Limpiccagione è un metodo di esecuzione capitale che infligge la morte attraverso la sospensione del condannato a una corda stretta intorno al collo (ovvero a seguito di impiccamento).
L'impiccagione è rimasta in voga come uno dei principali metodi di esecuzione della pena di morte dal medioevo al secolo XIX, con applicazioni fino a metà del XX e persistenza in alcuni luoghi anche nel XXI. Laddove possiede una tradizione in epoca contemporanea, specie negli ordinamenti di common law, l'impiccagione può essere regolamentata quanto alle tecniche di esecuzione, alla lunghezza della corda e della caduta (cioè alla misura della forza cinetica da applicare, tenuto conto del peso del condannato), soprattutto al fine di provocare la morte istantanea.
L'impiccagione è un impiccamento giudiziario, esegue sempre una legittima condanna a morte e si distingue perciò dall'impiccagione inflitta arbitrariamente. Può essere pubblica o tenersi senza la presenza di spettatori: il secondo caso è quello del private hanging praticato nelle carceri statunitensi, entrato in vigore in molti degli Stati USA man mano che essi abolivano l'impiccagione pubblica.
Casi di esecuzione capitale per impiccagione di grande risonanza tra il XX e il XXI secolo hanno interessato personalità politiche e militari condannate a morte per crimini di guerra e contro l'umanità, come i responsabili nazisti dell'Olocausto (1946) e, più tardi, l'autocrate iracheno Saddam Hussein (2006).
Terminologia
Impiccagione e impiccamento potrebbero derivare da picca, per via di una presunta usanza di sospendere i condannati alla suddetta arma, oppure potrebbero condividere con tale termine un'origine onomatopeica.
Il lessico dell'impiccagione include termini in parte intercambiabili, sovrapponibili e dotati di significati metaforici. Espressioni come patibolo, forca, capestro, che indicano gli strumenti impiegati in questo supplizio, designano a volte nel linguaggio comune la stessa impiccagione, se non proprio l'esecuzione capitale in genere.
Storia L'impiccamento era noto agli antichi come metodo di suicidio, e una prima testimonianza di messa a morte (omicidio plurimo) per mezzo di esso si trova nell'Odissea, dove la vendetta di Ulisse si abbatte su dodici ancelle infedeli. Οδύσσεια XXII, 465-473. Odissea XXII, 587-600. Traduzione di Ippolito Pindemonte.. Tutti i popoli antichi preferirono però altri metodi di esecuzione. L'usanza attestata presso i Persiani dal Libro di Ester e da Erodoto, e interpretata come impiccagione, sembra doversi invece ricostruire come impalamento, che essi praticavano in alternativa alla crocifissione.
Anche i Romani preferivano la crocifissione, oltre alla decapitazione riservata ai cives e alla precipitazione dalla Rupe Tarpea, mentre l'impiccagione fu tabù fin dentro l'età imperiale. Ulpiano rammenta in proposito la consuetudine in vigore all'epoca di Nerazio di negare agli impiccati per suicidio gli onori funebri. I Romani infatti consideravano infamante la sospensione del corpo e giustiziavano i colpevoli di tradimento mediante il supplizio dellarbor infelix (Lex horrendi carminis), che ricorda un'impiccagione ma provoca la morte per inflizione di percosse. La crocifissione fu abolita da Costantino nel 314 d.C., e nel VI secolo il Codex Iustinianus istituì infine un supplizio, la furca, che va verosimilmente inteso come una forma di impiccagione.
L'impiccagione è comunque uno dei metodi di esecuzione più antichi e diffusi. A introdurla nell'Europa altomedievale furono gli Anglosassoni, gli Juti e altre tribù germaniche nel V secolo. In alcuni impieghi più remoti fu praticata sui cadaveri degli individui giustiziati con altro metodo, a mo' di monito verso la collettività o per marchiare d'infamia il colpevole.. In Inghilterra, dal XIV secolo, fu applicata a traditori e pirati in una spietata combinazione detta hanging, drawing and quartering.
Dal medioevo all'età moderna e contemporanea il metodo è rimasto diffusamente in vigore e, sebbene ormai abolito de iure o de facto in gran parte dei paesi del mondo, è stato praticato da molte potenze (Impero russo, Impero austroungarico, Giappone, Impero britannico, Stati Uniti) fino al XX secolo e oltre.. Nel frattempo perdeva gradualmente la forma di esecuzione pubblica, per essere tenuto a porte chiuse nelle carceri (private hanging negli Stati Uniti), e veniva meno di pari passo con l'abolizione della pena di morte o almeno con l'adozione di metodi alternativi come l'iniezione letale.
È tuttavia ancora in auge in vari paesi asiatici e africani e ha trovato applicazione nel secondo dopoguerra, in occasione delle condanne capitali dei criminali nazisti da parte del tribunale di Norimberga (16 ottobre 1946). Fu loro infatti negata la fucilazione, considerata più dignitosa, e proprio per questo ritenuta inapplicabile in presenza di violazioni dell'etica militare da parte dei condannati.
Altri casi celebri di impiccagione risalenti al XX secolo riguardarono negli Stati Uniti i condannati per omicidio Victor Feguer — giustiziato il 15 marzo 1963 e nelle tasche del cui abito fu rinvenuto il nocciolo dell'oliva da lui richiesta come ultimo pasto — e Billy Bailey, risultato questo il 25 gennaio 1996 l'ultima persona a subire tale metodo di esecuzione in America.
Effetti letali
La sospensione del corpo con costrizione del collo provoca asfissia, causando la morte nel giro di minuti. Quando però avviene in modo violento, il trauma che investe le strutture vascolari e nervose del collo accelera il decesso attraverso l'ipossia cerebrale e l'arresto cardiaco.
La rapidità del decesso e la perdita di coscienza sono particolarmente importanti nelle esecuzioni attuate dagli ordinamenti moderni, attenti a rendere meno disumana la pena di morte. Le forme più violente di impiccagione, tuttavia, possono produrre l'effetto indesiderato della decapitazione.
L'agonia del condannato in asfissia provoca invece il tipico scalciare delle gambe che un tempo appagava il pubblico, spesso ansioso di assistere a questa «danza della morte»; il tirapiedi era allora la figura incaricata di porre fine alle sofferenze dell'impiccato..
Il meccanismo della frattura cervicale (frattura dell'impiccato), in grado di dare la morte istantanea, non fu identificato con certezza fino al 1913; nel mentre, si continuò a lungo a infliggere il supplizio per sospensione «fino alla morte», con la necessità a volte di lasciare il condannato sospeso fin quasi mezz'ora. In assenza di morte istantanea poteva poi accadere che l'impiccagione fallisse o che il condannato fosse rianimato dopo la deposizione..
Tecnica L'impiccagione è eseguita nel modo classico per mezzo di un patibolo ligneo (forca) costituito da due pali verticali che sostengono una traversa, innalzati su un palco dotato di botola. Il palo può essere unico e la traversa libera sul lato opposto. La forca regge una corda (capestro) legata a formare un'ansa tramite un nodo scorsoio (cappio). L'ansa è destinata ad accogliere il capo del condannato, ai piedi del quale si apre la botola che ne provoca la caduta e quindi l'impiccamento.
Sul significato proprio dei vari termini si veda il glossario.
La forca si è evoluta nel tempo attraverso varie forme, studiate anche per consentire impiccagioni di massa. Nella sua forma primitiva consisteva in un albero e il condannato era issato manualmente dal boia (impiccagione senza caduta) o fatto precipitare da una scala o da un carro (impiccagione per caduta breve). Nell'Inghilterra del 1571 fu ideata la forca detta Triple tree, composta da tre lunghi pali uniti in alto da altrettante traverse in una struttura triangolare, sotto la quale potevano essere sospinti tre carri, così da consentire l'esecuzione di più condannati. Nel 1783 fu introdotto il modello New drop, con due soli pali a sostenere due lunghe traverse parallele in una struttura quadrilatera, adatta all'impiccagione simultanea di una dozzina di prigionieri..
Metodi di sospensione Cinque diversi modi di sospensione del corpo del condannato sono stati adottati dagli ordinamenti contemporanei che hanno applicato il supplizio. Nella terminologia in lingua inglese si parla rispettivamente di suspension hanging (l'impiccagione avviene senza caduta, per sollevamento), short drop (per caduta breve), standard drop (per caduta standard), long drop (per caduta lunga) e upright jerker (per sollevamento violento).
Impiccagione senza caduta Prevede l'uso di una forca che permette di sollevare il condannato. Il metodo è usato in Medio Oriente,. in Iran e dai talebani in Afghanistan. Il sollevamento può essere ottenuto tramite la canna di un carro armato o il braccio di una gru.. La morte avviene lentamente per asfissia e il condannato agonizza.
La tecnica era impiegata anche nella navigazione ottocentesca, quando le impiccagioni al pennone, attuate dall'equipaggio issando il condannato già cinto dal cappio, fungevano da deterrente contro ammutinamenti e diserzioni.
Impiccagione per caduta breve È il modo più rudimentale di impiccagione per caduta. In Occidente esso era l'unico metodo in vigore intorno al 1850. Sopravvive nelle prigioni iraniane e in altri paesi mediorientali, dove anzi è più comune della tecnica per caduta lunga. L'impiccamento si ottiene sistemando il condannato su un carretto (in tempi più moderni un veicolo a motore), un cavallo o anche solo uno sgabello, per poi spostare il sostegno e provocare la caduta del corpo.
L'ampiezza della caduta è minima, da .. La morte avviene spesso per asfissia e in passato, non di rado, parenti e amici del condannato si assumevano il ruolo pietoso del tirapiedi. Il meccanismo della botola fu introdotto per la prima volta in Gran Bretagna nel 1760, ma come concessione speciale per l'esecuzione del conte Ferrers, e fu reso obbligatorio solo nel 1818.. Lo stesso metodo fu utilizzato nella Germania nazista.
Impiccagione per caduta standard
Diffusa negli Stati Uniti dal XIX secolo, sfrutta la tecnica tradizionale con apertura della botola o ribaltamento del piano del patibolo. Il metodo prevede una caduta compresa in genere tra e , e si suppone somministrare una morte più «umana» mediante frattura del collo e decesso istantaneo. Se ciò può valere per la persona media, occorre però tenere conto della variabilità del peso del condannato: in un individuo troppo leggero può quindi provocare la morte asfittica (sebbene in molti casi con perdita di coscienza) e in uno troppo pesante la decapitazione. Incide poi sull'esito del supplizio il posizionamento del cappio, che non fu preso in vera considerazione fino agli studi del tardo Ottocento e primo Novecento.
Furono giustiziati mediante impiccagione per caduta standard i cospiratori dell'attentato a Lincoln (1865) e i criminali di guerra nazisti condannati a Norimberga (1946). Tra i primi almeno due presentarono convulsioni e morirono asfissiati; così anche molti dei secondi, lasciati in sospensione fino a 25 minuti.
Impiccagione per caduta lunga Le prime forme empiriche di questo metodo sono attestate nella pratica delle esecuzioni in Irlanda dal 1853.
Dopo l'introduzione della caduta, nel 1818, il tradizionale posizionamento suboccipitale del nodo scorsoio (dietro la nuca), che provoca asfissia, iniziò a cedere il passo alla collocazione subauricolare (sotto l'orecchio sinistro).. Tale collocazione determinava in genere la frattura della base del cranio, più che del rachide cervicale, e rendeva quindi ancora frequente la morte asfittica. Nelle prime esecuzioni per caduta lunga, mirate ad assicurare il decesso istantaneo, l'importanza della collocazione del nodo fu però sottovalutata rispetto alla questione della lunghezza del capestro.