Jodel è un'applicazione di messaggistica istantanea multimediale disponibile in versione gratuita per i dispositivi mobili Android e iOS. Progettata prevalentemente per gli studenti universitari, consente la condivisione anonima di post e fotografie visibili da altri utenti entro un raggio di 10 chilometri, calcolati in base alla geolocalizzazione. Ampiamente utilizzata nei Paesi nordeuropei, in Italia è in crescita.

Storia Nascita L'idea di Jodel iniziò a svilupparsi nel 2012 quando Alessio Avellan Borgmeyer, fondatore e CEO della Jodel Venture GmbH, sentì il bisogno di dar vita ad una comunità studentesca su base locale. Borgmeyer, ex studente tedesco di ingegneria meccanica presso l'Università Tecnica di Aquisgrana, durante quell'anno si trovava in California per trascorrere un periodo di studi alla San Diego State University e con alcuni amici iniziò a pensare ad un social network dedicato soprattutto agli studenti universitari. Compresa l'importanza di una piattaforma virtuale nella quale tutti gli studenti appartenenti ad uno stesso luogo potessero condividere liberamente problemi ed esperienze comuni, il team sviluppò TellM, il predecessore di Jodel.

La compagnia iniziò così a navigare per gli Stati Uniti attraverso un camper personalizzato per cercare di promuovere l'applicazione in varie università e organizzando delle feste, tanto che il numero degli utenti salì rapidamente ma soli tre giorni dopo l'iniziativa fu abbandonata. Diversi furono i motivi per cui il progetto non funzionò come previsto. Il software TellM concettualmente ricalcava lo stesso principio di Jodel ma non essendo ancora tecnicamente predisposto non ottenne il successo sperato. Per di più la delusione dell'app portò il gruppo di fondazione, di cui una metà di origine tedesca e l'altra americana, a dividersi.

Conseguentemente al fallimento di TellM e terminato l'anno a San Diego, Borgmeyer rientrò in Germania dove, su incoraggiamento dei genitori, si dedicò alla realizzazione di un prodotto nuovo e più complesso che lo condusse anche ad interrompere gli studi. Affiancato da una nuova squadra, Borgmeyer realizzò la prima versione di Jodel che testò nella RWTH, la sua università d'origine.

Sviluppo La pubblicazione di Jodel è stata ufficializzata il 20 ottobre 2014 ad Aquisgrana, dimostrando fin da subito di essere un successo e portando alla formazione di una startup di riferimento, la Jodel Venture GmbH. L'applicazione si è diffusa velocemente in Germania ed è diventata il principale strumento di chat anonima per le comunità universitarie locali. Dal 2014 la Jodel Venture GmbH ha sede a Berlino e nel 2018 risulta essere composta da circa 30 dipendenti, tra cui 3 degli amici più fedeli che aiutano Alessio Borgmeyer nella gestione della società: il COO Tim Schmitz si occupa degli affari economici dell'app, Niklas Henckell coordina la comunità jodeliana e Alexander Linevich promuove lo sviluppo del prodotto.

Nel giro di qualche mese dalla fondazione, la società superò i confini tedeschi per diffondersi in Austria, Svezia, Norvegia, Danimarca e Svizzera. Nell'aprile del 2015 Jodel registrò più di 100.000 utenti e nell'ottobre dello stesso anno superò il milione. Nel maggio 2016 sono stati realizzati oltre 600.000 post giornalieri. Nel giugno 2017 la startup ricevette 6 milioni di dollari dagli investitori della Silicon Valley per favorire la sua espansione negli Stati Uniti mentre ad agosto l'applicazione superò gli 1,5 milioni di utenti registrati. Nell'aprile 2018 la società ha annunciato che solo in Germania il numero degli utenti ha superato il milione. Nel 2018 Jodel conta oltre 1,2 milioni di post al giorno, per un totale di 60 milioni di interazioni quotidiane ed aggiungendo costantemente nuove funzionalità, Borgmeyer e la sua squadra stanno progettando di espandersi in un numero ancora maggiore di Paesi.

Diffusione Il concetto di Jodel è tratto dall'applicazione americana Yik Yak, la quale anch'essa puntava all'anonimato e alla geolocalizzazione. L'app, che aveva ottenuto un investimento di 400.000 dollari, fu presto costretta a cessare la sua attività nel maggio del 2017 a causa di fenomeni di cyberbullismo. Osservato che l'anonimato degli utenti aveva condotto l'applicazione americana al suo declino, interviene Jodel che spera di irrompere nel mercato statunitense.

Nel 2015 è nata poi l'app Bspotted, una piattaforma specifica che funziona con le stesse dinamiche già introdotte nella pagina Facebook ma su smartphone. La differenza con Jodel è sostanziale: l'app permette di contattare un altro studente non solo in forma anonima ma anche in tempo reale.

Tuttavia la campagna promozionale, di cui si è servita la giovane azienda per raggiungere i risultati odierni, si è svolta attraverso la distribuzione di volantini, adesivi e poster per favorire il passaparola tra gli studenti. L'amministratore Niklas Henckell ha iniziato a viaggiare in Germania distribuendo volantini pubblicitari nelle diverse università e cercando di far comprendere l'utilità che se ne poteva trarre. Da lì il successo è stato immediato, tanto che la prima ondata di download ha crashato il server. Anche dopo aver interrotto la promozione, l'app ha continuato a crescere in tutto il mondo fino a raggiungere l'Arabia Saudita.

Per gestire nei migliori dei modi il funzionamento dell'applicazione, generalmente viene nominato un Country Manager, responsabile di Jodel nel Paese che rappresenta. In Italia esiste la figura professionale dell'Italian Country Manager che si occupa di Jodel Italia.

Uno strumento importante e che funge da supporto per il software è la pagina Facebook ufficiale di Jodel, con attualmente 1,1 milioni di fan. Qui gli operatori di Jodel replicano le storie più divertenti ed emozionanti che i loro utenti condividono sull'app.

Guadagno e finanziamenti Sviluppare Jodel significa enormi costi che finora sono stati coperti esclusivamente da imprenditori esterni. Negli anni la compagnia ha suscitato l'interesse di molti investitori e sponsor anche piuttosto famosi che, come gli ideatori, credono nel fatto che Jodel possa rappresentare il social network del futuro, almeno per quanto riguarda il mondo accademico / universitario. Per questo motivo Jodel non è a pagamento e gli stipendi di Alessio Borgmeyer, Tim Schmitz e degli altri dipendenti non sono finanziati da entrate pubblicitarie o contributi donati degli utenti, ma solo dalle tasche degli investitori.

Dal 2016 sono circa venti i partner aziendali che detengono una percentuale delle azioni in Jodel e ne garantiscono la piena stabilità economica. Uno dei primi imprenditori a depositare speranze sulla nascente startup fu lo svizzero Cédric Waldburger, che all'età di 14 anni fondò un'agenzia pubblicitaria. Cédric Waldburger ha investito diverse centinaia di migliaia di euro in Jodel ottenendo così circa il 10% delle azioni. Successivamente si ricordano gli investimenti da parte del team di Floodgate con sede a Silicon Valley che insieme ad Adam d'Angelo ha investito 6,7 milioni di dollari in Jodel. Seguono poi investitori tedeschi come i fratelli Samwer con la Global Founders Capital, coinvolti per il 12%, e Christopher Maire, fondatore dell'Atlantic Labs, che possiede poco meno del 32% delle azioni.

Questi istituti di credito contano sul fatto che un giorno Jodel diventi autonomo in modo da dimostrare di poter rimborsare gli investimenti ricevuti e guadagnare denaro, così da evolversi nel prossimo social network ad estensione globale. In futuro sarà forse necessario che Borgmeyer e il suo staff adottino nuove strategie per produrre reddito a favore della piattaforma. Questo potrebbe verificarsi attraverso la pubblicazione di annunci pubblicitari o rendendo Jodel a pagamento per tutti gli utenti intenzionati ad utilizzarlo.

Al successo di Jodel, secondo i fondatori, ha contribuito anche una dimensione difficile da misurare e che va oltre la componente materiale: l'amicizia. Infatti, gli amici più fedeli di Borgmeyer sono tra i primi grandi investitori. Essi non hanno impiegato denaro per la realizzazione del progetto ma il loro tempo: Alexander Linewitsch ha realizzato un lavoro onorifico sul design e le funzioni di Jodel durante lunghe nottate, Niklas Henckell ha distribuito volantini pubblicitari nelle città universitarie tedesche e Tim Schmitz ha testato l'app durante il suo semestre all'estero con altri studenti in Australia.

Caratteristiche Criteri di base Jodel è un mix tra social network e messaggistica istantanea. Si differenzia in modo significativo dalle precedenti reti sociali come Facebook, Instagram o Twitter poiché la registrazione su Jodel non richiede l'inserimento di dati personali né il caricamento di foto per il riconoscimento. Per di più, pur rappresentando un social per il campus universitario, non richiede le credenziali d'ateneo e questo fa sì che Jodel sia accessibile a chiunque. Secondo alcune statistiche il target group è abbastanza giovane: il 70% degli utenti dovrebbe avere tra i 18 e i 24 anni.

I maggiori fruitori di questa applicazione sono comunque universitari e l'uso che ne fanno è abbastanza vario: c'è chi la usa per scherzare, chi invece per parlare di argomenti che senza l'anonimato non affronterebbe e chi la usa per fini pratici, come l'organizzazione di un gruppo di studio per un esame o per andare insieme ad un concerto. Il contenuto che si trova su Jodel è unico nel suo genere perché istantaneo, originale e soprattutto locale.

L'anonimato è una delle caratteristiche principali del software ed è lo strumento che permette di comunicare apertamente e rapidamente con l'ambiente circostante. Dato che l'applicazione è usata anonimamente, il registro è piuttosto approssimativo e colloquiale: nel feed si possono trovare barzellette e battute che ricordano Twitter e Instagram.

Un altro elemento chiave che distingue Jodel dalle altre app di questa tipologia è la geolocalizzazione (attraverso GPS), unico riferimento che consente di raggruppare gli utenti entro un raggio massimo di 10 km. creando delle micro-comunità nelle quali si possa apprezzare e condividere la conoscenza del luogo. Ciascuno può, dunque, usufruire del contenuto geograficamente più rilevante senza mettere a rischio la propria privacy.

Struttura e modalità di funzionamento L'applicazione si avvia con la schermata principale che mostra tutte le possibili azioni consentite all'utente. Jodel si serve del GPS per determinare la posizione attuale di chi ne fa uso, che è indicata in alto al centro con il nome della città. I post, denominati "jodel", sono quindi visualizzati da altri utenti in un raggio massimo di 10 km e, a seconda della distanza, ogni jodel è etichettato con un avverbio di luogo specifico: con qui si indicano i post condivisi in meno di 1km, molto vicino quelli condivisi in meno di 2km e con vicino quelli condivisi entro 10km o meno. Se qualcuno oltre i 10km commenta uno jodel compare lontano, mentre compare Città Attuale se si commenta un post dopo aver impostato la funzione Hometown. Quest'ultima, introdotta dal novembre 2016, consente agli utenti di leggere e scrivere post in un luogo in cui non si trovano fisicamente (come la città natale), ma senza guadagnare punti karma per impedire il cosiddetto reposting da altre città. L'obiettivo della funzione Hometown è quello di permettere agli utenti di rimanere connessi con la loro città d'origine, anche quando questi sono lontani da essa o la lasciano momentaneamente, come spesso accade per gli studenti fuori sede o i viaggiatori.