La mappa di Waldseemüller o Universalis Cosmographia («Cosmografia Universale») è una mappa murale del mondo prodotta dal cartografo tedesco Martin Waldseemüller e pubblicata per la prima volta nell'aprile del 1507. È nota per essere la prima mappa su cui compare il nome «America», posizionato su quello che è oggi noto come Sudamerica. Come spiegato nella Cosmographiae Introductio, tale nome venne scelto in onore del navigatore italiano Amerigo Vespucci.
La mappa venne realizzata attraverso una versione modificata della seconda proiezione di Tolomeo, ampliata per accogliere le Americhe e le alte latitudiniSnyder, John P. (1993). Flattening the Earth: 2000 Years of Map Projections, p. 33. Chicago: The University of Chicago Press.. Ne è giunta fino a noi una singola copia, attualmente conservata nella Biblioteca del Congresso di Washington.
Si crede che Waldseemüller creò anche degli spicchi di globo, mappe stampate progettate per essere tagliate e incollate su sfere a formare globi della Terra. La mappa murale e gli spicchi di globo risalenti alla stessa data raffigurano il continente americano diviso in due parti. Queste raffigurazioni differiscono da quella presente sulla piccola mappa, inserita nel bordo superiore della mappa murale, che mostra i due continenti americani uniti da un istmo.
I più recenti studi hanno dimostrato che una piccola incisione su rame (stampa), su supporto cartaceo, raffigurante un globo (mappamondo) in forma di gore, su cui compare la locuzione ‘AMERICA NOVITER REPERTA’, conservata alla New York Public Library, è la più antica testimonianza cartografica dell’America: potrebbe essere considerata quasi un certificato di nascita, risultando antecedente di oltre otto anni la ristampa della grande carta di Martin Waldseemüller, che si trova alla Biblioteca del Congresso.
La mappa murale Descrizione La mappa murale è costituita da dodici sezioni stampate su xilografie della misura di 46 × 62 cm. Quando vengono assemblate, le sezioni si dispongono a formare tre file e quattro colonne. La mappa utilizza una proiezione cartografica tolemaica modificata con meridiani curvi per rappresentare l'intera superficie della Terra. Nella parte superiore della mappa principale, al centro, è inserita un'altra mappa del mondo in miniatura che rappresenta in una certa misura una visione alternativa del mondo.
Le longitudini, all'epoca difficili da determinare, sono date in termini di gradi ad est delle isole Fortunate (considerate da Claudio Tolomeo la terra più occidentale conosciuta), che Waldseemüller individua nelle isole Canarie. Le longitudini dei luoghi dell'Asia orientale sono troppo grandi. Anche le latitudini, tuttavia, pur essendo già allora facili da determinare, sono abbastanza lontane dal vero. Per esempio, «Serraleona» (la Sierra Leone, situata a 9° nord) viene posizionata al di sotto dell'equatore, e il capo di Buona Speranza (35° sud) è raffigurato a 50° sud.Il titolo completo della mappa è Universalis cosmographia secundum Ptholomaei traditionem et Americi Vespucii aliorumque lustrationes («Il mondo intero, in base alla tradizione di Tolomeo e i viaggi di Amerigo Vespucci e altri»). Uno degli «altri» era Cristoforo Colombo. Il titolo segnalava l'intenzione dell'autore di combinare o armonizzare in una rappresentazione cosmografica unificata la tradizionale geografia tolemaica dell'Europa, dell'Asia e dell'Africa con le nuove informazioni geografiche fornite da Amerigo Vespucci e dai suoi compagni scopritori di terre nell'emisfero occidentale. Waldseemüller spiegò: «Nel progettare i fogli della nostra mappa del mondo non abbiamo seguito Tolomeo a tutti gli effetti, in particolare per quanto riguarda le nuove terre... Abbiamo quindi seguito, per la mappa piana, Tolomeo, fatta eccezione per le nuove terre e alcune altre cose; e per il globo solido, che accompagna la mappa piana, la descrizione di Amerigo che viene aggiunta qui»"nos in depingendis tabulis typi generalis non omnimodo sequutos esse Ptholomaeum, praesertim circa novas terras... Et ita quidem temporavimus rem ut in plano, circa novas terras & alia quaepiam, Ptholomaeum; in solido vero quod plano additur, descriptionem Americi subsequentem sectatati fuerimus." Martin Waldseemüller, Cosmographiæ Introductio, cap.ix, f.19 ; transcribed and translated in Marie Armand Pascal d'Avezac, Martin Hylacomylus Waltzemüller, ses ouvrages et ses collaborateurs, Paris, Challamel, 1867, p.39..
Si ritiene che per la stesura l'autore abbia tratto ispirazione da diverse mappe precedenti, principalmente da quelle basate sulla Geografia di Tolomeo, dal planisfero di Caverio e da altre carte simili a quelle di Enrico Martello o Martin Behaim. I Caraibi e quella che sembra essere la Florida erano già stati raffigurati su due carte precedenti, la mappa di Cantino, contrabbandata dal Portogallo all'Italia nel 1502 e «aggiornata» al 1500, e la mappa di Caverio, disegnata nel 1503-1504 circa, sulla quale compare il golfo del Messico.
Anche se già altre mappe posteriori al 1500 mostrano, non senza alcuna ambiguità, una linea costiera orientale dell'Asia distinta dalle Americhe, la mappa di Waldseemüller indica apparentemente l'esistenza di un nuovo oceano situato tra le regioni transatlantiche scoperte dagli spagnoli e l'Asia di Tolomeo e Marco Polo, qui raffigurata come sul globo di Behaim del 1492. Tuttavia, secondo le testimonianze giunte fino a noi, il primo europeo ad aver visto con i suoi occhi questo oceano, il Pacifico, fu Vasco Núñez de Balboa nel 1513, cinque o sei anni dopo che Waldseemüller aveva pubblicato la sua mappa. Inoltre, a certe latitudini, la mappa sembra prevedere la larghezza del Sudamerica per un raggio di 70 miglia nell'entroterra.
Tuttavia, come è stato sottolineato da E. G. Ravenstein, questo è solo un effetto illusorio della proiezione detta "pallioforme" (a guisa di mantello; si vedano al riguardo le pubblicazioni degli studiosi Diego Baratono e Claudio Piani) usata da WaldseemüllerSolo a partire dal 1514 il matematico tedesco Johannes Werner introduce per la prima volta i metodi geometrici per la realizzazione di una proiezione che viene denominata "cordiforme"., poiché, quando la mappa viene disposta su una più familiare proiezione cilindrica equidistante e confrontata con altre mappe del periodo disposte anch'esse nella stessa proiezione, si rilevano solo poche differenze tra loro: questo è particolarmente evidente quando il confronto viene fatto con il globo di Johannes Schöner del 1515E.G. Ravenstein, Martin Behaim: His Life and His Globe, London, George Philip, 1908, p. 36..
A quanto pare, fino ad allora la maggior parte dei cartografi credeva ancora erroneamente che le terre scoperte da Cristoforo Colombo, Vespucci e altri facessero parte delle Indie. Pertanto alcuni ritengono impossibile che Waldseemüller fosse a conoscenza del Pacifico, che viene raffigurato sulla sua mappa. Lo storico Peter Whitfield ha ipotizzato che Waldseemüller abbia incorporato l'oceano nella sua mappa perché i resoconti che Vespucci fece delle Americhe, con i loro cosiddetti popoli «selvaggi», non potevano conciliarsi con le conoscenze che i contemporanei avevano dell'India, della Cina e delle isole delle Indie. Così, secondo il parere di Whitfield, Waldseemüller giunse alla conclusione, che le terre appena scoperte non potevano essere parte dell'Asia, ma dovevano essere separate da questa; un'intuizione che in seguito si rivelò incredibilmente precisa. Una spiegazione alternativa è quella data da George E. Nunn (vedi sotto).
Il De Ora Antartica di Matthias Ringmann, ovvero la prima versione a stampa della relazione del terzo viaggio di Americo Vespucci (che aveva esplorato l'estesa costa orientale del Sudamerica), fu ampiamente pubblicato in tutta Europa dopo il 1505. Ringmann, autore insieme a Waldseemüller e Americo Vespucci della "Cosmographiae Introductio", introduce ancora una volta l'idea vespucciana, che quello che era stato scoperto era un nuovo continente e non l'Asia. Si è ipotizzato che sia stato questo a spingere Waldseemüller a separare le Americhe dall'Asia, raffigurando l'oceano Pacifico, e a indicare la nuova terra con il nome di Vespucci.
La mappa era accompagnata da un testo esplicativo, la Cosmographiae Introductio, scritto da Waldseemüller, Matthias Ringmann e lo stesso Americo VespucciLicini Patrizia, Speculum mundi A.D. 1507: America ex binis Americi navigationibus, Franco Pancallo, Historiae/89 contributi per una storiografia del mezzogiorno, 2011, pp.95-194, Locri.. Nel Capitolo IX di questo testo si afferma che ormai era ben noto che la terra fosse divisa in quattro parti, di cui Europa, Asia e Africa, essendo contigue l'una con l'altra, erano continenti, mentre la quarta parte, l'America, era «un'isola, in quanto si trova circondata dai mari da tutti i lati»Hunc in modum terra iam quadripartita cognoscitur: & sunt tres primae partes continentes: quarta est insula: cum omni quamque mari circumdata conspiciatur... Nunc vero & haec partes sunt latius lustratae & alia quarta pars per Americum Vesputium (ut in sequentibus audietur) inuenta est..
L'iscrizione nell'angolo in alto a sinistra della mappa proclama che la scoperta dell'America da parte di Colombo e Vespucci aveva realizzato una profezia del poeta romano Virgilio, che nell'Eneide (VI. 795-797) aveva parlato di una terra che si trova nell'emisfero australe, a sud del tropico del Capricorno:
La «via dell'anno e del sole» a cui ci si riferisce è l'eclittica, che segna il movimento annuale del sole lungo le costellazioni dello zodiaco: oltrepassarla, quindi, significa attraversare la sua estensione più meridionale, il tropico del Capricorno. 19° oltre il Capricorno equivalgono ad una latitudine di 42° sud, l'estensione più meridionale dell'America indicata sulla mappa di Waldseemüller. La legenda della mappa mostra come Waldseemüller si sforzasse di riconciliare le nuove informazioni geografiche con le conoscenze ereditate dall'antichitàArchibald Freeman and Emerson David Fite, A Book of Old Maps delineating American History from the Earliest Days down to the Close of the Revolutionary War, Cambridge (Mass.), Harvard Univ. Press, 1926, p. 26Valerie I. J. Flint, The Imaginative Landscape of Christopher Columbus, Princeton, 1992, 84 n. 8)..
Il toponimo più meridionale indicato sulla costa dell'America nella mappa di Waldseemüller è Rio decananorum, il «Fiume dei Cananoreani». Questo fu preso da Vespucci, che nel 1501 durante il suo viaggio lungo questa costa raggiunse il porto che chiamò Cananor (l'attuale Cananéia). Cananor era il nome con cui veniva chiamato il porto di Kannur, nell'India meridionale, il punto più lontano raggiunto in India durante il viaggio del 1500-1501 dal portoghese Pedro Álvares Cabral, lo scopritore del Brasile, del quale Vespucci aveva incontrato due navi di ritorno dall'IndiaFrederick J. Pohl, Amerigo Vespucci: Pilot Major, New York, Columbia U.P., 1944, p. 225.. Questo potrebbe suggerire che Waldseemüller pensasse che il «Fiume dei Cananoreani» si trovasse effettivamente nel territorio di Cananor in India e che l'America fosse, quindi, parte dell'India.