Un istituto comprensivo (abbreviato I.C.) è un istituto statale d'istruzione italiano che ricomprende le scuole dell'infanzia, primaria, e la secondaria di primo grado.

Questi istituti hanno trovato grande diffusione nel contesto della revisione della spesa pubblica, raggiungendo il numero di oltre 4.600, e godono di autonomia e personalità giuridica pubblica.https://www.mim.gov.it/documents/20182/8426729/Principali+dati+della+scuola+-+Focus+avvio+anno+scolastico+2024-2025.pdf/

Ha per fine l'offerta di una continuità didattica verticale ad almeno 600 alunni, fino al licenziamento e all'eventuale completamento degli studi medi di primo grado.

Storia Gli istituti comprensivi nascono nel 1994 in applicazione della legge sulla tutela delle zone di montagna n. 97/1994 che, all'art. 21, prevedeva la possibilità di costituire Istituti Comprensivi di scuola materna, elementare e media nei Comuni montani con meno di 5.000 abitanti (nonché nelle piccole isole). Successivamente a questa "prima generazione" di istituti, nati per rispondere a un'emergenza territoriale, si assiste alla nascita di una "seconda generazione" di istituti i quali sorgono spontaneamente per perseguire un progetto pedagogico, fare sperimentazione e ricerca sul curricolo verticale e sulla continuità. Una "terza generazione", infine, è quella che si forma a seguito del D.P.R. 233/1998 (Norme per il dimensionamento ottimale delle istituzioni scolastiche), quando l'istituto comprensivo viene indicato come "il modello di punta del dimensionamento delle istituzioni scolastiche, propedeutico al conferimento dell’autonomia". Dagli anni Duemila hanno iniziato a prendere piede come strutture scolastiche anche nelle città.

Organizzazione L'istituto comprensivo è l'ordinaria forma organizzativa per le scuole italiane fino alla secondaria di I grado con la Legge 111/2011. Si tratta di unità amministrative che uniscono scuole dell'infanzia, primarie e secondarie di I grado sotto un unico dirigente scolastico, per assicurare la continuità didattica del ciclo di istruzione. Le scuole secondarie di II grado sono escluse da questo modello. L'autonomia scolastica risponde a specifici parametri numerici basati sulla popolazione studentesca (Legge 183/2011) e gli istituti comprensivi ottengono l'autonomia con almeno 1.000 alunni (ridotti a 500 in piccole isole, comuni montani o aree con specificità linguistiche). Ogni istituto definisce la propria identità tramite il PTOF (Piano Triennale dell'Offerta Formativa). Questo documento ufficiale esplicita la programmazione curricolare, extra-curricolare, didattica e gestionale. Il PTOF deve bilanciare gli obiettivi educativi nazionali con le esigenze locali del contesto culturale, sociale ed economico. L'IC è teso a garantire una continuità educativa negli allievi, con la creazione di un curricolo verticale e una più flessibile gestione dell’organizzazione interna, consentendo una maggiore condivisione delle attrezzature scolastiche e una più facile suddivisione del tempo da destinare alle attività didattiche. Sul piano strettamente metodologico, un’importante innovazione è stata la costituzione di laboratori integrati con allievi di età diverse.

Note

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