Il codice da Vinci è un romanzo di successo scritto da Dan Brown: pubblicato nel 2003, a settembre 2009 ne erano state stampate 80 milioni di copie in tutto il mondoDa un articolo dell'agenzia di stampa Reuters: Dan Brown novel breaks one-day sales records ed era stato tradotto in 44 lingue.

Nel 2006 ne è stato tratto l'adattamento cinematografico omonimo.

Sebbene opera di fantasia, il romanzo si presenta come una ricostruzione fedele degli eventi storici in esso trattati. Tale pretesa fedeltà storica dichiarata dall'autore ha suscitato notevoli critiche da parte di molti studiosi, specialmente nel mondo cattolico (in Italia particolarmente attivo è stato lo studioso Massimo Introvigne).

Il best seller ha rinfocolato il dibattito sull'attendibilità delle verità contenute nei vangeli apocrifi, soprattutto con riferimento alla tesi per cui Gesù avrebbe sposato Maria Maddalena e avrebbe avuto dei figli da lei, di cui non vi è documentazione alcuna nel Nuovo Testamento così come accreditato dalla Chiesa cattolica.

Pretesa storicità Ogni romanzo storico può presentare errori o imprecisioni, ma in pochi casi altri romanzi hanno suscitato reazioni e critiche come invece è avvenuto per Il codice da Vinci. Il motivo è duplice:

il libro ha ottenuto un grande successo; gli eventi storici reali, intrecciati nella trama fantasiosa del romanzo, risultano coerenti e verosimili, sostenuti da un ritmo incalzante ricco di colpi di scena.

Oltre alla verosimiglianza implicita che traspare dalla ricostruzione storica nella trama, l'autore esplicitamente dichiara nella prefazione al testoLa pagina 9 è bianca nelle edizioni italiane fra la sesta e la sedicesima. Fra la prima e la quinta edizione, la pagina ha il titolo Informazioni storiche (che traduce l'inglese Fact), mentre dalla diciassettesima in poi non ha nessun titolo.:

Inoltre Dan Brown ha ribadito la pretesa storicità dell'opera nel corso di un'intervista alla CNN nel 2003:

Molti studiosi hanno pertanto criticato l'opera di Dan Brown per le sue discusse ricostruzioni storiche, artistiche e documentali, sollevando una nutrita serie di obiezioni relative alle varie inesattezze presenti nelle fonti del romanzo. In quest'opera di sistematica demolizione si sono impegnati, tra gli altri, lo storico Franco Cardini, il critico d'arte Philippe Daverio e lo studioso di religioni Massimo Introvigne il quale ha svolto in proposito una serrata critica.

Tra i passaggi del libro che sono stati attaccati perché basati su un'interpretazione delle vicende che non avrebbero un corretto fondamento storico, o sarebbero frutto di interpretazioni e chiavi di lettura molto artificiose, si segnalano i riferimenti all'operato dell'imperatore Costantino I e al Concilio di Nicea che, secondo i sopracitati critici di Dan Brown, sono stati riletti senza una chiara visione storica.

Una settimana dopo l'uscita cinematografica del film omonimo, la rivista TV Sorrisi e Canzoni, pur avendo lo stesso editore (Arnoldo Mondadori Editore) che ha distribuito il libro in Italia, ha pubblicato un articolo di Alberto Carloni dal titolo "Bugiardo!" esplicitamente riferito all'autore del libro. L'articolo ha elencato una lista di errori grandi e piccoli del romanzo, pur non pretendendo di elencarli tutti, fornendo anche una dettagliata bibliografiaAlberto Carloni Bugiardo! su TV Sorrisi e Canzoni, anno 2006, numero 22, p. 81; anche in forma elettronica nelle sue parti essenziali sul sito Internet della rivista. La bibliografia può essere utile per chi volesse approfondire l'argomento..

Errori storici Alcuni errori individuati dallo storico delle origini del Cristianesimo e filologo del Nuovo Testamento Bart Ehrman:

La vita di Gesù non è stata scritta da migliaia di seguaci. Gesù non aveva “migliaia di seguaci” e men che meno alfabetizzati. (Dan Brown, Il codice da Vinci, p. 272) Il “costume dell'epoca” non imponeva “a un ebreo di essere sposato” (p. 288). I membri della comunità dei Rotoli del Mar Morto (Qumran) erano in gran parte celibi. Non c'è nessun dato che asserisca che Maria Maddalena sia stata incinta nel momento in cui era sotto la Croce (p. 298).

Documenti segreti

In realtà i Dossier secrets e le Pergamene sono due cose diverse. I primi sono una serie di testi dattiloscritti, depositati in momenti diversi negli anni '60 presso la Bibliothèque Nationale di Parigi e che contengono notizie su presunte genealogie dei Merovingi e sul Priorato di Sion. Le seconde sono documenti cifrati dall'aspetto medievale, con caratteri in stile onciale, che nessuno ha mai visto se non nelle "riproduzioni" stampate nel libro L'Or de Rennes (1967) di Gérard de Sède, Massimo Introvigne afferma che questi documenti sono dei falsi per ammissione scritta e pubblica dei loro tre autori (che hanno litigato per questioni di soldi)Philippe de Chérisey (1923-1985) muore nel 1985 lasciando una causa allo studio legale parigino Boccon-Gibod in cui scrive: «Tutto sommato fare le pergamene antiche costa fatica, io non ho visto un soldo e sono passati quasi 20 anni». Gérard de Sède (1921-2004), 20 anni dopo averli pubblicati nel libro L'Or de Rennes ou la Vie insolite de Bérenger Saunièr, curé de Rennes-le-Château (Julliard, Parigi 1967), afferma che sono «apocrifi [...] ispirati ad un sensazionalismo mercantile» e che nellOr de Rennes aveva disseminato degli indizi per farlo capire. Dice questo alle pp. 107 e 108 del suo libro Rennes-le-Château. Le dossier, les impostures, les phantasmes, les hypothèses, Robert Laffont, Parigi 1988. Pierre Plantard (1920-2000), facendosi intervistare per una sua rivista (Noël Pinot, L'Interview de M. Pierre Plantard de Saint-Claire, rivista Vaincre [2ª serie], n. 1, aprile 1989, pp.5-6), dice che sono falsi e che sono stati fabbricati da Philippe de Chérisey e da Philippe Toscan du Plantier che dice essere un suo discepolo che però agiva sotto l'influsso dell'LSD.

Caccia alle streghe

Alberto Torresani, citando Gustav Henningsen, ci dice. che le presunte streghe mandate al rogo furono invece 50.000, di cui furono responsabili soprattutto i tribunali civili del Nord Europa (con 100.000 processi) e che per opera dei tribunali ecclesiastici (di cui era responsabile la Chiesa cattolica), in seguito alla celebrazione di 20.000 processi, ci furono in tutto 89 esecuzioni: in Portogallo 4, in Spagna 49 e in Italia 36. Perciò, in base a questi studi, parrebbe che i tribunali civili fossero i maggiori responsabili di questa follia e non la Chiesa, come affermato da Dan Brown. In realtà, anche se molti studiosi si sono cimentati nell'arduo tentativo di determinare delle cifre accettabili e condivisibili dai più, non si è mai trovato un accordo pur minimo su tale dato e Pertanto le cifre che si ipotizzano in ordine alle vittime della persecuzione vanno considerate come ordini di grandezza e come espressione delle opinioni degli Autori che le hanno determinate, dando naturalmente per scontato che le stime minime e massime riflettano il pensiero e la collocazione degli Autori nei riguardi della Chiesa: alle ipotesi minime, riferite sopra, si contrappongono le stime massime di 12.000.000 processi e 9.000.000 esecuzioniSoldan e Heppe, Geschichte der Hexenprozesse.

Priorato di Sion

L'unico Priorato di Sion di cui si hanno notizie storiche certei suoi statuti sono regolarmente depositati presso la Sotto-Prefettura di Saint-Julien-en-Genevois è un'associazione francese fondata il 7 maggio 1956 ad Annemasse (non lontano dalla Svizzera) da Pierre Plantard. Nei suoi statuti si legge che il nome deriva da una montagnola presso Annemasse, che appunto si chiama Sion. La presunta antica istituzione è, secondo la storiografia ufficiale, solo un'elaborata invenzione da parte di questa più recente associazione. Un'«Abbazia di Nostra Signora del Monte Sion» è stata effettivamente fondata nel 1099 a Gerusalemme da Goffredo di Buglione, ma ovviamente non ha nulla a che vedere con il moderno "priorato" di Pierre Plantardcfr. p. 106 de La frode del Il Codice da Vinci. Giochi di prestigio ai danni del Cristianesimo, op.cit.: dopo la riconquista musulmana della Palestina avvenuta nel 1291, i monaci dell'Abbazia si rifugiarono in Sicilia, costituendo un Priorato. La comunità religiosa si estinse nel XIV secolo, ma secondo altri sopravvisse fino al 1617, quando i pochi monaci rimasti entrarono tutti nella Compagnia di Gesù..

Vale la pena aggiungere che Goffredo di Buglione non era propriamente un "re francese": divenuto duca della bassa Lorena, egli rifiutò infatti il titolo di re dopo la conquista della Città Santa, pur accettando tuttavia di guidare il Regno di Gerusalemme come Advocatus Sancti Sepulchri (difensore del Santo Sepolcro).

I pretesi documenti che dimostrerebbero l'esistenza dell'antico Priorato furono costruiti da Pierre Plantard, il quale fabbricò anche due diverse liste di "Gran Maestri" segreti. Anche dopo la scoperta del falso, Plantard cercò di presentarsi come successore delle cariche più alte del Priorato, affermando che secondo ulteriori ricerche l'organizzazione era stata fondata nel 1681. In seguito, Plantard ha confessato davanti a un giudice francese che tutti i documenti sull'esistenza del Priorato erano stati prodotti ad arte e infine anche i suoi compagni coinvolti nella vicenda hanno ammesso che erano falsi.

Fine dei templari

Il professor Alberto Torresani afferma che, in questo lungo brano, di vero c'è soltanto la data finale., mentre l'ingegnoso stratagemma di ordinare a tutti i sicari di aprire gli ordini contemporaneamente si limitava al regno di Francia. In effetti si tratta di un'imprecisione storica: fu il re di Francia, Filippo IV il Bello, desideroso di azzerare i propri debiti e impossessarsi del patrimonio templare, che il 14 settembre 1307 inviò messaggi sigillati a tutti i balivi e siniscalchi del regno ordinando l'arresto dei templari e la confisca dei beni da loro detenuti, che vennero eseguite il 13 ottobre 1307, mossa che riuscì in quanto venne astutamente avviata in contemporanea contro tutte le sedi templari; i Cavalieri, convocati con la scusa di accertamenti fiscali, vennero arrestati e selvaggiamente torturati in carcere finché non confessarono tutte le accuse che il Re aveva spiccato sul loro conto (tra cui eresia, sodomia e idolatria). In seguito a questa mossa, il 22 novembre 1307 papa Clemente V (temendo forse che Filippo il Bello potesse finire per diventare indipendente dall'autorità della Chiesa) con un atto di debolezza emise la bolla Pastoralis præminentiæ con la quale ordinò a sua volta l'arresto dei templari in tutta la cristianità, e il 12 agosto 1308 con la bolla Faciens misericordam sciolse l'ordine confermando le accuse estorte ai prigionieri con la tortura.

Non risulta da alcuna fonte storica.

Sia nell'edizione italiana sia in quella americana, riguardo al rogo dei Templari è scritto che le ceneri furono buttate nel Tevere. Questo è ovviamente impossibile, dato che il rogo avvenne a Parigi, sulle rive della Senna come ogni turista può verificare dalla targa che ricorda il rogo del Gran Maestro dei Templari e dei suoi compagni. Il papa Clemente V oltretutto in quell'epoca risiedeva ad Avignone dove era stata spostata la sede papale, non a Roma.

Vangeli apocrifi

La frase contiene diversi errori storici: durante il concilio di Nicea, indetto effettivamente da Costantino nel 325, non venne discussa la questione del canone della Bibbia. la più antica lista di vangeli ritenuti dalla Chiesa come effettivamente ispirati da Dio e dunque canonici, a differenza degli altri vangeli ritenuti apocrifi, risale alla seconda metà del II secolo, circa 150 anni prima del presunto intervento di Costantino. Infatti già nel cosiddetto Canone muratoriano, datato al 170 circa, vengono elencati i 4 vangeli che poi verranno detti canonici.