Lo U.S. Rifle, Caliber .30, Model 1903 (meglio noto come M1903 Springfield) è un fucile a otturatore girevole-scorrevole statunitense che fu in servizio nella prima metà del XX secolo.
L'arma fu ufficialmente adottata il 18 giugno 1903 e prestò per la prima volta servizio durante la prima guerra mondiale per essere poi gradualmente rimpiazzata, a partire dal 1937 dal fucile semiautomatico M1 Garand. Il fucile rimase però in servizio durante la seconda guerra mondiale dato che gli Stati Uniti non avevano abbastanza M1 da equipaggiare tutti i propri soldati. Nella seconda guerra mondiale, nella Guerra di Corea e nelle prime fasi della Guerra del Vietnam prestò anche servizio come fucile di precisione.
Storia Nel 1882, il fucile a otturatore girevole-scorrevole Remington-Lee. 45 (progettato nel 1879), con il suo innovativo caricatore amovibile, fu acquistato in quantità limitate dalla marina statunitense. Diverse centinaia di Remington-Lee M1882 furono anche presi in prova dall’esercito ma l’arma non venne mai adottata. La marina adottò l’M1885 e in seguito il nuovo M1895, ed entrambi prestarono servizio durante la Ribellione dei Boxer. Entrambi i fucili vennero utilizzati dall’esercito durante la Guerra ispano-americana. Il caricatore amovibile del fucile Lee venne progettato da James Paris Lee e sarebbe stato negli anni seguenti fondamentale nei progetti militari. Altre operazioni mostrarono la necessità di un nuovo fucile, e così l’esercito adottò il nuovo Model 1892-99. Il fucile entrò in servizio ufficialmente nel 1894 per essere poi sostituito dopo neanche dieci anni dal nuovo M1903.
L’adozione del nuovo M1903 fu preceduta da quasi trent’anni di lavori e test che fecero tesoro delle lezioni apprese durante l'uso dello Springfield M1892-99 (la versione americana del fucile Krag-Jørgensen) e dall'incontro con il tedesco G 98. L’M1903 finì per rimpiazzare non solo il vecchio M1892-99, ma anche il M1895 Lee-Navy, lo M1885 Remington-Lee e il vecchio M1873 Trapdoor. Mentre dell’M1892-99 esistevano sia la versione fucile che carabina, il nuovo Springfield venne prodotto unicamente con canna da 610 mm, adeguandosi alla tendenza svizzera e britannica di eliminare la doppia tipologia di arma.
I due problemi che spesso emergevano nel precedente M1892-99 erano la lentezza nella ricarica dei caricatori e l’impossibilità di sparare colpi ad alta velocità a causa delle pressioni troppo alte e quindi insostenibili per la camera di scoppio. Gli Stati Uniti avevano tentato l’introduzione di nuove munizioni già nel 1899 per l’M1892-99, ma la chiusura a perno singolo dell’arma si era rivelata insufficiente nel sostenere la pressione sviluppata. Sebbene fosse stata introdotta una lastrina per la ricarica dell’M1892-99, era ormai chiara la necessità di un nuovo fucile. Dopo aver sperimentato l’efficacia dei fucili Mauser nella Guerra ispano-americana del 1898, le autorità statunitensi decisero di adottare un nuovo fucile che riprendesse le caratteristiche migliori dell'arma tedesca.
Il primo passo: l'adozione dell'arma Il primo tentativo di creare un fucile che potesse sfruttare munizionamenti più potenti e montare parti analoghe a quelle di un Mauser tedesco risale all’inizio del XX secolo, quando la Springfield propose il suo prototipo M1900, che entrò poi in produzione definitiva nel 1903, da cui la nomenclatura finale. In realtà vi fu anche un fucile intermedio, denominato M1901, che la Springfield Armory era sicura sarebbe stato adottato, tanto che l'azienda aveva già avviato la produzione delle componenti. Il prototipo venne migliorato e infine accettato, denominato e prodotto a partire in massa a partire dal 1903. L’arma assunse il nomignolo colloquiale di “ought-three” dalle ultime due cifre dell’anno di produzione (03).
Il Dipartimento della Guerra aveva attentamente analizzato e smontato diversi esemplari di Mauser M93 spagnoli catturati durante la Guerra ispano-americana e unì alcune delle caratteristiche presenti del Krag al M93, portando alla nascita del fucile M1903. Nonostante le aggiunte e le modifiche, il design alla base dell’arma era pur sempre merito della Mauser, che impose al governo statunitense al pagamento di una multa di 3.000.000 $ per violazione di brevetto.
A gennaio 1905, oltre 80.000 esemplari del nuovo fucile erano stati prodotti dalla Springfield Armory. Il presidente Roosevelt si oppose alla decisione di applicare delle baionette ormai di vecchia concezione al nuovo fucile, che venne quindi dotato della nuova lama M1905: tale mossa costrinse anche a modificare tutti gli esemplari già assemblati in modo che potessero inastare la nuova baionetta. Si approfittò di questa modifica per aggiornare il sistema di mira al nuovo standard M1904.
I macchinari di produzione erano praticamente pronti quando fu suggerito un nuovo cambiamento. Durante le prove erano state proposti alcune migliorie, in primis l'adozione di una munizione di tipo spitzer, introdotta per la prima volta dai francesi nel 1890. Il proiettile si sarebbe basato sull'ormai noto .30-03 ma piuttosto che un'ogiva a punta tonda da 220 grani (14 g) a 700 m/s, avrebbe presentato un'ogiva a punta (detta appunto spitzer) da 152 grani (9,8 g) a 850 m/s. La nuova munizione venne standardizzata come Cartridge Ball, Caliber .30, Model of 1906, oggi nota in tutto il mondo come .30-06. Le mire del fucile furono tarate nuovamente per adattarsi alla nuova traiettoria (ben più tesa della .30-03) della munizione. Quando ulteriori test dimostrarono che la maggiore efficacia del .30-06 si otteneva con canne da 24 pollici, si decise di produrre solo armi con tale canna sia per fanteria che cavalleria, e la stessa proposta fu in breve accolta e messa in pratica anche da Regno Unito e Germania.
Il battesimo del fuoco: la Prima guerra mondiale Per quando gli Stati Uniti entrarono in guerra nel 1917, erano stati prodotti 843.239 fucili dalla Springfield Armory e dalla Rock Island Arsenal. La produzione prebellica, tuttavia, seguiva processi metallurgici alquanto discutibili. Alcuni castelli erano stati infatti sottoposti a temperature troppo elevate durante la forgiatura. Il carbonio veniva quindi espulso dall'acciaio durante la forgiatura e questo causava un'eccessiva fragilità dei castelli. Nonostante ciò (con documenti che dimostrano inequivocabilmente dei problemi a livello di produzione), poche armi risultarono effettivamente inutilizzabili e/o pericolose: la stragrande maggioranza dei malfunzionamenti rilevati furono attribuiti alle munizioni spedite in Europa, che si rivelarono peraltro di pessima qualità.
Nel dicembre del 1917 furono installati dei pirometri per tenere sotto controllo le temperature durante il processo di forgiatura. La cosa avvenne attorno al fucile 800.000 (Springfield) e 285.507 (Rock Island Arsenal). I fucili precedenti vengono chiamati low-numbers M1903, quelli successivi double-heat-treated M1903.
Verso la fine del conflitto, la Springfield cominciò a produrre il M1903 Mk I. L'arma presentava una finestra sul lato sinistro del castello che permetteva il montaggio del Pedersen Device, una sorta di kit di conversione che, montato al posto dell'otturatore, modificava il profilo della camera di scoppio dell'arma (adattandolo alla munizione 7,65 × 20 mm Longue, prodotta dai francesi appositamente per gli americani e solo in seguito adottata per la pistola Modèle 35 e il mitra MAS 38) e permetteva di alimentare il fucile tramite un caricatore amovibile agganciato a 45° sul lato sinistro del castello. Per facilitare l'espulsione del bossolo, anche il calcio il legno presenta uno scasso al di sotto della finestra.
Nel 1926, dopo aver sperimentato l'effetto a lungo raggio del proiettile 7,92 × 57 mm Mauser, gli Stati Uniti adottarono una nuova palla da 174 grani (4,8 g) standardizzata come Cartridge, Ball, Caliber .30, M1. La munizione M1, intesa prevalentemente per l'uso a lungo raggio tramite mitragliatrice, divenne rapidamente popolare tra i fucilieri per l'ottima precisione che offriva sulle lunghe distanze. Alla fine degli anni Trenta divenne tuttavia evidente che con lo sviluppo di mortai, artiglierie a lungo raggio e mitragliatrici camerate per il .50 BMG, la necessità di proiettili così potenti per le comuni armi da fanteria era pressoché sparita. Nel 1938, l'esercito tornò sui propri passi e riadottò la vecchia palla da 152 grani (9,8 g), denominandola stavolta Cartridge, Ball, Caliber .30, M2.
In servizio, l'M1903 fu apprezzato per la sua affidabilità e precisione, nonostante il persistere di alcuni problemi. La tacca di mira era situata in una posizione troppo avanzata e lontana dall'occhio del tiratore (risultando quindi difficilmente utilizzabile) e il mirino a lama anteriore (estremamente sottile e fragile) era difficile da individuare con poca luce. Il corpo dei Marines (USMC) dotò i propri M1903 con una protezione per il mirino, assieme ad una tacca di mira anteriore più spessa e resistente. Il nuovo percussore in due pezzi, inoltre, si rivelò un notevole passo indietro rispetto all'otturatore monopezzo delle armi Mauser e fu spesso causa di numerosi problemi con l'arma.
Un'arma in declino: la Seconda guerra mondiale Durante la Seconda Guerra mondiale la produzione di M1903 venne affidata alla Remington Arms e alla Smith-Corona Typewriter. La produzione presso la Remington cominciò nel Settembre 1941 con matricola 3.000.000. A causa della grande richiesta di armi, le parti fresate vennero gradualmente riprogettate per la produzione tramite stampaggio, fino al momento in cui (300.000 fucili più tardi) si decise di dare alle armi con tali modifiche una nuova denominazione (A3). Il calcio in legno di noce, una delle parti più costose dell'arma, venne rimpiazzato con una nuova variante più economica ma perfettamente utilizzabile. Tutte le parti in metallo dei fucili prodotti dalla Remington presentano una R incisa e ben visibile.
La produzione dell’M1903 fu interrotta in favore del nuovo M1903A3. Il cambiamento più evidente fu la sostituzione e semplificazione dei sistemi di mira, resi simili a quelli del nuovo M1 Garand. Il nuovo alzo finì per rilevarsi tuttavia più un problema che un miglioramento e tendeva a perdere la regolazione a causa delle vibrazioni. Altre modifiche riguardarono la linguetta del caricatore (realizzata ora in metallo stampato) che fu modificata così da prevenire un tipico malfunzionamento dell'arma che rendeva difficoltoso l'alimentazione arrivati al quarto colpo del caricatore.
Nel tardo 1942, anche la Smith-Corona Typewriter Company cominciò la produzione della variante M1903A3 nei suoi stabilimenti di Syracuse, NY. Le parti prodotte dalla Smith-Corona sono di solito facilmente identificabili grazie all’assenza di punzoni (solo gli otturatori risultano di tanto in tanto marcati con una X sul lato superiore). Per aumentare il numero di unità prodotte vennero adottate delle canne a doppia rigatura, mentre i requisiti per le leghe d’acciaio impiegate si fecero meno rigorosi, in quello che viene comunemente chiamato War Emergency Steel (acciaio d’emergenza in tempo di guerra). Questi fucili “alla buona” venivano spediti con un foglietto che attestava l’assenza di differenze di precisione con la versione standard. Col progredire della guerra, altre rifiniture e lavorazioni vennero progressivamente eliminate dagli M1903 per aumentare ancora di più il ritmo di produzione.
I fucili iniziali prodotti da Remington e Smith-Corona avevano una finitura grigio scuro/nero che ricordava l’effetto ottenuto alla fine della Prima guerra mondiale con la parkerizzazione. Solo nel tardo 1943 si cominciò ad usare una finitura più chiara, che sarà poi applicata anche nelle armi riarsenalizzatre dopo il conflitto.