La Direttiva sul diritto d'autore nel mercato unico digitale, o Direttiva 2019/790, è una direttiva dell'Unione europea che ha l'obiettivo di armonizzare il quadro normativo comunitario del diritto d'autore nell'ambito delle tecnologie digitali e in particolare di Internet.
La proposta è stata approvata in commissione giuridica del Parlamento europeo il 20 giugno 2018 e dal Parlamento, in una versione parzialmente modificata, il 12 settembre 2018; il testo della direttiva, dopo i negoziati del trilogo, è stata approvata dal Parlamento europeo il 26 marzo 2019 e successivamente dal Consiglio dell'Unione europea il 17 aprile 2019.
Le proposte contenute nella direttiva europea includono, tra l'altro, la possibilità per gli editori di chiedere il pagamento per l'uso di brevi frammenti di testo, che i siti web a scopo di lucro che ospitano principalmente contenuti pubblicati dagli utenti adottino misure "efficaci e proporzionate" per prevenire la pubblicazione non autorizzata di contenuti protetti da copyright e le eccezioni al diritto d'autore per l'estrazione di testi e dati da parte di istituti di ricerca scientifica. Poiché sia le licenze che le eccezioni sono stabilite su base nazionale, gli articoli 11 e 13 frammenterebbero il mercato dell'UE in contrasto con l'obiettivo dichiarato della direttiva. Il membro britannico del parlamento Stephen Doughty ha proposto inoltre che certi filtri sulle pubblicazioni online venissero implementati anche per prevenire la comparsa di "materiale estremista" su Internet.
Il 26 aprile 2018, 145 organizzazioni nei settori dei diritti umani e digitali, della libertà dei media, dell'editoria, delle biblioteche, delle istituzioni educative, degli sviluppatori di software e dei fornitori di servizi Internet hanno firmato una lettera di opposizione alla legislazione proposta. Alcuni degli oppositori includono Electronic Frontier Foundation, Creative Commons, European Digital Rights, vari capitoli di Wikimedia, e, dal 29 giugno 2018, Wikimedia Foundation, l'ente che sostiene il mantenimento e lo sviluppo di Wikipedia. Tra i singoli individui che si sono opposti alla direttiva si sono pronunciati Tim Berners-Lee e Vint Cerf, i quali hanno presentato le proprie preoccupazioni a proposito dei costi e dell'efficacia di tali filtri preventivi e dei loro effetti negativi sulla libertà di parola online. In risposta alla direttiva proposta, è stata lanciata una petizione su Change.org che, a marzo 2019, ha raccolto oltre firme (rispetto alle 860.000 di luglio 2018). Dall'altro lato, l'approvazione della direttiva è sostenuta da editori, gruppi di media e case discografiche, tra i quali David Guetta, tre tra le maggiori etichette discografiche e la Independent Music Companies Association.
Storia
La direttiva è stata proposta dalla Commissione europea il 14 settembre 2016, in seguito alla comunicazione del dicembre 2015 Verso un quadro normativo moderno e più europeo sul diritto d’autore, che auspicava un aggiornamento della normativa europea in materia di diritto d'autore.
Il 25 maggio 2018 il Comitato dei rappresentanti permanenti del Consiglio dell'Unione europea ha approvato un testo. Un diverso testo è stato approvato dalla Commissione giuridica del Parlamento europeo (JURI) il 20 giugno 2018, con voto a favore dei gruppi PPE, ALDE ed ENF, la contrarietà dei gruppi Verdi/ALE e GUE/NGL e l'astensione del gruppo ECR, mentre si sono invece divisi tra favorevoli e contrari i gruppi S&D e EFDD. Questa decisione avrebbe dovuto essere confermata dal Parlamento europeo in una seduta plenaria, prevista per luglio 2018.
Il 5 luglio 2018 la Proposta di direttiva è stata rigettata dal Parlamento europeo con 318 contrari contro 278 favorevoli (e 31 astenuti), riaprendo la discussione e posticipandola a settembre 2018. Il 12 settembre è stata approvata in seconda lettura con l'aggiunta di 45 emendamenti. Il 26 novembre, il 3 dicembre e il 13 dicembre 2018 si svolgono 3 riunioni del trilogo, concluse con un nulla di fatto. Quindi il trilogo viene rimandato al 21 gennaio 2019. Tuttavia, il 18 gennaio 2019, 11 nazioni contrarie alla direttiva creano la minoranza di blocco e ciò porta a saltare il trilogo previsto per il 21 gennaio 2019. A quel punto si pensa che la palla debba passare alla nuova legislatura, visto l'imminenza della scadenza dell'attuale mandato. Tuttavia, il 4 febbraio 2019 Emmanuel Macron stipula un accordo con Angela Merkel nel quale si prevedono delle esenzioni. L'8 febbraio 2019 una nuova riunione degli stati membri approva questo accordo e quindi viene fissato un nuovo trilogo per l'11 febbraio. Il trilogo dura 3 giorni e si conclude con esito positivo il 13 febbraio 2019. Il 20 febbraio c'e una nuova riunione degli stati membri che hanno approvato l'accordo del trilogo.
Il 26 marzo 2019 il Parlamento europeo ha approvato in prima lettura la Proposta di direttiva sul diritto d'autore con 348 voti favorevoli, 274 contrari e 36 astenuti.
Il 15 aprile 2019, nonostante le numerose mobilitazioni il Consiglio dell'Unione Europea ha approvato in via definitiva la direttiva sul diritto d'autore, con il voto contrario di Italia, Svezia, Finlandia, Polonia, Paesi Bassi e Lussemburgo e senza la facoltà di votare per l'approvazione dei singoli articoli. Questo passo sancisce l'approvazione dei controversi articoli 11 e 17, la versione emendata dell'ex art. 13, comprendenti la cosiddetta "legge salva-meme" e le clausole di protezione della libertà d'espressione per utenti finali.
Dal momento dell'entrata in vigore della norma (6 giugno 2019), gli Stati membri avevano esattamente due anni per il recepimento (deadline fissata per giugno 2021). Il primo Paese Ue a recepirla è stata la Francia nel luglio 2019.
Il 21 aprile 2021 l'Italia ha ricevuto il sì del Parlamento e ha così recepito la direttiva sul diritto d'autore. La legge è entrata in vigore il 12 dicembre 2021.
Contenuto della direttiva
Il Consiglio europeo elenca, tra i propri obiettivi principali, la tutela delle pubblicazioni sulla stampa, la riduzione del "divario di valore" tra i profitti realizzati dalle piattaforme della rete Internet e dai creatori di contenuti, la promozione della "collaborazione" tra questi due gruppi e la creazione di eccezioni al diritto d'autore per l'estrazione di testi e di dati. Tra le proposte specifiche della direttiva figurano: il riconoscimento, a favore degli editori di giornali, del diritto d'autore diretto al riutilizzo delle proprie pubblicazioni da parte delle piattaforme online, come gli aggregatori di notizie o i servizi di monitoraggio dei media (considerando n. 54); l'obbligo per i siti web che ospitano principalmente contenuti pubblicati dagli utenti di adottare strumenti adeguati ed efficaci per impedire la pubblicazione non autorizzata di contenuti protetti dal diritto d'autore; l'assunzione di responsabilità per le azioni degli utenti (articolo 17). Come per tutte le direttive UE, le disposizioni su licenze ed eccezioni dovranno essere recepite dagli Stati membri dell'UE nei rispettivi ordinamenti giuridici nazionali.
Tra gli obiettivi dichiarati figurano un maggiore accesso transfrontaliero ai contenuti disponibili online, un migliore funzionamento del mercato dei diritti d'autore, un equilibrio finanziario tra i creatori di opere originali e gli editori di siti web che utilizzano i contenuti e una collaborazione più efficace tra coloro che creano contenuti, titolari dei diritti d'autore, e i fornitori di piattaforme online che offrono i contenuti caricati dagli utenti.
Articolo 2 L'articolo 2 "Definizioni" indica i vari tipi di enti e di modalità di pubblicazione interessati dalla trattativa.
Indica in particolare al numero 6 cosa s'intende per prestatori di servizi di condivisione di contenuti online. Questi enti hanno come scopo principale (o uno dei principali) memorizzare e dare accesso al pubblico a grandi quantità di opere protette dal diritto d'autore o altri materiali protetti caricati dagli utenti. Fattore chiave è l'organizzazione e la promozione di questi contenuti a scopo di lucro.
Le enciclopedie online senza scopo di lucro, i repertori didattici o scientifici senza scopo di lucro, le piattaforme di sviluppo di condivisione di software open source, i fornitori di servizi di comunicazione elettronica ai sensi della direttiva (UE) 2018/1972, i mercati online, i servizi cloud da impresa a impresa e i servizi cloud che consentono agli utenti di caricare contenuti per uso personale non sono da considerarsi prestatori di servizi di condivisione di contenuti online ai sensi della direttiva.
Articolo 3 L'articolo 3 "Estrazione di testo e di dati per scopi di ricerca scientifica" prevede un'eccezione obbligatoria al diritto d'autore per le riproduzioni e le estrazioni di testo e di dati, effettuate da organismi di ricerca e istituti di tutela del patrimonio culturale, per scopi di ricerca scientifica.
La versione del COREPER ebbe un'estensione sia obbligatoria che facoltativa. Prima dell'approvazione ufficiale della direttiva, 24 associazioni espressero le loro preoccupazioni dal momento che, a seconda che si fosse riconosciuto o meno lo status del dominio pubblico a fatti e informazioni, l'articolo 3 avrebbe potuto aumentare o diminuire le restrizioni rispetto allo status quo.
Articolo 5 L'articolo 5 "Utilizzo di opere e altri materiali in attività didattiche digitali e transfrontaliere" prevede un'eccezione obbligatoria per consentire l'utilizzo digitale di opere e altri materiali, esclusivamente per finalità illustrativa ad uso didattico, giustificato dallo scopo non commerciale perseguito. L'articolo, una volta attuato, ha chiarito che gli istituti di istruzione possono fare un uso non commerciale delle opere protette dal diritto d'autore a fini illustrativi.
Prima dell'approvazione ufficiale della direttiva, il settore dell'istruzione temeva che l'eccezione proposta all'ex articolo 4 della Proposta di direttiva (ora articolo 5) fosse troppo restrittiva. Ad esempio, il settore proponeva di ampliare il campo di applicazione degli "istituti di istruzione" per includervi gli istituti per la conservazione dei beni culturali. La parte più dibattuta dell'ex articolo 4 fu il paragrafo 2, in base al quale l'eccezione non sarebbe stata disponibile se vi fossero state "licenze adeguate" disponibili sul mercato.
La versione del COREPER fu modificata per riflettere le argomentazioni del settore dell'istruzione, ma incluse ancora il paragrafo 2, di cui si era discusso.
Articolo 14 L'articolo 14 "L’articolo 5, paragrafo 3, lettera a), della direttiva 2001/29/CE consente agli Stati membri di disporre eccezioni o limitazioni ai diritti di riproduzione.."
Articolo 15 L'articolo 15 "Protezione delle pubblicazioni di carattere giornalistico in caso di utilizzo online" riconosce agli editori di giornali i diritti d'autore per l'utilizzo online delle loro pubblicazioni da parte delle piattaforme web.
Questi diritti, tuttavia, non si applicano all'utilizzo di singole parole o di estratti molto brevi di pubblicazioni di carattere giornalistico o all'utilizzo del link della pubblicazione.
Prima dell'approvazione ufficiale della direttiva, il corrispondente articolo della Proposta di direttiva (ex articolo 11) obbligava le piattaforme online che pubblicassero snippet diretti a pubblicazioni di carattere giornalistico a munirsi preventivamente di una licenza rilasciata dal detentore dei diritti.Articolo 11 della In virtù dell'allora ex articolo 12 (attualmente articolo 16), il detentore dei diritti poteva quindi "reclamare una quota del compenso previsto per gli utilizzi dell'opera",Articolo 12 della simile alla link tax spagnola.