Le monete di Siena sono le monete coniate dalla Repubblica di Siena a partire dalla seconda metà del XII secolo fino alla caduta della Repubblica di Siena riparata in Montalcino nel 1559, in seguito alla Pace di Cateau-Cambrésis.
Storia e caratteristiche della monetazione senese
Il lento declino dell'autorità imperiale ed il decadimento del potere vescovile portarono alla nascita di un governo laico a Siena. La città divenuta un libero comune in forte ascesa economica ormai sviluppato nelle sue istituzioni interne, non poteva ignorare i vantaggi derivanti dalla gestione di una propria zecca cittadina e quindi già nel XII secolo la nascente Repubblica Senese premeva per l'ottenimento del diritto di zecca.
Il 22 marzo 1176 i comuni di Siena e di Firenze, ancora privi di una propria monetazione, stringevano un accordo monetario impegnandosi reciprocamente ad utilizzare la moneta di Pisa per le proprie transazioni commerciali E. Gariel, ‘’Les monnaies royales de France sous la race carolingienne’’, Strasburgo 1883, p. 58, l'accordo non ebbe però una lunga durata. Il 2 febbraio 1180 si ebbe un accordo ufficiale tra il comune di Siena e l'arcivescovo di Magonza per la liberazione di quest’ultimo dalla prigionia del marchese Corrado di Monferrato. L'alto prelato era anche un cancelliere imperiale di Federico I e si impegnò sotto giuramento ad ottenere dall'imperatore la conferma della moneta senese, in cambio del pagamento del riscatto di 400 lire da parte della città B. Paolozzi Strozzi, G. Toderi, F. Toderi, ‘’Le monete della Repubblica Senese’’, Monte dei Paschi di Siena, Milano, 1992, p. 18. Questo indizio fa quindi supporre che a Siena si battesse già moneta in modo clandestino prima del 1180. Nonostante il diploma di concessione non sia mai stato rintracciato, ci viene una conferma indiretta della autorizzazione imperiale alla zecca da un documento di Enrico VI del maggio 1186 in cui veniva privata la città di Siena della possibilità di battere moneta dopo essere stata assediata (diritto poi restituito cinque mesi dopo) Consiglio generale 35, c.25.
La prima documentazione esistente della moneta senese è datata 11 gennaio 1182, grazie ad una licenza di costruzione di un monastero emanata dal vescovo della città, a cui era posta una penale di 100 lire in denari senesi. La Repubblica di Siena ha sempre tradizionalmente escluso dalle monete qualsiasi riferimento all'imperatore che le aveva dato la concessione. La monetazione senese è invece caratterizzata dalla ripetizione delle medesime iconografie nei secoli: raffigurando una S nel campo del diritto ed una croce nel campo del rovescio. Queste modalità continueranno fino alla fine del XV secolo con la sola eccezione del bolognino coniato con delibera del 1450 Agnolo di Tura del Grasso, Cronaca senese, in’’ Cronache senesi’’, Bologna, 1931-1937..
A partire dal XVI secolo viene coniata sulle monete la lupa senese con Senio ed Aschio, la Madonna e infine lo scudo della Repubblica di Siena con su scritto LIBERTAS. Anche nelle leggende si ha una ripetitività plurisecolare delle raffigurazioni: fino al 1279 è presente la scritta SENA VETVS al diritto ed ALFA ET ω al rovescio, mentre dal 1279 al XVI secolo al diritto SENA VET CIVITAS VIRGINIS ed al rovescio ALFA ED O PRINCIPIV ET FINIS (frase di origine biblica).
Dal XVI secolo si hanno alcune variazioni in SENA VETVS al diritto e CIVITAS VIRGINIS al rovescio B. Paolozzi Strozzi, G. Toderi, F. Toderi, ‘’Le monete della Repubblica Senese’’, Monte dei Paschi di Siena, Milano, 1992, p. 30. In seguito alla vittoria riportata dalla Repubblica di Siena nella battaglia di Porta Camollia del 1526, le leggende sul rovescio diventeranno MANVS TVE DOMINE FECERVNT ME e SALVAVIT NOS DESTERA TVA, rispettivamente nel giulio e nel mezzo giulio senesi.
Con la caduta di Siena e la nascita della Repubblica di Siena riparata in Montalcino, le legende cambiarono totalmente sulle monete montalcinesi coniate dal 1556 al 1559. Nonostante la perdita della capitale fosse avvenuta già nel 1555, le legende montalcinesi rimarcano la sopravvivenza della Repubblica con le parole RESPUBLICA SENENSIS IN MONTEILICINO, facendo riferimento sia alla Vergine (TUO CONFISI PRAESIDIO), sia all’alleato Enrico II Re di Francia (HENRICO II AUSPICE).
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B Bolognino:
Bolognino da 2 soldi: Il bolognino senese venne prodotto dalla zecca di Siena dopo la delibera della Mercanzia del 16 marzo 1450. Sul dritto il bolognino reca nel campo la parola SENA con lettere disposte a formare una croce con un globetto nel centro in cerchio perlinato; nella legenda si hanno tre stelle a sei punte e la scritta VETVS. Sul rovescio è invece presente la legenda +C*VIRGINIS e nel campo ha una lettera A gotica accostata da due anelletti e con un terzo sopra in cerchio perlinato.
Bolognino da 6 quattrini: Il bolognino da 6 quattrini venne coniato dal 1548 al 1552. Il dritto reca la legenda +SENA VETVS*CIV ITAS*VIRGINIS*, con al centro la lupa con la testa retrospiciente mentre allatta i gemelli, in cerchio lineare. Il rovescio invece reca la legenda +*ALPHA*ET* ω*PRINCIPI*ET*FINIS, con al centro lo scudo ovale della Repubblica con la scritta LIBERT, in cerchio lineare. Il 27 settembre 1555 ne venne abbassato il corso a 5 quattrini per eliminare la moneta dalla circolazione, poiché la scritta LIBERTA sul bolognino irritava le autorità spagnole.
C Crazia: Questa moneta fu coniata dalla zecca di Siena negli ultimi anni della sua esistenza, durante l'occupazione spagnola e fiorentina della città dopo 1555. Sul diritto è presente la legenda +SENA*VETVS*CIVITAS*VIR* con una lettera S fogliata e la data, mentre sul rovescio è presente la legenda ALPHA*ET* ω*PRINCIPIV*ET*F, con al centro una croce fogliata in cerchio lineare.
D
Denaro: Le prime monete di Siena sono i denari senesi del XII secolo. È possibile collocare la data di coniazione dei primi esemplari in un periodo compreso tra il 1175 ed il 1180. Il denaro senese precedente il 1180 recava al diritto la legenda SENAVEIS (con le lettere S coricate) con la lettera S rovescia accostata da quattro globetti con intorno un cerchio rigato, ed al rovescio la legenda ALFA EI ω con raffigurata la croce patente con una piccola punta a ciascuna delle quattro estremità, con intorno un cerchio rigato. Nei denari senesi emessi dal 1180 al 1200 diminuisce la quantità di argento da 333 millesimi a 250 D. Herlihy, ‘’ Pisan coinage and the monetary development of Tuscany, 1150-1250’’, in American Numismatic Society, Museum Notes, VI, New York 1954, p. 143-168. Denaro piccolo: Il denaro piccolo venne prodotto dal bulgano senese per un periodo di anni posteriore al 1250. Sul diritto recava la legenda + SENA VETVS con la tradizionale S, tuttavia non più rovesciata come in precedenza. Il rovescio reca una croce patente in cerchio rigato con legenda + * ALFA ET ω. Ducato d’oro: Il ducato d’oro senese venne coniato per un periodo che va dal 1465 al 1475 e successivamente dal 1485 agli albori del XVI secolo. Sul diritto reca la legenda +SENA VETVS CIVITAS VIRGINIS e la tradizionale lettera S fogliata in doppio cerchio lineare, mentre sul rovescio reca la legenda ALFA ET O PRINCIPIUM 7 FINIS con una croce fogliata in cerchio lineare che si apre a circondare il segno.
Mezzo ducato d’oro: Il mezzo ducato d’oro venne coniato dalla zecca senese per la prima volta nel 1471 e successivamente tra il 1504 ed il 1507. Fu la prima moneta senese a chiamarsi ufficialmente con il termine di “ducato”. Sul dritto reca la legenda +*SENA*VETVS*CIVITAS*VIRGNI* con la lettera S fogliata in un cerchio perlinato fra due cerchi lineari, mentre sul rovescio la legenda è *ALFA*ETO*PRINCIPV*S*FINIS, con croce fogliata in un cerchio perlinato fra due cerchi lineari.
F
Fiorino d’oro largo: Il fiorino d’oro largo senese fu coniato dal 1423 al 1465, quando venne sostituito dal ducato d’oro. La Repubblica di Siena decise di battere questa moneta per impedire il forte deflusso di oro in moneta verso altri territori esterni allo stato e specialmente verso Venezia. Il fiorino d’oro largo recava al diritto la legenda +SENAVETVS*CIVITAS *VIRGINIS con una lettera S fogliata con bottone centrale in cerchio lineare, mentre sul rovescio recava una croce patente in cerchio lineare che si apre a circondare il segno con la legenda ALFA*ET*O*PRINCIPIVM 7 FINIS*.
G Giulio: Il primo esemplare di giulio d’argento senese venne coniato tra il 1542 ed il 1544. Sul diritto la moneta reca la legenda SENA*VETVS*CIVITAS*VIRG ed al centro è raffigurata la Madonna nimbata e velata con le mani giunte, circondata da raggi e sostenuta da due cherubini per lato e da uno sotto i piedi, in cerchio lineare. Il rovescio reca la legenda ALPHA*7* ω*PRINC*ET*FIN*, con al centro la lupa con la testa retrospiciente, mentre allatta i gemelli in cerchio lineare. Dal 1548 la raffigurazione della Madonna sul diritto varia molto, mentre sul rovescio una croce filettata e fogliata sostituisce la lupa senese. Alcuni esemplari di giulio senese vennero coniati tra il 1555 ed il 1557 durante la occupazione hispano-medicea di Siena dalla zecca della città. Il giulio fu coniato anche nella zecca senese di Montalcino a partire dal 1556, mutando le legende e con la ricomparsa della Vergine Maria.
Mezzo giulio da 20 quattrini: Il mezzo giulio da 20 quattrini fu coniato per la prima volta dopo il 1540 dalla zecca senese. Il dritto reca la legenda: (rosetta) SENA VETVS CIVITAS VIRGINIS con al centro la lupa a sinistra con la testa retrospiciente, sul rovescio invece la legenda è ALPH*ET* ω*PRINC*ET*FIN, con al centro una croce ornata accantonata da globetti con appendice in due cerchi lineari. Dal 1541, una raffigurazione della Vergine Maria sostituisce la lupa senese B. Paolozzi Strozzi, G. Toderi, F. Toderi, ‘’Le monete della Repubblica Senese’’, Monte dei Paschi di Siena, Milano, 1992, p. 368. Grosso: Coniato intorno al 1246 dal Bulgano senese per un breve periodo di tempo. Il grosso d’argento del 1246 recava al diritto la legenda +SENA (giglio) VETVS, con una S accostata da quattro globetti ed intorno ad essa un cerchio rigato, mentre al rovescio recava + (giglio) ALFA (giglio) ET ω (giglio). Nell'ultimo quarto del XIII secolo venne coniato un grosso per un periodo di circa due anni. Sul diritto la legenda recava + SENA*VETVS e la lettera S accostata da quattro globetti in cerchio rigato, mentre il rovescio recava + (stella) ALFA ED O (stella) con una croce patente accantonata da quattro globetti in cerchio rigato. Nel grosso coniato tra il 1320 ed il 1340, la S sul diritto diventa per la prima volta fogliata. Grosso con la lupa: Il grosso della lupa fu coniato tra il 1526 ed 1537. Sul diritto la moneta reca la legenda +SENA*VETVS*CIVITAS*VIRGIN, con al centro la lupa a sinistra con la testa retrospiciente che allatta i due gemelli in due cerchi lineari, mentre sul rovescio reca la legenda *A*ET: ω*PRINCIPIV*ET*FINIS con al centro la croce fogliata in cerchio lineare interrotto dal segno. Mezzo grosso: Anche chiamato grossetto da 6 denari, fu coniato per un breve periodo tra il 1316 ed il 27 gennaio 1318, giorno in cui fu vietata la sua circolazione e la moneta fu abbassata a 5 denari. Sul diritto reca la legenda + SENA (stella a cinque punte) VETVS con la lettera S accostata da due rosette in cerchio rigato, mentre il rovescio reca la legenda + * ALFA ED O * con una croce patente in cerchio rigato.