Il concilio pan-ortodosso (in greco: Πανορθόδοξη Σύνοδος), il cui nome ufficiale fu Santo e Grande Concilio della Chiesa Ortodossa (in greco: ‘Η Ἁγία καὶ Μεγάλη Σύνοδος τῆς ’Ορθοδόξου ’Εκκλησίας), è stato un'assemblea dei primati e dei rappresentanti di 10 delle 14 Chiese ortodosse autocefale che ebbe luogo nel mese di giugno del 2016 a Kolymvari, in Grecia.Message of the Primates of the Orthodox Churches §6: «Ἡ Ἁγία καί Μεγάλη Σύνοδος τῆς Ὀρθοδόξου Ἐκκλησίας θά συγκληθῇ ὑπό τοῦ Οἰκουμενικοῦ Πατριάρχου ἐν Κωνσταντινουπόλει ἐν ἔτει 2016, ἐκτός ἀπροόπτου.» Inizialmente, secondo la decisione presa durante la riunione dei capi e dei rappresentanti delle Chiese ortodosse locali, presieduta dal patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo e svoltosi dal 6 al 9 marzo 2014 nella cattedrale di San Giorgio ad Istanbul, il Concilio era stato progettato per "essere convocato dal patriarca ecumenico a Costantinopoli nel 2016 se non accade nulla di inaspettato". Come sede era stata individuata la chiesa di Santa Irene a Istanbul. Tuttavia, nel gennaio del 2016 vista l'esacerbazione delle relazioni russo-turche, su insistenza della Chiesa ortodossa russa, fu convocato dal 16 al 27 giugno 2016 sull'isola greca di Creta, terra sotto la giurisdizione del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli (Chiesa semi-autonoma ortodossa cretese). L'inaugurazione ufficiale dei lavori del concilio si tenne il 20 giugno.
La Chiesa ortodossa riconosce sette concili ecumenici, l'ultimo dei quali era stato il secondo concilio di Nicea, tenutosi nell'VIII secolo. Il concilio pan-ortodosso sarebbe stato quindi il primo dopo più di mille anni.
Dopo i lavori preparatori congiunti e la decisione unanime di tenere il concilio, 4 delle 14 Chiese autocefale riconosciute - Antiochia, Georgia, Bulgaria e Russia - si rifiutarono di parteciparvi nelle ultime settimane prima della sua apertura. Anche la Chiesa ortodossa serba aveva annunciato l'intenzione di rifiutarsi di partecipare al concilio ma alcuni giorni prima dell'apertura dello stesso rivide la sua decisione. Il messaggio finale del Concilio, tra le altre cose, propone "di stabilire il Santo e Grande Concilio come un'istituzione regolare. Ci sono tuttavia contraddizioni ufficialmente espresse tra le Chiese nel valutare lo status del Consiglio.
Storia della preparazione del concilio Antefatti L'idea di convocare un concilio ecumenico (all'interno della Chiesa ortodossa) venne avanzata dal Patriarcato ecumenico di Costantinopoli alla fine degli anni '60 del secolo scorso in connessione con lo scisma bulgaro, ma fu respinta dal governo sovietico.
La conferenza pan-ortodossa di Costantinopoli del 1923 non riuscì a definirsi come concilio nella pienezza della Chiesa.
Il patriarca Costantino VI di Costantinopoli propose di convocare un concilio ecumenico a Gerusalemme nel 1925 ma non ricevette il sostegno pratico delle altre Chiese.
Nel mese di giugno del 1930 nel monastero di Vatopedi si tenne un incontro della commissione preparatoria al quale furono invitati dalla Chiesa ortodossa russa i rinnovatori e il patriarca russo Sergio. Essi previdero di convocare il concilio per il giugno del 1932 ma esso non ebbe luogo.
Il lavoro pratico sulla preparazione del concilio fu condotto a intermittenza dal settembre del 1961, quando si tenne la prima Conferenza pan-ortodossa di Rodi, alle riunioni delle Conferenze pre-conciliari pan-ortodosse e delle commissioni preparatorie inter-ortodosse. Un totale di quattro incontri pre-conciliari pan-ortodossi (tenutisi a Chambésy nel 1976, nel 1982, nel 1986 e nel 2009) e di sei commissioni preparatorie inter-ortodosse (tenutesi a Ginevra nel 1971 e a Chambésy nel 1986, nel 1990, nel 1993, nel 1999 e 2009). La pausa di dieci anni nel lavoro delle commissioni preparatorie venne causata da una complicazione nei rapporti tra i Patriarcati di Mosca e Costantinopoli a causa di disaccordi sulla questione dell'organizzazione ecclesiastica in Estonia. Le relazioni tra i due patriarcati ripresero in pieno formato nel 2009.
L'incontro dei primati e dei rappresentanti delle chiese ortodosse locali svoltosi a Istanbul nell'ottobre del 2008 permise di riprendere la cooperazione nella preparazione del concilio.
Alla fine di maggio del 2010, il patriarca Bartolomeo, durante una visita in Russia, riferì che, insieme al patriarca Cirillo I, avevano deciso di "accelerare il processo di convocazione del Santo e Grande Concilio della Chiesa Ortodossa".
Riunione dei capi delle Chiese locali ortodosse del marzo del 2014 Nel 2014 il patriarca Bartolomeo, in onore del primo gerarca ortodosso, invitò i primati delle Chiese ortodosse a incontrarsi a marzo per discutere le attività del comitato preparatorio del concilio pan-ortodosso e per cercare di risolvere le questioni sollevate. Il precedente incontro si era tenuto nel 2008 a Istanbul. Alla riunione del 6-9 marzo 2014 a Istanbul presero parte le delegazioni di 13 chiese locali ortodosse: Costantinopoli, Alessandria, Antiochia, Gerusalemme, Russia, Georgia, Serbia, Romania, Bulgaria, Cipro, Grecia, Albania e Polonia.
I partecipanti all'incontro, tra le altre cose, decisero di creare una commissione inter-ortodossa speciale composta da un vescovo e un consigliere di ogni Chiesa autocefala. La commissione lavorò dal settembre del 2014 fino alla Santa Pasqua del 2015. I suoi compiti compresero la revisione di un certo numero di documenti preparati durante il processo pre-conciliare, la modifica, se necessario, dei testi dei documenti già adottati relativi a tali argomenti nell'agenda del Santo e Grande Concilio come le questioni del calendario, degli ostacoli al matrimonio e del valore del digiuno e della sua osservanza oggi.
Venne inoltre deciso di riunire la Conferenza pan-ortodossa pre-conciliare nella prima metà del 2015 al fine di adottare, insieme a tutti gli altri documenti riveduti, il documento "Autonomia nella Chiesa ortodossa e la sua procedura di proclamazione", la cui bozza era stata precedentemente redatta dalla Commissione preparatoria inter-ortodossa del dicembre del 2009.
Inoltre, nel quadro della commissione preparatoria, venne proposto di continuare la discussione di altri due dibattiti durante la fase preparatoria, ovvero i temi "Autocefalia nella Chiesa ortodossa e la sua procedura di proclamazione" e la questione del "dittico", ovvero dell'elenco delle Chiese ortodosse autonome. Nel caso in cui si fosse raggiunto un consenso su di essi avrebbero dovuto essere proposti per essere presi in considerazione dalla riunione pre-conciliare pan-ortodossa del 2015 e solo successivamente dal Concilio pan-ortodosso.
Alla fine dell'incontro fu adottato un Messaggio dei Primati delle Chiese ortodosse.
I lavori si tennero tra il 6 e il 9 marzo 2014 e il suo messaggio venne firmato dal patriarca ecumenico Bartolomeo, dal patriarca di Alessandria Teodoro II, dal patriarca della Città Santa di Gerusalemme e di tutta la Palestina Teofilo III, dal patriarca di Mosca e di tutte le Russie Cirillo I, dal catholicos-patriarca di tutta la Georgia Elia II, dal patriarca serbo Ireneo, dal patriarca rumeno Daniele, dal patriarca della Bulgaria Neofito, dall'arcivescovo di Nuova Giustiniana e di tutta Cipro Crisostomo II, dall'arcivescovo di Atene e di tutta la Grecia Girolamo II, dall'arcivescovo di Tirana e di tutta l'Albania Anastasio e dal metropolita di Varsavia e di tutta la Polonia Saba.
Da settembre del 2014 iniziò a lavorare una speciale commissione preparatoria inter-ortodossa. Quindi, nella prima metà del 2015, avrebbe dovuto essere convocata la Conferenza pre-conciliare pan-ortodossa.
Riunione pre-conciliare dei capi delle Chiese del 21-27 gennaio 2016 Nell'indirizzo del patriarca Bartolomeo ai primati e ai rappresentanti dei primati delle Chiese ortodosse locali a Chambesy il 22 gennaio 2016 vennero citati i dieci argomenti di discussione scelti nel I incontro pre-conciliare del 1976: diaspora ortodossa, procedura per proclamare l'autocefalia, procedura per proclamare l'autonomia della Chiesa, dittico, calendario, ostacoli al matrimonio, adattamento delle regole sul digiuno, relazioni con altre denominazioni cristiane, ecumenismo, contributo delle Chiese ortodosse locali alla realizzazione degli ideali cristiani del mondo della libertà e rapporti tra le nazioni. Osservò tuttavia che non era stato possibile raggiungere un consenso ortodosso generale su 2 di loro: autocefalia e dittico.
Secondo il rapporto sui risultati dell'incontro, che si concluse il 27 gennaio, vennero ufficialmente approvati gli argomenti che sarebbero stati trattati nel Concilio pan-ortodosso: missione della Chiesa ortodossa nel mondo moderno, diaspora ortodossa, autonomia e metodo della sua proclamazione, sacramento del matrimonio e ostacoli ad esso, valore del digiuno e la sua osservanza oggi, relazione della Chiesa ortodossa con il resto del mondo cristiano.
Ulteriore preparazione e controversia Nel gennaio del 2016, il Patriarcato di Antiochia, secondo un facsimile pubblicato dal portale greco Romfea.gr a giugno, rifiutò di firmare un documento in merito al suo consenso a partecipare al concilio. Tuttavia, i rappresentanti di Costantinopoli dissero che tutte le Chiese davano il consenso.
Il 16 aprile 2016 in occasione della riunione del Santo Sinodo della Chiesa ortodossa russa si tenne una discussione preliminare sulla composizione della delegazione della Chiesa ortodossa russa al Concilio pan-ortodosso. Il 4 maggio l'elenco dei partecipanti venne pubblicato dopo un'ulteriore approvazione da parte di tutti i membri del Santo Sinodo. Secondo l'arcivescovo Gabriel Chemodakov: "Già nel mese di aprile, a quanto pareva, tutti erano convinti che la Chiesa ortodossa russa avrebbe dovuto prendere parte a questo incontro. Erano già state prenotate le camere d'albergo e acquistati i biglietti. [...] Nel processo di risoluzione dei rimanenti punti non coordinati, si è scoperto che Costantinopoli non aveva dato una risposta alle domande poste. Questo silenzio ha deciso tutto".
Il 3 giugno 2016 il patriarca Cirillo I all'incontro del Sinodo della Chiesa ortodossa russa propose di convocare una conferenza pre-conciliare entro il 10 giugno.
Il 3 giugno l'Ufficio del Santo Sinodo della Chiesa ortodossa bulgara confermò che la Chiesa bulgara non avrebbe preso parte al Concilio pan-ortodosso. Questa decisione sinodale venne presa all'unanimità e firmata ufficialmente dal patriarca Neofito e dai metropoliti membri del Santo Sinodo. La decisione venne inviata a tutti i primati delle Chiese ortodosse locali. Il volo di un aereo governativo che avrebbe dovuto portare la delegazione a Creta fu cancellato.
Il 6 giugno si tenne un incontro straordinario del Santo Sinodo del Patriarcato ecumenico con la partecipazione di tutti i vescovi di Costantinopoli, durante i quali fu rivisto il corso della preparazione del Concilio pan-ortodosso. Il Santo Sinodo rifiutò di discutere le proposte delle Chiese locali e affermò che la revisione del processo di congregazione già pianificato va oltre tutti i quadri istituzionali.
Il 9 giugno la Chiesa ortodossa serba propose di posticipare il concilio pan-ortodosso fino alla risoluzione delle questioni problematiche.
Il 10 giugno la Chiesa apostolica autocefala ortodossa georgiana rifiutò di partecipare a un incontro sull'isola di Creta, spiegando il rifiuto nel contenuto negli errori dogmatici, canonici e terminologici del testo della decisione proposta dal Patriarcato ecumenico di Costantinopoli. Il 12 giugno il Santo Sinodo della Chiesa ortodossa georgiana decise di non partecipare al Concilio pan-ortodosso sostenendo che "l'unione eucaristica tra le Chiese di Antiochia e Gerusalemme non è stata restaurata, che le raccomandazioni della Chiesa georgiana sulla necessità di emendamenti in una serie di documenti non sono state prese in considerazione, inclusi i documenti "Il sacramento del matrimonio e ostacoli ad esso" e "La missione della Chiesa ortodossa nel mondo moderno".