Oltre che dirigente rivoluzionario, fu un influente intellettuale, filosofo esegeta dell'opera di Karl Marx, economista, medico e ricercatore, nonché romanziere e polemista.

Fu uno dei due fondatori del bolscevismo, il più importante scrittore di fantascienza russo prima della Rivoluzione del 1917, il principale ideologo del Proletkult e, in campo medico, un pioniere delle trasfusioni di sangue.

Biografia Anni giovanili Aleksandr Malinovskij nacque, secondo di sei figli, il 22 agosto 1873 a Sokółka, nell'allora governatorato di Grodno. Suo padre Aleksandr, originario di Vologda, era un insegnante rurale che riuscì a divenire preside dell'unico istituto scolastico della cittadina, e grazie a ciò suo figlio poté già a sei anni avere accesso alla biblioteca della scuola e al piccolo laboratorio di fisica. Trasferitasi la famiglia a Tula, Aleksandr ne frequentò il liceo, dove il clima da caserma instillò nel suo animo sentimenti di odio e timore per le autorità.

Negli anni del liceo, il giovane si mantenne da solo dando lezioni private. Diplomatosi con la medaglia d'oro, nel 1893 entrò nel Dipartimento di scienze naturali della Facoltà di Fisica e Matematica dell'Università di Mosca. L'anno successivo, tuttavia, fu espulso per la sua partecipazione all'Unione delle Comunità del Nord (Sojuz severnych zemljačestv), ramo settentrionale di Narodnaja volja, e mandato in esilio nel luogo di residenza, ossia a Tula. Qui iniziò a insegnare nei circoli operai e sviluppò, partendo da Il Capitale, una serie di lezioni poi raccolte e riviste in un saggio pubblicato nel 1897 e intitolato Breve compendio di scienza economica. In quest'opera, molto apprezzata da Lenin, l'autore si firmò per la prima volta con lo pseudonimo di Bogdanov, il più noto degli oltre trenta che usò nel corso della sua vita. Il libretto era il primo manuale di economia specificamente destinato agli operai, e fu ristampato varie volte fino alla fine degli anni 1920, perché veniva adottato nelle scuole di partito..

Formazione filosofica e politica Nel periodo tra il 1895 e il 1899, come studente esterno, studiò e si laureò presso la facoltà di Medicina dell'Università di Char'kov (l'odierna Charkiv), senza interrompere l'attività di propagandista, che progressivamente lo indusse ad abbandonare il vecchio populismo di Narodnaja volja per aderire al marxismo e al partito socialdemocratico russo. In quei circoli di partito conobbe prestigiose personalità come Vladimir Bazarov e Ivan Stepanov.

Negli stessi anni, Bogdanov iniziò a interessarsi sempre di più alla filosofia. Nel 1899 pubblicò l'opera Elementi fondamentali di una concezione storica della natura, di ispirazione nietzschiana, anch'essa risultato dell'insegnamento tenuto da Bogdanov nei circoli operai. Risale allo stesso periodo la traduzione de Il Capitale di Marx in lingua russa per opera sua. Nel 1899 si laureò in medicina e si sposò con Nathalia Korsak (1865-1945).

Nuovamente arrestato dalla polizia zarista nell'autunno del 1899 (in tempi successivi alla maturità universitaria), venne dapprima incarcerato a Mosca, e successivamente mandato al confino a Kaluga e poi a Vologda, ove rimase per tre anni. A Vologda lavorò come medico al locale ospedale psichiatrico, e frequentò vari intellettuali come lui confinati, tra cui Berdiaev, Bazarov e Lunačarskij, che esercitarono una notevole influenza sulle sue idee.

Attività politica, contrasti con Lenin ed esilio

Nel 1903, Bogdanov aderì alla fazione bolscevica. L'anno successivo fece un viaggio in Svizzera dove pubblicò, in collaborazione con gli esuli Lunačarskij e Bazarov, un Saggio di una concezione realista del mondo. A Ginevra Bogdanov conobbe Lenin, di cui divenne amico e alleato. In quella città Lenin e Bogdanov fondarono la prima rivista bolscevica, Vpered ("Avanti"), in cui invitò a partecipare anche Lunačarskij e Bazarov, che Lenin non conosceva ancora. In seno al POSDR occupò in quegli anni un ruolo importante a fianco dell'amico e rivale Lenin, in particolare era membro del Comitato centrale. D'altra parte fu eletto anche nell'"Ufficio dei comitati della maggioranza", un nuovo organo, parallelo al Comitato Centrale e che in realtà era il vertice della corrente bolscevica, in seguito noto come "Centro bolscevico".

Durante la Rivoluzione del 1905 Bogdanov rientrò in Russia, dove rappresentò il Comitato Centrale nel primo soviet. Qui organizzò il III Congresso del Partito Operaio Socialdemocratico Russo, che si tenne a Londra nei mesi successivi. In ottobre fondò il primo quotidiano bolscevico, la Novaja Žizn' ("Vita nuova"), insieme a Krasin, Rumjancev, Gor'kij, Bazarov, Lunačarskij, Ljadov.. In quest'epoca Bogdanov, potendo entrare in Russia, conosceva il paese meglio di Lenin e d'altra parte era più conosciuto dagli operai, perciò era considerato il capo dei bolscevichi.

Quando nel dicembre 1905 fu sciolto il soviet di Pietroburgo, Bogdanov fu arrestato. Mentre era in prigione, fu eletto al Comitato Centrale dal IV Congresso del Partito Operaio Socialdemocratico Russo. Liberato nel maggio 1906, raggiunse Lenin in Finlandia, e abitò nella stessa casa del leader bolscevico a Kuokkala presso il confine russo, collaborando con lui a diverse pubblicazioni. In questo periodo Bogdanov faceva da tramite fra il Comitato Centrale e i deputati bolscevichi alla seconda Duma.

Bogdanov fu riconfermato al Comitato Centrale del Partito anche al V Congresso del Partito Operaio Socialdemocratico Russo, che si tenne a Londra nel 1907. Era inoltre membro del "Centro bolscevico", il quale coincideva con la direzione della nuova rivista bolscevica, il Proletarij. Proprio in questa sede emerse con evidenza il dissidio politico con Lenin. Bogdanov, appoggiato dalla maggioranza del partito fra cui Lunačarskij e Aleksinskij, sosteneva una strategia di forte opposizione alle istituzioni repressive, che consisteva in particolare nel boicottare le elezioni per la terza Duma, rinunciando al gruppo parlamentare del POSDR, e invece combattere il potere zarista tramite un'organizzazione clandestina che organizzasse una nuova insurrezione. Lenin e i menscevichi proponevano, invece, di utilizzare tutti gli spazi legali rimasti, fra cui i banchi della Duma.. La fazione radicale di Bogdanov ebbe inizialmente successo, ottenendo il consenso degli operai e consentendo al suo leader di trovarsi di fatto, seppur per un breve periodo, a capo del movimento bolscevico. Bogdanov fu tra gli organizzatori della Rapina alla banca di Tiflis nel 1907.

Il successo politico di Bogdanov fu però di breve durata, infatti la prospettiva di una nuova insurrezione svanì, mentre i deputati del POSDR alla terza Duma erano in maggioranza menscevichi. Allora una parte dei bolscevichi chiese la revoca dei deputati e furono detti "otzovisti" (dal russo otozvat''' "richiamare"). Bogdanov e altri pretesero, invece, che i deputati votassero in base alle istruzioni del Comitato Centrale, e furono detti "ultimatisti". Tuttavia il peso degli "otzovisti" e degli "ultimatisti" nelle organizzazioni di partito rimase significativo, inoltre questa ala sinistra del bolscevismo comprendeva i maggiori intellettuali comunisti, come Gor'kij e Lunačarskij..

Lo scontro fra la sinistra bolscevica e il resto del POSDR ebbe a oggetto la filosofia della scienza. Infatti Bogdanov e gli altri intellettuali a lui vicini pensavano di integrare la nuova epistemologia empiriocriticista nel marxismo. Plechanov, il maggior teorico menscevico e uno dei massimi elaboratori del marxismo ortodosso, contestò quello che chiamò "bogdanovismo" per dimostrare che i bolscevichi erano revisionisti di sinistra, in modo simmetrico al revisionismo di destra dei marxisti "legalitari".

Nel 1908 il conflitto divenne interno alla fazione bolscevica: Lenin capiva che i menscevichi stavano utilizzando la filosofia di Bogdanov per emarginare tutti i bolscevichi, perciò nel 1909 fece espellere Bogdanov dalla corrente bolscevica.. Successivamente Bogdanov fu gradualmente emarginato anche dalla vita del POSDR, sino all'espulsione dal Comitato centrale nel 1911 in seguito a un accordo di Lenin con i menscevichi.

Intanto, con l'aiuto di Maksim Gor'kij e Anatolij Lunačarskij si era rifugiato in Italia,. dove, ospite dello scrittore a villa Blaesus, avviò un sodalizio politico-filosofico con diversi compagni e rivoluzionari, tra cui il filosofo Bazarov, e avrebbe fondato e animato la scuola di Capri per operai russi, e successivamente quella di Bologna, dove fu invitato, tra gli altri, anche Lev Trockji il quale, in veste di docente esterno al progetto, tenne un corso di giornalismo e lezioni sulle tattiche parlamentari dei deputati socialdemocratici tedeschi.

Alla fine del 1909 Bogdanov aveva fondato anche il gruppo Vperëd, che continuò a operare nel POSDR fino all'estate 1917, nonostante l'espulsione di Bogdanov dal partito.

Nel 1913, approfittando dell'amnistia concessa dai Romanov, tornò con Gor'kij in Russia.

Prima guerra mondiale e Rivoluzione del 1917 Nel 1914 venne arruolato nell'esercito russo come medico militare, e partecipò a varie missioni.

Poche settimane prima della Rivoluzione d'ottobre Bogdanov organizzò il movimento “Proletkul't”, che si proponeva di sradicare la “vecchia” cultura borghese in favore di una nuova cultura autenticamente proletaria e che durò fino al 1923. Nel 1917 rifiutò di aderire al movimento rivoluzionario e non lesinò critiche al dispotismo del gruppo dirigente bolscevico.

Nel 1918 venne nominato professore di economia all'università di Mosca e Direttore della nuova Accademia Sovietica di Scienze Sociali.

Gli ultimi anni A partire dal 1921 Bogdanov si dedicò alla medicina, specializzandosi nel campo, al tempo ancora sperimentale, delle ricerche sulle trasfusioni di sangue. Iniziò a sperimentare sistemi per la trasfusione del sangue, sottoponendosi personalmente ai protocolli di ricerca. Nel 1922, inviato a Londra come consigliere dell'ambasciata sovietica, approfittò dell'occasione per visitare gli ospedali britannici e acquistare i più avanzati strumenti medici disponibili. Nel 1923 fu arrestato dalla polizia segreta e condannato a un periodo di detenzione per la sua supposta adesione a un gruppo di dissidenti bolscevichi contrario ai modi autoritari del nuovo potere. Successivamente fu liberato, pare per diretto intervento di Stalin.

Gli studi ematologici di Bogdanov ottennero subito un forte sostegno delle autorità, soprattutto da parte dell'Accademia della medicina di Mosca. Nel 1926 venne quindi fondato sotto la sua direzione il primo istituto russo specializzato nella trasfusione del sangue, che venne intitolato a Bogdanov dopo la sua morte. Nell'arco di due anni, nell'istituto si praticarono più di cento trasfusioni. Nel marzo del 1928 Bogdanov tentò uno scambio di sangue con uno studente ammalato di malaria e affetto da una forma benigna di tubercolosi. Quindici giorni più tardi, dopo una lunga agonia che egli stesso osservò e descrisse con lucidità e scrupolo professionale, Bogdanov morì. Taluni interpretarono l'esperimento come suicidio.

Opere e teorie Bucharin scrisse nel necrologio di Bogdanov che questi ebbe un'importanza straordinaria sullo sviluppo del partito, che fu uno teorici più eminenti del partito, che era l'uomo più colto dell'epoca della rivoluzione bolscevica e che molti dovevano la loro cultura alla lettura delle sue opere..

Il teorico dell'organizzazione politica Il pensiero politico di Bogdanov è espresso in modo organico nella "piattaforma" del gruppo Vpered. Si tratta in realtà di un documento pratico che spiega analiticamente come si deve organizzare il partito. Dopo il Che fare? di Lenin è stato il testo più approfondito sull'organizzazione dell'agitazione e della propaganda..