I polaccoamericani (o polacchi americani) sono i polacchi che risiedono (o hanno risieduto) nel territorio degli Stati Uniti d'America in modo permanente o comunque per un periodo significativo della loro vita. La comunità polaccoamericana include sia le persone nate in Polonia ed emigrate negli Stati Uniti sia quelle nate negli Stati Uniti da genitori polacchi, nonché tutti i loro discendenti (dalla terza generazione in poi) che si identifichino come appartenenti a essa.
I polaccoamericani sono il più grande gruppo etnico slavo negli Stati Uniti, il secondo più grande dell'Europa centrale e l'ottavo gruppo etnico di migranti in generale.
I primi coloni polacchi giunsero negli Stati Uniti al seguito di Walter Raleigh, nella colonia di Roanoke, nel 1585.J. H. Retinger, Polacy w cywilizacjach swiata, p. 200, Warszawa, 1937. Nel 1608 i polacchi si insediarono per la prima volta in Virginia dove erano apprezzati come carpentieri.
Due dei primi immigrati, Kazimierz Pułaski e Tadeusz Kościuszko, ebbero un ruolo nella Rivoluzione americana e sono ricordati come eroi nazionali. Nel complesso più di un milione di polacchi sono immigrati negli Stati Uniti tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo. L'esatto numero a ogni modo non ci è noto in quanto molti vennero erroneamente classificati come "russi", "tedeschi" o "austriaci" dalle autorità americane per l'immigrazione dal momento che dal 1795 al 1918 la Polonia formalmente non esisteva e il suo territorio si trovava sotto il controllo di Prussia, Austria-Ungheria e Russia. A complicare la situazione, molti polacchi erano sposati con donne o uomini non del loro stesso gruppo etnico: nel 1940 erano circa il 50%. Il Polish American Cultural Center ha condotto degli studi secondo i quali 19-20 milioni di americani hanno almeno un antenato di etnia polacca.
Nel 2000, erano 667 414 gli americani di più di cinque anni che parlavano correntemente la lingua polacca in casa.
Storia
La storia dei polacchi negli Stati Uniti è suddivisibile in tre fasi principali:
Dall'era coloniale al 1870, dove piccoli gruppi di polacchi pervennero negli Stati Uniti in maniera individuale o a famiglie e vennero assimilati quasi subito, senza costituire comunità separate. Alcuni ebrei della Polonia addirittura preferirono insediarsi in città dove erano presenti altri gruppi etnici slavi in modo da nascondere le loro identità religiose.Vedi gli Anusim; singolare è il caso del nonno paterno di John Kerry, immigrato dalla Polonia a Boston e fatto passare per cattolico ceco-austro-ungarico
Dal 1870 al 1914, quando i polacchi costituirono una parte significativa dell'ondata migratoria proveniente dalla Germania, dall'Impero russo e dall'Austria-Ungheria. L'immigrazione avvenne in particolare per gruppi familiari, insediatisi insieme con altre comunità slave, apprezzati molto come lavoratori. Le organizzazioni polacche incominciarono col fondare chiese cattoliche e scuole parrocchiali. Furono in pochi a essere politicamente attivi.
Dal 1914, quando gli Stati Uniti conobbero una vera e propria immigrazione di massa dalla Polonia. L'immigrazione dalla Polonia è continuata, del resto, fino ai primi anni duemila ed è andata declinando con l'ingresso della Polonia nell'Unione Europea nel 2004, quando è aumentato anche il benessere in madrepatria. Tra gli anni '30 e gli anni '60 del Novecento, i polacchi furono membri attivi della Coalizione del New Deal d'ispirazione liberale, ma quando vennero spostati nei sobborghi in molti aderirono al Partito Democratico.Victor Greene, "Poles" in Stephan Thernstrom, ed., Harvard Encyclopedia of American Ethnic groups (Harvard University Press, 1980) pp 787-803
Cognomi più diffusi Cognome Numero di americani a portare il cognome - 2000 Posizione del cognome in Polonia - 2010 Nowak 18.515 1 NowakKowalski18.1342 Kowalski Kaminski 14.190 3 Wiśniewski Wisniewski 14.1904 Wójcik Zielinski 11.019 5 Kowalczyk Kozlowski 10.373 6 Kamiński Jankowski 9.0607 Lewandowski Grabowski 8.975 8 Zieliński Szymanski 8.8139Woźniak Wozniak8.563 10Szymański
Demografia Occupazioni Lopata (1976) ha notato come i polacchi si siano distinti dal resto dei gruppi etnici emigrati in America per diversi aspetti. Innanzitutto le comunità polacche giunte nel nuovo continente non pianificarono mai di rimanere permanentemente e divenire "americanizzati". Al contrario, la loro permanenza venne progettata come temporanea, per il tempo necessario a guadagnare del denaro, investirlo o attendere la buona opportunità per tornare in patria. La loro aspirazione era quella di raggiungere uno status sociale per sopravvivere meglio che in patria. A ogni modo furono in molti a divenire veri e propri cittadini americani alla fine.
Molti trovarono occupazioni manuali nelle miniere di carbone in Pennsylvania e nelle industrie pesanti (miniere di acciaio, fonderie, mattatoi, raffinerie di olio e zucchero) nella zona delle città dei Grandi Laghi come Chicago, Pittsburgh, Detroit, Buffalo, Milwaukee, Cleveland e Toledo.
Censimenti I censimenti americani incominciarono a domandare ai polacchi di distinguere la loro lingua nativa a partire dall'anno 1900, permettendo così al governo di identificare al meglio la loro identità per quanto la nazione Polonia ancora non esistesse. Il censimento non faceva distinzione alcuna tra polacchi immigrati e discendenti di immigrati polacchi, come nel casi di ebrei o ucraini, nati in territori che erano considerati parte della Polonia stessa. Dal 1795 al 1917, a ogni modo, molti polacchi provenivano effettivamente dagli stati che avevano smembrato negli anni la Polonia (Germania, Austria o Russia) e pertanto al censimento si dichiaravano appartenenti a quelle nazioni. Il numero attuale di americani con almeno una parte degli antenati polacchi si attesta attorno ai 10.000.000.
Storicamente, i polaccoamericani si sono assimilati facilmente alla società americana. Tra il 1940 e il 1960 solo il 20% dei bambini polaccoamericani parlava regolarmente il polacco.Bukowczyck, p. 108 Negli anni '60, 3.000 dei 300.000 polaccoamericani di Detroit decisero di cambiare cognome per "americanizzarsi". Sulla base di una ricerca condotta nel 1979, 8 milioni di americani vantavano almeno un antenato polacco. I polaccoamericani tesero a sposarsi al di fuori dei loro gruppi etnici in particolare dopo la guerra, con altri gruppi etnici come tedeschi (17%), italiani (10%), europei dell'est (8%), irlandesi (5%), franco-canadesi (4%), ispanici (2%), lituani (2%) e inglesi (1%).Bukowczyck, p. 109
Comunità La maggior parte degli immigrati polacchi nelle aree metropolitane, venne attratta dai lavori nel campo dell'industria. Una piccola parte (circa il 10%) si insediò nelle aree rurali.
Chicago
Una delle più grandi comunità urbane di polaccoamericani è quella presente a Chicago e nei suoi sobborghi. The Almanac of American Politics 2004 riporta "Persino oggi, ad Archer Heights (un sobborgo di Chicago), difficilmente potete andare in un quartiere senza sentire parlare polacco."
Chicago stessa è la città con la più alta concentrazione di polacchi al di fuori della Polonia, con circa 185.000 persone che parlano regolarmente polacco,The Polish Community in Metro Chicago:A Community Profile of Strengths and Needs, A Census 2000 Report, published by the Polish American Association June 2004, p. 18 facendo perciò del polacco la terza lingua più parlata a Chicago. L'influenza della comunità polacca a Chicago è dimostrata dalle numerose organizzazioni polaccoamericane: il Polish Museum of America, la Polish Roman Catholic Union of America (la più antica organizzazione polaccoamericana degli Stati Uniti), la Polish American Association, il Polish American Congress, la Polish National Alliance, i Polish Falcons e la Polish Highlanders Alliance of North America.
La comunità polacca di Chicago è incentrata a nordovest e a sudovest, nelle Milwaukee e Archer Avenues rispettivamente. Il festival "Taste of Polonia" che si tiene annualmente a Chicago è celebrato dalla Copernicus Foundation, a Jefferson Park, ogni weekend della Festa del lavoro. Circa 3.000.000 di persone con ascendenza polacca vivono nell'area tra Chicago e Detroit. In quest'area è nato e cresciuto Dan Rostenkowski, uno dei più influenti membri del Congresso (dal 1959 al 1995).Tomasz Inglot, and John P. Pelissero. "Ethnic Political Power in a Machine City Chicago's Poles at Rainbow's End." Urban Affairs Review (1993) 28#4 pp: 526-543.
Area metropolitana di New York City / Northern New Jersey
L'area metropolitana di New York, nell'area compresa tra i quartieri di Brooklyn e il Northern New Jersey, è considerata la seconda comunità di polaccoamericani in ordine di grandezza ed è di poco inferiore per popolazione a quella di Chicago. Greenpoint, New York, è considerata la Little Poland di New York City, mentre Williamsburg, Maspeth e Ridgewood ospitano anch'essi importanti comunità polacche. Nel 2014, l'area metropolitana di New York ha sorpassato quella di Chicago per numero di immigrati provenienti dalla Polonia.
Linden New Jersey Linden (New Jersey) è una città con un'alta presenza di immigrati polacchi di prima generazione (circa 15,6%). La locale chiesa di Santa Teresa celebra regolarmente messa in lingua polacca.
Altre aree La contea di Hudson, New Jersey, Bayonne e altri centri nel New Jersey ospitano importanti comunità polaccoamericane.
Riverhead (New York), nell'area a est di Long Island, contiene un sobborgo noto come Polish Town, dove molti immigrati polacchi si sono insediati durante il periodo della seconda guerra mondiale; il villaggio presenta una tipica architettura tradizionale polacca. la LOT Polish Airlines organizza voli non-stop tra il JFK International Airport e quello di Varsavia.
La Kosciuszko Foundation ha sede a New York.
Wisconsin e Minnesota La popolazione polacca di Milwaukee è un altro caposaldo nazionale per i polaccoamericani anche se attualmente essa è stata superata dalla comunità germanofona. A ogni modo, la numerosa comunità polacca della città ha realizzato nel tempo numerosi monumenti di stile polacco come ad esempio la Basilica di St. Josaphat e St. Stanislaus Catholic Church. La maggior parte delle attività gestite da polacchi si trovano nel sobborgo di Lincoln Village. La città ospita inoltre il Polish Fest, il più grande festival polacco degli Stati Uniti.
Wisconsin, Minnesota e Nebraska presentano degli insediamenti con significative comunità polacche stabilitesi nelle aree rurali. Lo storico John Radzilowski stima che un terzo dei polacchi nel Minnesota si siano insediati in aree rurali, fondando circa 40 comunità, sovente attorno alla chiesa cattolica locale.John Radzilowski. Poles in Minnesota. St. Paul: Minnesota Historical Society, 2005. p. 6 Gran parte di questi primi coloni provenivano dalle aree della Polonia che erano passate alla Prussia durante le ripartizioni territoriali, con un sottogruppo proveniente dalla Slesia.
Michigan La popolazione polacca del Michigan è attestata attorno alle 850.000 unità ed è la terza per grandezza in tutti gli Stati Uniti, dietro New York e l'Illinois. I polaccoamericani costituiscono l'8,6% della popolazione totale del Michigan. La città di Detroit possiede una grande comunità polacca, storicamente insediatasi a Poletown e a Hamtramck su lato est di Detroit. La parte a nord dell'area di Poletown è stata col tempo acquistata dalla General Motors e le case locali sono state abbattute per fare spazio all'ingrandimento dello stabilimento di Detroit/Hamtramck Assembly. L'area comunque contiene alcune tra le più opulente chiese polacche d'America come St. Stanislaus, Sweetest Heart of Mary, St. Albertus, St. Josephat e St. Hyacinthe.