Aurea, Società Italiana Ferrotaie (Torino 1920-1922), Fabbrica Anonima Torinese Automobili – Marca Aurea (Torino 1922-1933). FATA / Aurea è stata una fabbrica di automobili italiana, operativa a Torino dal 1921 al 1930.
Origini e Cronologia La "Società Italiana Ferrotaie" (SIF), era un'importante società torinese che produceva materiale ferroviario. Nel corso del 1917/18, era arrivata ad occupare circa 4.000 operai, impegnata nella fornitura di materiale per l’esercito italiano. Già nel corso del 1918, quando si delineava la fine del conflitto, la direzione della società trovò interessante la proposta dell’ing. Efrem Magrini di progettare una vettura moderna ed economica per essere pronti ad affrontare gli anni futuri con un valido prodotto industriale.
Nell’estate del 1919, la vettura venne presentata: si trattava di una 4 cilindri di 1,5 litri di cilindrata, con 22 CV di potenza, carrozzata Torpedo in versione standard, in grado di raggiungere i 70 km/h, un'utilitaria concorrente della FIAT 501.
All’interno della "Ferrotaie" fu creata una sezione speciale dedicata alla costruzione della nuova vettura alla quale fu data il nome bene augurante di “Aurea”. L’accoglienza del mercato fu abbastanza buona. In giugno 1922 la Ferrotaie, che aveva incontrato difficoltà economiche nella riconversione del dopoguerra, venne trasformata in “F.A.T.A. - Fabbrica Anonima Torinese Automobili – Marca Aurea”. Il capitale sociale iniziale di 20 milioni di £ire ed i 4.000 operai scesero purtroppo a 500.000 £ire e a 150 dipendenti.
Le vettura Aurea, ora definite “mod. 400 23 CV” il cui motore aveva guadagnato 1 CV di potenza, conobbero un discreto successo grazie al buon andamento delle esportazioni, tanto che nel dicembre del 1925 il capitale sociale venne aumentato a 2 milioni di £ire e gli impianti trasferiti in un più ampio stabilimento, Corso Peschiera 250, dove poi, nel1932 entrò la LanciaCostantino, Augusto: Le piccole grandi marche automobilistiche italiane. Novara 1983, S. 76.. In quel periodo, i principale mercati di esportazione erano Austria, Germania, Cecoslovacchia, Egitto, Spagna, ma soprattutto Inghilterra e Australia.
Nel 1925 si raggiunse la massima produzione, con circa 150 vetture. Ma i tempi stavano per cambiare. Nel maggio di quell’anno la FIAT lanciava il suo nuovo modello la “FIAT 509”, una innovativa utilitaria di appena 1 litro di cilindrata, con valvole in testa, 22 CV, 80 km/h e un consumo di soli 9 litri per 100 km. Grande innovazione, poteva essere acquistata a rate, un requisito insostenibile da una piccola marca. Erano 3 i grandi vantaggi competitivi della nuova FIAT : il prezzo di vendita di sole 18.500 lire per la versione Torpedo da 4/5 posti (la Aurea costava attorno alle 26.000 lire, mentre la Ceirano, una 1,5 litri, 31.200 £ire), una capillare rete di concessionarie e di officine autorizzate; la possibilità di acquisto a rate con un minimo sovrapprezzo (la Torpedo veniva a costare, con una dilazione di 5 anni, 19.000 £ire, 500 £ire in più rispetto al prezzo di listino) tramite la SAVA, una finanziaria creata appositamente dalla FIAT per incentivare le vendite.
Dal 1925 al 1929, furono oltre 90.000 le FIAT 509 prodotte, con la conseguente crisi di decine di piccole case costruttrici come la Aurea.
Le conseguenze della disfatta tedesca nella Grande Guerra (1918) della Repubblica di Weimar creò un iperinflazione in Germania diffusasi rapidamente negli altri paesi che, dal 1923, limitarono progressivamente l'importazione di prodotti stranieri. Nel 1926, la società deve affrontare il crollo delle esportazioni e a l'arrivo sul mercato italiano della FIAT 509AISA·Associazione Italiana per la Storia dell’Automobile : Automobili Made in Italy. Più di un Secolo di Storia - Fra Miti e Rarità. Monografia AISA 80 - Tavola rotonda - Romano d’Ezzelino (Vicenza) - 1º Marzo 2008, pagine 3-6.,
Nel 1927, la FATA registra una perdita di esercizio ed i bilanci rimangono in rosso anche negli anni seguenti senza che i modelli aggiornati, come la “4000” (una sportiva da 40 CV, valvole in testa, 110 km/h) e la “600” (standard, motore portato a 28 CV e 90 kmh) nulla potranno in un mercato ormai dominato dalla sola grande casa, la FIAT.
Nel 1932, Giovanni Ceirano, nome storico dell’automobilismo italiano, entra nella società e nel 1934 ne assume il controllo totale. La produzione de auto cessa ma l'attività continua, limitandosi alla sola produzione per conto terzi (compresa l’Alfa Romeo) di parti staccate. Durante la Seconda Guerra Mondiale, i capannoni subiscono gravi danni a causa dei bombardamenti anglo-americani e, nell'aprile del 1945, poco prima della fine del conflitto, Ceirano decide lo scioglimento della società e mette l'azienda in liquidazione, chiudendo così la storia della piccola Aurea e a quella sua personale nell’attività automobilistica.
La documentazione che avrebbe permesso di conoscere il numero di veicoli prodotti sembra essere andata definitivamente perduta. Una fonte Mossner, Curt u. Julius (Hrsg.): Handbuch der internationalen Automobilindustrie. Finanz-Verlags-GmbH, Berlin 1926. riporta una produzione di 380 vetture nel 1924, 430 nel 1925 e 415 nel 1926 ossia 1.225 unità. Secondo altre fonti, la produzione totale di vetture Aurea nel periodo 1920-1933, quando uscirono dalla fabbrica gli ultimi autotelai, non raggiungerebbe il migliaio di esemplari nelle varie versioni. Pochi esemplari sono ancora stati assemblati in Italia fino al 1930 con pezzi di magazzino.
La variante austriaca Ditmar & Urban Tipo 1
Dal 31 gennaio 1924, la società austriaca Ditmar & Urban di Graz fino al 14 novembre 1925, assemblò l'automobile Aurea 400 con il marchio "DU". Ě possibile che su i telai forniti dalla Aurea siano state montate anche carrozzerie di produzione propria. La società "DU" fallì a fine anno 1925. Un unico esemplare della marca è sopravvissutoHans Seper, Helmut Krackowizer, Alois Brusatti: Österreichische Kraftfahrzeuge von Anbeginn bis heute. Welsermühl, Wels 1984, ISBN 3-85339-177-X, pagina 82.. Dal 2003 è possibile vederlo presso l'Oldtimerclub & Museum Poysdorf a Poysdorf. Il numero preciso della produzione non è conosciuto.
Veicoli prodotti Aurea 400 Il primo modello, l'Aurea 400, è stato costruito dal 1920 al 1925, con un motore 4 cilindri (alesaggio di 65 mm e corsa di 110 mm), di 1.460 cm³ a valvole laterali, che produceva 22 CV a 2.200 giri/min. La velocità massima era di 70-75 km/h e il passo di 2.700 mm. In termini di dimensioni, prestazioni e aspetto, l'auto era molto simile alla FIAT 501, che fu costruita nello stesso periodo. Oltre alle vendite sul mercato interno, l'auto è stat esportata in Australia, Austria, Germania e Spagna. 57 unità sono state immatricolate in Svizzera nel 1929. L'auto è stata prodotta in Austria dalla ditta Ditmar & Urban come DU Tipo 1.
Aurea 400 Sport et Corsa Nel 1922 seguì una versione sportiva “Tipo 400 Sport”, il cui motore erogava 30 CV con la stessa cilindrata, così come una “Tipo 400 Corsa” sviluppata principalmente per le corse automobilistiche con 35 CV a 3.500 giri/min, la cui velocità massima era di circa 125 km/h.
Aurea 500 Dal 1925, l'Aurea 500 sostituì l'Aurea 400. Il Tipo 500 aveva le stesse specifiche tecniche del suo predecessore, ma la potenza del motore era stata aumentata a 26 CV a 2.600 giri/min, il che consentiva una velocità massima di 85 km/h.
Aurea 4000 Nel 1925, l'Aurea Sport 4000, una versione sportiva della Tipo 500, succede ai modelli 400 Sport e 400 Corsa. Per sfruttare appieno il limite di 1.500 cc applicabile a certe gare, l'alesaggio fu aumentato a 65,8 mm, con conseguente cilindrata di 1.497 cc. Il motore aveva valvole in testa (OHV)G. Nicholas Georgano - Autos. Encyclopédie complète. 1885 à nos jours. Courtille, Paris 1975 (francese).. La potenza erogata era di 40 CV a 4.000 giri/min e la velocità massima di 110 km/h. L'auto, a 4 posti, era disponibile nelle versioni Spider e Torpedo.
Aurea 600 Dal 1928, l'Aurea 600 ha sostituito l'Aurea 500. L'auto aveva lo stesso blocco motore di 1.497 cc dell'Aurea 4000, ma con una potenza ridotta di 28 CV. Questo modello è rimasto in listino fino alla fine della produzione.
Conservazione Un unico esemplare è visibile presso il Museo delle Auto Classiche Pietro Agustoni a Stabio. Una Ditmar & Urban Tipo 1 è esposta al Museo Classic Car Club di Poysdorf.
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Note
Categoria:Aziende di Torino Categoria:Case automobilistiche del passato italiane