Questa voce contiene un elenco dei personaggi che compaiono nel manga e nell'anime di Gintama.
Agenzia Tuttofare L'Agenzia Tuttofare, conosciuta nella versione giapponese come Yorozuya Gin-chan (万屋銀ちゃん), è il nome dell'agenzia del libero professionista Gintoki Sakata. Gintoki gestisce i suoi affari da un appartamento al secondo piano, dove paga l'affitto a Otose. Come implica il nome, questi affari consistono nell'accettare qualsiasi lavoro per un dato prezzo. Lui e Kagura vivono lì e occasionalmente anche Shinpachi. Nei capitoli seguenti, Gintoki rivela che prima di incontrare Shinpachi e Kagura lavorava all'Agenzia insieme a tre persone di origini africane, che ha poi scaricato nel fiume quando avevano pianificato di abbandonarlo o di uscire con altra gente.
Gintoki Sakata
, conosciuto anche in passato con il nome di Shiroyasha (letteralmente Demone Bianco), è il protagonista della serie. Fondatore dell'Agenzia Tuttofare (Yorozuya), è un potente samurai che vive in un'era in cui le tradizioni dei guerrieri con le katane non vengono più ritenute necessarie; la sua peculiare caratteristica sono i capelli ricci naturali di color argento, anche se spesso si lamenta dei suoi capelli scarmigliati ritenendoli la causa della sua sfortuna, tanto da arrivare ad affermare "se avessi un figlio combatterei fino alla morte perché non ereditasse il gene dei capelli mossi"; inoltre gli viene spesso rimproverato dai suoi conoscenti di avere uno "sguardo da pesce lesso". Avido lettore della rivista Weekly Shōnen Jump e golosissimo di dolci (i suoi piatti preferiti sono il parfait al cioccolato e riso con i fagioli dolci azuki), caratterialmente Gintoki è molto pigro e indolente, oltre ad avere il vizio del gioco d'azzardo e ad essere un pervertito. La sua arma principale, anche a causa del divieto di portare le spade imposto dagli Amanto, è un Bokken con su scritto "Lago Toya" (洞爺湖?) con la quale Gintoki è in grado di tagliare qualsiasi cosa ed in grado di resistere alle ben più performanti spade d'acciaio, nonostante si tratti di un'arma di legno. È inoltre estremamente superstizioso e ha letteralmente il terrore dei fantasmi e degli spiriti, tanto che anche il solo accenno della loro presenza gli fa accapponare la pelle. Non si sa praticamente nulla delle sue origini, salvo che era un orfano che, impadronitosi di una spada, cominciò a girovagare per le contrade del Giappone prendendo parte a sanguinose battaglie e guadagnandosi la nomea di demone divoratore di cadaveri. Le storie su questo demone-bambino giunsero alle orecchie del maestro Shouyou, il quale si mise alla sua ricerca e, una volta trovatolo, lo invitò a seguirlo e a entrare nella sua scuola per samurai la Shouka Sonjuku. Per Gintoki il maestro Shouyou fu come un padre dal quale apprese la via della spada, oltre che a leggere e a scrivere; durante il periodo trascorso alla Shouka Sonjuku conobbe quelli che sarebbero diventati i suoi migliori amici e futuri commilitoni: Kotarou Katsura, Takasugi Shinsuke. Un giorno tuttavia, il loro maestro Shouyo venne rintracciato da un'organizzazione di assassini del governo e portato via per essere condannato a morte per tradimento su ordine dell'allora Shogun Sada Sada. Lo disperazione per la perdita del loro maestro convinse gli studenti della Shouka Sonuiku a unirsi alla fazione espulsionista nella guerra contro gli Amanto, durante la quale Gintoki divenne uno dei generali dell'esercito ribelle, noti anche con l'appellativo de "I Quattro Re Celesti"; nel corso del conflitto divenne uno dei guerrieri più temuti dagli Amanto, tanto da guadagnarsi il soprannome di Demone Bianco a causa della sua ferocia in battaglia e per l'abitudine di indossare vestiti bianchi. Dopo la guerra, terminata con la sconfitta dei Joui, Gintoki venne inizialmente arrestato e condannato a morte, ma venne salvato dal boia che, impietosito da una condanna ritenuta ingiusta, aiutò il giovane e molti suoi ex-commilitoni a fuggire dalla prigione. Successivamente Gintoki si ritirò nell'anonimato, giungendo a Edo e conducendo per un po' la vita da senzatetto finché, mentre sostava in un cimitero cibandosi delle offerte ai defunti, non incontrò la vecchia Otose la quale, impietosita dal suo essere randagio, si offrì di ospitarlo nell'appartamento sopra il suo snack-bar. Per guadagnarsi da vivere Gintoki ha fondato la Yorozuya (Agenzia Tuttofare) e, come sta ad indicare il nome, accetta qualsiasi lavoro in cambio di denaro, tranne gli omicidi e i furti. Ad accompagnarlo nel corso del tempo si sono uniti a lui Shinpachi, Kagura e il suo animale da compagnia Sadaharu. A seguito della sconfitta della Principessa Pavone Kada e al ritiro di Jirochou in campagna, Gintoki è diventato uno dei Quattro Deva che controllano Kabukicho, assieme a Otae, Kurogoma Katsuo e Azumi.
Shinpachi Shimura è uno dei tre protagonisti della serie, membro della Yorozuya e fratello minore di Tae Shimura. È un adolescente di all'incirca sedici anni che indossa un keikogi blu e porta gli occhiali; nel corso della serie molti personaggi affermano che la stessa essenza di Shinpachi risiederebbe negli occhiali, tanto che in un'occasione Gintoki arrivò ad affermare che il personaggio del ragazzo fosse composto al 95% da occhiali, dal 3% di acqua e dal 2% di spazzatura. Si può supporre che i problemi di vista di Shinpachi siano stati causati dalla pessima cucina di sua sorella, la quale è in grado di preparare soltanto delle pietanze bruciate e tossiche. Assieme alla sorella vive nel vecchio dojo di famiglia; essi lo hanno ereditato dal loro padre Ken Shimura, ma attualmente è decaduto poiché, successivamente al divieto di portare spade imposto dagli Amanto, il dojo perse i suoi studenti e alla fine il padre dei due ragazzi contrasse molti debiti prima di morire di malattia, lasciandoli orfani e in difficoltà economiche. Per tirare avanti, Shinpachi iniziò a lavorare in un ristorante, dove veniva continuamente angariato dai clienti Amanto, finché degli alieni non gli fecero uno sgambetto causando il rovesciamento del parfait al cioccolato di Gintoki. Inferocito, il samurai diede una sonora lezione agli Amanto, e in seguito tentò di scaricare la colpa su Shinpachi che a causa di ciò perse il lavoro. Per rimediare Gintoki aiutò il ragazzo a salvare sua sorella da uno strozzino che voleva obbligare la ragazza a lavorare in un bordello per ripagare i debiti lasciati dal padre. Una volta salvata Otae dalle grinfie degli Amanto, Shinpachi ha cominciato a lavorare con Gintoki alla Yorozuya, diventandone al tempo stesso socio e allievo sulla via del samurai. In genere ricopre il ruolo della persona seria della Yorozuya, ma anche se critica costantemente il comportamento indolente di Gintoki lo considera una persona importante per lui, insieme a Kagura. Nonostante l'apparenza, Shinpachi è un competente spadaccino della tecnica insegnata dalla sua famiglia, il Kakido-Ryu. È anche il capitano delle “Guardie Imperiali di Otsu”, un fan club della cantante Otsu: prende il suo ruolo molto seriamente, tanto da aver imposto una disciplina militare ai membri del club e arriva a punire con severità coloro che osano provare interesse per altri idoli e donne al di fuori di Otsu. Doppiato in originale da Daisuke Sakaguchi e da bambino da Natsumi Takamori, e in italiano da Daniele Raffaeli (episodi 1-48) e Mosè Singh (episodio 50+), e da bambino da Francesca Tretto.
Kagura è ragazzina Amanto appartenente al potente e temibile clan Yato (considerata la razza aliena più forte e assetata di sangue dell'universo) che ricopre il ruolo di protagonista femminile della serie. Nonostante l'aspetto di ragazzina innocente, Kagura in realtà è una specie di maschiaccio, che parla in modo schietto e perverso, mangia in maniera scomposta e non si fa scrupolo di ricorrere alla violenza: ciò è dovuto al fatto che Sorachi non trovava credibili i personaggi femminili di altre opere, perciò decise di rappresentare l'eroina di Gintama in una prospettiva anti-femminilista, la prima del suo genere. All'inizio della storia di Gintama, Kagura afferma di essere arrivata sulla Terra per guadagnare soldi da spedire alla famiglia, anche se successivamente viene spiegato che in realtà si traferì sulla Terra nel tentativo di sfuggire alla sua violenta eredità di Yato e trovare un posto da poter chiamare casa. Una volta arrivata a Edo venne assunta come sicario da una banda di malviventi ma, quando le ordinarono di uccidere i membri di una banda rivale, fuggì; fu durante la fuga che incontrò Gintoki e Shinpachi, i quali inizialmente la investirono accidentalmente con lo scooter di Gin, e poi, dopo averla aiutata ad affrontare i suoi vecchi datori di lavoro, la presero a lavorare con loro nell'Agenzia Tuttofare diventando per lei una sorta di famiglia. È la figlia di Umibozu, cacciatore di mostri spaziali e uno degli Yato più forti della galassia, considerato letteralmente una leggenda vivente. Si presenta poco dopo sulla terra per cercare Kagura, constatando che la sua natura brutale potrebbe mettere in pericolo i suoi amici e le persone che la circondano, ma Kagura rifiutò di obbedirgli essendo stata abbandonata da lui in passato; alla fine Umibozu accetterà la scelta di vita della figlia, vedendo che è stata in grado di trovare degli amici che le vogliono bene e sono in grado di prendersi cura di lei. Ha anche un fratello maggiore di nome Kamui, ma l'ha praticamente rinnegato dopo che questo ha abbandonato la famiglia, dopo aver cercato di uccidere loro padre, unendosi alla flotta degli Harusame. Vive assieme a Gintoki nell'appartamento sopra lo snack-bar di Otose e hanno una strana relazione fratello maggiore-sorella, con lei imita comunemente le cattive abitudini di lui oppure assume nei suoi confronti atteggiamenti petulanti da madre. In quanto Yato Kagura ha una pelle altamente sensibile alla luce del sole, che può anche rivelarsi fatale, perciò tutte le volte che esce all'aperto utilizza un parasole viola per proteggersi; questo parasole è anche l'arma tipica dei membri del Clan Yato, infatti è a prova di proiettile e ha un mitragliatore incorporato, anche se Gengai l'ha modificato rendendolo capace anche di sparare bombe energetiche. A causa del suo sangue Yato, è incredibilmente forte (tanto che può fermare uno scooter in corsa con una mano); forza che, tuttavia, non riesce a controllare perfettamente e ha causato la brutta fine di molti dei suoi animaletti, prima dell'arrivo di Sadaharu. Ha anche un insaziabile appetito, che la rende in grado di consumare grandi quantità di cibo in pochi secondi. La si vede spesso prendere parte ai giochi con altri ragazzini del vicinato, come calcia il barattolo, nascondino e la lotta tra scarabei; durante una delle sue uscite ha conosciuto Soyo, sorella minore dello Shogun Shigeshige, con la quale ha stretto una forte amicizia. Considera Sougo Okita un rivale e compete spesso contro di lui, sia con scontri verbali che fisici. Doppiata in originale da Rie Kugimiya e in italiano da Gemma Donati (ep. 1-48) e Jolanda Granato (ep. 50+). La sua versione maschile è doppiata in originale da Koji Ishii e in italiano da Davide Fazio.
Sadaharu