Alack Sinner è una serie a fumetti di genere noir/poliziesco ideata nel 1974 da Carlos Sampayo e José Muñoz e pubblicata in Italia negli anni settanta.
Trama Alack Sinner è un ex poliziotto che vive e lavora come investigatore privato a New York negli anni settanta. Il personaggio è inizialmente vagamente ispirato alla figura dell'attore Steve McQueen ma poi il suo aspetto verrà modificato caratterizzandolo maggiormente come personaggio malinconico assumendo un aspetto informe e sofferente. Successivamente smette di fare l'investigatore privato e partirà per vari viaggi.
Storia editoriale
Premessa
Il personaggio di Alack Sinner nacque dall'incontro fra due argentini, esuli in Europa in parte per motivi di lavoro, in parte a causa della delicata situazione politica del loro paese: il disegnatore José Muñoz e lo scrittore Carlos Sampayo.
Muñoz aveva studiato durante gli anni argentini alla Escuela Panamericana de Arte di Buenos Aires, fondata nel 1951 da Enrique Lipszyc con l'obiettivo di istruire una nuova generazione di fumettisti; alla Escuela insegnavano all'epoca, fra gli altri, Hugo Pratt e Alberto BrecciaFabio Gadducci, Un peccatore nato in esilio, in José Muñoz, Carlos Sampayo, Alack Sinner. L'età dell'innocenza 1, 2017, Editoriale Cosmo, p. 173. Contemporaneamente, il giovane frequentava anche l'atelier dello scultore Humberto Cerantonio. Dopo essere stato per diverso tempo l'assistente del fumettista Francisco Solano López (l'illustratore de L'Eternauta – di cui Muñoz realizzò fondali e chine dell'ultima cinquantina di tavole –, scritto da H. G. Oesterheld), e dopo aver visualizzato alcune sceneggiature dello stesso Oesterheld (alcuni della serie Ernie Pike, per esempio), ottenne il primo, vero successo lavorando in coppia con lo scrittore Ray Collins alias Eugenio Zappietro, realizzando le matite della serie Distretto 56 (Precinto 56) per le pagine di Misterix, rivista della Editorial Abril allora diretta da Pratt.
Distretto 56 fu lanciata nel 1963 e si interruppe nel 1965, a seguito del fallimento di Misterix (Collins l'avrebbe "resuscitata" nel 1974, con il disegnatore Ángel "Lito" FernándezIn Italia, il remake fu pubblicato dalle riviste di Eura Editoriale con il titolo Larry Mannino – Distretto 56). Dopo aver continuato per diversi anni successivi facendo illustrazioni e fumetti commerciali per vari editori, come la Fleetway inglese, nel 1972 Muñoz mollò per qualche tempo il mestiere e si trasferì in Europa, dove iniziò a spostarsi per varie città, facendo diversi mestieri. Il re-incontro con Pratt, a Parigi nel 1973, fu fatale: il fumettista gli ricordò di quant'era promettente il giovane autore di Distretto 56, e Muñoz decise di tornare a investire in quel campoJosé Muñoz: "In quell’anno ripresi i contatti con Pratt e lo raggiunsi a Parigi. Gli portai i miei disegni. Gli feci vedere le cose che stavo facendo. «Mugnò! – mi chiamava così – queste tavole non sono male però non ti rappresentano, non c’è personalità! Ti ricordi quello che facevi quando dirigevo Misterix? Lì eri te. Stavi trovando una tua sintesi. Dov’è finito quel segno?». Mi stavo perdendo dentro me stesso ma Pratt mi riaprì gli occhi, per la seconda volta"; in .
Sampayo invece non aveva mai esercitato il mestiere di fumettista. Quasi coetaneo di Muñoz (era più giovane di un anno, essendo del 1943), si trasferì in Europa, per un caso, nello stesso periodo del futuro collega, e si fermò stabilmente in Spagna; qui iniziò a lavorare per alcune agenzie pubblicitarie assieme all'amico illustratore (e in futuro anch'egli fumettista) Oscar Zárate. Il mestiere, tuttavia, non poteva soddisfare le sue vere ambizioni, letterarieFabio Gadducci, Un peccatore nato in esilio, in José Muñoz, Carlos Sampayo, Alack Sinner. L'età dell'innocenza 1, 2017, Editoriale Cosmo, p. 174.
La creazione I due si incontrarono nell'estate del 1974 grazie all'intercessione di Zárate – non solo collaboratore di Sampayo, ma anche amico di Muñoz –, e decisero di fare un fumetto assieme.
La passione per la narrativa noir – romanzi e film –, che li accomunava (soprattutto Sampayo era un grande conoscitore dell'opera di Raymond Chandler e Mickey SpillaneJosé Muñoz: "Sampayo conosceva alla perfezione l’opera di Raymond Chandler e Mickey Spillane"; in ), fu la base su cui costruire il futuro personaggio. Il nome fu la prima cosa che i due decisero di stabilire. Alack Sinner è un nome parlante: il cognome vuol dire "peccatore", in inglese, mentre "alack" è un'esclamazione shakespeariana; l'insieme suona in italiano come "ahimè peccatore"Fabio Gadducci, "La sostanza materica della solitudine", in José Muñoz, Carlos Sampayo, Alack Sinner. L'età dell'innocenza 1, 2017, Editoriale Cosmo.
Per l'aspetto di Sinner, Muñoz decise di ripescare i lineamenti di quel Zero Galván già protagonista della sua serie argentina Distretto 56 (vedi paragrafo precedente) – rivisti alla luce della sua tecnica attuale.
Nel corso di quelle settimane, i due autori realizzarono in totale autonomia la prima storia della serie, Il caso Webster, senza avere ancora la certezza che sarebbe stata effettivamente pubblicataJosé Muñoz: "Realizzammo così la nostra prima storia, Il caso Webster, nel corso dell’estate 1974"; in .
L'approdo in Milano Libri
Una volta terminata la lavorazione della storia, Muñoz e Sampayo si trasferirono assieme in Italia, a Brescia, e decisero di provare a venderla a qualche editore.
Già allora il Salone dei Comics di Lucca, in novembre, era un'importante vetrina: alla convention le tavole di Muñoz attirarono l'attenzione di Florenzo Ivaldi, il fondatore e direttore della rivista Sgt. Kirk (per la quale Pratt aveva creato, qualche anno prima, il personaggio di Corto Maltese, con la storia Una ballata del mare salato). Su Kirk erano già apparsi alla fine degli anni sessanta diversi episodi proprio di Distretto 56, la serie argentina di Muñoz e Collins: nonostante queste buone premesse, però, le condizioni che il genovese offrì agli autori non li soddisfecero.
Qualche settimana dopo Muñoz si mise in contatto con l'agenzia di fumettisti milanese Quipos, fondata nel 1971 da Marcello Ravoni e Coleta Goria, strettamente in contatto con l'editore Milano Libri. Fu la scelta giusta, perché il materiale che Quipos passò a Milano Libri piacque molto a Oreste Del Buono.
L'intellettuale era succeduto un paio di anni prima a Giovanni Gandini alla guida della rivista linus. Sotto Del Buono, linus stava venendo rinnovata, puntando maggiormente sugli articoli di cultura e società, e sulle strisce syndicated americane.
Il direttore però era un grande appassionato di fumetto avventuroso, nelle più diverse salse (giallo, fantascienza, e via dicendo); e, con l'intenzione di affiancare a linus una testata gemella che potesse proporre ciò che sulla rivista madre non sarebbe più stato in linea colla direzione presa, aveva lanciato, all'inizio dello stesso 1974, alterlinus. Del Buono pensò che potesse essere un buon contenitore per le storie di Alack Sinner: Il caso Webster fu pubblicata nel numero del gennaio 1975.
Gli anni di alter E così, Muñoz e Sampayo iniziarono a collaborare con Milano Libri.
Eccettuate le prime due storie di Alack Sinner, Il caso Webster e Il caso Fillmore, presentate in un'unica soluzione rispettivamente sui numeri di gennaio e febbraio 1975, tutte le storie successive sarebbero state pubblicate, come da tradizione di alterlinus, a puntate, generalmente divise in due o tre parti. Nel giro di due anni e mezzo, dall'inizio del 1975 alla metà del 1977, i due autori lavorarono con grande alacrità, realizzando ben 10 storie del personaggio, più di metà della serie. Furono pubblicate quasi senza soluzione di continuità: in pressoché ogni numero della rivista di quegli anni compariva un racconto di Alack Sinner, con al più un mese di pausa fra le varie apparizioni, utile agli autori evidentemente per mantenere il ritmo.
Nonostante i due fumettisti vivessero in Italia e lavorassero per un editore italiano, Sampayo scriveva comunque le sue sceneggiature in spagnolo, poi tradotte dalla redazione di Milano LibriLa prima traduttrice fu Carmen Covito, come ricordato in José Muñoz, Carlos Sampayo, Alack Sinner, collana I classici del fumetto di Repubblica n. 56, 2004.
Contemporaneamente, Milano Libri iniziò anche a curare riedizioni da libreria delle storie apparse su rivista: le prime due inchieste di Alack furono raccolte in un volumetto in formato tascabile, nell'ambito della collana I gialli del fumetto (il volume di Muñoz e Sampayo fu il quarto, apparso nell'aprile del 1976); le dimensioni non particolarmente generose dell'albo costrinsero la redazione a rimontare le tavole per renderle leggibili.
Per questa pubblicazione, Del Buono chiese agli autori di realizzare una storia inedita che raccontasse le "origini" di Alack, il modo in cui decise di abbandonare la polizia e diventare investigatore privato: Conversando con Joe è l'unica storia di questi anni a non essere stata pubblicata, com'era tradizione di Milano Libri, in anteprima assoluta su una delle riviste dell'editore, ma direttamente in volume; sarà comunque proposta anche ai lettori di alterlinus (che nel frattempo aveva cambiato testata, diventando alteralter) un paio di anni dopo, nell'agosto 1978. A differenza de Il caso Webster e Il caso Fillmore – in origine pubblicate su alterlinus, rivista che aveva un formato decisamente ampio –, Conversando con Joe, in quanto pensata per il tascabile dei Gialli, fu realizzata dagli autori tenendo bene in mente le dimensioni ridotte, e dunque comprende un basso numero di vignette per pagina e presenta un disegno più semplice e meno rifinito: è per questa ragione che, quando viene proposta in riedizioni da libreria più ampie, ha un aspetto piuttosto "trasandato", se comparata ad altri racconti del personaggio.
Pochi mesi dopo, il volume dei Gialli fu seguito da una nuova antologia, Perché lo fai, Alack Sinner?: il formato "standard", 20x27 cm, consentì all'editore di proporre le storie nella loro veste originale, senza rimontarle. Il volume conteneva le indagini successive a quelle incluse nella precedente raccolta, quelle che vanno da Vietblues a Scintille.
Il successo in Francia
Le storie della coppia di argentini suscitarono anche l'interesse di editori internazionali.
Di notevole importanza per l'apprezzamento dei loro fumetti fu in particolare la pubblicazione delle indagini di Alack Sinner su Charlie Mensuel, rivista francese fondata nel 1969 con il preciso intento di replicare oltralpe la formula – e la fortuna, ma senza successo – di linus, e diretta per tutti gli anni settanta dal fumettista Georges Wolinski (creatore fra le altre cose del personaggio di Paulette, assieme al disegnatore Georges Pichard, che in Italia era proposto dalla stessa Milano Libri sulle proprie testate). Charlie serializzò sulle proprie pagine, già dal 1975 e fino al 1979 (un paio di anni dopo la rivista avrebbe chiuso i battenti), diverse storie di Alack, anche se non pubblicandole in ordine cronologico di apparizione, e saltandone alcune. Tuttavia, ad avere grande eco fu soprattutto il volume Alack Sinner, curato dallo stesso editore di Charlie, Éditions du Square, che riprendeva la medesima scaletta dell'italiano Perché lo fai, Alack Sinner? del 1976: pubblicato a inizio 1977, avrebbe vinto l'anno successivo il Premio come miglior fumetto realistico straniero al Festival di Angoulême, una delle più prestigiose convention fumettistiche del mondo.
Dopo il fallimento di Charlie nel 1981, i diritti di pubblicazione delle storie di Alack Sinner passarono all'editore Casterman, che iniziò a proporle sulle pagine della propria rivista (À SUIVRE) (fondata nel 1978), a partire dal 1982 con la storia Trovare e ritrovare; va comunque detto che sul magazine erano già apparsi racconti di Muñoz e Sampayo fin dal 1979, in particolare quelli della loro serie Nel bar.