Dal 1940 ufficiale dell'esercito tedesco con il grado di Generaloberst. Prestò servizio nell'esercito bavarese fino alla fine della prima guerra mondiale. Poi fece con insolita rapidità carriera nell'esercito di Weimar. Durante la seconda guerra mondiale comandò la VIIª Armata della Wehrmacht sul confine occidentale, e, dall'estate del 1940 fu Comandante delle truppe di occupazione tedesche in Francia.

La conduzione della difesa dallo sbarco in Normandia delle truppe anglo-americane nel giugno del 1944 fu in gran parte nelle sue mani.

Sulle circostanze del decesso di Dollmann regna incertezza. Mentre la causa viene attribuita prevalentemente ad un attacco cardiaco, vi è anche la tesi che il generale si sia suicidato. Su Dollmann non è stata ancora redatta una biografia, ma sono disponibili solo alcuni schizzi biografici. Peter Lieb: Konventioneller Krieg oder NS-Weltanschauungskrieg. Kriegführung und Partisanenbekämpfung in Frankreich 1943/44. München 2007. S. 87 Fn. 179.

Biografia Figlio di un consulente militare, Friedrich Dollman, e della moglie Maria, nata Kirschbaum. Nikolaus von Preradovich: Die militärische und soziale Herkunft der Generalität des deutschen Heeres. Biblio-Verlag. Osnabrück 1978. S. 94. (= Studien zur Militärgeschichte, Militärwissenschaft und Konfliktforschung, Bd. 14) Dollmann sposò nel 1919 Margareta Jaeger, dalla quale ebbe un figlio. Gli inizi

Il 15 luglio 1899 entrò come Allievo ufficiale nel Primo reggimento bavarese di artiglieria della Prinzregent Luitpold. Tra il 1900 ed il 1901 frequentò a Monaco la Scuola di guerra, al termine della quale uscì con il grado di sottotenente. Carriera 1º Novembre 1899 Allievo ufficiale 6 Febbraio 1900 Alfiere allievo ufficiale 4 Marzo 1901 Sottotenente 23 Ottobre 1910 Tenente 1º Ottobre 1913 Capitano 1º Ottobre 1921 Maggiore 1º Aprile 1927 Tenente Colonnello 1º Febbraio 1930 Colonnello 1º Ottobre 1932 Maggior generale 1º Ottobre 1933 Tenente generale 1º Aprile 1936 Generale dell'Artiglieria 19 Luglio 1940 Generaloberst Nel 1903 continuò il suo addestramento presso la fabbrica di armi di Amberg e nel 1904 nella Scuola reale bavarese di artiglieria e ingegneria. Dal 1905 al 1909 prestò servizio come attendente presso il suo reggimento. Nell'estate del 1909 si qualificò brillantemente per l'ammissione all'Accademia militare bavarese, che frequentò dal 1º ottobre 1909 fino al 30 settembre 1912 e che gli conferì la qualifica di Alto aiutante di campo. Othmar Hackl: Die Bayerische Kriegsakademie (1867–1914). C.H. Beck´sche Verlagsbuchhandlung. München 1989. ISBN 3-406-10490-8. S. 424.

Prima guerra mondiale Con l'inizio della prima guerra mondiale fu aiutante di campo al comando della Prima brigata di artiglieria campale bavarese. In questa posizione fu inviato sul Fronte occidentale, e, il 19 ottobre 1916 assunse il comando della Ia batteria del VIIº reggimento di artiglieria campale. Dopo circa un anno ottenne la promozione come secondo ufficiale di Stato maggiore della VIª divisione bavarese di fanteria, ma solo poche settimane dopo fu nuovamente trasferito. Questa volta nello Stato maggiore bavarese, dal quale, il 21 gennaio 1918 fu assegnato al Comando della VIª armata dell'esercito imperiale. Dermot Bradley (Hrsg.): Die Generale des Heeres 1921–1945. Die militärischen Werdegänge der Generale, sowie der Ärzte, Veterinäre, Intendanten, Richter und Ministerialbeamten im Generalsrang. Band 3: Dahlmann–Fitzlaff. Osnabrück 1994. ISBN 3-7648-2443-3. S. 178.

Nel corso della guerra Dollmann venne insignito della Croce di Ferro di IIª e di Iª classe, della medaglia di IVª classe dell'Ordine al merito militare di Baviera con spade e corona come Dienstauszeichnung, di seconda classe, in italiano, onorificenza. Gerd F. Heuer: Die Generalobersten des Heeres. Inhaber höchster deutscher Kommandostellen. Rastatt 1988. S. 46. Tra le due guerre Dopo l'Armistizio di Compiègne del 1918, nel corso della smobilitazione, il 17 dicembre 1918 rientrò al suo posto di aiutante del 1º reggimento di artiglieria. In questo periodo alternò incarichi presso il ministero a incarichi presso le unità militari. Il 1º dicembre 1927 fu promosso tenente colonnello e due anni dopo divenne tenente generale. Ispettore generale dell'artiglieria dell’esercito della Repubblica di Weimar nel 1933, nel 1935 fu nominato comandante del IX° Corpo d'Arnata della Wehrmacht e nel 1936 gli fu conferito il grado di General der Artillerie. Dollmann e il nazismo La narrazione storica secondo la quale Dolmann fosse o non fosse nazista divide gli storici. Richard Brett-Smith: Hitler's Generals. London 1976. S. 102. Samuel W. Mitcham, Gene Mueller: Hitler's Commanders. London 1992. S. 126 f. Lo storico Klaus-Jürgen Müller stabilì però che tutte le ordinanze di Dollmann erano permeate di un "particolare impeto nazionalsocialista" Klaus-Jürgen Müller: Das Heer und Hitler. Stuttgart 1969. S. 193 Fn 421. e perciò dovesse "avere acquisito una forte inclinazione verso il nazismo". Klaus-Jürgen Müller: Das Heer und Hitler. Stuttgart 1969. S. 202 Fn 264.

Per esempioː in un'ordinanza dell'8 febbraio 1935 sollecitò i suoi ufficiali a una più stretta collaborazione con Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori (NSDAP). Nell'ultimo paragrafo dello scritto auspicò persino che "gli ufficiali, che non accondiscendessero intimamente ed esteriormente pienamente agli stimoli dello Stato nazionalsocialista, fossero allontanati dalla Wehrmacht. Klaus-Jürgen Müller: Das Heer und Hitler. Stuttgart 1969. S. 170. Così da un'altra ordinanza del 28 gennaio 1936 emerge che Dollmann sollecitò, dalla sua posizione di ufficiale, l'incondizionato riconoscimento delle aspirazioni di guida del Partito e quindi dar l'impressione che la convinzione e l'atteggiamento di ogni ufficiale diventassero "positivi e nazionalsocialisti". Klaus-Jürgen Müller: Das Heer und Hitler. Stuttgart 1969. S. 193. Le stesse mogli degli ufficiali dovevano impegnarsi attivamente nelle organizzazioni locali del Partito Nazionalsocialista. Richard Brett-Smith: Hitler's Generals. London 1976. S. 103.

Inoltre ordinò che nei locali destinati al tempo libero degli ufficiali, fossero rimossi i ritratti dell'imperatore e sostituiti con quelli di Hitler. Samuel W. Mitcham, Gene Mueller: Hitler's Commanders. London 1992. S. 126. Sebbene fosse cattolico, Dollmann non escluse nemmeno dalle sue sollecitazioni la cooperazione con il nazismo. Klaus-Jürgen Müller: Das Heer und Hitler. Stuttgart 1969. S. 202.

Nel marzo 1936 affermò: "La Wehrmacht, come uno dei sostegni dello stato nazionalsocialista, esige sempre da voi, come un cappellano militare, una professione di fede chiara e senza riserve verso il Führer, lo stato e il popolo."

Secondo il punto di vista di Samuel W. Mitcham e Gene Mueller le promozioni di Dollmann dopo il 1936 furono conseguenza del suo impegno politico. Tuttavia più tardi, durante l'occupazione tedesca della Francia, egli cominciò ad avere dei dubbi sul nazionalsocialismo. Samuel W. Mitcham, Gene Mueller: Hitler's Commanders., London, 1992, p. 127

La seconda guerra mondiale Il fronte occidentale

All'inizio della seconda guerra mondiale Dollmann fu posto il 27 agosto del 1939 a capo della VIIª Armata. Questa fu posta nell'orbita del Gruppo di armate C, comandato dal generaloberst Ritter von Leeb, schierato lungo il corso superiore del Reno a difesa del confine occidentale tedesco. Nella prima fase di guerra, la Sitzkrieg, in italiano "Strana Guerra", le unità di Dollmann dovevano simulare imminenti attacchi tedeschi sul fronte del Reno superiore e contro la Svizzera. A questo scopo fece compiere un gran numero di spostamenti di truppe e di manovre simulate, che raggiunsero pienamente il loro fine. Karl-Heinz Frieser: Blitzkrieg-Legende. Der Westfeldzug 1940. München 1996. S. 308 f.

Con la campagna di Polonia Dollmann apprese che vi era caduto in combattimento il 10 settembre 1939 il proprio genero, tenente di fanteria. Wilhelm Ritter von Leeb: Tagebuchaufzeichnungen und Lagebeurteilungen aus zwei Weltkriegen. hrsg. von Georg Meyer. Stuttgart 1976. S. 182 Fn. 75a.

Solo nell'ultima fase della campagna di Francia venne impiegata l'armata di Dollmann. Il 14 giugno 1940 il Gruppo di armate C passò all'offensiva sulla linea del Reno. La VIIª armata prese Colmar e Strasburgo e sfondò all'ala sinistra del fronte la Linea Maginot francese. Quindi, nei pressi del confine svizzero si unì alla IIª armata corazzata di Guderian, con la quale fu circondato il IIIª Gruppo di armate francese (IIª, IIIª, Vª e VIIIª armata), forte di circa 200.000 uomini, Gruppo che dovette capitolare il 22 giugno 1940. Kurt von Tippelskirch: Der Zweite Weltkrieg. Bonn 1956. S. 90–93. Considerato il crollo delle armate francesi, l'offensiva della VIIª armata tedesca fu per la verità inutile. Tuttavia, ciò dovette essere visto propagandisticamente come la conquista dell'originariamente tedesca Alsazia-Lorena, piuttosto che la sua occupazione militare. Hans Umbreit: Der Kampf um die Vormachtstellung in Westeuropa. In: Klaus A. Maier, Horst Rohde, Bernd Stegemann, Hans Umbreit (Hrsg.): Die Errichtung der Hegemonie auf dem europäischen Kontinent. Stuttgart 1979. S. 305.

Il 19 luglio 1940 premiò numerosi alti generali. Dollmann divenne Generaloberst, dopo che il 24 giugno 1940 aveva ricevuto la Croce di Cavaliere della Croce di ferro.

Occupazione della Francia Dopo l'armistizio di Compiègne del 1940 la VII armata di Dollmann rimase posizionata ad ovest come corpo di occupazione della Francia. Dollmann, insieme a Erwin von Witzleben, fu l'unico comandante in capo della campagna di Francia, non impiegato nella guerra contro l'Unione Sovietica. Il motivo di questa scelta è oggi solo una supposizione. È vero che Dollmann non era un critico del regime, probabilmente era considerato troppo inflessibile e professionalmente inadatto. Peter Lieb: Konventioneller Krieg oder NS-Weltanschauungskrieg. Kriegführung und Partisanenbekämpfung in Frankreich 1943/44. München 2007. S. 87. Il nuovo territorio del quale era responsabile si estendeva dalla Senna alla Loira. In questa funzione, trascurò la preparazione delle difese costiere. Solo quando la sua armata fu assegnata, nel dicembre del 1943, al Gruppo di Armate B del feldmaresciallo Erwin Rommel, Dollmann si preoccupò della costruzione delle difese nel senso indicato dallo stesso Rommel. Samuel W. Mitcham, Gene Mueller: Hitler's Commanders. London 1992. S. 128.

Per contro, il suo Capo di Stato maggiore sostenne successivamente che Dollmann aveva cercato "con tutti, solo possibilità di aiuto temporaneo" per rafforzare i suoi tratti da difendere, ma non avrebbe avuto sostegno dai suoi superiori. Max Pemsel: Generaloberst Friedrich Dollmann. In: Deutsches Soldatenjahrbuch. (1974). S. 19. Effettivamente, già nel settembre del 1942, Dollmann fece notare che la debolezza personale non gli permetteva di erigere nuove difese, e, in caso di emergenza presiederle. Invece si schierò per un immediato contrattacco sui punti cruciali delle coste, come più tardi, a grandi linee, anche Rommel propose. Hans Wegmüller: Die Abwehr der Invasion. Die Konzeption des Oberbefehlshabers West 1940–1944. Freiburg im Breisgau 1986. S. 75.