Il palazzo Zorzi, conosciuto anche come palazzo Zorzi Galeoni Elena Bassi,op.cit.pag.558. E. Bassi lo indica come Zorzi, Galeoni, Benvenuti, Gazzato, Contin, Soc. Mauro Codussi. o palazzo Zorzi a San Severo, è un palazzo storico di Venezia, ubicato nel sestiere di Castello a San Severo, tra la salizada Zorzi e il rio di San Severo.

Storia Marco Zorzi, soprannominato “Pinza d'Oro”Alvise Zorzi, note biografiche inedite per la sua fortuna e capacità negli affari, interviene verso la fine del Quattrocento per rifare interamente il palazzo preesistente, che era stato costruito su un terreno acquistato dai fratelli Giovanni e Francesco Zorzi alla fine del Trecento. La pianta di Jacopo de' Barbari del 1500 Tassini, Curiosità veneziane, pag.35, che cita l'incisione del P.Coronelli (Singolarità di Venezia). mostra il nuovo palazzo ancora in costruzione, ma si suppone che il progetto fosse stato affidato a Mauro CodussiE. Bassi, op.cit., pag. 558. La Bassi cita non solo Paoletti, ma anche un documento "dal quale risulta che il 29 aprile 1500 un Domenico Zorzi fu Francesco vendeva dei tondi di marmo all Commissarìa Bernabò; ed in tale anno, per i Bernabò, il Codussi lavorava, in opere documentate, nella chiesa di San Giovanni Crisostomo, impiegando tondi di marmo policromi, che quelli visibili nelle ornamentazioni dello Zorzi". (architetto, tra l'altro, della vicina chiesa di Santa Maria Formosa) poco dopo il 1480, visto che Codussi morirà nel 1504. Francesco SansovinoVedi Bibliografianel 1581 lo descrive come "il palazzo della famiglia Giorgia coperto di candidi marmi".

Nel 1997 il palazzo viene acquistato dal Comune di Venezia e dopo cinque anni di restauri che cancellano ogni traccia delle antiche decorazioni interne, in pessimo stato dopo anni di incuria, dal 2002 è sede regionale dell'UNESCO. In questa sede è stata ospitata fino al 2015 l'Associazione dei Comitati Privati per la Salvaguardia di Venezia, diretta per 26 anni da Alvise Zorzi, discendente dalla stessa famiglia che ha fondato il palazzo.

Descrizione Spicca per il bianchissimo rivestimento di pietra d'Istria accanto al precedente gotico Palazzo Zorzi Bon e mostra linee già decisamente rinascimentali. Particolare la pianta angolare, che ha portato alla costruzione, rarissima a Venezia, di un portego (il salone principale) ad elle.

Il palazzo, oltre ad un cortile interno con una vera da pozzo, anticamente comprendeva una ampia ala lungo la salizada, ora quasi interamente occupata dal ristorante "Al Giardinetto da Severino", che ostenta in una delle sale un camino antico decorato da un grande stemma Zorzi. Lo stesso cortile, ora del ristorante ed in passato sede di una bocciofila, era in origine il grande giardino del palazzo, a cui si accedeva da una balconata adiacente al portego.

Note

Bibliografia G.Tassini, Curiosità Veneziane, sesta edizione con prefazione, note ed aggiunte di Elio Zorzi, Edizione Scarabellin, Venezia, 1933. Pag. 35 G.Tassini, Di alcuni palazzi ed antichi edifici di Venezia, M.Fontana, 1879 Francesco Sansovino,Venetia Città Nobilissima Et Singolare Venezia, appresso Iacomo Sansovino, 1581, pag.143 Elena Bassi, Palazzi Di Venezia: Admiranda Urbis Venetae, Stamperia Di Venezia, 1987, pag.588 Fr. Vincenzo Coronelli, Singolarità di Venezia, Accademia degli Argonauti, 1710 Gianjacopo Fontana, Cento Palazzi di Venezia storicamente illustrati, Giuseppe Scarabellin, Venezia, 1934 Jan-Christoph Rössler, I palazzi veneziani: storia, architettura, restauri, Scripta, 2010 Archivio di famiglia Zorzi

Voci correlate Palazzo Zorzi Bon Palazzo Zorzi Liassidi

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