Nella storia della produzione animata della Russia, vi sono stati dei contributi maggiori sia per il cinema sia per la televisione durante il periodo sovietico, pertanto può essere riferita per alcuni tratti come la storia dell'animazione sovietica. Tuttavia, rimane un settore quasi inesplorato nello studio del cinema e nella storia al di fuori della Russia.
Le origini
Il primo animatore russo fu Alexander Shiryaev, un primo ballerino e coreografo del balletto Mariinskij che realizzò dei corti animati con una pionieristica tecnica a passo uno e in modo tradizionale tra il 1906 e il 1909. Costruì uno studio improvvisato nel suo appartamento dove ricreava accuratamente vari balletti — prima realizzando migliaia di schizzi e dopo provandoli usando delle marionette artigianali; utilizzava una cinepresa Biokam 17,5 mm e riprendeva fotogramma per fotogramma. Širyaev non vedeva l'animazione come una vera e propria forma d'arte, ma piuttosto come uno strumento per studiare la plasticità dell'uomo, con la speranza di poter utilizzare i suoi corti per fini educativi. Soltanto poche persone hanno avuto la possibilità di vedere queste pellicole dimenticate poi durante il periodo sovietico, sebbene Fëdor Lopuchov menzionerà gli esperimenti di Širyayev nelle sue memorie. Nel 1995 furono riscoperti dallo storico del balletto Viktor Bocharov che era entrato in possesso degli archivi di Širyayev mantenuti al sicuro dal fotografo Daniil Saveljev, un caro amico della famiglia di Širyayev. Nel 2003 Bocharov pubblicò un documentario, Belated Premiere, che includeva frammenti di vari film realizzati da Aleksandr Širyayev. La Aardman Animations venne coinvolta nel processo di restauro e digitalizzazione.
Il secondo artista russo a sperimentare l'animazione in modo indipendente fu Władysław Starewicz, noto in Russia come Vladislav Starevič. Essendo un biologo, iniziò a creare animazioni con insetti imbalsamati per scopi educativi, ma in seguito vide le possibilità offerte da questa tecnica e divenne in seguito uno dei più grandi maestri dell'animazione a passo uno. Le sue prime pellicole, realizzate negli anni dieci del Novecento, erano commedie nere sulle vite familiari degli scarafaggi, e furono così rivoluzionarie che gli fecero guadagnare una decorazione dallo zar Nicola II. Starewicz produsse molti dei suoi film con gli insetti nello studio di Aleksandr Chanžonkov dove lavorò anche come direttore della fotografia e regista di film con attori, spesso combinando riprese dal vero con l'animazione a passo uno come in Noč' pered Roždestvom del 1913. Starewicz lasciò la Russia dopo la rivoluzione d'ottobre, e per molti anni l'industria dell'animazione rimase paralizzata.
Dopo la rivoluzione
L'animazione vide una rinascita nel 1924 quando la Mežrabpomfil'm distribuì il film acclamato dalla critica Mežplanetnaja revoljucija, una satira di Aėlita che utilizzava la tecnica della cutout (chiamata all'epoca "animazione delle marionette piatte") assieme allo stile artistico del costruttivismo e venne sviluppato in modo indipendente da tre artisti — Nikolaj Chodataev, Zenon Komissarenko e Jurij Merkulov — che guidarono il primo studio d'animazione sovietico al VGIK. Nel 1925 fu seguito dalla pellicola prodotta dal governo Kitaj v ogne realizzato dallo stesso gruppo assieme a Ivan Ivanov-Vano, Vladimir Suteev, Valentina e Zinaida Brumberg (note come le sorelle Brumberg). Con 1 000 metri di pellicola e 14 fotogrammi al secondo, durò all'epoca più di 50 minuti, che lo rese il primo lungometraggio sovietico e uno dei primi al mondo.
Simultaneamente, l'animatore Aleksandr Buškin con l'aiuto di Dziga Vertov produsse una serie di corti animati Agit-Prop, film e sketch con sequenze animate con la cutout per la Sovkino come Sovetskie igruški e degli episodi di Kino-Pravda. Venivano realizzati come cartoni editoriali che facevano satira della borghesia, la chiesa e i paesi occidentali, usando uno stile del disegno molto abbozzato. Buškin pubblicò anche un libro sull'animazione nel 1926, Trjuki i multiplikacija (lett. "Trucchi e animazione").
Durante gli ultimi anni venti, l'industria iniziò ad essere meno agitata. Nel 1927 Merkulov, Ivanov-Vano e Daniil Čerkes diressero Sen’ka-Afrikanec per la Mežrabpom-Rus', film basato su un racconto fantastico in versi scritto da Kornej Čukovskij. Conosciuto come il primo film animato sovietico per bambini, unisce l'animazione tradizionale con alcune riprese dal vivo.Sen’ka-Afrikanec su YouTube, pubblico dominio (sottotitoli in inglese). Nello stesso anno, Ivanov-Vano e Čerkes lavorarono a Katok, un altro corto disegnato a mano caratterizzato da uno stile artistico originale per l'epoca (linee bianche su sfondo nero).Katok su YouTube, pubblico dominio (sottotitoli in inglese). Jurij Željabužskij e Nikolaj Bartram, fondatori del Museo dei giocattoli di Mosca, furono registi e sceneggiatori ed insieme produssero Priključenija Bolvaški , che combinava l'azione dal vivo e l'animazione a passo uno nella storia di un bambino di legno simile a Pinocchio.Priključenija Bolvaški su Animator.ru L'idea venne estesa al successore spirituale— Priključenija Bratiškina, la prima serie animata cinematografica sovietica che durò dal 1928 al 1931. Fu creata da Jurij Merkulov e Aleksandr Ptuško alla Mosfilm.Articolo su Aleksandr Lukič Ptuško dalla Grande enciclopedia sovietica riportato su The Free Dictionary.Slučaj na stadione, un episodio di Priključenija Bratiškina su YouTube, pubblico dominio (in russo).
Nel 1928 Nikolaj Chodataev, sua sorella Olga e le sorelle Brumberg produssero il corto animato disegnato a mano Samodeskij mal'čik, con lo stile dell'arte tradizionale dei Nenci caratterizzato da una storia drammatica narrata con l'innovativa tecnica di stampa su una sottile celluloide. Il film di 24 minuti a passo uno Priključenija kitajčat venne diretto nello stesso anno da Maria Benderskaja e può essere considerato come un ritorno alle tradizioni di Władysław Starewicz.
Il film di Michail Cechanovskij Počta ("Posta") del 1929 costituì un ritorno alle tradizioni costruttiviste ma anche un importante passo in avanti: realizzato sia con la cutout che con i rodovetri, venne esportato e proiettato in tutto il mondo, mentre in Unione Sovietica cambiò la percezione dell'animazione come forma d'arte. Divenne anche il primo film d'animazione sovietico colorizzato ed uno dei primi ad avere la colonna sonora composta da Vladimir Deševov e una narrazione di Daniil Kharms nel 1930. Cechanovskij e la moglie Vera Cechanovskaja guidarono uno studio d'animazione alla Lenfil'm dove furono creati molti film in tecnica tradizionale e a passo uno durante gli anni trenta, tra cui il ben accolto Džyabža (1938) di Mstislav Paŝenko. Il gruppo applicò attivamente il colore utilizzando l'originale processo di trasferimento di colore inventato dagli specialisti della Len'film simile al Technicolor.
Nel 1933 la coppia collaborò con Dmitrij Šostakovič e Aleksandr Vvedenskij nel primo lungometraggio d'animazione tradizionale sovietico —Skazka o pope i o rabotnike evo Balde ("La storia del pope e del suo lavoratore Balda"), un'opera satirica vagamente ispirata al racconto fantastico in versi scritto da Aleksander Puškin e con lo stile dei poster ROSTA. Nonostante alcuni problemi, il film venne quasi completato e fu archiviato alla Lenfilm fino al 1941 quando venne quasi distrutto dall'incendio causato dai bombardamenti di Leningrado. Cechanovskij è accreditato anche con l'invenzione del suono grafico assieme a Arsenij Avraamov ed Evgenij Šolpo. Essi dovettero competere con Aleksandr Ivanov, Nikolaj Voinov e Panteleymon Sazonov che avevano realizzato molti corti animati basati sulla loro propria idea del "sonoro della carta disegnata".Vor di Nikolaj Voinov, 1933, pubblico dominio (in russo).
Nel 1935 Aleksandr Ptuško diresse Il nuovo Gulliver, uno dei primi lungometraggi animati a combinare in maniera precisa il passo uno con attori reali (un ragazzo di quindici anni). Il film impiego da 1 500 a 3 000 pupazzi diversi con teste rimovibili e varie espressioni facciali, oltre a dei trucchi tecnici e di ripresa.
Il successo internazionale del film consentì a Ptuško di aprire una propria "divisione di animazione 3D" alla Mosfil'm che servì anche come una scuola per animatori alle prime armi. In quattro anni crearono una dozzina di corti a passo uno; la maggior parte di questi, come Lisa i Volk (1936), erano ispirati a racconti del folklore e dell'arte tradizionale russa (con il coinvolgimento di artisti di Palekh) e potevano essere visti a colori grazie al nuovo processo a tre colori ideato da Pavel Meršin. Nel 1939 Ptuško diresse Zolotoj ključik , basata su Il compagno Pinocchio di Aleksej Tolstoj e realizzato con il passo uno e sequenze dal vero.
Nello stesso periodo, Aleksandr Alekseev, fuggito in Francia durante la guerra civile russa, sviluppò la tecnica d'animazione dello schermo di spilli che permetteva una gran possibilità di effetti speciali ottenibili tramite l'uso di centinaia di migliaia di spilli che formavano diverse figure. Nonostante lo status di rifugiato bianco, in Unione Sovietica i suoi film erano molto conosciuti tra i professionisti ed ispirarono vari artisti, tra i più famosi vi era Jurij Norštejn. A metà degli anni novanta, la figlia di Alexeieff visitò Mosca e presentò i lavori del padre al Museo centrale statale del cinema. Oggi viene commemorato come un patriarca dell'animazione russa.
Sojuzmul'tfil'm, 1936–1960
Nel 1933, a Viktor Smirnov, che dirigeva la Amkino Corporation di New York responsabile della distribuzione dei film sovietici nel Nord America, venne chiesto di studiare il processo dell'animazione negli studi Disney e Fleischer. L'anno successivo tornò a Mosca per fondare il Laboratorio Sperimentale dell'Animazione sotto il Direttorato principale dell'Industria Foto-Cinematografica dove lui, Alexej Radakov, Vladimir Suteev e Pëtr Nosov iniziarono a "sviluppare lo stile Disney". Nel 1935, lo stesso Walt Disney inviò una bobina con i corti I tre porcellini e quelli di Topolino al Festival del cinema di Mosca che diede un'impressione duratura agli animatori sovietici e agli ufficiali.
Il 10 giugno 1936 venne creato a Mosca lo studio Sojuzdetmul'tfil'm per le piccole e relativamente indipendenti unità d'animazione della Mosfil'm, Sovkino, Mežrabpomfil'm e lo studio di Smirnov. Dopo un anno verrà rinominato in Sojuzmul'tfil'm. L'amministrazione organizzò tre mesi di corsi dove gli animatori studiarono qualsiasi cosa, dal disegno e la regia fino alle basi di musica e recitazione. Per quattro anni alcuni dei più importanti animatori, tra cui Ivan Ivanov-Vano, le sorelle Brumberg, Alexandra Snežko-Blotskaja, Leonid Amalrik, Olga Chodataeva, Vladimir Suteev e Boris Dëžkin si concentrarono sulla creazione di corti nello stie disneyano, utilizzando esclusivamente la tecnica con i rodovetri. Dal 1937 in poi produssero anche pellicole a colori usando il processo a tre colori di Pavel Meršin.
Nel 1938 il gruppo padroneggiò il rotoscope, o Éclair come veniva chiamato in Russia sin dagli anni venti (per i proiettori Éclair), ma non tutti furono entusiasti della direzione presa e nel 1939 alcuni svilupparono il proprio stile. Ivanov-Vano diresse Moydodyr basato su una fiaba in versi e lui stesso considerò il film come un allontanamento da Disney. Suteev e Lamis Bredis presentarono un adattamento distintivo di Djadja Stëpa, mentre Leonid Amalrik e Vladimir Polkovnikov convertirono le storie del Dottor Ajbolit in una mini serie che durò dal 1939 al 1946, con animazioni complesse e un originale "protagonista umano positivo". Allo stesso tempo, Aleksandr Ivanov e Dmitrij Babičenko fecero un salto radicale verso i film agit-prop e del realismo socialista con pellicole come Ded Ivan e Boevye stranicy.