L'Housing First (letteralmente "prima la casa") è un modello innovativo di intervento nell'ambito delle politiche sociali per il contrasto alla grave marginalità sociale, basato sull'inserimento di persone senzatetto in singoli appartamenti indipendenti, allo scopo di favorirne uno stato di benessere dignitoso e forme di reintegrazione sociale.

L'Housing First propone un cambiamento di paradigma e di policy nell'affrontare l'esclusione sociale a partire dal riconoscimento del diritto alla casa come diritto umano di base e dal riconoscimento della libertà di autodeterminazione della persona. La portata innovativa dell'Housing First si esprime con un metodo di intervento incentrato sull'inserimento diretto in appartamenti di persone che versano in condizione di disagio.

L'inserimento abitativo rappresenta il punto di partenza dei percorsi di integrazione sociale, affiancandosi e combinandosi ad interventi di accompagnamento e supporto alla persona portati avanti da équipe multi-professionali, in una prospettiva sistemica ed ecologica.

I principi L'Housing First riconosce l'homelessness come fenomeno complesso e multi fattoriale rispetto al quale logiche operative fondate sul modello “stair case” e sull'emergenzialità ed estemporaneità degli interventi si sono rivelate limitate, inefficaci e dispendioseGulcur L., Stefancic A., Shinn M.,Tsemberis S., Fischer S.N.,(2003), Housing, Hospitalization, and Cost Outcomes for Homeless Individuals with Psychiatric Disabilities Participating in Continuum of Care and Housing First Programmes, Journal of Community & Applied Social Psychology J. Community Appl. Soc. Psychol., 13: 171–186; Culhane, D. (2008), The Cost of Homelessness: A Perspective from the United States , Penn Libraries, University of Pennsylvania;Johnsen S., Teixeira L. (2010), Staircases, Elevators and Cycles of Change. ‘Housing First’ and Other Housing Models for Homeless People with Complex Support Needs. Il modello dell'Housing First propone, infatti, un sostanziale “rovesciamento” del tradizionale percorso a gradini o a tappe che vede, nella migliore delle ipotesi, la persona senza dimora “passare” dal marciapiede al dormitorio, da questo alle comunità, ai gruppi appartamento, a varie forme di convivenza e infine ad un alloggio. Trattasi di passaggi nei quali la persona è chiamata a dimostrare e a fornire agli operatori e alle istituzioni prove e volontà di uscire dalla strada, come ad esempio l'accettazione di un percorso di cura e trattamento, vincolante dell'inserimento abitativo. Elemento centrale e punto di partenza dell'approccio Housing First è, invece, l'inserimento immediato e diretto dalla strada all’appartamento gestito in autonomia. Ciò rappresenta un punto di rottura nella routine di una persona senza dimora, un cambiamento e uno stimolo delle proprie capacità di (auto)gestione e (auto)determinazione del proprio percorso di vita. Attraverso l'inserimento abitativo si creano, dunque, le condizioni affinché la persona possa esercitare pienamente le sue capacità di scelta e di azione e riconoscersi ed essere riconosciuta come attore socialeBergamaschi M. e Cipria S. (2013), Housing First: un nuovo paradigma dell'intervento sociale, Paper Conferenza Espanet, “Italia, Europa: Integrazione sociale e integrazione politica” Università della Calabria, Rende, 19 - 21 Settembre 2013.

L'Housing First risponde, dunque, sia al riconoscimento del principio della dimora come bene primario e diritto umano di base, che al riconoscimento della persona come capace di autodeterminare il proprio cambiamento di vita. Il riconoscimento di tali capacità – e la loro stimolazione attraverso l'ingresso nell'abitazione - permettono di superare percezioni e concezioni - spesso da parte anche dello stesso sistema dei servizi sociali - della persona senza dimora come incapace di reagire e gestire una stabilità abitativa. L'Housing First propone, infatti, anche un cambiamento di paradigma nella rappresentazione della persona senza dimora, superando sia il paradigma morale dell'utente come deviante, che quello medico dell'utente come malato, affinché la persona senza dimora sia riconosciuta come cittadino titolare di diritti e attore socialeTosi Cambini S., (2009), Homelessness: l'approccio critico dell'antropologia, in R. Gnocchi (a cura di), Homelessness e dialogo interdisciplinare. Analisi e confronto tra modelli diversi, Carocci, Roma. Seppur l'elemento centrale dell'Housing First sia l'immediato inserimento abitativo, Housing First, non si significa Housing only. Dunque, tale approccio non si esaurisce con l'attribuzione di un alloggio, ma ad esso si intreccia un'attività di accompagnamento e supporto alla persona verso nuove condizioni di autonomia abitativa e relazionale.

I programmi di Housing First prevedono, infatti, accanto all'elemento abitativo, il coinvolgimento assertivo e non coercitivo della persona in un percorso di recupero del benessere. Principio dell'Housing First è, infatti, la separazione tra inserimento abitativo e trattamento terapeutico (ad esempio seguire un trattamento psichiatrico obbligatorio o di dimostrare la sobrietà da sostanze), affinché quest'ultimo non sia vincolante o preclusivo dell'inserimento in alloggio. Anche se coloro che aderiscono al percorso possono rifiutare trattamenti e contatti con i servizi, il programma prevede come requisiti minimi la compartecipazione alle spese di affitto nella misura del 30% del proprio reddito e l'accettazione di una visita settimanale da parte dell'équipe di accompagnamento. L'incontro settimanale, previo accordo, permette di osservare la gestione dell'abitazione, la condizione psico-emotiva e fisica della persona, aggiornarsi sui progressi fatti rispetto ad eventuali obiettivi stabiliti negli incontri precedenti ed offrire supporto in qualsiasi ambito richiesto dalla persona. Gli incontri offrono così supporto strumentale ed emotivo, sostenendo la persona nella riattivazione di competenze pratiche, attività di routine (gestire l’appartamento, l’igiene personale, l’ordine), supportandole rispetto a specifiche questioni (la gestione dell'alloggio, l’assistenza sanitaria, l’assunzione dei farmaci, la ricerca di una occupazione, la gestione del tempo libero e delle relazioni familiari e sociali) e trasmettendo alla persona fiducia, valorizzando il proprio spirito di iniziativa. L'équipe è composta da differenti figure professionali (assistenti sociali, infermieri, psichiatri/psicologi..) che operano secondo metodologie di Trattamento Assertivo di Comunità (ACT) e Intensive Community Management (ICM).

Il lavoro dell'équipe dovrebbe essere concepito fornendo supporto e servizi presso gli spazi abitativi della persona e la rete di sostegno che verrà a costituirsi non deve avere limiti temporali prestabiliti, in quanto i diversi percorsi intrapresi sono adeguati alle caratteristiche e alle esigenze soggettive. Principio fondamentale del lavoro dell'équipe è, infatti, la valorizzazione delle scelte della persona, che può esprimerle all'interno di un rapporto di fiducia, senza l’ostacolo rappresentato dal timore del giudizio o dalla necessità di soddisfare richieste imposte dal servizio. Il lavoro dell'équipe, come previsto dall'approccio Housing First, deve orientarsi anche sul livello della comunità, affinché l'integrazione dei soggetti nel territorio coinvolga anche il vicinato e il quartiere. Dunque, la metodologia di intervento sociale proposta dall'Housing First si sostanzia sia di una dimensione individuale che ambientale. Rispetto a quella individuale, viene riconosciuta la capacità intrinseca della persona di riacquistare uno stato di benessere psico-fisico; a livello ambientale, la disponibilità di una casa, il supporto dell’équipe, l’integrazione sociale e il ritorno progressivo alla vita di comunità, restituiscono alla persona il contatto con la realtà relazionale e territorialeCortese C., Iazzolino M. (2014), Innovare per includere: le sfide dell’approccio Housing, Paper per Conferenza Espanet “Sfide alla cittadinanza e trasformazione dei corsi di vita: precarietà, invecchiamento e migrazioni” Università degli Studi di Torino, Torino, 18 - 20 Settembre 2014. Sintetizzando per punti, i principi fondamentali promossi e caratterizzanti dell'Housing First sonoStefancic A., Tsemberis, S., Messeri, P. Drake, r., Goering, P. (2013), The Pathways Housing First Fidelity Scale for Individuals With Psychiatric Disabilities, in American Journals of Psychiatric Rehabilitation, N. 16, pp. 240-261.:

la possibilità per la persona di scegliere la casa nella quale vivere (possibilmente in abitazioni sparse in tutte le zone della città); la separazione tra housing (inteso come diritto alla casa) e trattamento terapeutico; auto-determinazione e libera scelta delle persone di seguire o meno percorsi di trattamento di salute, ad eccezione della visita settimanale obbligatoria da parte dell'équipe; orientamento al “recovery”, ovvero un percorso misto e articolato di servizi di recupero; organizzazione del programma Housing First sulla base di due principali metodologie di intervento (Assertive Community Treatment e Intensive Community Management).

Risultati e limiti L'applicazione dei principi e dei metodi proposti dall'Housing First ha prodotto risultati entusiasmanti nel contrasto all'homelessness. Proprio l'evidenza dei risultati e la loro costante verifica, secondo un approccio evidence-based, ha favorito la diffusione dei programmi di Housing First. Tale successo è stato misurato in funzione di alcuni indicatori, anche alla luce del confronto con il tradizionale modello staircase:

housing stability: come dimostrato dall'esperienza pionieristica newyorkese, l’80% delle persone inserite nel programma Housing First mantiene l’appartamento a distanza di due anni; mentre ciò si verifica solo nel 30-40% delle persone seguite con staircase model; cambiamenti nell’uso di droghe e alcol: l’uso di sostanze si stabilizza o comunque non ci sono evidenze empiriche che dimostrano che le persone ne aumentino l’uso durante la loro permanenza in casa; mentre il 60% dei partecipanti allo staircase model abbandonano il programma prima di essere riusciti a disintossicarsi; cambiamenti nella salute mentale: numerosi sono gli effetti benefici sul benessere psico-fisico connessi alla stabilità abitativa e al possesso di un'abitazione; inclusione sociale: l'integrazione sociale è favorita dalla possibilità di vivere in quartieri cittadini centrali, vicino a servizi collettivi e spazi pubblici; efficienza dei costi: i potenziali effetti di risparmio sui costi introdotti dal modello Housing First riguardano una pluralità di fronti: dalla riduzione dell’uso di dormitori, alla riduzione dell’uso di servizi di pronto soccorso e servizi psichiatrici, così come cure mediche/ospedaliere e strutture detentive; lontological securityPadgett, D. (2007), There’s No Place Like (a) Home: Ontological Security Among Persons with Serious Mental Illness in the United States, Soc Sci Med, 64(9), pp. 1925–1936: le persone inserite nei programmi Housing First godono di un benessere ontologico, inteso come senso di sicurezza, controllo e felicità dato dall’abitare.

Nonostante l'evidenza dei buoni risultati realizzati dall'applicazione del modello Housing First, numerosi sono gli ambiti nei quali si aprono critiche e limiti di tale modelloPleace N.(2011), The Ambiguities, Limits and Risks of Housing First from a European Perspective, European Journal of Homelessness _ Volume 5, No. 2, December 2011; Pleace N. and Bretherton J. (2013), The Case for Housing First in the European Union: A Critical Evaluation of Concerns about Effectiveness Centre for Housing Policy, European Journal of Homelessness _ Volume 7, No. 2, December 2013; Padgett D. (2013), Choices, Consequences and Context: Housing First and its Critics, European Journal of Homelessness _ Volume 7, No. 2, December 2013: