Ha esercitato il ruolo di capo consulente per l'antiterrorismo per il Presidente Statunitense Barack Obama e ha ricoperto la carica di Deputy National Security Advisor for Homeland Security and Counterterrorism e di Assistente del Presidente. In precedenza, durante la campagna presidenziale del 2008 e il successivo periodo di transizione, consigliava il futuro Presidente Obama sulla politica estera e sulle questioni di intelligence. Brennan ritirò la candidatura per il ruolo di Direttore della CIA durante la prima Amministrazione Obama in seguito alle preoccupazioni del suo sostegno al trasferimento di sospetti terroristi verso paesi dove avrebbero subito torture (Extraordinary rendition), mentre serviva l'Agenzia sotto la presidenza di George W. Bush.
Nei 25 anni trascorsi alla CIA, Brennan lavorò come analista del Vicino Oriente e dell'Asia meridionale, come comandante in loco in Arabia Saudita e come direttore del National Counterterrorism Center. Dopo aver lasciato l'attività governativa nel 2005, Brennan divenne CEO della The Analysis Corporation, un'attività di consulenza sulla sicurezza, e ricoprì il ruolo di Presidente del Consiglio di Amministrazione della Intelligence and National Security Alliance, un'associazione no-profit di professionisti dell'intelligence.
In seguito, servì la Casa Bianca come Assistente al Presidente per la Sicurezza Nazionale dal 2009 al 2013 e nel gennaio dello stesso anno, il Presidente Obama lo nominò direttore della CIA. La ACLU si rivolse al Senato chiedendo di non ratificare la nomina finché non si avesse conferma che "l'intero suo operato fu entro i limiti di legge". La nomina fu successivamente approvata dalla Commissione di Intelligence del Senato il 5 marzo 2013, con una votazione di 12 contro 3, succedendo così a David Petraeus nel ruolo di Direttore della CIA. Brennan attualmente è un analista per la sicurezza nazionale e d'intelligence per la NBC News e la MSNBC, e la sua prima apparizione in tale ruolo televisivo è stata a Meet the Press with Chuck Todd domenica 4 febbraio 2018.
Biografia
I primi anni Figlio di immigrati irlandesi originari di Roscommon, nella Repubblica d'Irlanda, il padre Owen era un fabbro, trasferitosi in New Jersey nel 1948. John O. Brennan nacque a North Bergen, New Jersey il 22 settembre 1955. Frequentò la Scuola Elementare Immaculate Heart of Mary e si diplomò al Saint Joseph of the Palisades High School a West New York, New Jersey per poi iscriversi alla Fordham University a New York City.
Mentre era su un autobus diretto all'università, lesse un annuncio sul New York Times riguardo all'arruolamento nella CIA, pensò quindi che una carriera nell'Agenzia di Intelligence avrebbe potuto essere un buon modo di unire la sua voglia di girare il mondo e di servire il proprio paese. Il suo percorso di studi comprese un anno all'estero per imparare l'arabo e alcuni corsi sulla storia e sulla cultura del Medio Oriente alla American University del Cairo.
Nel 1976, votò per Gus Hall, candidato del Partito Comunista degli Stati Uniti d'America alle Elezioni presidenziali; in seguito dichiarò che ciò era da intendere come un "segnale della mia infelicità verso il sistema e il bisogno di un cambiamento". (Brennan did not specifically say that his vote was in 1976, but he said that the vote happened before 1980, and in November 1972 he was 17, too young to vote.) Ricevette un Baccellierato in Arti in Scienze Politiche nel 1977. Successivamente si iscrisse all'University of Texas di Austin, ricevendo un Master of Arts in attività di governo incentrato in studi sul Medio Oriente nel 1980. Parla arabo fluentemente.
Inizio della carriera
Brennan iniziò la sua carriera alla CIA come analista e trascorse 25 anni all'interno dell'Agenzia. Partecipava attivamente alle riunioni quotidiane di intelligence con il Presidente Bill Clinton. Nel 1996, era il comandante in loco della CIA a Riyadh, in Arabia Saudita, quando durante l'Attentato delle Khobar Towers rimasero uccisi 19 uomini in servizio statunitensi. Nel 1999, fu promosso a capo dello staff di George Tenet, l'allora Direttore della CIA e due anni dopo, ne divenne vice direttore esecutivo. Fu direttore del nuovo Terrorist Threat Integration Center dal 2003 al 2004, un ufficio che raccoglieva informazioni per i briefing giornalieri segreti del presidente Bush utilizzando i servizi di analisti di una dozzina di agenzie ed enti statunitensi. Uno degli aspetti più controversi della sua carriera coinvolse la trasmissione di informazioni all'Amministrazione Bush che portarono al "Orange Terror Alert", verso la fine del 2003. Il Centro, che pretendeva di elencare possibili obiettivi terroristici, non era ben vista all'interno della CIA e fu in seguito screditata. Un funzionario dell'amministrazione Obama non contestò che Brennan abbia distribuito tali informazioni durante la Presidenza Bush, ma sostenne che egli passò tali informazioni perché quello era il suo lavoro. Il suo ultimo incarico di intelligence è stato come direttore del National Counterterrorism Center nel 2004 e 2005, incorporando le informazioni sulle attività terroristiche da tutte le agenzie degli Stati Uniti.
Brennan quindi abbandonò il servizio governativo per alcuni anni, diventando Presidente del Consiglio di Amministrazione della Intelligence and National Security Alliance (INSA) e amministratore delegato della The Analysis Corporation (TAC). Continuò a guidare la TAC anche dopo la sua acquisizione da parte del Global Strategies Group nel 2007, prima di rimettersi al servizio del governo sotto l'Amministrazione Obama come Consigliere della Sicurezza Nazionale il 20 gennaio 2009. Il 7 gennaio 2013 Brennan fu nominato Direttore della Central Intelligence Agency. Il 20 gennaio 2017 il suo incarico terminò e tre giorni dopo gli succedette Mike Pompeo, nominato dal Presidente Donald Trump. Nel settembre 2017 Brennan fu nominato come Distinguished Non-Resident Scholar alla University of Texas at Austin, dove ricopre anche il ruolo di Consigliere Anziano per l'University's Intelligence Studies Project.Former CIA Director Brennan Joins UT Austin as a Distinguished Scholar University of Texas at Austin (Sep7. 19, 2017). È anche un consulente per la Kissinger Associates.
Consigliere per l'anti-terrorismo del Presidente Obama
Brennan è stato consigliere per la sicurezza nazionale per l'allora candidato alle presidenziali Barack Obama. Verso la fine del 2008, Brennan era indicato come la scelta migliore per diventare il futuro Direttore della CIA per l'imminente Amministrazione Obama. Tuttavia, Brennan si ritirò da tali considerazioni a causa delle opposizioni dovute ad alcune sue condotte effettuate sotto la presidenza di George W. Bush e alcune sue dichiarazioni pubbliche rese a sostegno degli interrogatori rafforzati e al trasferimento di sospettati di terrorismo in paesi in cui potrebbero essere torturati (extraordinary rendition). Il Presidente Obama lo nominò quindi proprio Deputy National Security Advisor for Homeland Security and Counterterrorism, il consulente capo del presidente per l'anti-terrorismo, una posizione che non richiede la ratifica del Senato.
Nell'agosto 2009, Brennan criticò alcune misure anti-terroristiche adottate durante la presidenza Bush, sostenendo che il waterboarding aveva minacciato la sicurezza nazionale aumentando il reclutamento di terroristi e diminuendo la disponibilità di altre nazioni a cooperare con gli Stati Uniti. Descrisse inoltre come l'Amministrazione Obama era concentrata verso gli "estremisti" e non contro i "jihadisti"": spiegò che usare il secondo termine, dal significato di chi sta lottando per un obiettivo santo, dà "a questi assassini la legittimità religiosa che cercano disperatamente" e suggerisce che gli Stati Uniti siano in guerra contro la religione musulmana. Nel gennaio 2010 Brennan sostenne in un'intervista al New York Times che "Ero fermamente contrario al waterboarding", un'affermazione che ripeté nel 2013, durante l'audizione al Senato per la ratifica della sua nomina a direttore della CIA da parte di Obama. Tuttavia nessuno dei suoi superiori alla CIA disse di ricordare tali obiezioni e nel 2018 Brennan dichiarò sempre al New York Times che “Non portavo in giro tali dichiarazioni cucite sulla mia giacca quando lavoravo all'agenzia; le esprimevo privatamente".
In una conferenza stampa alcuni giorni dopo il fallito attentato del giorno di Natale del 2009 sul Northwest Airlines Flight 253 da parte di Umar Farouk Abdulmutallab, Brennan dichiarò che le agenzie di intelligence americane non avevano perso nessun segnale che potesse prevenire l'attentato, ma in seguito invece disse di aver deluso il Presidente sottovalutando un piccolo gruppo di terroristi yemeniti e non collegandoli al tentato attentatore. Due settimane dopo, redasse un rapporto molto critico sulle prestazioni delle agenzie di intelligence statunitensi, concludendo che la loro attenzione ai tentativi terroristici mirati entro il territorio degli Stati Uniti era inadeguata. Nel febbraio 2010, si è lamentato su Meet the Press di essere stanco dei parlamentari repubblicani che usavano le questioni di sicurezza nazionale come "political football" di presentare accuse di cui non conoscevano i fatti.
Brennan era presente nella Situation Room nel maggio 2011 quando gli Stati Uniti condussero l'operazione militare che portò all'uccisione di Osama bin Laden. Definì la decisione del presidente Obama di portare avanti la missione come una delle "opportunità più ghiotte che sia mai capitata ad un presidente" All'indomani dell'operazione, Brennan dichiarò che le truppe statunitensi nel raid "incontrarono una grande resistenza" e che bin Laden aveva usato una donna come scudo umano.
Programma sui droni Nell'aprile del 2012, Brennan fu, durante la prima Amministrazione Obama, il primo ufficiale della CIA a riconoscere pubblicamente gli attacchi in Pakistan tramite droni, Yemen, Somalia, Libia, Afghanistan, e in altri paesi. Nel suo discorso illustrò la legalità, la moralità e l'efficacia del programma di attacco tramite droni. L'ACLU e altre organizzazioni dissentirono. Nel 2011 e 2012, ha anche aiutato la riorganizzazione, sotto l'egida del database Disposition Matrix, con il quale le persone al di fuori delle zone di guerra sono state inserite nell'elenco degli obiettivi dei droni. Secondo l'Associated Press, tale pratica ha aiutato a "concentrare il potere" all'interno dell'amministrazione della Casa Bianca.
Nel giugno 2011, Brennan ha affermato che le operazioni antiterrorismo statunitensi non avevano provocato "una singola morte collaterale" nell'ultimo anno a causa della "precisione delle capacità che siamo stati in grado di sviluppare". Nove mesi dopo, Brennan sostenne invece di aver detto "non avevamo informazioni" su eventuali morti civili e di non-combattenti durante il periodo di tempo in questione. Il Bureau of Investigative Journalism dissentì da tali affermazioni, citando alcune loro ricerche che inizialmente annoveravano dai 45 ai 56 civili, inclusi sei bambini, rimasti uccisi da dieci droni statunitensi durante l'anno in questione. Successive ricerche portarono il Bureau a elevare la stima a 76 morti, compresi otto bambini e due donne. Sempre secondo il Bureau, le dichiarazioni di Brennan "non sembrano accompagnate da verifiche": tali commenti sulle morti collaterali sono forse spiegabili con il metodo di conteggio che considera tutti i maschi di età militare in una zona d'attacco come combattenti a meno che non ci siano informazioni esplicite per dimostrarli innocenti. The Atlantic è stato decisamente più severo nelle sue critiche, affermando che "Brennan è stato disposto a mentire su quegli attacchi dei droni per nascondere le terribili realtà".
Direttore della CIA (2013-2017)
Nomina
Il Presidente degli Stati uniti Barack Obama nominò per due volte Brennan alla carica di Direttore della Central Intelligence Agency.