quando il primo capo della missione turca - Seyfullah Esin - presentò le proprie credenziali al primo Presidente di Israele Chaim Weizmann. A seguito della crisi di Suez scoppiata alla fine di novembre del 1956 essa venne retrocessa al livello d'incaricato d'affari.

Nel 1958 il Primo ministro di Israele David Ben Gurion e la sua controparte turca Adnan Menderes s'incontrarono segretamente per discutere un "patto d'alleanza periferico" il quale avrebbe incluso campagne di pubbliche relazioni, scambio d'informazioni d'intelligence oltre che di sostegno militareTimeline of Turkish-Israeli Relations, 1949–2006 .

Nel 1967 la Turchia si unì alla condanna proveniente dal mondo arabo dopo la guerra dei sei giorni e richiese l'immediato ritiro israeliano dal territorio occupato, ma pose la propria astensione dal votare a favore di una clausola che si riferiva allo Stato ebraico come "aggressore". In una riunione dell'Organizzazione della cooperazione islamica svoltasi a Rabat la Turchia si oppose ad una risoluzione che chiedeva d'interrompere i rapporti diplomatici con Israele.

A seguito degli sviluppi positivi sopravvenuti la missione turca a Tel Aviv venne riallacciata a livello di "legazione" nel luglio del 1963 ed ulteriormente aggiornata a livello di ambasciata a partire dal gennaio del 1980. Dopo l'annessione di Gerusalemme Est e l'enunciazione dell'intera città come "capitale eterna", la rappresentazione è stata relegata al livello di "secondo segretario" il 30 novembre successivo.

Anni 1990 L'atmosfera positiva del processo di pace israelo-palestinese nei primi anni 1990 ha permesso di riportare le relazioni diplomatiche ancora una volta al più alto livello, tanto che un ambasciatore turco ha presentato le sue credenziali davanti a Chaim Herzog il 23 marzo del 1992 a Tel AvivEfraim Inbar, "Israeli-Turkish Tensions and Beyond," The Israel Journal of Foreign Affairs Vol. 4 No. 1 (2010), 28Israel International Relations: Turkey-Israel Relations Jewish Virtual Library, Aug 2014 update.

Israele ha quindi mantenuto due missioni in terra turca; la sua ambasciata si trova ad Ankara, mentre il consolato generale ha la propria sede nella maggiore città del paese, Istanbul. Fino al declassamento delle relazioni della seconda metà degli anni 2000 l'ambasciatore era Gabby Levy ed il console Mordechai Amihai. Questa duplice rappresentanza è la responsabili degli affari consolari israeliani per la Regione di Marmara, la Regione dell'Egeo, la Tracia orientale e la parte occidentale turca della Regione del Mar Nero.

Dopo l'ascesa dell'AKP

Nelle Elezioni parlamentari in Turchia del 2002 il Partito della Giustizia e dello Sviluppo (noto anche come AKP) è riuscito a realizzare una vittoria schiacciante con più del 34% dei voti totali.

Il neo-Primo ministro della Turchia Recep Tayyip Erdoğan ha visitato Israele nel 2005 offrendosi come mediatore di pace in Medio Oriente e cercando inoltre di costruire legami commerciali e finanche militari; egli ha condotto con sé un folto gruppo di uomini d'affari nel suo viaggio di 2 giorni, che comprendeva colloqui con il rispettivo premier Ariel Sharon ed il Presidente di Israele Moshe Katsav. Infine Erdoğan ha anche deposto una corona di fiori al memoriale della Shoah Yad Vashem.

Il leader turco ha riferito che il suo partito politico considerava l'antisemitismo alla stregua di un crimine contro l'umanità; ha aggiunto anche che le ambizioni nucleari iraniane rappresentavano una minaccia non solo per Israele, bensì per il mondo intero. All'inizio del 2006 il Ministero degli affari esteri è giunto a descrivere i reciproci rapporti con la qualifica di "perfetti".

Una joint venture israelo-palestinese è stato pertanto sviluppato sotto l'egida turca per la costruzione ed attivazione di un grande parco industriale. Il Capo di Stato Shimon Peres e il presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese Mahmūd Abbās sono stati invitati a parlare davanti alla Grande Assemblea Nazionale Turca ad un giorno di distanza l'uno dall'altro. Peres ha descritto la Turchia come un "importante giocatore in Medio Oriente in relazione a Stati Uniti, Siria e palestinesi, oltre che a noi". Secondo un report pubblicato su The Jerusalem Post una portavoce del ministero degli Esteri siriano ha detto che la Turchia stava fungendo da "canale di comunicazione" nelle relazioni bilaterali tra Israele e Siria.

Durante una successiva visita di tre giorni ad Ankara, nel novembre del 2007, S. Peres ha avuto l'occasione di incontrare il presidente della Turchia Abdullah Gül e si è rivolto ancora una volta all'Assemblea riunita del parlamento; Gül ha quindi promesso di aiutare la liberazione di tre soldati israeliani rapiti: Gilad Shalit, Ehud Goldwasser e Eldad Regev.

Deterioramento delle relazioni La condanna emessa dal governo della Turchia nei riguardi del conflitto tra Israele e striscia di Gaza nel corso del biennio 2008-09 ha messo a dura prova le relazioni reciprocheStormy debate in Davos over Gaza Al Jazeera English (29 January 2009)Erdogan Clashes With Peres, Storms Out of Davos Panel (Update1) Bloomberg; nel dicembre del 1987 la Turchia aveva già dichiarato il proprio sostegno al diritto all'autodeterminazione dei palestinesi.

Nel 2004 aveva poi denunciato l'assassinio dello sceicco Ahmed Yassin da parte del servizio segreto; ha descritto la politica adottata come un tipo di "terrorismo sponsorizzato dallo Stato""Turkey rallies to Gaza's plight" BBC News by Sarah Rainsford (BBC Istanbul), Friday, 16 January 2009"Turkey's drift away from the West" . Jerusalem Post (14 January 2009). Retrieved on 4 February 2009. Vi sono state svariate manifestazioni in tutto il territorio nazionale contro le azioni israeliane a Gaza.

Il 5 marzo del 2009 il quotidiano Haaretz ha riferito che "si erano tenuti colloqui segreti di riconciliazione al più alto livello" per riportare nella giusta carreggiata le relazioni israelo-turche"Livni, Turkish FM hold secret reconciliation talks" , Haaretz, 5 March 2009; questo stesso rapporto è stato citato poi anche dalla stampa turca"Turkey, Israel in secret talks for swift end to diplomatic crisis - report" , Hurriyet Daily News"Haaretz; Israel and Turkey in quiet talks", Today's Zaman.

L'11 ottobre del 2009 un ampio esercizio aereo militare congiunto venne a comprendere le forze turche, israeliane, statunitensi e italiane; tuttavia la Türk Hava Kuvvetleri escluse la Heyl Ha'Avir dall'esercitazione compiuta nell'Anatolia. Subito dopo, in seguito alla messa al bando della partecipazione israeliana all'esercitazione, il primo ministro di Israele Benjamin Netanyahu ha obiettato al ruolo assunto dalla Turchia come mediatore affermando che "non può essere [un] intermediario onesto" tra la Siria e Israele.

Erdoğan aveva già criticato duramente la condotta di Israele a Gaza alla conferenza del Forum economico mondiale tenutosi a Davos nel gennaio del 2009; dopo che il pubblico riunito ha applaudito Shimon Peres, Erdoğan ha detto: "Trovo molto triste che la gente applauda a ciò che hai detto, hai ucciso persone e penso che sia molto sbagliato". Il moderatore, l'editorialista di The Washington Post David Ignatius ha chiesto a Erdoğan di terminare, dicendo che le persone avevano bisogno di andare a cena"Turkish PM storms off in Gaza row" , BBC News. Erdoğan si è quindi lamentato del fatto che gli sono stati concessi solamente 12 minuti per parlare, mentre Peres ha parlato per una durata di 25 minuti. Infine ha abbandonato il palco"Turkish PM storms out of Davos' Gaza session, slams moderator" Hurriyet Daily News"Stormy debate in Davos over Gaza" Al Jazeera English (Thursday, 29 January 2009).