La bonarota comune (Paederota bonarota (L.) L., 1762) è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Plantaginacee.

Etimologia Il nome generico (Paederota) è formato da due parole greche: pais - paidos (= bambino) e eros (= amore, piacere). Il nome faceva riferimento alla proprietà della pianta di acanto di sbiancare e pulire la faccia; nel trasferire il termine alle piante di questa voce probabilmente si è fatto riferimento all'eleganza e disposizione dei fiori, perdendo così il significato originale. L'epiteto specifico (bonarota) può essere stato dato in onore di Michelangelo Buonarroti (1475-1564), artista fiorentino, nel cui giardino fu trovata la Tulipa bonarotiana ora chiamata Tulipa gesneriana,. oppure in ricordo di Buonarota, senatore fiorentino..

Il nome scientifico della specie è stato definito da Linneo (1707 – 1778) nella pubblicazione "Species Plantarum - 2. 1: 20" del 1762.

Descrizione

L'altezza di questa pianta varia tra 5 e 15 cm. La forma biologica è emicriptofita scaposa (H scap), ossia in generale sono piante erbacee, a ciclo biologico perenne, con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve e sono dotate di un asse fiorale eretto e spesso privo di foglie.... Radici Le radici sono secondarie da rizoma. Fusto La parte aerea del fusto è semplice (non ramificata), ascendente o eretta. La base può essere legnosetta. Foglie Le foglie lungo il caule sono disposte in modo opposto, sono subsessili e con la lamina a forma ovato-arrotondata con apice ottuso. I bordi sono grossolanamente dentati (al massimo 9 denti per lato). La superficie delle foglie è sparsamente pelosa con peli (non ghiandolari) lunghi e robusti. La colorazione è verde scuro lucido. La consistenza è un po' coriacea. Dimensione delle foglie: larghezza 1 - 1,5 cm; lunghezza 1,5 - 2,5 cm. Infiorescenza Le infiorescenze sono dei racemi ovali o subsferici. Inizialmente le infiorescenze sono un po' pendule; mentre alla fruttificazione sono erette. Sono presenti delle brattee lunghe come il calice e cigliate lungamente (le ciglia non sono ghiandolari). La disposizione delle brattee è alternata. I fiori sono subsessili e sono lunghi 8 – 13 mm. Fiore I fiori sono ermafroditi, più o meno attinomorfi e tetraciclici (composti da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo), pentameri (calice e corolla divisi in cinque parti).

Formula fiorale: X o * K (4-5), [C (4) o (2+3), A 2+2 o 2], G (2), capsula.

Calice: il calice campanulato, gamosepalo e più o meno attinomorfo, è profondamente diviso in 5 lacinie con forme lineari-lesiniformi, con apice acuto, superficie glabra o con alcune ciglia (sono lunghe come le brattee). Le lacinie adassiali sono più piccole delle altre. Corolla: la corolla è gamopetala e debolmente zigomorfa con forme tubolari (il tubo è cilindrico fino a metà corolla) e terminante in due-quattro-cinque lobi o lacinie bilabiate. Il labbro superiore è formato da una singola lacinia allargata (può essere più o meno bipartita). Quello inferiore è formato generalmente da tre lacinie minori. Il colore della corolla è blu-violetto scuro (raramente può essere purpureo). Androceo: gli stami sono due lunghi e sono appena sporgenti dal tubo corollino. I filamenti sono adnati alla corolla. Le antere hanno due teche più o meno separate, uguali con forme arrotondate. Gineceo: il gineceo è bicarpellare (sincarpico - formato dall'unione di due carpelli connati). L'ovario (biloculare) è supero con forme ovoidi non compresse. Gli ovuli per loculo sono da numerosi a pochi (4 per loculo), hanno un solo tegumento e sono tenuinucellati (con la nocella, stadio primordiale dell'ovulo, ridotta a poche cellule).. Lo stilo con stigma capitato è lievemente sporgente dalla corolla. Il disco nettarifero è presente nella parte inferiore della corolla (sotto l'ovario). Fioritura: da luglio a agosto.

Frutti Il frutto è del tipo a capsula con 4 valve (per la deiscenza setticida dei semi) allungata e pelosa. I semi sono numerosi, finemente reticolati.

Biologia Le specie di questo raggruppamento si riproducono per impollinazione tramite insetti (impollinazione entomogama).

La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria).

Distribuzione e habitat

La specie ha un areale che comprende l'Italia, l'Austria e la parte nord-occidentale della penisola balcanica.In Italia è una specie comune e si trova nel Nord-Est (aree alpine). Fuori dall'Italia, sempre nelle Alpi, questa specie si trova in Austria (Länder del Tirolo Orientale, Salisburgo e Carinzia) e in Slovenia. L'habitat tipico per questa pianta sono le pareti e le fessure tra le rocce; ma anche i detriti rocciosi. Il substrato preferito è calcareo con pH basico, bassi valori nutrizionali del terreno che deve essere secco. Distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare da 1.500 fino a 2.600 (a volte verso il piano scende fino a 300 ); frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: collinare, montano, subalpino e parzialmente quello alpino.

Fitosociologia Areale alpino Dal punto di vista fitosociologico alpino Paederota bonarota appartiene alla seguente comunità vegetale: Formazione: delle comunità delle fessure, delle rupi e dei ghiaioni Classe: Asplenietea trichomanis Ordine: Potentilletalia caulescentis Alleanza: Potentillion caulescentis Areale italiano Per l'areale completo italiano Paederota bonarota appartiene alla seguente comunità vegetale: Macrotipologia: vegetazione casmofitica, glareicola ed epifitica Classe: Asplenietea trichomanis (Br.-Bl. in Meier & Br.-Bl. 1934) Oberdorfer, 1977 Ordine: Potentilletalia caulescentis Br.-Bl. in Br.-Bl. & Jenny, 1926 Alleanza: Phyteumato-saxifragion petraeae Mucina & Theurillant in Mucina et al., 2013

Descrizione: l'alleanza Phyteumato-saxifragion petraeae è relativa alle comunità eliofile, xerofile e mesofile, nelle zone da collinari ad alpine delle Alpi centro-orientali. Queste comunità si riscontrano nelle fessure e negli anfratti delle pareti rocciose di tipo carbonatico esposte al sole. La distribuzione di questa alleanza (relativa alle Alpi meridionali centro-orientali), in Italia, si riscontra nelle seguenti regioni: Lombardia, Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia.

Alcune specie presenti nell'associazione: Androsace hausmannii, Androsace helvetica, Arenaria huteri, Asplenium seelosii, Primula tyrolensis, Saxifraga mutata, Saxifraga petraea, Saxifraga tombeanensis, Spiraea decumbens, Campanula petraea, Daphne petraea, Draba tomentosa, Minuartia cherlerioides, Paederota lutea, Bupleurum petraeum, Campanula morettiana, Potentilla nitida.

Tassonomia La classificazione tradizionale (Sistema Cronquist, 1981) assegnava il genere Paederota alla famiglia Scrophulariaceae; la moderna classificazione filogenetica lo colloca tra le Plantaginaceae (tribù Veroniceae).

Variabilità Questa specie è variabile. I caratteri soggetti a variabilità sono soprattutto le foglie e la corolla (l'apice bilabiato può essere variamente frammentato).

Ibridi L'areale di questa specie è spesso in comune con l'altra specie del genere Paederota (Paederota lutea Scop.). Insieme possono formare degli ibridi indicati con Paederota x churchilli Hunter. di aspetto intermedio (la corolla è colorata di viola pallido o roseo e il calice possiede dei lunghi peli ghiandolari).

Altre notizie La bonarota comune in altre lingue è chiamata nei seguenti modi: Buonarota-Ehrenpreis, Blaues-Mänderle Véronique de Buonarota

Note

Bibliografia

Altri progetti

Collegamenti esterni Paederota bonarota IPNI Database Paederota bonarota EURO MED - PlantBase Checklist Database Paederota bonarota Catalogazione floristica - Università di Udine

Categoria:Plantaginaceae Categoria:Taxa descritti nel 1762