Capitale storica della Contea di Nizza, Nizza ha fatto da sempre parte della Liguria sotto l'Impero romano, nel Regno longobardo e nel Regno d'Italia, il quale fu incluso nell'Impero carolingio prima e nel Sacro Romano Impero poi. Fra il XIII e il XIV secolo cadde più volte sotto il dominio dei conti di Provenza, ma riguadagnò presto l'autonomia per entrare a far parte della Contea di Savoia nel 1388, con la dedizione di Nizza alla Savoia. Nel 1860, un anno prima dell'unità d'Italia, Nizza fu annessa alla Francia.

Antichità e Medioevo Gli scavi archeologici del sito paleolitico di Terra Amata fanno risalire i primi insediamenti umani nella zona addirittura a 400.000 anni fa.

Nizza fu fondata attorno al 350 a.C. dai coloni greci di Marsiglia e ricevette il nome di Nikaia (Νίκαια), in onore della dea della vittoria Nike, in ricordo della vittoria sui Liguri autoctoni del territorio. La città si trasformò velocemente in un importante porto commerciale della costa ligure.

Nel 7 d.C., sotto l'Impero romano, Nizza divenne parte della regione romana di Liguria, nonostante il territorio ligure fosse nella sfera d’influenza romana già a partire dal II secolo a.C. In età romana Nicaea rivaleggiò con la vicina città di Cemenelum che continuò ad esistere fino alla sua distruzione in seguito all'invasione longobarda del VII secolo. Le rovine di questa città sono visibili a Cimiez, attualmente uno dei quartieri di Nizza.

Nel 476, alla caduta dell'Impero romano d'Occidente, la Liguria divenne parte dei regni romano-germanici d'Italia. La dominazione gotica durò dal 493 fino alla riconquista, nel 553, da parte dei Bizantini dell'Impero romano d'Oriente, in seguito delle guerre gotiche. Sotto i bizantini la Liguria fu istituita come Provincia Maritima Italorum; essi resero Nizza un importante caposaldo marittimo, favorendo un ritrovato periodo di pace, che comportò una ripresa destinata a durare fino alla conquista longobarda della Liguria, guidata da Rotari, nel 642. Nizza con tutta la Liguria divenne quindi parte del Ducato di Liguria all’interno del Regno longobardo, che diventerà, nel 774, sotto la dinastia carolingia, il Regno d'Italia.

Nel 729 Nizza, soggetta alle razzie dei pirati Saraceni come molte città della costa tirrenica, li espulse dal suo territorio, ma questi tornarono a saccheggiarla nel 850 e 880. Nel corso del IX secolo, infatti, si fecero sempre più pressanti e distruttive le incursioni, le razzie e le distruzioni da parte dei Saraceni, che verso il X secolo occuparono la Provenza stabilendo una base operativa fortificata a Frassineto (oggi la Garde-Freinet, presso Saint-Tropez), da cui muovere incursioni su un'ampia area marittima, estesa da Marsiglia a Genova, e nell'entroterra provenzale, ligure e piemontese. Nel 941 la flotta bizantina distrusse quella saracena e nel 973 si svolse la battaglia di Tourtour, che portò alla distruzione di Frassineto, combattuta dalle forze congiunte di liguri e provenzali organizzate dal conte Guglielmo I di Provenza, con l'aiuto del marchese di Torino Arduino il Glabro e col sostegno di Papa Giovanni XIII e dell'imperatore Ottone I di Sassonia, ponendo così fine definitivamente alle razzie e all'occupazione saracena in Provenza.

La città medievale circondava la città antica, protetta sul lato di terra dal fiume Paviglione, più tardi coperto (oggi percorso del tram). Il lato orientale era invece protetto dalle fortificazioni del Castello, costruito nell’XI secolo. Un altro fiume sboccava in mare sul lato orientale del castello presso il porto, quest’ultimo anch’esso circondato da mura, secondo i disegni pervenuti fino a noi.

Nel 1108 Nizza si organizzò sotto forma di libero comune e dal 1144 il governo della città fu affidato a quattro consoli, che negli anni acquisirono abbastanza potere da poter mettere in discussione la supremazia del vescovo.Joseph-Napoléon Fervel, Histoire de Nice et des Alpes Maritimes pendant vingt et un siècles, Paris, 1862.Louis Durante, op. cit.. In questa fase Nizza fu alleata fedele di Genova, al fianco della quale combatté contro Pisa e Venezia. Nel 1162, il conte di Provenza Raimondo Berengario II, cercò di estendere il suo territorio al fine di controllare il passaggio occidentale delle Alpi. Pertanto intimò i cittadini nizzardi di sottomettersi e giurargli fedeltà, ma la città oppose un netto rifiuto al fine di mantenere le proprie libertà comunali. Così, Raimondo cercò di prendere la città con la forza, ma questa cadde soltanto nel 1176 per mano del suo primo cugino e successore Alfonso I. Nel 1215, con la morte di Alfonso I, la città riconquistò la propria libertà e rinnovò la propria alleanza con Genova. Soltanto nel 1229 Raimondo Berengario IV riuscì a espugnare nuovamente la città, che però restò sempre ostile al governo provenzale.

Periodo sabaudo (1388-1860)

Approfittando dei disordini scoppiati in Provenza a seguito della nascita dell'Unione di Aix, il 27 settembre 1388 il comune di Nizza, in funzione antiprovenzale, si mise sotto la protezione di Amedeo VII di Savoia, il quale assunse il titolo di conte di Nizza. La città resterà parte delle vicende storiche della casa Savoia fino al 1860.

Nel corso del XVI secolo le fortificazioni furono ampliate e l’impianto stradale migliorato, e la forza marittima andò aumentando progressivamente, fino a poter competere con i corsari barbareschi.

Tra il 1536 ed il 1537, durante la sesta guerra d'Italia, Nizza patì molto il conflitto, a causa anche di un'epidemia di peste che dilagò in città, evento che si ripresenterà nel 1550 e nel 1580. La pace che pose fine alla guerra fu inoltre stipulata nella vicina Villeneuve-Loubet, dietro mediazione di papa Paolo III, prendendo il nome di Trattato di Nizza. Nel 1543, nel corso della Settima guerra d'Italia, la città fu però nuovamente attaccata dall'alleanza franco-ottomana stipulata tra re Francesco I di Francia e il corsaro turco Khayr al-Din Barbarossa. Nonostante i nizzardi avessero respinto l'assedio del 1543, che aveva fatto seguito ai bombardamenti, furono alla fine costretti ad arrendersi e il Barbarossa poté saccheggiare la città, portando con sé 2.500 prigionieri.

Nel 1561 Emanuele Filiberto di Savoia abolì l'uso del latino come lingua amministrativa e introdusse la lingua italiana come lingua ufficiale del governo a Nizza.

Nel 1600, Carlo I, duca di Guisa e governatore della Provenza, tentò di conquistare la città, che però venne brillantemente difesa dal suo governatore, Annibale Grimaldi. Nel 1626 il governo cittadino decise di proclamare la libertà di commercio dando inizio un periodo di prosperità. Nel 1642, in virtù dell'alleanza di Carlo Emanuele II di Savoia con la Francia, la guarnigione spagnola presente in città venne cacciata. Nel 1691, durante la Guerra della Grande Alleanza, la città venne occupate dalle truppe francesi del generale Nicolas Catinat, per poi essere restituita al ducato di Savoia nel 1697, in seguito al Trattato di Torino.

Nel 1705, un nuovo assedio da parte dei francesi portò alla distruzione del Castello della città, della cittadella e delle mura. L'anno successivo la controffensiva sabauda giunse fino a Tolone, venendo tuttavia sottoposta al blocco navale dagli inglesi che avevano occupato le Isole di Lerino, nella cui baia, bloccata dalla marina britannica, si trovava larga parte della flotta francese. Nel 1713 il Trattato di Utrecht, che pose fine alla Guerra di successione spagnola, riconobbe al duca sabaudo Vittorio Amedeo II il Regno di Sicilia, che venne permutato con il Regno di Sardegna nel 1718. Nel periodo di pace che vi seguì, venne ricostruita la "città nuova". Tra il 1740 ed il 1748, durante la Guerra di successione austriaca, l'entroterra nizzardo venne più volte invaso dalle truppe franco-spagnole, senza che però queste riuscissero a prendere la città. Nel 1775 il re sabaudo, Vittorio Amedeo III, abolì tutte le libertà comunali nizzarde sopravvissute.

L'annessione alla Francia rivoluzionaria (1792-1814)

L'8 settembre 1792 il ministro degli esteri del governo rivoluzionario francese, Lebrun-Tondu, diede ordine all'esercito rivoluzionario d'invadere la Savoia: J. Tulard - J. F. Fayard - A.Fierro, Histoire e Dictionaire de la Revolution française, Paris, Éditions Robert Laffont, 1998, ISBN 2-221-08850-6. p. 349 il 22 settembre le truppe francesi, agli ordini del generale Montesquiou, entravano a Chambéry. Anche la contea di Nizza si apprestava a subire la medesima sorte: la città venne abbandonata precipitosamente dal governatore piemontese, il generale Courten, al primo apparire delle truppe francesi, e il 29 settembre 1792, alle ore 16, il generale francese D'Anselme entrava con le sue truppe nella città, che fino a quel momento era appartenuta ai territori del regno di Sardegna, e v'instaurava un'amministrazione provvisoria. Il 27 novembre, con decreto della Convenzione Nazionale, tutta la Savoia venne annessa alla Francia e poco dopo, il 13 gennaio 1793, la stessa sorte toccò alla Contea di Nizza.Filippo Ambrosini, Piemonte giacobino e napoleonico, p. 13

Tuttavia, molto presto, l'opinione generale si volse contro i francesi a causa delle requisizioni ordinate dai militari, dei saccheggi e delle esazioni compiute dalle truppe occupanti. Questi eccessi furono denunciati anche dal rappresentante delle autorità rivoluzionarie, inviato in missione nella zona, Filippo Buonarroti. Tutto ciò diede origine ad una spontanea reazione popolare, di resistenza clandestina nizzarda, alle soperchierie ed atrocità compiute dalle truppe di occupazione francese, dando vita al fenomeno del barbetismo. La volontà francese di scristianizzare il paese, com'era avvenuto in Vandea ed in Bretagna, le requisizioni militari e la coscrizione obbligatoria dei giovani, seguita dal loro arruolamento forzato, aumentarono notevolmente le schiere dei barbetsL'etimologia del termine non è chiara., i componenti del movimento armato semiclandestino detto appunto "barbetismo". Tuttavia, verso la fine della periodo rivoluzionario, la comparsa di briganti che mascheravano i loro atti di violenza spacciandoli per resistenza all'occupante, gettarono parecchio discredito sul movimento.

L'annessione di Nizza alla Francia venne ufficialmente confermata all'inizio dell'epoca napoleonica, con l'armistizio di Cherasco del 1796, confermato poche settimane dopo dal Trattato di Parigi.

Il 1799 vide un periodo di nuova, violenta, persecuzione religiosa, condotta dal generale francese di origine nizzarda Andrea Massena, che causò un forte incremento dell'attività dei barbets, i cui ranghi si rafforzarono notevolmente. Ai primi di maggio del 1800, le truppe austro-piemontesi, comandate dal generale Melas, occuparono Nizza e gran parte della contea, ma il ritorno al regno di Sardegna durò molto poco: già a fine mese le truppe del generale francese Suchet la riportavano sotto il dominio della Repubblica Francese, occupazione poi consolidata con la vittoria di Napoleone Bonaparte a Marengo nel 1800.

Nel periodo consolare e successivamente in quello imperiale, l'atteggiamento delle autorità francesi divenne molto più conciliante con la popolazione, riducendo così i motivi di scontento che avevano dato origine alla nascita del barbetismo.

Nel 1814 tuttavia, con la caduta dell'Impero napoleonico e l'avvento della Restaurazione, Nizza tornò al regno di Sardegna tramite il trattato di Parigi.

Annessione definitiva alla Francia